ASHTON APPLEWHITE.
...
.
...
IL BELLO DELL'ETA'. MANIFESTO CONTRO L'AGEISMO.
...
.
...
Titolo originale: This chair rocks. 
Traduzione di: Anna Tal.
2017. Edizioni Corbaccio, MILANO.
Collezione Saggi. 
ISBN 978-88-6700-227-6.
...
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
Presentazione.
...
.
...
AGE PRIDE!  ORA DI AFFERMARE CHE LE DISCRIMINAZIONI NEI CONFRONTI DELLET SONO NEGATIVE E INACCETTABILI.
.
Come porti bene i tuoi anni!  una frase che fa piace a tutti sentirsi dire, ma  un complimento oppure  una frase ageista? In fondo significa che appari in forma solo se dimostri unet inferiore alla tua. Ma che male c a dimostrare la propria et? Anzi, che male c ad avere la propria et, qualunque essa sia, e a rivendicarla con orgoglio? Lageismo, spiega Ashton Applewehite,  una forma di discriminazione che si nutre di pregiudizi relativi alle classi det. E, in una societ occidentale concentrata sul valore della giovinezza in modo addirittura grottesco ma in cui la vita media si  incredibilmente allungata, chi ne fa le spese  proprio la categoria di persone pi numerosa: le persone non giovani. E allora  giunta lora di combattere con fermezza tutti pregiudizi ageisti. La vita cambia quando si invecchia, questo  certo: ma non  affatto detto che cambi in peggio, perch invecchiare significa procedere in una trasformazione costante che ci arricchisce come individui e come elementi della societ: nel lavoro, nel rapporto di coppia, nelle relazioni interpersonali. Una societ che emargina le persone pi vecchie  una societ non solo meno saggia, ma anche meno creativa.
Age pride!

L'AUTRICE.
Scrittrice, giornalista e attivista, Ashton Applewhite  unesperta di ageismo e collabora con il New York Times, la National Public Radio, e lAmerican Society on Aging. Il suo blog This Chair Rocks  seguito da migliaia di persone. Ha scritto per Harpers e Playboy, e nel 2015 la
rivista Salt Magazine lha menzionata fra le 100 donne fonte di ispirazione, in compagnia di Aung San Suu Kyi, Angelina Jolie, Germaine Greer, Arundhati Roy, Naomi Klein e altre attiviste impegnate nel cambiamento sociale.


IL BELLO DELL'ETA'.

In memoria di Robert Neil Butler,
mentore, attivista, medico, umanista,
che ha dato il via al dibattito.
Dentro di noi ci sono tutte le et che abbiamo avuto..

Avvertenza alledizione italiana
Le informazioni statistiche aggiunte al testo originale e relative allItalia si basano su dati raccolti da associazioni professionali e su fonti Istat e Censis.

INTRODUZIONE
Non ho mai mentito sulla mia et e non ho problemi nel dire: Ho sessantatr anni forte e
chiaro, ma sono certa che molti lo fanno. Sono quelle persone che scrivono il falso sul loro curriculum,
quando fanno due chiacchiere sullaereo e agli appuntamenti sentimentali.
Pur avendo trentanove anni, una cantante dopera aveva abbassato la sua et allinizio della
carriera per poter essere ingaggiata nella Norma. Una signora che amava far passare i nipoti per i suoi
figli era sempre in contatto con lufficio frodi della sua banca perch non riusciva a ricordare quale data
di nascita stesse utilizzando. Neppure io sarei capace di ricordare le bugie dette e questo  un motivo
per cui ho sempre preferito dire la verit. Laltro  che la risposta che mi davano non era poi cos
terribile: Non dimostri assolutamente i tuoi anni!
Ho ereditato da mia madre il gene dei capelli che non ingrigiscono e ho sempre tanta energia e
nessuna intenzione di rallentare, per cui non ho mai avuto la sensazione che certe orribili etichette
fossero destinate a me: anziana, cougar,1 donna di una certa et. Ma, se ero cos a mio agio, perch la
frase Non dimostri assolutamente i tuoi anni! non mi suonava come un complimento?
La vaga prospettiva di diventare vecchia mi riempiva di un sentimento a met fra lansia e uno
stomachevole terrore. Non volevo pensarci fino a quando non fossi stata obbligata a farlo e, quando
lidea mi attraversava la mente, spostavo lattenzione su qualcosaltro.
Perch no, visto che potevo passare per una pi giovane. Giusto?
Non si trattava di una strategia con solide fondamenta. I biglietti dauguri per i compleanni
circolano regolarmente nei brutti cubicoli del Museo americano di storia naturale, dove lavoro e dove,
per quindici anni, ho condiviso il mio spazio con un collega di nome Ray. Non abbiamo molto in
comune. Lui tiene i conti, io scrivo. Lui vive in periferia, io non ho la macchina. Lui  conservatore, io
progressista.
Con la sua frangia bianco neve, se fosse ingrassato e avesse indossato un abito rosso sarebbe
stato un perfetto Babbo Natale.  orgoglioso di essere un brontolone, si lamenta di continuo dei suoi
dolori e non vede lora di andare in pensione e trasferirsi in Florida. Perci, quando ho scoperto che io
e Ray abbiamo la stessa identica et, sono andata in panico. Ho pensato: E se qualcuno lo scopre?
Penseranno che anchio sono vecchia.
Questo comportamento non solo era altezzoso e meschino da parte mia: era idiota. I miei
colleghi, incluso Ray, non sono stupidi. Non hanno alcun problema nel dire che siamo diversissimi ed 
improbabile che sorgano difficolt in tal senso. Non sono Ray. E allora perch ero cos a disagio
allidea di trovarmi insieme a lui dalla stessa parte di un ipotetico confine giovani/vecchi? Perch
immaginavo che questo avrebbe cancellato la nostra individualit e avrebbe tolto a me,
drammaticamente, valore?
Avevo paura di perdere qualcosa del mio aspetto? Di diventare fragile? Della mia mortalit?
Non era meglio venire a patti con il mio invecchiamento piuttosto che ingaggiare una battaglia che
nessuno poteva vincere?
Mi piacerebbe poter dire che ho trovato tutte le risposte in una sola, accecante epifania. Invece,
 servito un graduale risveglio durato otto anni. Ci sono stati molti giorni cupi, alla tastiera del
computer, e alcune notti insonni in cui dettavo brillanti intuizioni al mio telefonino, molte delle quali
erano molto meno brillanti la mattina successiva.
Ho avuto la fortuna di avere, come mentore, il dottor Robert Butler, che ha coniato il termine
ageismo prima della sua morte, nel 2014. Ho frequentato seminari per giornalisti che parlavano della
sconfitta dellet, ho assorbito un infinito numero di articoli e libri e ho iniziato a esporre i miei
pensieri in un blog.
Mi sono immersa in un mondo di annunci e film, politiche e statuti, prodotti e promozioni che
hanno dato forma alle mie convinzioni inconsce. Un messaggio copriva tutti gli altri: essere vecchi 
brutto. O, come si potrebbe dire in un tweet: essere vecchi fa schifo.
Nel 2007 ebbi per caso una conversazione con la madre del mio compagno, Ruth Stein, che mi
fece iniziare questo viaggio. Adesso che hanno superato i novanta, lei e suo marito Bill vendono libri.
Quella sera mi disse: Penso che dovresti scrivere qualcosa sulle persone che non fanno altro che
chiedere: Quando vai in pensione?
Lidea era divertente e interessante. Cominciai a informarmi sulla longevit e intervistai
persone di oltre ottantanni che lavoravano e ne scrissi sul blog.
Mi recai a Santa Fe, dove si trovava una famiglia da cui potevo essere ospitata. Feci la mia
prima intervista allartista folk Marcia Muth, ottantotto anni, sotto il porticato della sua piccola casa in
mattoni rossi, allombra di un albero addobbato di cd e circondate dalla sua collezione di coprimozzo.
La Muth  cresciuta a Fort Wayne, nellIndiana, dai nonni, per i quali lei rappresentava una
delusione. Mi piaceva la musica classica, Shakespeare, la poesia. Per loro, lavoro significava avere
un negozio mi spieg. Si impegn per diventare bibliotecaria specializzata in testi di legge ed  stata
anche poetessa, editrice, e  verso i cinquanta  pittrice folk di successo e insegnante. Un giornale
appeso alla parete riporta un consiglio della Muth agli studenti di Elderhostel:2 Non si  mai troppo
vecchi e non  mai troppo tardi.
Imbarazzata dalla sua mancanza di preparazione, la Muth ha dipinto in segreto per dieci anni.
Un giorno un artista locale pass a trovarla, la sorprese a nascondere i pennelli e le diede un consiglio:
Non prendere lezioni. Continua cos. Lei lo ascolt e fece di questo consiglio il suo modo di vivere, e
ora  felice di aver fatto questa scoperta nella mezza et. Qualche anno prima del nostro incontro, una
bronchite cronica aveva messo fine alla sua carriera di insegnante, costringendola a usare la bombola
dossigeno, ma questo non interferisce con la pittura, che  la cosa fondamentale mi ha detto. La
vita cambia, quando invecchi ha aggiunto. Capisci cosa  importante e cosa no.
Lei e il suo compagno escono meno e si muovono con maggior lentezza, ma il suo lavoro
continua a migliorare e lei impara sempre pi ad ascoltare se stessa. Non abbiate paura della
vecchiaia consiglia la Muth. Pu rivelarsi meravigliosa, se ci si libera delle ansie di cui spesso si
soffre. E i miei ottantanni sono stati molto pi divertenti dei miei settanta.
La possibilit che la vita possa diventare pi divertente quando si entra negli ottanta non ha mai
attraversato la mia mente. N che respirare con maggiore difficolt, ogni anno che passa, potrebbe
anche non essere spaventoso. E neppure che unaspettativa di vita pi breve potrebbe rappresentare una
fonte, sempre pi grande, di crescita personale e di piaceri ben precisi. E che questa chiarezza gioiosa
potrebbe essere radicata proprio nella consapevolezza  e non nella negazione  che il tempo  poco e
quindi deve essere assaporato a pieno.
Dopo questo primo colpo di aria fresca (e vecchia), sono andata avanti. Dai pediatri ai ranger, le
persone di et avanzata e di tutti i tipi con cui ho parlato mi hanno raccontato del loro lavoro dietro il
volante o una scrivania, con una sega a nastro o con una telecamera e di come ci sono arrivati.
Senza stare a citare lo stereotipo del vecchio tremolante, non  stata una sorpresa che fossero
molto diversi luno dallaltro. Ci che mi ha sorpresa  stata la discrepanza fra quello che pensavo fosse
un ottantenne o un novantenne e quello che ho visto coi miei occhi. Pi leggevo, con pi esperti
parlavo, e pi mi sembrava chiaro che questi lavoratori rappresentavano un gruppo sempre pi ampio
di age. Qual era la motivazione per la distanza fra quello che immaginavo sulla vecchiaia e la realt
che invece stavo sperimentando? Avevo preso per buono il pensiero dominante? Quali erano le mie
aspettative sul futuro?
Il mio peggior incubo era la possibilit di finire tremante, seduta sotto una stampa botanica, in
qualche orribile salone di una casa di riposo. Quando mi hanno chiesto la percentuale di americani over
65 che vive in una casa di riposo mi sono lanciata: Forse il 30 per cento? Non avrei mai immaginato
la percentuale reale: il 4 per cento, mentre nel decennio precedente era il 5! Anche per le persone dagli
ottantacinque anni in su, il numero  solo il 10 per cento.3
Solo il 4 per cento degli americani over 65 anni vive in una casa di riposo. In Italia, il 4,7 per
cento.
Che fine avevano fatto tutti i malati e gli indifesi? Ho presto imparato che oltre la met dei pi
vecchi  dagli ottantancinque anni in su  pu affrontare le attivit quotidiane senza alcun aiuto.4
Probabilmente non spalano la neve dai loro passi carrai e non fanno sfacchinate alle svendite nei grandi
magazzini, ma si vestono, cucinano e si puliscono i loro vecchi sederi. Possono avere malattie croniche,
ma imparano a conviverci. La stragrande maggioranza degli over 65 vive in maniera indipendente, fino
a quando non muore.
E lo spettro della demenza? Tutti sembrano conoscere una storia dellorrore da raccontare. La
mia memoria non  mai stata buona, quindi se mi verr lAlzheimer forse non me ne accorger.  una
prospettiva spaventosa. Ma la vera epidemia  rappresentata dallansia di perdere la memoria.
Ricordate il 4 per cento degli over 65 che vive in una casa di riposo? Il 90 per cento dei rimanenti ha
una normale attivit mentale.5 Di nuovo, la parte pi grande del grafico a torta rappresenta coloro che
rallentano un po, ma sono perfettamente in grado di trovare le proprie pantofole, prima o poi, e di farsi
largo nel mondo.
E la mia convinzione che i vecchi non facessero pi sesso?  vero che lattivit sessuale tende a
diminuire con let, ma  altrettanto vero che le case di riposo sono focolai di desiderio e di amore,
come evidenziano gli importanti tassi di malattie sessualmente trasmissibili nelle persone oltre i
cinquanta. Sesso ed eccitazione cambiano, ma spesso per il meglio, specie per le donne.
Ho anche immaginato che i vecchi fossero depressi. Dopo tutto, sono vecchi e dovranno morire
presto. I loro visi cadenti sono lunica prova di cui avevo bisogno.  venuto fuori che le persone pi
vecchie godono di maggiore salute mentale rispetto ai giovani o alle persone di mezza et.6 Chi poteva
immaginarlo? Ecco il colpo di scena: le persone sono pi felici allinizio e alla fine delle loro vite.7 Se
non volete credermi sulla parola, cercate su Google: Curva a U della felicit. Anche se let ci toglie
quel che ci  caro  forza fisica, amici che amavamo, tono muscolare  diventiamo pi felici.
Pi scoprivo, meglio mi sentivo pensando agli anni che mi aspettavano: e gi non era, di per s,
un piccolo risultato. Dovevo ammettere che gli obiettivi stavano cambiando, ma anche che, comunque,
rimanevo in gioco.
Ho sempre amato andare in bicicletta per la citt, ma cominciai a indossare un elmetto e a
percorrere le ciclabili. Sfreccio ancora lungo il marciapiede, di recente ho per dovuto rallentare per
tenermi al passo con unamica di settantaquattro anni che ha male alle ginocchia. Artrite. Si 
meravigliata, quando ha scoperto che la cartilagine laveva tradita in questo modo, e mi sono resa conto
di essermi meravigliata anchio, quando  toccato a me. Come lei, ho pensato a come dovr gestire la
situazione: comprer un bastone, come ha fatto lei, e continuer a camminare. Solo, non altrettanto
velocemente.
Preoccupazioni specifiche hanno rimpiazzato timori imprecisati. Stavo arrivando a qualcosa...
Evidentemente, arrivare ai novanta poteva essere diverso  e meglio  di un lento scivolare in
depressione, pannoloni e scarpe bianche morbide, che una volta immaginavo... anche se sono ancora un
po preoccupata per quelle brutte scarpe.
Le cose hanno iniziato a sembrare molto pi rosee, tanto da arrivare a quello che ho intitolato
Non sono Ray. Parte seconda: dite pure a tutti che io e Ray abbiamo la stessa et, perch guardate
quanto sembro pi giovane!
Sono passata felicemente dallaltra parte dello spettro e ho trascorso diversi anni a coccolare
lidea che abbastanza spinaci, Sudoku e pensiero positivo potessero tenere la vecchiaia in standby.
Questo approccio potrebbe allegramente chiamarsi: Invecchiare con successo o Invecchiare
produttivamente, e sostiene parecchio il mercato di quei prodotti che promettono di mantenerci giovani.
 confortante e ti d la sensazione di avere il controllo della tua vita.
Ma una domanda mi tirava la giacca. Stavo davvero venendo a patti con ci che significava
invecchiare? O semplicemente avevo scambiato il mio nascondiglio (non-voglio-pensarci) con una
ruota per criceti utile a tenere a bada i pensieri scomodi... E Ray? Avevo rimpiazzato le preoccupazioni
con la negazione?
Arrivare ai sessanta andava bene. Sapevo che gli anni portavano qualcosa in pi e che non
portavano via. Lo sapevo per esperienza personale e le mie ricerche continuavano a confermarmi che
non ero uneccezione e che il futuro aveva molto da offrire. Ma dovevo ancora interiorizzare quella
consapevolezza, integrarla nelle mie convinzioni e nei miei comportamenti, incorporarla nella mia
identit e nel senso che ho del mio posto nel mondo, perch facesse veramente parte di me. Dovevo
prenderne atto e lasciar andare i pregiudizi sullinvecchiamento che mi accompagnavano fin
dallinfanzia, grazie ai media e alla cultura popolare.
Le rughe sono brutte. I vecchi sono incompetenti.  triste essere vecchi. Assorbire queste
convinzioni era stato facile. Bandirle  disorientante e infinitamente pi difficile. Uso il presente perch
ci sto ancora lavorando, come regolarmente mi viene rammentato.
Qual  stato il pregiudizio di cui  stato pi difficile liberarmi? Quello contro me stessa, contro
la futura me, pi vecchia, che vedevo inferiore alla giovane me. Ecco il fulcro della negazione dellet.
Qualsiasi forma prenda  da un lezioso Di solo che ho pi di (aggiungi il numero) a un viso
congelato da aghi e bisturi , la negazione crea una divisione artificiale, distruttiva e insostenibile fra
chi siamo e chi diventeremo. Occultare o rinnegare la nostra et d a quel numero un potere su di noi
che non merita. Accettare let apre la strada al riconoscimento di un obiettivo raggiunto, che va
rivendicato con orgoglio.
Invecchiare  sempre un successo, non  solo una versione sportiva. Perch altrimenti
significa che sei morto.
Non sto dicendo che invecchiare sia facile. Siamo tutti preoccupati di alcuni aspetti legati
allinvecchiamento, che sia non avere abbastanza soldi o ammalarsi o trovarsi da soli, e quelle paure
sono tutte legittime e reali. Ma a molti di noi non viene in mente che lesperienza di raggiungere unet
ragguardevole  o la mezza et, o solo superare la giovinezza  pu essere un bene o un male a seconda
della cultura in cui questo accade.
La cultura americana  concentrata sulla giovinezza in maniera grottesca. La raffigurazione
delle persone anziane tende a essere estrema. Da una parte, c un uomo dalla criniera argentea, amato
dal marketing, che naviga unonda turchese. Dallaltra, c una donnina, amata dal mercato costruito
intorno alla vecchiaia, che appassisce in un letto dospedale. Queste persone esistono, ma difficilmente
rappresentano la media. La stragrande maggioranza di noi finir nel mezzo, indebolita nella memoria e
nella muscolatura, ma ancora nel mondo, e capace di godersi la vita fino alla fine.
Dovevo passare al livello terzo di Non sono Ray, e cio Non sono Ray. Ray sar felice come una
Pasqua in Florida:  il tipo di vecchiaia che desidera. Io invece sto cercando di fare la mia strada, che
non sar come la sua. Non sto pianificando di andare presto in pensione, n di darmi alla pole dance o
alla maratona. Mi limito a sentirmi bene in questa situazione. Invecchiare  un successo: non solo la
versione sportiva. Altrimenti significa che sei morto.
Grazie a quella consapevolezza, una serie di pezzi del puzzle  andata al proprio posto, ma una
domanda fondamentale e sottintesa  rimasta: perch la mia visione dellultima parte della vita  stata
cos fuori sincrono rispetto alla realt? Perch, per tutti questi anni, ho accettato supinamente un
racconto non verificato, invece di farmi confortare e guidare dalle prove che avevo intorno a me?
Queste prove si possono trovare facilmente: perch non ne sono a conoscenza pi persone? Di che tipo
di convinzioni ci siamo imbevuti? Che cosa c, nella nostra cultura, che ha reso, per me e per tanti
altri, raccapricciante la prospettiva di vivere fino a ottanta o novantanni?
La risposta, una sorta di prurito che dovevo grattare e, infine, un libro che dovevo scrivere, 
lageismo: relegare le persone pi vecchie a una cittadinanza di seconda classe, insieme alla mancanza
di rispetto dei giovani. Ecco la definizione formale: discriminazione e stereotipizzazione sulla base
dellet di una persona. Siamo ageisti quando sentiamo o ci comportiamo diversamente, verso una
persona o un gruppo, sulla base dellet che pensiamo abbiano.
Ageismo non  una parola familiare, o attraente, ma non lo era neppure sessismo, fino a
quando il movimento femminista non si  trasformato in una richiesta a gran voce di uguali diritti per le
donne.
Come in tutti gli ismi, dietro lageismo esistono degli stereotipi: la certezza che tutti i
componenti di un gruppo siano uguali. Si pensa che coloro che abitano in una casa di riposo abbiano la
stessa et  sono vecchi , anche se i residenti possono andare dai cinquantenni ai centenari (potete
pensare nello stesso modo di un gruppo che va dai venti ai sessantanni?).
In realt, pi invecchiamo e pi diventiamo diversi gli uni dagli altri. Pensateci: quale gruppo 
pi probabile che abbia molto in comune, uno di diciassettenni o uno di settantenni? I medici dicono:
Se hai visto un ottantenne, hai visto un ottantenne.
Perch let non  considerata un criterio di diversit?
Come il razzismo e il sessismo, lageismo  unidea socialmente costruita, che  cambiata nel
tempo e che ha scopi sociali ed economici. Come tutte le discriminazioni, legittima e mantiene una
distanza fra i gruppi, in questo caso fra i giovani e coloro che non lo sono pi.
Diversi tipi di discriminazione  razzismo, sessismo, ageismo, omofobia e quelli nei confronti
dei diversamente abili  interagiscono, creano strati di oppressione nelle vite di individui o gruppi.
Loppressione si riflette ed  rinforzata dalla societ attraverso sistemi economici, legali, medici,
commerciali e altro, che ognuno di noi affronta quotidianamente. A meno che non sfidiamo lo stigma,
lo riproduciamo.
Come il razzismo e il sessismo, lageismo non riguarda il nostro aspetto, bens il significato
assegnato al nostro aspetto da chi detiene il potere per farlo. Lageismo entra in gioco quando il gruppo
dominante usa il proprio potere per opprimere o sfruttare o zittire o, semplicemente, ignorare chi 
molto giovane o molto anziano. Sperimentiamo lageismo ogni volta che pensiamo di essere troppo
vecchi per qualcosa  un compito, una relazione, un taglio di capelli  invece di scoprire chi siamo e
di che cosa siamo capaci. Oppure se qualcuno d per scontato che siamo troppo giovani. Lageismo
funziona in entrambi i casi, quando le persone brontolano sui millennial pigri o si lamentano che i
giovani sono fatti cos.
Ora vedo ageismo ovunque. Quando amici di lunga data si sentono umiliati, se si menziona
davanti a tutti da quanto tempo si conoscono, invece di godersi la loro storia comune. Quando uomini e
donne si sentono spinti a mentire sulla loro data di nascita sui siti di appuntamenti online. Quando le
persone evitano deambulatori e sedie a rotelle a causa dello stigma che li accompagna, anche se
lalternativa  non uscire mai di casa. Sui manifesti e in televisione, negli ospedali e negli alberghi, a
cena e nella metro (Quando si hanno ottantanni, chi non ha bisogno di un lifting? recitava
briosamente un cartellone pubblicitario che annunciava la ristrutturazione di una stazione della
metropolitana). Nellincessante fuoco di fila di messaggi che spinge chi non  pi giovane ai margini
della societ. Nel nostro assorbimento distratto di quegli stessi messaggi, e nellessere insensibilmente
collusi alla nostra costante perdita di potere.
Ho imparato che gran parte di ci che pensavo del processo di invecchiamento era sbagliato.
Che stare nellombra aiuta potenti interessi commerciali e politici, ma non aiuta me. E che fare
chiarezza su questo tema  pi salutare e rende pi felici. Eppure, nonostante il boom della longevit
senza precedenti del XX secolo, il preconcetto sullet deve ancora essere rilevato dal radar culturale: 
lultimo pregiudizio socialmente accettato.
Sappiamo che accettare la diversit significa includere persone di razza, genere, capacit e
orientamento sessuale diversi: perch let non viene considerata con un criterio simile? Commenti
razzisti o sessisti non vengono pi tollerati, ma chi reagisce quando le persone pi vecchie vengono
fatte passare come persone senza alcun valore? O come persone incompetenti o escluse o noiose o,
persino, repellenti?
Supponete di vedere questi dolorosi stereotipi per quello che sono, senza quellismo che
politiche e atteggiamenti hanno messo sullet. Supponete di uscire dalla routine della negazione
dellet e iniziare a vedere come lageismo separa e limita le nostre prospettive.
Riprendiamo fiato, poi iniziamo a sfidare le strutture discriminanti e le convinzioni errate che
cercano di dare una forma rigida al nostro invecchiamento. Come il razzismo e il sessismo, lageismo
scaver un solco fra noi, deruber la societ di un immenso accumulo di conoscenze ed esperienze e
avvelener il nostro futuro descrivendo vite pi lunghe e salutari come fossero problemi, invece che
risultati importanti, cos come le opportunit che esse invece rappresentano.
Un buon punto dal quale iniziare  eliminare alcune parole. Anziani? S. In parte perch non ho
mai sentito nessuno usare quella parola per descrivere se stesso. E anche perch anziani viene
sempre insieme a gli, cosa che implica lappartenenza a un gruppo omogeneo. Senior? Bleah,
senior funziona in alcune lingue, ma io lo sento come un vocabolo estraneo, e non mi piace il fatto
che implichi rispetto solo per let che si  raggiunta: anche i bambini meritano rispetto.
Dato che lunica espressione che non pu essere obiettata per descrivere le persone pi vecchie
 persone pi vecchie, ho deciso di utilizzare come definizione pi vecchi, insieme a pi giovani.
Il motivo  chiaro: ha valore neutro ed enfatizza che let  un continuum. Non c una divisione
vecchi/giovani. Ci sono sempre persone pi vecchie e pi giovani di altre.
Visto che nessuno sul pianeta sta diventando pi giovane, smettiamo di usare invecchiare come
peggiorativo, i figli invecchiati del baby boom per esempio, come se ci fosse ancora
dellautoindulgenza da parte di quella generazione fastidiosa, o artisti invecchiati come se i loro fan
si fossero preservati criogenicamente.
Invecchiare a casa  vivere dove vogliamo pi a lungo possibile   per molte persone una
priorit. Visto che invecchiare significa vivere, chiamiamolo vivere a casa.
Quando qualcuno mi dice: Porti benissimo i tuoi anni non borbotto pi un imbarazzato
ringraziamento, rispondo con un allegro: Anche tu porti bene i tuoi anni!
Mi ha sempre fatto impazzire quando qualche spiritosone mi chiamava ragazza e si aspettava
che io mi sentissi lusingata, ma non sapevo perch, fino a quando non ci ho pensato sul serio.
Commenti di questo tipo sono erroneamente considerati complimenti. Tendiamo a ignorarli perch ci
mette a disagio il riferimento al fatto di non essere pi giovani. Ma  sgradevole essere chiamati
anziani fino a quando non smettiamo di sentirci cos. Be, io ho smesso. Quando qualcuno mi dice:
Porti benissimo i tuoi anni non borbotto pi un imbarazzato ringraziamento, rispondo con un allegro:
Anche tu porti bene i tuoi anni!
Quando ho intuito che una delle ragioni per cui le donne pi vecchie sono invisibili perch tante
si tingono i capelli per coprire quelli grigi, mi sono decolorata i miei, per vedere come fosse. Quando la
schiena mi fa male, invece di dare subito la colpa allosteoqualcosa, ho iniziato a chiedermi se
dipendesse dal fatto che avevo spalato il vialetto o diserbato il giardino. Ho aperto un blog domanda e
risposta dal titolo Yo, Is This Ageist? (Questo  ageista?), tramite il quale i lettori possono chiedermi se
ci che hanno visto o sentito o fatto  offensivo oppure no. E ho scritto questo libro.
Anche se invecchiamo in modi differenti e in tempi differenti, tutti ci svegliamo ogni giorno pi
vecchi. Invecchiare  difficile, ma, per la maggioranza dei casi, il passare del tempo ci porta benefici
reali. Negando quei benefici e sottolineando le nostre paure, lageismo rende linvecchiamento
peggiore di quel che dovrebbe essere.
Ecco perch ho iniziato una crociata per rivoluzionare la cultura distruttivamente e
stupidamente ossessionata dalla giovinezza. Mentre facevo questo viaggio, dal personale al politico, 
diventato chiaro che lageismo  profondamente intrecciato con il sistema capitalistico, e che il suo
ribaltamento comporter sconvolgimenti sociali e politici. Lageismo, a differenza
dellinvecchiamento, non  inevitabile. Nel XX secolo, i diritti civili e i movimenti femministi hanno
risvegliato la cultura tradizionale, portandola alla consapevolezza dei sistemi radicati di razzismo e
sessismo.
Pi si recente, i diritti dei disabili e quelli degli omosessuali e dei trans hanno portato nelle
strade e nei tribunali le discriminazioni nei loro confronti.  giunto il tempo di aggiungere lageismo
alla lista, di includere let ai criteri di diversit, e di mobilitarci contro la discriminazione sulla base
dellet.  inaccettabile, tanto quanto la discriminazione sulla base di qualsiasi altro aspetto di noi
stessi. Se siamo giunti alluguaglianza matrimoniale, perch non a quella sullet? Se il gay pride 
diventato mainstream, e milioni di persone oggi si identificano orgogliosamente come diversamente
abili, perch non un age pride? La sola ragione per cui lidea suona bizzarra  perch  la prima volta
che la sentite. Non sar lultima. La longevit  definitivamente conquistata. Tutti invecchiano. Finirla
con lageismo porter benefici a ognuno di noi.
Questo libro vuole portarvi a riconoscere lageismo dentro e intorno a noi e a farci abbracciare
un punto di vista pi sfaccettato e accurato dellinvecchiamento... tiratevi su di morale e andate oltre.
Quali idee sullinvecchiamento abbiamo interiorizzato senza neppure accorgercene? Da dove vengono
queste idee e quali motivazioni hanno? Come funzionano nella nostra vita  dalla professione alla
camera da letto, ormai assimilate  e che cosa cambia dentro di noi quando ci accorgiamo di queste
forze distruttive allopera? Come dovrebbe essere un impegno a favore dellet... di tutte le et? Che
cosa possiamo fare, individualmente e collettivamente, per provocare il necessario spostamento di
coscienza e catalizzare un radicale movimento perch accada?
Cominciamo.
1
COME NASCE LAGEISMO E COME FUNZIONA
Quando il gerontologo Robert Butler ha coniato il termine ageismo nel 1969  lo stesso anno
in cui sessismo ha fatto il proprio debutto  lo ha definito una combinazione di attitudini
pregiudiziali nei confronti delle persone pi vecchie, della vecchiaia e dellinvecchiamento in s,
pratiche discriminatorie nei confronti dei pi vecchi e pratiche e politiche istituzionali che perpetuano
stereotipi su questo tema. Il termine fu adottato dai media e aggiunto allOxford English Dictionary.
Quasi mezzo secolo pi tardi, ha a malapena raggiunto la consapevolezza diffusa, senza parlare di
provocare una protesta.
Messaggi negativi sullinvecchiamento gettano unombra sulla vita di ognuno di noi, bloccando
le nostre prospettive, leconomia e la vita civile. Questa  oppressione: essere controllati o trattati
ingiustamente. Ma moltissimi devono ancora inserire le loro preoccupazioni sullinvecchiamento in un
contesto sociale o politico. Quando chiedo a qualcuno se sa che cosa sia lageismo, tanti riflettono un
momento, paragonando la parola ad altri ismi, e capiscono quel che significa. Il concetto suona vero,
e annuiscono. Ma per loro  ancora unidea nuova. E, a meno che loppressione sociale non venga
rivelata, non la vediamo come tale.
Perpetuarla non richiede un pregiudizio consapevole o una discriminazione deliberata. Le cose
stanno cos si dice per giustificare questa vita pi povera, e probabilmente lo saranno sempre.
NON  SEMPRE STATO COS
Nella maggior parte delle societ preistoriche e agricole, le poche persone che vivevano a lungo
erano considerate insegnanti e custodi della cultura. La religione ha dato potere agli uomini pi vecchi.
La Storia era qualcosa di vivo, che veniva tramandata di generazione in generazione. Questa tradizione
orale ha ricevuto un duro colpo con linvenzione della stampa, quando i libri sono diventati un deposito
alternativo di conoscenza. Fino a quando let avanzata  rimasta relativamente rara, per, i pi vecchi
hanno mantenuto un ruolo sociale, come depositari di importanti capacit e informazioni. Agli inizi, gli
Stati Uniti erano una gerontocrazia, gli uomini pi vecchi reggevano le redini, i cittadini pi giovani
dovevano invecchiare per accedere a posizioni di autorit.
Il XIX e il XX secolo hanno visto un ribaltamento. La modernit ha portato transizioni epocali
che hanno ridotto la visibilit dei membri pi vecchi della societ, diminuendo le loro opportunit ed
erodendo la loro autorit. Rapidi cambiamenti sociali hanno fatto sembrare la conoscenza del passato
meno rilevante. Invecchiare  passato dallessere un processo naturale a un problema sociale che
doveva essere risolto con programmi come welfare e case di riposo, queste ultime un matrimonio
riparatore fra lospizio e lospedale, come memorabilmente diceva il gerontologo Bill Thomas, che
hanno dato vita a unindustria crescente.
Spinta dalla comodit e dalla prosperit del dopoguerra, dallesplosione del consumismo e dalle
ricerche su uno stadio della vita neobattezzato adolescenza, la cultura giovanile  emersa come un
fenomeno distinto del XX secolo. Mentre cresceva questo culto della giovinezza, la gerontofobia  la
paura di invecchiare e il fastidio, persino lodio, per i vecchi  ha avuto unimpennata. A quelli di noi
che sono cresciuti negli anni sessanta e settanta veniva detto di non fidarci di nessuno sopra i trenta,
forse la prima esortazione esplicita a prendere posizione in una divisione generazionale. I decenni dopo
i trenta sembravano persino meno invidiabili. Avrai ancora bisogno di me, mi nutrirai ancora, quando
avr sessantaquattro anni? cantavano i Beatles.
INVECCHIARE  DIVENTATO UNA VERGOGNA
Lo status di anziani  radicato non solo nelle circostanze storiche ed economiche, ma anche
nelle paure umane pi profonde, nelle vulnerabilit inerenti let avanzata: la perdita di mobilit,
visibilit e indipendenza. Tutti diventiamo pi vecchi, e molti di noi possono muoversi meno. Si tratta
di passaggi naturali e inevitabili. Ma viviamo in una cultura che deve ancora sviluppare il linguaggio e
gli strumenti che ci aiutino a gestirli meglio. In parte perch sono cambiamenti che ci fanno sentire
vulnerabili, in parte perch la longevit  un fenomeno nuovo, e anche perch esiste lageismo, sia
interiorizzato che nella cultura intorno a noi. Come risultato, queste transizioni sono caratterizzate da
vergogna e perdita di autostima.
Interiorizzate, paura e ansia spianano la strada per una serie di comportamenti deleteri che
includono negazione, ipercompensazione e anche peggio: reale disprezzo, che legittima stigma e
discriminazione. Due caratteristiche tipiche dei gruppi marginalizzati? Disgusto di s e passivit: quello
che mia figlia ha soprannominato, con poco tatto, il fattore bleah o il fattore piet, che la
prospettiva di invecchiare risveglia in cos tante persone.
Mentre invecchiamo, ci colpevolizziamo per molte diverse circostanze, che non abbiamo creato
noi e che sono fuori dal nostro controllo.
Un amico che ha comprato la casa da una persona sulla sedia a rotelle ha osservato: Accidenti,
 bello avere porte cos ampie e un gabinetto posizionato cos: dovrebbero farlo per tutti. Questa  la
premessa della progettazione universale: i prodotti per persone pi vecchie o con disabilit funzionano
benissimo anche per gli altri. I prodotti age-friendly migliorano lambiente e lo rendono pi accessibile
a tutti,  il marchio negativo che si portano dietro che li mantiene fuori dal mercato.
Gli agenti immobiliari consigliano di togliere rampe e maniglioni, prima di mettere la casa sul
mercato, perch nessun compratore vedrebbe laccessibilit come un bonus o invecchiare in essa come
una necessit. Ahim, grazie allageismo interiorizzato, hanno ragione.
Questo stigma sconfigge persino il business. C un mercato crescente per i pi vecchi, prodotti
tecnologici per favorire lindipendenza, nonostante ci gli inserzionisti preferiscono rivolgersi a un
target tra i quindici e i trentacinque anni. Sebbene i compratori over 65 abbiano un maggiore potere
dacquisto, i commercianti sono a disagio nel tenere prodotti per loro, e le aziende sono diffidenti
nellinvestire. A meno che non vendano prodotti sanitari, i marchi non vogliono essere associati con il
gruppo dei non pi giovani. Cos come c resistenza per i consumatori pi vecchi a comprare prodotti
che potrebbero dichiarare apertamente una loro mancanza della vista o dellequilibrio.
Intanto, ci colpevolizziamo per molte diverse circostanze, che non abbiamo creato noi e che
sono fuori dal nostro controllo. Le difficolt ci trasformano in persone problematiche. Quando le
scritte sulle etichette sono troppo piccole da leggere o mancano i corrimani o i coperchi sono difficili
da aprire, diamo la colpa a noi stessi perch non siamo pi agili, abili o meglio preparati. Guardando
una persona pi vecchia che lotta per alzarsi da una sedia bassa, diamo per scontato che i muscoli delle
sue gambe siano deboli o che il suo equilibrio sia precario, non consideriamo linadeguatezza di una
seduta cos profonda o bassa. Se vediamo un adolescente appollaiato su una sedia dellasilo non ci
doliamo per il fatto che le sue gambe sono troppo lunghe. Le sedie per i bambini non sono progettate
per gli adolescenti, come gran parte delle poltrone non sono disegnate per i novantenni.
La questione non  la competenza o lincompetenza, ma  difficile tenerlo a mente in un mondo
ageista. Questi ostacoli sono il minore dei problemi rispetto alle politiche e ai pregiudizi sommersi che
riducono accesso e indipendenza. Noi colpevolizziamo il fatto di invecchiare, invece dellageismo che
rende queste transizioni una vergogna e queste barriere accettabili.
La discriminazione  non let o la disabilit   la barriera a una piena partecipazione alla vita
civile.
LAGEISMO CI FA TEMERE IL NOSTRO FUTURO
Non ha molto senso discriminare un gruppo del quale faremo parte. O imprecare contro i pi
vecchi che consumano risorse  che si sono guadagnati  quando sia il bisogno che il rifiuto saranno
qualcosa che dovremo affrontare.
Lageismo  un pregiudizio contro i noi del futuro, come Todd Nelson e gli altri studiosi della
terza et hanno osservato, e ha la caratteristica sospetta di essere lunico fatto inevitabile e universale a
essere diventato un ismo. Si radica nella negazione che diventeremo vecchi. Che lo stiamo
diventando. La sua peculiarit  linsistenza irrazionale che i pi vecchi sono gli Altri, non Noi 
neppure fra anni  e facciamo molto per allontanarci da quel futuro.
Mia madre ha novantanni, ma non  vecchia qualcuno ha insistito col dirmi, di recente, come
se fosse uno stato contagioso. Noi esageriamo le differenze e sorvoliamo su ci che abbiamo in
comune, come i pi vecchi che disprezzano i centri anziani pieni di vegliardi in carrozzella, per non
rischiare di perdere valore, se a essi associati.
Quando siamo bambini, non immaginiamo che la nostra voce un giorno sar tremolante, la pelle
increspata e landatura vacillante, ma  nel tempo  diventa sempre pi difficile sostenere quella
illusione. Un vincolo psicologico, quanto punitivo, stringe la sua morsa. A meno che  o fino a quando
 non veniamo a patti con questa transizione, odiamo ci che stiamo diventando.
Lo storico David Hackett Fischer  ferocemente chiaro sulle implicazioni di questa divisione
negativa, distruttiva per quasi tutti coloro che ladottano [...] perch alla fine  sempre diretta contro la
mente che occupa.8 Questa  la natura del pregiudizio: sempre ignorante, solitamente ostile. Inizia non
facendoci piacere qualcuno e, nel caso dellet (al contrario di razza o sesso), si trasforma in odio per
noi stessi.
Questo odio per noi stessi prende molte forme. Si manifesta nello sforzo diffuso di sembrare pi
giovani, nello stesso modo in cui gli afroamericani cercavano di passare per bianchi e i gay per etero,
comportamenti nati sia per il desiderio di proteggersi dalla discriminazione che da un disgusto
interiorizzato. Sta sotto a commenti dispregiativi come Non mi riferisco agli altri presenti in questa
stanza, ma io non sto diventando pi giovane e Non dire quando mi sono laureato, che ho sentito
pronunciare, proprio con queste parole, da persone impegnate in prima linea nelle politiche per
linvecchiamento. Pensereste che dovrebbero essere pi consapevoli, ma molti di loro conoscono
direttamente i modelli deficitari dellinvecchiamento. Sono esperti nellimportante compito di prendersi
cura dei pi fragili, dei pi bisognosi  ecco come trovano fondi e vengono promossi  e devono ancora
riconciliarsi con quella visione dellet avanzata, con ci che li aspetta.
Esattamente dalla parte opposta delluniverso, molti esperti propongono il modello
dellinvecchiamento felice, sostenendo che i comportamenti salutari e la strategia del posso farlo
riescono a mantenere a bada linvecchiamento.  comunque una forma di negazione, una versione di
lusso che tende a sottovalutare limportanza della classe socioeconomica di appartenenza e la possibile
disabilit di un individuo nellimmaginare quanto con successo possiamo invecchiare.
Siamo cos impegnati a sentirci giovani che rimaniamo ciechi sullageismo dentro e intorno a
noi, e non impariamo a difenderci da esso. I pi vecchi tendono a identificarsi con i pi giovani tanto
da sentirsi tali. Altri gruppi che sperimentano il pregiudizio, come i gay o gli autistici, sviluppano
strategie di difesa che rinforzano lidentit e persino lorgoglio di appartenere a quello che i sociologi
chiamano out-group.9 I pi vecchi, invece, apparentemente hanno la medesima attitudine nei
confronti della vecchiaia di coloro che fanno parte dellin-group, cio i giovani.10 Quando si dice non
voler fare parte di un club che prenderebbe voi come membro! Battuta che sarebbe molto pi divertente
e molto meno ironica se non fosse il club nel quale tutti contano di entrare.
LAGEISMO LEGITTIMA GLI ABUSI E ACCORCIA LA VITA
Perch gli stereotipi sono cos insidiosi? Perch quando si applicano ad altri non dobbiamo
difenderci da essi.
Vengono assorbiti facilmente, spesso inconsciamente, nel nostro modo di pensare. Gli stereotipi
ostacolano lempatia, ci allontanano dalle esperienze delle altre persone... anche se, nel caso
dellageismo, quegli altri sono i nostri futuri s. Lageismo permette alle generazioni pi giovani di
vedere i pi vecchi differenti da loro; quindi cessano sottilmente di identificarsi con gli anziani come
esseri umani ha scritto Robert Butler in Why Survive? Growing old in America, che gli ha fatto
vincere il premio Pulitzer.11
Quando vediamo le persone diverse da noi  altro colore, altra nazionalit, altra religione  il
loro benessere sembra meno di un diritto umano. Ecco perch cinque casi su sei di abuso sui pi
vecchi, negli Stati Uniti, non viene denunciato.12
In Europa sono 27 milioni gli anziani che hanno subito un abuso. In unindagine condotta in
Francia, Italia, Spagna, Belgio, in cui sono stati esaminati mille casi per Paese, il 20 per cento degli
anziani intervistati ha ammesso di essere stato vittima o testimone di truffe, compiute da famigliari o
estranei.
Questo tipo di abuso pu prendere diverse forme: trascuratezza o abbandono; abuso fisico
(compreso linappropriato uso di medicine o di degenza); abuso emotivo come intimidazione o
umiliazione; abuso sessuale; truffe alla sanit; sfruttamento finanziario. Per colpa dellageismo, tale
abuso  meno riconoscibile dagli staff dei pronto soccorso e dai poliziotti di altre forme di violenza
domestica, e le persone in genere sono meno equipaggiate a individuarlo.
Se nessuno sa che sono abusato, o non ho mai sentito parlare di abuso sugli anziani, e penso
di essere lunico a subirlo, mi sento imbarazzato e pieno di vergogna, quindi tengo la bocca chiusa
spiega Mary Anne Corasaniti, ex direttrice del programma sugli abusi sugli anziani di Onondaga
County, nello Stato di New York. Ecco perch alcune persone razionalizzano lo sfruttamento degli
anziani, con la scusa ripugnante che sono troppo vecchi per notarlo.
Anche la sola condiscendenza accorcia la vita. Quello che i professionisti chiamano
elderspeak13  lo sminuente caro o tesoro che si usano per indirizzarsi ai pi vecchi  porta a
qualcosa di pi che sofferenza. Rinforza gli stereotipi di incapacit e incompetenza che, a loro volta,
portano a una salute pi debole, inclusa una minore durata della vita. Le persone che hanno una
percezione positiva dellinvecchiamento vivono effettivamente pi a lungo  uno sbalorditivo risultato
di 7,5 anni in pi di media , in larga parte motivato dal fatto che hanno maggiore cura di s.14 Si tratta
di un aumento della durata della vita maggiore rispetto a quello che pu dare tenervi in movimento o
smettere di fumare.
Questa cultura limita anziani e disabili con il messaggio che la loro vita  inutile, ed  inutile
sostenerla.
La demenza, fra media e moderata, non regala immunit:  stato dimostrato che i malati di
Alzheimer, che risiedono nelle case di riposo, reagiscono aggressivamente a un linguaggio infantile.
Essere troppo accomodanti porta, anche in questo caso, a un danno, basta utilizzare parole e frasi pi
semplici o parlare a voce pi alta e pi piano di quello che faremmo con una persona pi giovane,
invece di accertarci prima che il nostro interlocutore sia effettivamente confuso o un po sordo. Questo
comportamento sminuente sembra portare a un invecchiamento istantaneo chi ne  oggetto: parlano,
si muovono e pensano peggio degli altri nel gruppo di controllo.15
Gli stereotipi interiorizzati interferiscono anche con il valore che le persone danno alla loro vita.
Prendete la triste storia di Bob Bergeron, un terapeuta di New York, il cui suicidio allet di
quarantasette anni sorprese gli amici. Descritto come incessantemente felice, Bergeron aveva amici,
famiglia, sicurezza economica e nessuna storia di depressione. Bellissimo da giovane, stava scrivendo
un manuale di autoaiuto dal titolo The Right Side of Forty: The Complete Guide to Happiness for Gay
Men at Midlife and Beyond (Il lato giusto dei quaranta: la guida completa alla felicit per gli uomini
gay di mezza et e oltre).
Nel biglietto daddio, Bergeron  vicino a una freccia che indicava il titolo del manoscritto  ha
scritto:  una bugia basata su unerrata informazione. Non era preparato alle fatiche dello scrittore ed
era solo la notte di Capodanno: non certo una buona combinazione di fattori. Appartenere a una
sottocultura che feticizza la bellezza fisica e la convenzionalit sessuale non gli ha fatto un favore.
Ma la peggiore tragedia di Bergeron  stata vivere in un mondo cos privo di narrazioni
alternative che la disperazione ha avuto la meglio. Ecco perch abbiamo bisogno di storie pi ricche,
complesse, che ci scrollino di dosso il mantello del declino e mostrino che non c un lato giusto o
sbagliato dei quaranta, o di ogni altra et.
In un altro studio, le persone venivano esposte a stereotipi negativi o positivi sullet avanzata,
poi veniva chiesto loro di richiedere o rigettare i trattamenti medici per prolungare la vita in una
situazione ipotetica. Come prevedibile, i soggetti esposti agli stereotipi negativi pi facilmente
rifiutavano lidea.16 Vediamo questi valori nella controversia culturale sul suicidio assistito, quando
lindignazione crolla precipitosamente se la questione riguarda persone molto vecchie o severamente
disabili. Le conversazioni valutano caso per caso, in un clima culturale che confina ai margini i vecchi
e i disabili, con il messaggio che le loro vite sono inutili, ed  inutile pagare per esse.
Sopprimere i pi vecchi ha una storia, nella letteratura, che inizia almeno dal romanziere
vittoriano Anthony Trollope. Pubblicato nel 1882, il suo romanzo Il termine fisso proponeva
leutanasia obbligatoria allet di sessantotto anni, per limitare la sofferenza degli esseri umani.
Lautore satirico Christopher Buckley, nel suo libro Boomsday, immagina i millennial ribellarsi. Il
leader profetico del movimento spinge le persone a smettere di pagare le tasse per le pensioni, creando
incentivi economici per i figli del baby boom che si suicidano.
La descrizione di un seminario, ospitato nella New York University, nel giugno del 2013,
intitolato Love and Let Die: All-Day Consideration of Ballooning Longevity, the Quality of Live and
the Coming Generational Smash-up (Ama e lascia morire: una giornata per considerare la longevit che
cresce a vista docchio, la qualit di vita e lo scontro generazionale che sta per accadere) recitava che
come societ, dobbiamo scegliere tra vivere in un mondo in cui a un ottantacinquenne vengono
garantite in media cinque operazioni allanca, o in cui possiamo permetterci, per esempio, una scuola
elementare. Se qualcuno avesse pasticciato con le mie prime quattro operazioni allanca, mi
piacerebbe provare una quinta.
Ma non esiste una competizione fra la sostituzione dellanca e le rette della scuola materna. Non
 questione di risorse, bens di come vengono distribuite. Chi si trova ai capi opposti della vita 
difficile che sia economicamente produttivo in un sistema capitalista, e quindi pi facilmente viene
discriminato.
Come per qualsiasi altro ismo, lageismo mette i pi deboli gli uni contro gli altri per
mantenere il potere della classe dominante. Bambini contro vecchi  una falsa dicotomia che i
gerontologi hanno smascherato molte volte, ma che scatena grandi titoli. Per come stanno le cose, le
persone pi vecchie non si notano nel panorama e le voci pro-invecchiamento sono rare. Se lageismo
continuer a non essere sfidato, un futuro distopico, dove tali voci mancheranno completamente,
potrebbe essere plausibile.
Considerato quale successo rappresenti il raggiungimento della longevit, sarebbe un risultato
ironico e tragico insieme.
LA LONGEVIT  UNA PROVA DEL PROGRESSO UMANO
Diventare vecchi non  una novit. La novit  quanti di noi lo diventano. Il primo salto in
avanti  accaduto circa trentamila anni fa, durante il Paleolitico, quando si  iniziato a vivere pi di
trentanni.  allora che gli esseri umani moderni hanno iniziato a evolvere, realizzando arte, utilizzando
simboli e fiorendo, nonostante il terribile freddo dellultima era glaciale. Perch? Perch trenta anni 
abbastanza per essere nonni, cosa che porta a vantaggi evoluzionistici. I pi vecchi sono depositari di
conoscenza, abili nellevitare i pericoli e nel conservare il cibo, sanno chi  parente di chi, e come
tramandare queste capacit nel complesso.
Il grande passaggio successivo  avvenuto circa centocinquantanni fa, grazie allo straordinario
progresso scientifico e tecnologico, iniziato con la Rivoluzione industriale. Pi bambini
sopravvivevano fino allet adulta, meno ne partorivano le donne. (Anche se  controintuitivo,
lelemento maggiormente determinante per linvecchiamento della popolazione  la diminuzione del
tasso di fertilit, non laumento dellaspettativa di vita.)
Da allora, la proporzione fra la caduta del tasso di fertilit e la durata della vita, nei Paesi pi
industrializzati,  raddoppiata. Nel XX secolo, solo negli Stati Uniti, la durata della vita  aumentata di
uno sbalorditivo trentennio. Questo riflette largamente il fatto che pi occidentali non solo
sopravvivono allet adulta, ma hanno guadagnato di media dieci anni biologici in pi, rispetto ai loro
nonni. In effetti, grazie allacqua pulita e agli antibiotici abbiamo ridistribuito la morte dai giovani ai
vecchi.
Francamente  sbagliato non guardare a una popolazione che invecchia e non gioire scrive
leditorialista del Guardian, Zoe Williams, circa il censimento americano del 2008, che riporta un
invecchiamento senza precedenti della popolazione mondiale. Perch abbiamo un concetto di salute
pubblica, di cooperazione, di sapere condiviso, se non per allungare la vita, ovunque la troviamo?17
Un gruppo di autorevoli relatori, a un seminario per giornalisti sul boom dellet, tenutosi a
New York, ha parlato della rivoluzione della longevit come di unopportunit straordinaria per
risolvere quasi tutti i nostri problemi e come potenzialmente il pi grande risultato nella storia delle
specie.
Descrivendo un nuovo stadio nella storia umana, Linda Fried, rettrice della Scuola Mailman
per la Salute pubblica della Columbia University, ha dichiarato che lunica risorsa naturale che sta
effettivamente aumentando  il capitale sociale di milioni di adulti, pi in salute e acculturati.
Un corpo crescente di conoscenze, provenienti da differenti scuole di pensiero  incluse la Rand
Corporation e le universit di Chicago, Belfast, Harvard e Yale , ora riconosce che la salute insieme
alla longevit che porta con s sono spinte economiche importanti che generano benessere,
influenzando i costi della salute, i tassi di partecipazione al lavoro (dando gli incentivi appropriati), la
produttivit del lavoratore, e finanziando i sistemi pensionistici.18
CI SONO ANCORA PI PREOCCUPAZIONI
CHE FELICITAZIONI
Siete un po meno preoccupati del passare del tempo per ci che vi riguarda? Non  ancora il
momento di rilassarsi!
La brillante definizione coniata dal giornalista Paul Kleyman  global wrinkling, aumento
globale delle rughe  evoca sia lampiezza di questo spostamento demografico massivo che lansia
generalizzata che laccompagna. Il global wrinkling  ritratto tipicamente come un problema sociale,
persino un disastro in divenire. Tempi ansiogeni alimentano quello che Fried chiamava un racconto
deficitario di ci che significa essere una societ che invecchia.
Quando i tempi si fanno duri, si cerca un capro espiatorio. Proiettiamo le preoccupazioni a
proposito del nostro personale invecchiamento sul fenomeno demografico di una popolazione che
invecchia. E, anzi, se non ci prepariamo saggiamente a questo spostamento demografico, potremmo
trasformare limpresa in un fiasco.
Nellottobre 2010, il demografo Philip Longman avvis dellarrivo di uno tsunami grigio che
sta cambiando radicalmente il pianeta.19 La frase richiama una visione, francamente terrificante, di
unonda gigantesca di vecchi incombente allorizzonte, pronta a drenare le casse pubbliche,
sommergere il sistema sanitario e succhiare le ricchezze delle generazioni future. I giornalisti lo hanno
prontamente adottato e tsunami grigio  stato adottato per indicare la minaccia socioeconomica di
una popolazione che invecchia.
Il progressivo invecchiamento della societ  davvero equivalente allistantanea devastazione
di numerose citt? ha chiesto la professoressa Andrea Charise delluniversit di Toronto. Come
giustamente nota la Charise, questo linguaggio divide la societ in due gruppi opposti, i vecchi
bisognosi e tutti gli altri, e alimenta in modo sotterraneo la politica del panico in una maniera tanto
efficace che tutti gli altri resoconti vengono messi da parte. Non  il primo utilizzo di questo tipo di
linguaggio politicamente connotato.
Nellultima parte del XIX secolo, lafflusso degli immigrati asiatici veniva definito il pericolo
giallo o il flusso giallo. Una marea montante  stata utilizzata per descrivere un intero gruppo di
malattie che si riteneva minacciassero la societ, dalla tubercolosi alla sifilide nel XIX secolo fino
allHIV-AIDS nel XX secolo e lAlzheimer nel XXI.
Parlare di piaga e di povert giustifica i pregiudizi contro i pi vecchi, legittima il loro
abbandono e alimenta le fiamme del conflitto intergenerazionale. Inoltre, oscura il fatto che quello che
stiamo affrontando non  uno tsunami.  unonda demografica che gli scienziati hanno seguito per anni
e si estende su una pianura alluvionale, non si abbatte su spiagge senza difesa.
Dato che questonda  stata allorizzonte fin dagli anni cinquanta, perch la societ  cos poco
preparata?
Parte della nostra ambivalenza sullinvecchiamento  semplicemente umana. Nessuno vuole
morire giovane, ma le preoccupazioni riguardo allaumento del supporto finanziario e fisico che le vite
lunghe richiedono sono diffuse e legittime. Le cose stanno cambiando cos rapidamente che stiamo
erodendo le nostre risorse biologiche e sociali. I ruoli, per questa nuova ondata di persone pi vecchie,
devono ancora evolvere. Le istituzioni sono state create per vite pi brevi. Per esempio, la nozione che
la scuola  per i giovani, il lavoro  per persone di mezza et e lozio per gli anziani  evidentemente
obsoleta, ma dobbiamo ancora rivedere queste strutture in modo sostanziale o inventarne di nuove.
La scienza ha scavalcato la cultura, e la societ non ha avuto tempo di rimontare. Gli esseri
umani sono notoriamente lenti a ricalibrare percezioni e comportamenti, come vediamo nelladesione a
regole alimentari arretrate, per esempio. I sociologi lo chiamano ritardo strutturale. Accade quando
elementi di un sistema sociale cambiano in diversi momenti e quindi non sono pi in sincronia.
Sorprende poco che cos tanti atteggiamenti nei confronti dellet avanzata siano irrazionali o
contraddittori. Gli americani over 50 controllano approssimativamente il 70 per cento del reddito a
disposizione nel Paese, eppure sono ignorati dai pubblicitari. Come pu essere che invecchiare sia un
peso, come insistono i titoli, e anche il dono che un migliaio di affermazioni stucchevoli dichiarano 
giustamente  essere?
LA GLOBALIZZAZIONE STA ALIMENTANDO
LA SVALUTAZIONE DELLE PERSONE PI VECCHIE
Operare in uneconomia globale significa competere intensamente per ogni tipo di vantaggio
economico. La differenza fra successo e fallimento si basa su margini sottili e in rapido movimento.
Mentre la richiesta di benessere e potere  diventata globale, gli abitanti della Terra si sono fatti
rapidamente pi vecchi. Queste spinte collidono. Secondo il concetto dello tsunami grigio, una
popolazione che invecchia rende impossibile competere nelleconomia globale. Una forza lavoro
giovane, daltra parte, attrae business e investitori. Chiamatelo arbitraggio dellet globale,20 termine
coniato dal giornalista economico Ted Fishman, autore di The Shock of Gray (trad. it.  un pianeta per
vecchi, Nuovi mondi, Modena, 2010), una previsione degli effetti globali del boom della longevit
(arbitraggio, in economia, significa comprare un bene a basso prezzo per rivenderlo immediatamente
da qualche altra parte, con profitto).
La competizione globale per la giovinezza economica sta spingendo lambivalenza politica e
istituzionale sul boom della longevit, e gli interessi dei molto giovani e dei molto vecchi  la meno
sfruttabile forza lavoro e quindi la meno preziosa  sono legati. Scrivendo a proposito di come il
governo definisce la povert, il docente di giornalismo Thomas Edsall ha osservato come sia linizio
che la fine della vita stanno diventando sempre pi oggetto di decisioni di mercato, di analisi
costi-benefici, e di considerazioni conclusive, che non sono state cos evidenti in passato.21 I pi
vecchi sono una perdita per leconomia cos com strutturata; struttura che deve essere rivista per
avvantaggiarsi delle vaste, nuove, non sfruttate risorse che i pi vecchi rappresentano.
Il linguaggio  spietato, la traiettoria  evidente, e limputato  chiaro. Lalto costo per
mantenere la popolazione che invecchia in salute e fuori dalla povert ha causato agli Stati Uniti e alle
altre ricche democrazie la perdita della loro posizione economica e politica ha detto Fishman. In altre
parole, secondo questa scuola di pensiero, limperialismo occidentale  in declino non per laccumulo
di debiti tossici, che ha minacciato il sistema bancario globale, o per gli effetti del cambiamento
climatico, o per la stagnazione dei salari reali, o per lalto livello di disoccupazione giovanile, o per il
crollo delle infrastrutture pubbliche, o per la forza lavoro lasciata indietro dallinformazione
economica, o perch la classe media  sotto assedio e la ricchezza  stata concentrata in ancor meno
mani. Il problema  che ci sono troppi vecchi!
Questa  follia. In The Imaginary Time Bomb, leconomista inglese Phil Mullan ha esposto le
analisi reazionarie di persone come Fishman e ha dimostrato persuasivamente come la preoccupazione
crescente del mondo moderno, a proposito dellinvecchiamento, ha poco o niente a che fare con la
demografia. Invece,  utilizzata per giustificare ulteriori riduzioni del ruolo del governo nelleconomia,
e del freno del welfare. Spesso ci che viene presentato come un problema demografico  meglio
compreso come problema ideologico o morale che assume forma demografica scrive Mullan.22
Questa giustificazione per lausterity giace nella nozione costruita socialmente che la spesa
dello Stato per i pi vecchi e poveri  la causa dei problemi delleconomia statunitense. Dare la colpa
agli over 65 per i problemi che affliggono leconomia americana  nel modo in cui Fishman, Longman
e tanti altri demografi allarmisti fanno  nasconde le proprie origini nel capitalismo globale.
ALCUNI MITI UTILIZZATI PER SOSTENERE
IL PROGRAMMA ANTI-VECCHI
 La societ sar inondata da tutti questi anziani!
Secondo una statistica, spesso ripetuta, nel 2015 vi saranno pi americani over 60 che under 15.
S, ci sono un sacco di vecchi in pi sulla nave, ma ci sono anche un sacco di bambini in meno.
Finiremo annegati da un eccesso di anziani o moriremo di fame per la mancanza di giovani? Un altro
modo per guardare la questione  che, nel 2020, ci sar un anziano per ogni bambino: molto meglio per
il benessere dei bambini che il contrario, quando il tasso di mortalit alla nascita e nellinfanzia era
alto.
 utile tenere a mente che le proiezioni che hanno funzionato tanto bene sono in larga parte il
risultato di uno specifico fenomeno storico: leffetto di coorte della generazione del dopoguerra che
diventa vecchia, il proverbiale rigonfiamento nel pitone.
 significativo che relativamente pochi grafici sulla popolazione degli Stati Uniti vadano oltre
la met del secolo, perch in quel momento la percentuale delle persone over 65 sar in declino.
Persino Paesi che stanno rapidamente invecchiando possono produrre un rigonfiamento della fascia
giovanile sottolinea Longman, descrivendolo come una calamit incombente con tutte le relative
conseguenze sociali, dalla violenza alla dislocazione economica.23 Non si pu vincere per perdere.
 Una popolazione pi vecchia trasciner tutti verso il basso, con lobbligo di prendersi cura dei
malati e dei deboli.
Il boom della longevit richiede un importante investimento sulla biologia dellinvecchiamento
e i relativi problemi medici. Nuovi, e spesso costosi, trattamenti rendono possibile prevenire o trattare
molte pi condizioni di quanto non fosse pensabile cinquantanni fa. La crisi di badanti,
accompagnatori e assistenti  reale e diventa sempre pi acuta. Ma il presupposto che i pi vecchi siano
inevitabilmente un pozzo senza fondo, per ci che riguarda le spese mediche, non  corretto. Tali spese
sono pi alte nel periodo immediatamente prima della morte, ma questo  vero sia che si muoia a
diciotto come a ottantanni e le prove dimostrano che  la lunghezza della malattia che condiziona la
spesa pi dellet.24
La generazione del dopoguerra  la pi sana della Storia. Uno studio compiuto su ventidue
Paesi ricchi, compresi gli Stati Uniti, ha dimostrato che linvecchiamento della popolazione  correlato
negativamente alle spese sanitarie.25 Piuttosto erano le persone con malattie debilitanti o ferite  a
dispetto dellet  che usavano la maggior parte delle risorse a disposizione.
Secondo lOrganizzazione mondiale della sanit, invecchiare ha molto meno influenza sulle
spese sanitarie di molti altri fattori. Per esempio, tra il 1940 e il 1990, quando gli americani
invecchiavano pi rapidamente, questo fenomeno sembra aver contribuito del solo 2 per cento circa
allaumento della spesa per la sanit. I cambiamenti correlati alla tecnologia sono stati responsabili di
quella crescita fra il 38 e il 65 per cento.26
Non viviamo solo pi a lungo, ma siamo sani pi a lungo, di conseguenza rischiamo di essere
disabili per meno anni della nostra vita rispetto a decenni fa. Secondo il Dipartimento statunitense per
la Sanit e il welfare, il contributo fornito dalla sanit alle case di riposo  diminuito a partire dal 2000
ed  stabile dal 2006.27 Lo studio sullinvecchiamento in America della MacArthur Foundation, durato
dieci anni, ha concluso che, una volta raggiunto il traguardo dei 65, gli anni seguenti non aggiungono
maggiori costi alla sanit pubblica.28 Le persone over 80 costano meno, visto che sono al termine della
vita, di quelle di sessanta o settantanni, probabilmente perch gli interventi pi aggressivi sono meno
comuni. Le condizioni croniche aumentano, ma non impediscono ai pi vecchi di essere attivi nel loro
mondo, aiutando i vicini e godendosi la vita.
 I benefici dei vecchi sono a spese dei giovani.
La tensione fra generazioni  da studiare, soprattutto in qualit di falsa pista, il sintomo di come
invecchiare  stato trasformato in un problema. La generazione del dopoguerra nei Paesi industrializzati
ha avuto la fortuna di aver vissuto in unera di inattesa pace e prosperit.  comprensibile che i pi
giovani si risentano per quella fortuna, che abbiano la sensazione che la generazione nata fra il 1945 e
il 1964 (i cosiddetti baby boomer) abbia alzato il ponte levatoio dietro di s.
Ma mettere vecchi contro giovani, o viceversa,  una delle tattiche pi importanti usate da ricchi
e potenti per dividere chi, altrimenti, potrebbe unirsi contro di loro e ottenere un mondo pi giusto per
tutti.  come mettere luno contro laltro lavoratori a basso reddito, o gli interessi delle mamme a
tempo pieno contro quelli delle donne che lavorano fuori casa. Il problema sotto la superficie  un
reddito adeguato per tutti, e per ottenerlo servirebbe unazione collettiva.
Quando i problemi sono, invece, presentati a somma-zero  pi per loro significa meno per
noi   difficile vedere che  in gioco il bene pubblico e che il problema riguarda tutti.
Siccome i conflitti fanno vendere i giornali i media perpetuano il mito che la competizione
intergenerazionale sia inevitabile, e i lettori se la bevono facilmente.  pi facile costruire barricate che
ponti. Non sono altrettanto utili e, inoltre, questo tipo di pensiero  limitato, come i pi vecchi che si
lamentano delle tasse scolastiche. Non vogliono che il ragazzo che porta loro la bombola dossigeno sia
in grado di leggerne le istruzioni? Avere una forza lavoro preparata  meglio per chiunque: individui,
famiglie, comunit e la societ nel complesso.
Mettere le generazioni una contro laltra oscura, infine, il punto focale: la discriminazione
salariale non dipende dallet. Il pi ricco 1 per cento consiste in persone di tutte le et, proprio come
il rimanente 99. Come economisti di punta hanno discusso per anni, la crescente disparit di posizione
economica allinterno di diversi gruppi det (non tra loro) sta alla base delle prospettive di contrazione
dellindividuo medio.
Molta parte dellangoscia intergenerazionale si concentra sulla definizione tendenziosa
dipendenza degli anziani: quello delle persone over 65 con chi ha unet fra i quindici e i
sessantaquattro anni viene spesso presentato come un rapporto di dipendenza nei confronti di chi 
ancora in et produttiva. Con il numero crescente di over 65 e la forza lavoro che diminuisce, si
pensa che ai pi giovani  ai quali spesso ci si riferisce come Generazione X, o millennial, o come
verranno chiamati a breve  verr lasciato un enorme peso sulle spalle, nonostante siano sempre meno.
Infatti, la proporzione dei lavoratori pi vecchi ha subto un calo pressoch costante negli ultimi cento
anni. Come ha osservato Mullan, il numero dei lavoratori che sostengono ogni pensionato 
diminuito da quattordici a uno, nel 1900, a quattro a uno nel 1990, e quasi nessuno se n accorto.29
Negli ultimi anni molti studiosi hanno criticato questo rapporto di dipendenza per via della sua
crudezza come unit di misura e perch si tratta di unevidente espressione di ideologia anti-vecchi.30
Si basa sullassunto che, appena raggiungono i 65 anni, le persone diventano morte dal punto di vista
economico, e invece la realt ha molte pi sfumature. Molti richiedono sostegno prima di quellet, una
proporzione sempre maggiore rimane in attivit ben oltre i 65 e un numero enorme di persone avanti
con gli anni offre volontariamente i propri preziosi  e spesso non pagati  tempo e capacit.
Molti tra i pi vecchi attingono pesantemente alle risorse personali; la velocit con cui si
invecchia  variabile, e difficilmente la dipendenza economica  un evento unidirezionale. Infatti, una
quantit ingente di risorse  stata da sempre spostata dalle generazioni pi vecchie a quelle pi giovani,
piuttosto che il contrario. I pi vecchi forniscono altrettanta cura (o di pi) rispetto a quella che
ricevono, e gli over 75 anni passano molto tempo a occuparsi di qualcuno  di solito il partner  di
quanto non facciano le persone pi giovani.31
In Italia, sei genitori italiani su dieci affidano i figli ai nonni; l84 per cento dei nonni accudisce
i nipoti pi volte alla settimana.
Nel 2012, il Pew Research Center riport che un bambino statunitense su dieci viveva con un
nonno  pi spesso nella casa del nonno, e sotto la sua responsabilit.32 Molti programmi che
assicurano benefici ai pi vecchi li danno anche ai pi giovani, come pensione e sanit, che
mantengono autosufficienti i pi vecchi, mentre i loro figli crescono i loro figli. In un periodo di blocco
dei compensi e di tasse che aumentano, sempre pi nonni aiutano i nipoti con le spese universitarie.
Le famiglie sono multigenerazionali, dopo tutto. Quando problemi fondamentali, come la casa o
il mercato del lavoro, non vengono risolti, tutti ne soffrono: la boomerang generation, millennial che
tornano a vivere con i genitori perch disoccupati; i genitori dei millennial  la generazione
sandwich  che hanno il reddito maggiore, e si prendono cura sia dei pi giovani che dei pi vecchi;
e, in un mondo pi longevo, si conta anche una generazione di adulti club sandwich, che si prendono
cura dei nipoti, aiutano i figli e anche i loro genitori ultranovantenni.
Sebbene gran parte di questo aiuto non venga pagato, ha un valore economico e permette ad
altri di fare invece lavoro regolarmente retribuito. Ecco perch la ricerca della MacArthur Foundation
Facts and Fictions About an Aging America (Fatti e miti sullinvecchiamento in America) ha concluso
che non esiste prova di un importante conflitto intergenerazionale sullassistenza ai vecchi. Infatti,
sembra essere vero il contrario.33
Unaltra falsa divisione  che i lavoratori pi vecchi tolgano il lavoro a quelli pi giovani.
Quando il lavoro  scarso, questo  vero in senso stretto, ma le persone spesso competono per lo stesso
lavoro attraverso le generazioni. Uno studio del 2012 del Pew Institute sui tassi di impiego negli ultimi
quarantanni ha scoperto che per i lavoratori pi giovani e pi vecchi i tassi sono in realt
positivamente correlati.34 In altre parole, pi le persone mature rimangono a lavorare, pi il tasso di
impiego e il numero di ore lavorate migliorano anche per i pi giovani. La sfida sta nel creare
abbastanza posti di lavoro per prevenire il risentimento e linvidia, cos che non influenzino le relazioni
fra generazioni; questo per creare un mondo, nelle parole dello storico David Hackett Fischer, in cui le
differenze eterne e profonde fra et e giovinezza siano riconosciute e rispettate, senza essere
organizzate in un sistema di disparit sociale.35
 Il sistema pensionistico  in bancarotta! La sanit  sullorlo del fallimento!
Una larga fetta di popolazione over 65 peser sui programmi e sugli obblighi finanziari futuri
governativi, attualmente non sufficientemente finanziati. Se si parla degli Stati Uniti, il sistema
pensionistico, ben gestito a basso costo, pu essere adeguato con aggiustamenti relativamente piccoli,
per esempio alzando il punto massimo di tassazione dei guadagni (poich i redditi di fascia alta sono
cresciuti pi velocemente di quelli medi, oggi solo l83,5 per cento dei redditi  tassato, in confronto al
90 per cento del 1983).36 E non  il boom della longevit responsabile di aver messo nel caos il sistema
sanitario: il problema sta nel modo in cui il sistema  organizzato. Medicare, il programma di
assicurazione sociale amministrato dal governo federale americano, fornisce una copertura per le spese
mediche agli americani over 65 che hanno versato regolari contributi, oltre che a giovani con alcuni tipi
di disabilit (come gravi insufficienza renale e SLA). Oggi deve essere ripensato per dare cure a
persone con disabilit e malattie croniche: unAmerica che invecchia, in altre parole.
Spendere per gli over 65 spesso viene presentato come un costo. Invece  un investimento.
In Canada, invece, come in Italia, i cittadini hanno la sanit pubblica gratuita per tutti. Nel
2012, lIstituto canadese per le informazioni sulla salute (CIHI) ha rivisto trentacinque anni di costi per
la sanit, concentrandosi sugli effetti sulla popolazione che invecchia. Contrariamente alla diffusa
convinzione che gli anziani annienteranno gli ospedali e risucchieranno lintero budget della sanit, il
CIHI ha evidenziato come le cure per i pi vecchi abbiano aggiunto meno dell1 per cento alla spesa
del settore sanitario pubblico, nonostante essi siano proporzionalmente i maggiori utilizzatori di
ospedali e servizi medici, cure domiciliari e prescrizioni di medicine.37
Secondo lOCSE, la spesa sanitaria pro capite in Italia  inferiore ai livelli precedenti la crisi
economica, e molto al di sotto di altri Paesi OCSE ad alto reddito. Laspettativa di vita (82,8 anni nel
2013)  la quarta pi alta nellarea OCSE, ma laspettativa di vita in buona salute a sessantacinque anni
 tra le pi basse, con sette anni senza disabilit per le donne e circa otto per gli uomini; lofferta di
assistenza di lungo termine agli anziani  inferiore rispetto alla gran parte dellarea in esame.
In altre parole, spendere sui senior non fa aumentare la spesa pi che spendere sulla
popolazione nel suo complesso. Lassistenza governativa per lintera durata della vita ha ridotto la
vulnerabilit dei canadesi alla malattia e alla disabilit in et avanzata.
Per ci che concerne la controparte americana, invece, si dimostrano ancora una volta gli effetti
di un sistema che lascia indietro, per tutta la loro vita, i poveri, non importa se vecchi o giovani, chi ha
pi bisogno di attenzione, cos che non si ammalino e non rimangano tali. Notate: per tutta la vita. Gli
effetti cumulativi di povert, stress, duro lavoro si manifestano, nel tempo, in malattie che sono spesso
attribuite allinvecchiamento, ma che in realt riflettono uno svantaggio persistente. Mentre si
accumulano, le conseguenze personali e finanziarie riflettono il crescente costo di una grande
disuguaglianza sociale.
 Non possiamo permetterci la longevit.
Possiamo, se vogliamo. Un gruppo di esperti di alto livello, riuniti nel 2015, dai Leaders of
Aging Organizations, erano daccordo nel sostenere che possiamo occuparci di cure mediche e pensioni
utilizzando le risorse in modo pi efficiente.38 Si tratta della cosa giusta da fare, sia economicamente
che eticamente. Nel corso dellultimo secolo, i PIL nazionali, nel mondo, insieme alla durata della vita,
sono cresciuti rapidamente.39 Salute e longevit generano benessere.
Spendere soldi per i pi vecchi spesso  ritratto come un costo.  un investimento: non solo per
ragioni etiche e non solo perch tutti ne beneficeranno in futuro. Sistemi sanitari migliori manterranno
le persone pi in salute, permettendo loro di lavorare pi a lungo, contribuendo maggiormente
alleconomia e costando meno.
Un sistema sostenibile di cura a lungo termine permetterebbe alle donne, che al momento
sopportano la maggiore mole di questo impegno non pagato, di continuare a lavorare, darebbe la
possibilit a persone con disabilit severe di continuare a vivere come preferiscono, e incoraggerebbe la
condivisione di rischio e legami tra comunit. Sostenere limpegno dei pi vecchi nelle arti e
nelleducazione aumenterebbe la conoscenza, rafforzerebbe i legami sociali e la qualit della vita di
chiunque sia coinvolto.
Gli over 65 sono certamente i destinatari di unaltissima spesa pubblica: pi cure mediche, pi
servizi sociali ad personam e, naturalmente, tutti i benefit della pensione. Ma  davvero oltraggioso o
persino sorprendente? Non  per questo che il sistema  stato progettato: per occuparsi di chi non si pu
pi occupare di s?
Tra un quinto e due terzi degli anziani americani di oggi non hanno risparmiato abbastanza per
la pensione.40 Come Susan Jacoby ha osservato nel suo libro Never Say Die: Una vita decente per gli
anziani non pu essere, in molti casi, finanziata dagli individui stessi.41 Fornire una modica sicurezza
finanziaria, durante il periodo degli ottanta e novantanni, richiederebbe un importante supporto
pubblico.
Un alto PIL  meno importante della volont politica e di una pianificazione a lungo termine.
Le risorse non sono scarse di per s: gli Stati Uniti spendono nelle forze armate quasi quanto le altre
nazioni del mondo tutte insieme.42 Questa scarsit  il risultato di decisioni politiche in una societ in
cui i cittadini pi vecchi  e i pi giovani  vengono umiliati e ignorati.
Leffetto vergognoso  che, in un capovolgimento storico dellandamento fin qui registrato,
laspettativa di vita degli americani pi poveri sta diminuendo. Per sperare di arrivare bene ai
novantanni negli Stati Uniti, bisognerebbe trasformarsi in un uomo, asiatico-americano, e benestante.
Ancora meglio sarebbe trasferirsi ad Anguilla, in Austria, in Australia o qualsiasi altro dei quarantuno
Paesi che battono gli Stati Uniti per quanto riguarda laspettativa di vita nel 201343 (Monaco  in cima
allelenco, con unaspettativa di vita di 89,57 anni; gli Stati Uniti sono quarantasettesimi con 79,56; il
Chad  lultimo, con uno scioccante 49,44).
Per la prima volta nella storia, laspettativa di vita si sta stabilizzando o diminuendo per il 4 per
cento degli uomini americani e per il 19 per cento delle donne.44 Ci sono studi che descrivono una
societ in cui lo status socioeconomico rappresenta il proprio destino. In regioni con un reddito e un
livello di educazione superiori, laspettativa di vita sale. Cos, anche se il gap relativo allaspettativa di
vita si va restringendo fra uomini e donne, e fra neri e bianchi, invece si sta ampliando fra ricchi e
poveri.
LA TEMPESTA PERFETTA: QUANDO ET, CLASSE
E CATASTROFE AMBIENTALE COLLIDONO
Nellultima parte della vita quasi tutti scoprono che cosa significa essere esclusi da gran parte
dei discorsi e delle possibilit. Come dice lo scrittore Walter Mosley: Quando diventi vecchio, diventi
nero... chiunque sia povero, che diventa davvero vecchio, chiunque soffra di qualsiasi tipo di malattia
traumatica, capisce di essere stato messo da parte da una societ che va avanti solo con ci che crede
sia buono: cio lesperienza che i neri hanno sempre avuto in America. Se sei vecchio, non sei utile; se
sei paraplegico, non sei utile, se sei nero non sei utile.45
Le sue parole sono diventate chiarissime durante alcuni disastri naturali, quando poveri, neri e
anziani sono morti in numero spropositato. Durante londata di caldo di Chicago del 1995 ci furono
729 morti. Molte delle vittime erano pi vecchi che vivevano nel cuore della citt, isolati dal
decadimento dei quartieri, impauriti allidea di aprire porte e finestre e che non avevano la possibilit di
permettersi laria condizionata. Cera maggiore probabilit che morissero pi neri che bianchi; cos
come che morissero pi bianchi che latini, i quali tendono a vivere in quartieri pi popolati e corrono
meno rischi di trovarsi soli.
Delle quasi mille persone morte quando luragano Katrina ha colpito la costa del Golfo
nellagosto del 2005, circa la met aveva settantacinque anni e pi, e pi della met degli over 75 erano
neri. New Orleans  una citt povera, nella quale le divisioni sono molto accentuate. Sono stati colpiti
pi duramente coloro che non si potevano muovere e i poveri. La morte di molti anziani pu essere
attribuita allo stress di essere evacuati e perdere la propria casa.
Quasi la met di coloro che sono morti, quando la super tempesta Sandy ha colpito la costa
atlantica nellottobre 2012, era over 65. Come per Katrina, la maggior parte  deceduta il giorno della
tempesta e molti sono annegati soli. Alcuni erano chiusi in casa, altri hanno scelto di rimanere dove
stavano. Anche quelli negli istituti hanno sofferto. Evacuare pi di quaranta case di riposo e case
protette in aree depresse, per la tempesta tropicale Irene un anno prima, era costato milioni di dollari.
Mentre Sandy si avvicinava, le fonti istituzionali raccomandavano di non evacuare. Luragano ha
gravemente allagato almeno ventinove strutture nel Queens e a Brooklyn. Pi di 4000 residenti in case
di riposo e 1500 in case protette sono rimasti al freddo e al buio per almeno tre giorni, prima di essere
trasportati, attraverso acque piene di detriti, verso rifugi male equipaggiati e affollati e in dimore
lontane come Albany. Molti anziani poveri sono rimasti intrappolati per giorni senza elettricit in case
popolari, lasciati indietro in ogni senso da un mondo ageista.
CHE COSA SIGNIFICA ESSERE UNA SOCIET
CHE INVECCHIA?
A un capo dello spettro c la shortgevity, un termine coniato dal dottor Robert Butler per
descrivere Paesi in cui le persone non vivono a lungo e in salute abbastanza per essere produttive. Gli
Stati Uniti non sono tra loro  lontano da questo , ma tra molti americani e la vecchiaia ci sono da
considerare carattere e circostanze... senza voler parlare di una buona vecchiaia. Non tutti invecchiano
bene, per via di chi sono (depressi, imprudenti, molto concentrati su loro stessi) o per quello che sono
(poveri, fragili, isolati, afroamericani, nativi americani, femmine) e molti non vivono abbastanza per
invecchiare.
Comunque, per quelli di noi che hanno accesso alle cure mediche e allo studio, per la prima
volta nella storia dellumanit, quattro generazioni convivono nello stesso spazio. Abbiamo pi tempo
per capire che cosa vogliamo fare con le nostre vite, pi tempo per farlo e per condividere ci che
sappiamo, e pi tempo per rilassarci con coloro che amiamo.
Per godere di questo dividendo di longevit dobbiamo lasciare la preoccupazione riflessiva,
sfidare gli assunti ageisti che sottostanti, e pensare realisticamente e creativamente quali contratti
intergenerazionali richieder un futuro pi giusto: un compito che tutte le et dovrebbero affrontare
insieme. Togliere ai pi vecchi la propria capacit di contribuire pone un grande peso sui giovani
adulti, che si suppone dovrebbero invece concentrarsi per trovare un compagno, avere figli, costruirsi
una carriera e iniziare a risparmiare per let della pensione dai trentacinque anni in poi, o qualcosa del
genere.
Lalternativa utile a entrambi  considerare let come una risorsa. Sfruttare il dividendo
dellesperienza che questo nuovo gruppo incarna. Riconoscere che i pi vecchi non sono un mero
peso, ma contribuiscono alla societ, che il loro valore come esseri umani  indipendente dalla
convenzionale produttivit economica.
Questo cambiamento culturale  a portata di mano. Dare risorse solo ai bianchi o ai maschi al
giorno doggi ci sembra impensabile, ma era cosa scontata fino a poco tempo fa (e in molte aree lo 
ancora). La schiavit era fondamentale per leconomia americana fino a quando il movimento
abolizionista non  andato in crisi. La brutale segregazione era una realt per i neri sudafricani fino a
quando il movimento antiapartheid non si  fatto sentire. E solo quando  nato il movimento femminile
le donne hanno sfidato il loro essere cittadine di seconda classe. Tutte queste lotte sono ancora in corso
e nessuna di queste  facile. Alle donne americane  servito quasi un secolo per avere il diritto al voto e
la brutta eredit della schiavit continua a rovinare le vite degli afroamericani. Serve tempo per
sviluppare una cultura che riconosca e rifletta il significato emergente di longevit, ma la discussione
sta iniziando.
Facciamole fare un salto di qualit, come dice Laura Carstensen, direttrice dello Stanford
Longevity Center: Da diventare vecchi a vivere a lungo.
2
LE NOSTRE ET, NOI STESSI: LIDENTIT
Quando ho dato il via a questo progetto la domanda Quanti anni ti senti? non sembrava
tendenziosa. La diffusa tendenza di togliersi qualche anno appariva, nella migliore delle ipotesi, come
un esempio di ottimismo e, nella peggiore, del tutto innocua. A cinquantacinque anni mi sentivo
completamente coinvolta, al massimo delle mie capacit intellettuali, riluttante a scambiare il mio
bikini per un costume intero con gonnellino, o a limitare le mie spese. In altre parole, mi sentivo
giovane. Per lo stesso motivo sentirsi vecchi era invariabilmente una lamentela, significava
sentirsi malati o poco attraenti, magari un po depressi o con reazioni rallentate.
Ci che dovevo ancora capire era come il linguaggio rinforza lidea che sentirsi bene = sentirsi
giovani; e sentirsi male = sentirsi vecchi.
Perch le virgolette? Perch nessuno di questi stati mentali  intrinsecamente legato alla nostra
et. Se ci rompiamo lanca, ci sentiamo debilitati. Se abbiamo una promozione, ci sentiamo sicuri. Se
perdiamo qualcuno che amiamo, siamo demoralizzati. Se facciamo amicizia, ci sentiamo pieni di
energia. Questi sentimenti, proprio come questi eventi, possono accadere in ogni momento della vita.
La nostra ossessione sulla giovinezza ci rende ciechi.
Giovane e vecchio sono parole utili con significati specifici. Il primo significa aver
vissuto per un tempo breve, il secondo aver vissuto per un tempo lungo o non pi giovane (anche
se, per il secondo significato, preferisco pi vecchio). Queste parole non significano attraente/brutto
o di moda/fuori moda o incosciente/saggio; non sono opposti.
Immersi nella negazione dellet, non notiamo che queste equazioni sono fallaci. La domanda
non  che et ci sentiamo, ma come ci sentiamo a proposito dellessere vecchi... o del non essere pi
giovani.
Pi il tempo passa e pi aggrapparci alla giovinezza influisce negativamente sullimmagine che
abbiamo di noi e su come consideriamo il nostro posto nel mondo.
La vecchiaia  cos stigmatizzata che facciamo molta strada per distanziarci da questo tema.
How to Age, un eccellente manuale dellesperta di medicina sociale Anne Karpf, racconta di una donna
di sessantun anni, la quale si rende conto che, quando entra in una stanza e non vede altro se non teste
grigie, dimentica sinceramente, e per un terribile momento, che lei  una di loro. (Non sono Ray: Parte
prima!)
Scrive la Karpf: La gente dice: Non mi sento vecchio come se ci fosse un sentimento
speciale che porta con s let, invece che essere noi, solo con pi anni.46
Non ci svegliamo una mattina sequestrati dalla Vecchiaia. Naturalmente non possiamo sapere
che cosa ci riservi il futuro, ma quando pensiamo che invecchiare sia terribile aggrapparsi alla
giovinezza sembra lunica opzione. Pi il tempo passa e pi questa strategia influisce negativamente
sullimmagine che abbiamo di noi e su come consideriamo il nostro posto nel mondo.
AUMENTA LEMERGENZA DI SENTIRSI GIOVANI
Fino alla seconda met del XIX secolo let non era un ingrediente essenziale dellidentit di
un individuo spiega Patricia Cohen in In Our Prime: The Invention of Middle Age.47 Pietre miliari
come matrimonio, prole e malattie erano sufficienti per una popolazione divisa in gruppi di et che
andavano di dieci anni in dieci anni, e la vita era molto pi breve. I giocatori delloriginale Game of
Life, il Gioco della vita, creato da Milton Bradley, nel 1860, potevano andare da infanzia fino a un
quadrato, nellangolo in alto, marcato con la scritta cinquantanni: felice vecchiaia.
Nel 1900, mentre la durata della vita cresceva e si restringevano le categorie diventate utili
statisticamente, il censo iniziava a chiedere lesatta data di nascita e la domanda Quanti anni hai? 
diventata un primo elemento identificativo per chiunque a qualsiasi et. La tendenza diffusa di togliersi
qualche anno si  probabilmente affermata non molto tempo dopo, mentre il significato sociale del
numero cambiava.
Chiaramente parte di questo fenomeno si basa su cambiamenti sociali misurabili. I giovani
finivano la scuola, si sposavano e avevano bambini nella prima met dei ventanni; ora, invece, spesso
servono decenni per oltrepassare quelle pietre miliari dellet adulta. Nel 1978, il dizionario Webster
definiva la mezza et fra i quaranta e i sessanta anni. Adesso, il dizionario online Miriam-Webster lo
definisce un periodo della vita fra i quarantacinque e i sessantaquattro anni circa.
In uno studio del 1963 basato sulle interviste a millesettecento americani, solo pochi dei
sessantenni si sono classificati come vecchi: meno della met degli ottantenni, una piccola percentuale
dei quali continuava a descrivere se stessi come giovani.48
Uno studio del Pew Research Center, condotto quarantacinque anni pi tardi, non solo ha
confermato che non si  mai troppo vecchi per sentirsi giovani, ma ha dimostrato come pi le
persone invecchiano e pi giovani si sentono, parlando in senso relativo.49
La sindrome dei trentanove anni  rifiutare di ammettere che si sono superati i quaranta, tra
laltro una debolezza pi maschile che femminile  ha un picco intorno ai cinquanta, ma non sparisce
mai del tutto. Il comico Jack Benny ha notoriamente celebrato il suo trentanovesimo compleanno per
ben quarantuno volte.
NON  SOLO UN NUMERO
 davvero una tentazione emulare Benny, mentire o falsificare, o anche solo omettere quel
numero fastidioso, almeno fino a quando ci crederanno. La mia generazione non potrebbe pretendere
una piccola indulgenza extra, essendo diventata maggiorenne durante gli anni sessanta, che
glorificavano la giovinezza? Certamente molti di noi possono identificarsi con il finanziere Bernard
Baruch, che visse fino a novantacinque anni, e che dichiarava la vecchiaia essere sempre quindici anni
in pi di quelli che ho io.
 vero che molti trentenni non possono immaginare di avere ottantanni, ma i loro genitori non
rendono le cose pi facili, quando fanno finta di non poterlo fare neppure loro. Let  davvero solo
un numero, fino a che quel numero riflette quante volte abbiamo girato intorno al sole.
Come molti ottuagenari che ho intervistato, lo psicoterapeuta in pensione Bill Krakauer
registrava uno shock ogni volta che si guardava nello specchio, dicendo: Mi sento un ragazzo.
Conosco la sensazione, ma  meno fastidioso ora che so che  universale. Quando si  lanciato
in una nuova carriera come attore, Krakauer ha detto alla sua agente: Compir ottantanni fra pochi
mesi. Lei ha trattenuto il respiro, poi ha sibilato: Non dirlo a nessuno. Non dirlo a nessuno! Non
voleva che si pensasse fosse troppo vecchio per ottenere una parte e lui non voleva essere trattato coi
guanti, quindi hanno cospirato in perfetto accordo.
Mia madre ha dipinto completamente lo specchio del bagno, una tattica che non raccomanderei.
Lo scrittore e commentatore televisivo Andy Rooney ha adottato un approccio pi indiretto. Cogliendo
il suo riflesso nelle vetrine, si chiedeva: Chi  quel vecchietto curvo? Quindi ha smesso di guardare
nelle vetrine. Rooney  stato, per trentanni, uno degli elementi fondamentali del celebre programma di
cronaca Sixty Minutes, e ha smesso di fare televisione  ma non di scrivere  a novantadue anni. La
negazione funziona, almeno fino a quando non c il conto da pagare.
Mettete in fila un insieme di settantenni presi a caso e sar difficile credere che diranno la loro
data di nascita. Visto che invecchiamo a velocit molto differenti, ha un certo senso rigettare
lidentificazione con la nostra et cronologica.  uno dei motivi per cui tanti ottuagenari dicono, con
sincerit, che dentro si sentono anche cinquantenni, quarantenni o persino trentenni.
Laltro motivo  lageismo interiorizzato, per colpa del quale diventa problematica la
sconfessione. D al numero pi potere di quanto non meriti, contribuisce allassunzione ageista del
significato dellet, rafforza gli stereotipi ageisti su come si presenti ogni et, e mette distanza fra noi e
il nostro gruppo.
GLI STEREOTIPI INTERIORIZZATI DIVENTANO
PROFEZIE CHE SI AUTOAVVERANO
Le persone non nascono ageiste, ma iniziano a diventarlo fin da giovani. Alcuni studi
suggeriscono che i bambini sviluppano stereotipi negativi sulla vecchiaia nella prima infanzia, pi o
meno nello stesso momento in cui le attitudini su razza e genere iniziano a prendere forma.50
Da ragazzina sapevo che non mi sarei mai trasformata in uno di quegli adulti che, per me
incomprensibilmente, preferivano stare seduti invece che correre, e che i miei stinchi lividi e le croste
sulle ginocchia mi avrebbero per sempre esiliata dal mondo di calze e scarpe alte.
Sono cresciuta con tutta calma, dovevo ancora mettere i tacchi e i miei pensieri non si sono
soffermati sulla vecchiaia fino a quando non ho raggiunto i cinquantanni. Invecchiamo lentamente,
che  una delle ragioni per cui non prestiamo attenzione a quel triste ritratto. Gli stereotipi negativi
abbondano e, quando siamo giovani, non vediamo alcuna ragione per esaminarli criticamente, che  un
duro lavoro e questo rappresenta un altro disincentivo.
Dato che non vengono esaminate, tali convinzioni e opinioni diventano fisse, formano quello
che gli psicologi chiamano impegni cognitivi prematuri: idee che  difficile vorremo riconsiderare,
anche quando sarebbe un bene per noi, e persino quando condizionano il nostro comportamento attuale.
Per esempio, gli scienziati sociali hanno chiesto a un gruppo di studenti del college di costruire
frasi che includessero parole come smemorato, Florida e bingo, influenzandoli quindi con stereotipi
negativi sullet. Dopo questo, gli studenti sono stati osservati mentre camminavano verso lascensore
evidentemente con maggiore lentezza del gruppo di controllo.51 Camminavano pi piano solo perch un
racconto subliminale aveva detto loro che era tempo di barcollare.
Le mie serate sulla pista da ballo ora finiscono con un bagno caldo e degli impacchi di ghiaccio
su entrambe le ginocchia (sembra ridicolo, ma fa benissimo). Ho dato per scontato che questo fosse il
prezzo da pagare alla mia et. Non ho pensato subito che la mia schiena, che  coetanea delle
ginocchia, stava bene; o che saltellare su e gi poteva aver fatto male anche ai miei compagni di corso
pi giovani. In altre parole, quel compito o quelle circostanze  un pavimento di cemento, stare piegata
a diserbare per ore, preparare la cena per quaranta persone  potevano avere la stessa responsabilit o
forse di pi sul mio stato fisico.
Quando lho raccontato a Keith VonEmmeler, un acrobata di ventisei anni, ha aggrottato le
sopracciglia: Ero indolenzito dopo un paio di ore di allenamento laltra sera e mi sono detto:
Dannazione, sono troppo giovane per essere indolenzito. Ma quando ci rifletto capisco che dipende
dal fatto che non mi sono allenato o non ho fatto stretching per pi di una settimana.
A meno che non affrontiamo a viso aperto laspettativa di indebolimento e mancanza di
significato legati alla vecchiaia, questa aumenta nel corso dei decenni, rendendo gli stessi adulti pi in
l con gli anni i peggiori ageisti. Escludiamo in partenza attivit o outfit o relazioni perch potrebbero
non essere appropriate alla nostra et, specialmente se hanno una sfumatura di tipo sessuale: un doppio
tab. Nel tempo, gli stereotipi collegati allet diventano pi rilevanti, le persone tendono ad agire
come se fossero la verit, creando profezie che si autoavverano.52 Diamo la colpa di ogni dolore allet
e ogni cedimento della memoria alla demenza che avanza, perdendo di vista il fatto che laltro
ginocchio non fa male e che anche i ragazzi dimenticano qualcosa di continuo.
La psicologa di Yale, e studiosa dellet, Becca Levy, chiama questo tipo di comportamento la
teoria dellincarnazione dello stereotipo. In alcuni esperimenti ha proiettato su uno schermo una serie
di parole associate allinvecchiamento, positivamente o negativamente, per un tempo troppo breve
perch i soggetti ne fossero consapevoli. Gli esperimenti hanno dimostrato che i pi vecchi, esposti a
messaggi positivi sulla parte finale della vita, mostravano una memoria migliore e una maggiore
sicurezza nelle loro abilit di quelli esposti a termini negativi.
Il declino non ha nulla a che fare con la fisiologia.  psicologico. Come confermato dalle
ricerche sulla perdita della memoria in generale,53 leffetto delle aspettative culturali sulla memoria e
sulla performance  potente.  la stessa ragione per cui le quindicenni eccellono nelle materie
scientifiche in quei Paesi in cui non devono affrontare forti pregiudizi di genere.
Chiamatela minaccia dello stereotipo, un termine coniato dallo psicologo sociale Claude
Steele per descrivere lapprensione di essere visti attraverso le lenti di uno stereotipo negativo o la
paura di comportarsi in un modo che, inavvertitamente, conferma lo stereotipo stesso. Chiamatela
autolimitazione inconscia. Ma, comunque si voglia battezzare, limita la performance e il benessere fino
a quando gli assunti sottaciuti non vengono esposti e invalidati.
CHE SIA PATETICO O EROICO, LO STEREOTIPO
 OPPRIMENTE
Abbiamo tutti familiarit con limmagine di vecchie signore come adorabili nonnine o streghe
cattive, e vecchi signori ridotti a ricchi anziani o sciocchi sfortunati. Tutte caricature. Che lo standard
sia troppo alto o troppo basso, sono un modo per evitare di avere a che fare con le persone come
individui e, cos, tenerle a distanza.
Quando interiorizziamo gli stereotipi di anziani come inutili e debilitati,  comprensibile che
sperimentiamo linvecchiamento come trauma, il tradimento del corpo e la dissoluzione del nostro
posto nel mondo insieme a esso.  una sfida fondamentale a un salutare senso di s, sebbene questo
timore sia accolto solitamente al valore nominale. Prendete, per esempio, la preoccupazione della
blogger del New York Times Judith Warner di essere spintonata fuori dal palco, mentre unaltra
generazione si prende i riflettori e monopolizza lintero divertimento. Ora vedo il passare del tempo
pi come una specie di curva a campana ha scritto, anni di ascesa, di anticipazione in rapido
aumento, seguiti da una linea piatta, che non  cos male, in realt, e poi, non c modo di addolcire la
pillola: un declino piuttosto precipitoso. A soli quarantaquattro anni, la Warner dichiara addio per
sempre a eccitazione, scoperta, intensit.54 Fingendo di essere trasgressiva, ha aggiunto: Non
dovreste pensarlo, figuriamoci dirlo!
La Warner non ha mai incontrato nessuno che, dopo i cinquanta, ha abbracciato una causa, si 
innamorato, ha colto lattimo? Naturalmente s, ma gli stereotipi ageisti spingono in ombra gli esempi
positivi e ci fanno mettere in discussione le nostre capacit.
Quando ho intervistato la guardia forestale Betty Soskin, stava lavorando come guida di
sostegno per visitatori svantaggiati e interprete al Rosie Riveter National Historical Park a Richmond,
in California. La sua lunga storia nellarea la rende una risorsa impagabile, non ultimo perch, dice:
Ho unet in cui so come tutte le storie sono andate a finire.
La Soskin mi ha raccontato di aver sbattuto contro il muro dellet per due volte, durante una
sessione di addestramento al Gran Canyon. Doveva mescolarsi ai turisti per osservare i concessionari
nei parchi nazionali. Una commessa mi ha domandato:  qui con Elderhostel? e di colpo sono
diventata unanziana signora. La Soskin ha proseguito: Ero presa dal mio impegno come allieva, ma
improvvisamente mi sono sentita come una che si  allontanata dal proprio gruppo e si  persa. E, di
colpo, ho iniziato a muovermi pi piano. Il risultato di una semplice domanda  stato un cambiamento
fisico e psicologico.
Sulla strada di casa, lei e unamica hanno mangiato serpenti a sonagli fritti al Cowboy Club,
sono salite, sulla loro decappottabile, al vortice, una famosa formazione rocciosa a Sedona, che si crede
possa canalizzare il flusso dellenergia, e lei si  messa in marcia lungo il pendio ghiaioso di arenaria.
La Soskin si stava arrampicando nei suoi blue jeans quando le  capitato di sentire questa
conversazione, proveniente da un gruppo di anziani, su uno di loro rimasto paralizzato dalla paura e
bloccato e... Oh,  terribile! Mi sono fermata. Perch di colpo non mi identificavo con la mia amica
che mi precedeva lungo il pendio, e che era ventanni pi giovane, ma con i pi vecchi che mi erano
vicini.
Siamo tutti vulnerabili alle aspettative altrui. Richiede accettazione da parte nostra, come la
Soskin  stata acutamente consapevole. Ho dato loro quel potere ha notato perch ero in grado di
salire su quel pendio senza alcun problema.
Eccezionalmente attiva, la Soskin potrebbe liberarsi di questa mentalit, ma letica culturale del
si pu fare  quasi altrettanto problematica dellimpotenza appresa secondo copione ageista.
Le persone con disabilit usano unespressione in particolare per le immagini edificanti di chi fa
qualcosa che si potrebbe pensare non sia alla loro portata, tipo sciare o baciare: inspiration porn. C
anche un nome per i protagonisti: supercrips, in italiano superstorpi. Allora vi presento i
supervecchi. Un ottantenne scalatore giapponese, Yuichiro Miura,  salito in cima allEverest. A
ottantacinque anni la stilista Gloria Vanderbilt ha pubblicato un bollente romanzo esplicitamente
erotico. Lex presidente degli Stati Uniti George H.W. Bush ha celebrato il suo novantesimo
compleanno saltando da un aereo.
Quella manciata di amministratori delegati ottantenni, di artisti novantenni e di centenari che si
laureano sono tutti alfieri. I media li amano. Ma metterli su un piedistallo distrae dai fattori economici e
sociali che restringono i mondi di gran parte delle persone pi vecchie e diversamente abili. Inoltre
riflette una cultura che venerando attori, musicisti e atleti rinforza stereotipi ageisti, razzisti e sessisti.
La cultura della celebrit  lepicentro. Pop:  arrivata grazie al sessismo, rimane per
lageismo ha scritto il critico musicale Sasha Frere-Jones su Britney Spears, notando che la
trentaduenne ex star bambina ha a lungo affrontato lo spettro di diventare vecchia negli anni pop55
(c da chiedersi se gli anni del pop corrispondano a quelli dei cani...).
Gli atleti non se la passano molto meglio. Riluttanti a riconoscere il declino fisico di un eroe, i
fan cospirano nella finzione che le star che rallentano, come linterbase degli Yankee, Derek Jeter, il
quale si  ritirato a quarantanni con rara grazia, stanno semplicemente affrontando un lungo periodo
nero. La negazione trasforma unevoluzione naturale in un fallimento personale.
Let cronologica  sempre pi un punto di riferimento inaffidabile, sotto ogni aspetto.
Lidea che la generazione del dopoguerra arriver alla vecchiaia a tempo di rock  un altro mito
ageista. Molti vogliono solo essere in grado di pagare i loro conti e passare il tempo facendo ci che
amano con le persone che amano. Altri, io tra loro, hanno grandi piani. Non c una regola, non un
modo medio per invecchiare, cosa che sarebbe evidente se la negazione dellet  o anche essere
senza et  non fosse fondamentale per il copione dei supervecchi e delle celebrit.
Le lotte della quotidianit possono richiedere tanto coraggio, e la vita scritta in piccolo pu
essere altrettanto piena di significato. Possiamo usare pi esempi nei media, molti di pi, di persone
avanti con gli anni che vivono vite ordinarie, senza traballare n eccellere. Naturalmente, questo non 
ci che fa vendere i giornali o fa guadagnare clic, quindi tocca a noi sostenere la vasta e varia via di
mezzo, come esempio ugualmente valido di invecchiamento.
LA VIA DI MEZZO  UN BEL POSTO DOVE STARE
Quale gruppo  pi felice: uno di trentacinquenni o uno di ottantacinquenni? Quelli di
trentacinquenni, giusto? Questo  ci che entrambi i gruppi hanno risposto. Ma chiedete a ciascuno di
loro di valutare il proprio benessere e saranno i pi vecchi a vincere, studio dopo studio, dallAustralia
allo Zimbabwe.
I dati della ricerca delluniversit di Warwick, compiuta su due milioni di persone, in ottanta
nazioni, mostra un disegno straordinariamente consistente: ricchi o poveri, single o sposati, senza figli
o con figli, gli intervistati pi tristi erano di mezza et, pi felici nellinfanzia e alla fine delle loro
vite.56 Le persone di ottanta e novantanni ammettono immediatamente che la loro vita  difficile e lo
diventa sempre di pi, ma mantengono sempre in luce le cose che la rendono meritevole di essere
vissuta. La fonte di questa soddisfazione conscia appare essere interiore, profondamente umana e legata
al diventare vecchi.
Magari il cambiamento si basa sulla chimica del cervello, o forse diventiamo pi bravi ad
apprezzare ci che abbiamo. Qualunque sia il motivo, mentre siamo in dirittura darrivo molti di noi
fanno pace col loro passato e si godono il presente come mai prima di allora.
TUTTI NOI INVECCHIAMO IN MODO DIVERSO: MENTALMENTE,
FISICAMENTE E SOCIALMENTE
Questo rende let cronologica un punto di riferimento ancora pi inaffidabile, sotto ogni
aspetto: come dovrebbe sembrare, o che cosa dovrebbe ascoltare, o che cosa dovrebbe pensare sui
perizomi o lInternet delle cose. Le categorie rendono la vita pi semplice e le generalizzazioni sono
inevitabili, ma dare un ordine sulla base di capacit e inclinazione ha pi senso. Ci sono persino pi
modi di andare dai sessanta ai novantanni che dai trenta ai sessanta. Ecco perch Porti benissimo i
tuoi anni!  unoffesa: si basa sullageismo interiorizzato e per questo  considerato un complimento,
ma parte dallassunto che le persone della tua et hanno tutte un certo aspetto.
Linvecchiamento ha sicuramente le proprie caratteristiche, identificate con delicatezza dai
ricercatori del Pew Center, come dimenticare le cose, perdere il controllo della vescica, diminuire
lattivit sessuale, preoccuparsi di pensione, nipoti e capelli grigi. Alcune sono inevitabili, se viviamo
abbastanza a lungo. Ma quali, quando e come le gestiamo variano moltissimo.
NON ESISTE QUALCOSA DI APPROPRIATO ALLET
Invecchiare  un processo. Pi diventiamo vecchi, pi stratificata, in modo complesso, diventa
la nostra identit, e pi grande diventa larchivio in cui conserviamo conoscenza e ricordi, e dove
risiede il senso che abbiamo di noi.
Secondo lopinione filosofica di Lynne Segal, nel suo libro Out of Time: The Pleasures and the
Perils of Aging, ci che davvero conta  la narrazione che creiamo, le storie che ci diciamo su come
essere alla nostra et mentre invecchiamo.57 Il punto centrale, in altre parole,  capire che cosa 
appropriato per noi, in qualsiasi momento della nostra esistenza, non necessariamente secondo le
predizioni biologiche o le trame di una cultura ageista. Non c nulla di appropriato allet.
Acutamente consapevoli di quanto siamo cambiati, allo stesso tempo ci sentiamo sempre gli
stessi. Ecco perch tante persone dicono: Dentro sono un ragazzino. La sensazione  sincera, ma
riflette il modo in cui la cultura ageista divide i giovani e i non pi giovani. Lo sperimentiamo come un
conflitto: un vero e pi piacevole s, oscurato da cedimenti e rughe, che lotta per rimanere visibile e
rilevante.
Questo modo di pensare  una trappola.
Let  reale, ma non  una caratteristica fissa come il colore degli occhi o della pelle o,
tipicamente, il sesso che, come let,  anche una costruzione sociale. Let  unosservazione utilizzata
per posizionarci rispetto agli altri. Chiedete a una bambina di otto anni dove sono i bambini e lei,
invariabilmente, cercher nella stanza dei bimbi pi piccoli.
Let  sia un dato oggettivo che fluido, com il modo in cui la sperimentiamo. Io ho
sessantatr anni. Come mi sento, circa la mia et, dipende se le ginocchia mi fanno male, chi altri c
sullautobus e infinite ulteriori variabili. Diversi stati mentali e fisici coesistono. Siamo, in ogni
momento, pi giovani e pi vecchi scrive Wendy Lustbader nel suo libro Life Gets Better: The
Unexpected Pleasures of Growing Older.58
Riferendosi alla radicale ambiguit della vecchiaia, la Segal chiama questo disorientamento
vertigine temporale. Mentre invecchiamo, scrive, manteniamo, in una manifestazione o laltra,
traccia di quello che siamo stati... rendendoci psichicamente, in un certo senso, di tutte le et e di
nessuna et.
Il sociologo svedese Lars Tornstam, che ha studiato il processo dinvecchiamento per tre
decenni, vede molte persone pi vecchie che continuano a maturare socialmente e psicologicamente, un
processo che chiama gerotrascendenza. Descrive il primo segno di gerotrascendenza come la
sensazione di essere un bambino, un giovane, un adulto, di mezza et e vecchio: tutto insieme!59
Quanta abbondanza!
C molto che non ricordo, ma molto che faccio, da avere le ginocchia sbucciate a imparare a
battere a macchina e baciare e coniugare un verbo e calmare un bambino e camminare sul ghiaccio solo
lo scorso inverno (il centro della gravit va sulla gamba davanti, come fanno i pinguini). A meno che
non cadiamo nellesile minoranza di chi viene colpito da una seria demenza allultimo stadio, quei noi
ci rimarranno disponibili fino alla fine.
Come per tutto ci che concerne la vecchiaia, le persone sperimentano, senza dubbio, queste
transizioni in infiniti modi unici: per esempio, c chi vive un distillato senso di s e altri che esplorano
una molteplicit di identit.
Verso la fine della serie televisiva The Big C  attenzione: rischio spoiler!  dopo che il
personaggio di Laura Linney si trasferisce in una casa di cura, una sera appende fotografie di tutti i
residenti, di quando erano giovani e sani, dietro la loro schiena, per ricordare allo staff della sala da
pranzo i posti che occupavano nel mondo, una volta, questi malati terminali. La danza fra le identit
che abbiamo abitato nel corso degli anni non si ferma mai: La cosa bella del diventare vecchi
secondo la scrittrice Madeleine LEngle  che non si perdono tutte le et che siamo stati.
Questo non significa non avere et. Offre un terreno neutrale, una fine a questo girare
inutilmente intorno a queste disordinate ambiguit: cos antiet sembra seducente, no? Su una
confezione di crema per il contorno occhi, antiet promette di cancellare le tracce del tempo. Nella
cultura pop descrive persone che rimangono giovani quando hanno cinquanta e sessantanni. In
gerontologia, suggerisce che uno spirito giovane pu rimanere inalterato in un corpo che invecchia.
Nessuno di questi scenari  possibile, e sono tutti ageisti.
Come ha notato la sociologa Molly Andrews lattuale tendenza verso il non avere et  essa
stessa una forma di ageismo, deprivando i pi vecchi della loro risorsa pi duramente conquistata: la
loro et.60
Piuttosto questa  avere una pienezza det: un accumulo delle cose che abbiamo fatto e che
siamo stati, non catalogate o esposte, ma immagazzinate e con accesso casuale nelle nostre ossa e nei
nostri cervelli, che ci rendono ci che siamo.
Befana, zitella, vecchia strega? Vecchio parruccone, vecchio rudere, vecchio caprone? Vecchia,
vecchio sporcaccione, vecchietta? Vecchiaccio, brutta vecchia, bacucco, brontolone? Questi stereotipi
dobbiamo rigettarli e sovvertirli, mentre cerchiamo identit pi efficaci e accurate alle quali aspirare.
Al momento, sto pendendo verso vecchia strega, cos mi ha chiamato un autista lo scorso anno, quando
ho preso a pugni la fiancata della sua auto, dopo che era piombato sul passaggio pedonale. Vecchia
strega, ispirandosi a Shakespeare... davvero? Forse  stato il mio buffo cappello di finta pelliccia di
gatto a sconvolgerlo.
Mi piacerebbe essere di nuovo giovane. Le persone lo dicono sempre. Se si insiste, per,
pochi riporterebbero i loro pezzi allinizio della scacchiera, o da qualche parte l vicino, a meno che
non potessero trasportare con loro la consapevolezza del tempo presente. Di nuovo adolescente? No,
grazie, mi piacerebbe riavere la cartilagine dei miei diciotto anni, ma ballo di pi ora perch sono meno
a disagio e so identificare meglio le mie priorit.
Quali che siano le nostre strade, abbiamo navigato fra amori e abbandoni, che fossero figli o
case o sogni, siamo la somma di quelle esperienze e di ci che abbiamo imparato da loro.  ci che ci
fa quel che siamo. Questa  pienezza det, ricca e profonda e senza prezzo.
RIBELLATEVI!
RESPINGETE LA FASULLA CONTRAPPOSIZIONE VECCHIO/GIOVANE
Quando il numero sulla moda autunnale del 2011 del New York Magazine  arrivato nella mia
cassetta della posta, cera una giovane donna molto chic sulla copertina. Che noia. Quando  arrivato
il momento di fare il casting per la copertina, abbiamo deciso... di abbracciare una visione della
bellezza pi inclusiva diceva leditoriale del direttore. Abbiamo scelto quattro protagoniste per la
copertina: una ottantunenne, un diciannovenne che poteva sembrare una ragazza, una madre e una
figlia... e una musa vecchio stile, anche se ancora moderna. La mia copertina esibiva il diciannovenne,
e ho smesso di sbadigliare. Era ladolescente serbo-croato Andrej Peji?,61 che indossa sia abiti da uomo
che da donna. Peji? ha avuto la sua grande occasione quando il Vogue francese lo ha vestito con una
gonna e, da allora, dice di aver lasciato il mio genere aperto a uninterpretazione artistica.62
Coloro che si trovano in unavanguardia genderqueer coraggiosamente rifiutano le costrizioni
biologiche e culturali. In risposta a questa posizione, anche la cultura sta cambiando. Il genere veniva
visto come un binario rigido, maschio o femmina, ma ora capiamo che  pi fluido.
Se il genere pu essere concepito sotto questa luce, perch non let, che  per sua natura, mi
pare ovvio, un continuum? Specialmente considerando il fatto che, nellultima parte della vita, quando
cambiano gli ormoni, i ruoli di genere iniziano a fondersi. Molte donne diventano assertive cos come
gli uomini diventano pi emotivi.
Let  relativa: siamo sempre pi giovani di qualcuno e pi vecchi di qualcun altro. Persino i
novantenni sono pronti a puntualizzare che il Tal dei Tali, in fondo alla sala,  pi vecchio di loro. Se
possiamo toglierci di dosso le catene ben pi pesanti del genere, perch non possiamo abbracciare una
pi fluida, amichevole e francamente molto pi razionale considerazione dellet?
Ogni compartimentalizzazione  problematica. Prendete la mezza et, a cui tanti si
aggrappano come a un salvagente, anche se... chi sa pi dove si trovi la mezza et? Secondo Patricia
Cohen,  stata inventata a cavallo del XX secolo, quando la maggior parte della popolazione ha iniziato
a vivere decadi oltre agli anni vissuti in qualit di genitori.
Capitalismo, vanit e paura di morire: tutti insieme hanno reso patologico questo triste sviluppo
e commercializzato i rimedi. Suona familiare? Il punto, naturalmente,  che lo stesso si applica al modo
in cui lultima parte della vita  abitualmente vista.
Questa contrapposizione punitiva vecchio/giovane  meglio: vecchio/non-pi-giovane 
consegna due terzi di noi a uno stato di seconda classe, un esilio autoimposto docilmente nei posti
peggiori della platea. Addirittura lesilio inizia presto. Descrivendo una rivista newyorkese, un blog
locale della New York University ha scritto: Ci fa sentire una combinazione in qualche modo tossica
di alienazione, tracotanza, nostalgia e unombra di fastidio. Ci sentiamo VECCHI?... lunica salvezza 
il cimitero silenzioso?63 I blogger erano studenti del college. Lo scaffale dei biglietti di compleanno
imposta la barra a ventinove anni. Odio ammetterlo, ma una delle ragioni per cui mi sono sposata poco
prima dei trenta era perch non volevo essere single a quellet. Il matrimonio si  rivelato molto
differente da quel che pensavo sarebbe stato mentre compivo i quaranta, i cinquanta e i sessanta, e
scommetto che i compleanni che mi aspettano mi riserveranno la loro dose di sorprese.
RIVENDICATE LA VOSTRA ET E INDAGATE
IL SUO SIGNIFICATO
Poche persone riconoscono di non avere problemi con la propria et:  pi facile che la
comunichino con unalzata di spalle rassegnata o un aneddoto autodenigratorio. Lettori benintenzionati
offrono regolarmente una dritta a una collega giornalista che si occupa di questi temi e si 
soprannominata la Reporter dellInvecchiamento: che sia stato un errore? Sarebbe meglio una
definizione pi gioiosa?
Coming out di solito significa rendere pubblica una caratteristica che, altrimenti, rimarrebbe
nascosta, e porta appartenenza a una comunit accogliente. Identificarsi come vecchi, daltra parte,
osserva la critica Elaine Showalter,  ammettere qualcosa che tutti possono vedere, ma che 
ugualmente in qualche modo pi imbarazzante, significa portare pi di uno stigma. Ci si aspetta che
neghiamo di essere vecchi perch questo viene visto come un insulto, o almeno come una descrizione
di s sgradita, a meno che non sia scherzosa e ben imbottita di eufemismi.64
Anche in questo caso, per,  deprecabile. Gli eufemismi sviliscono, come il giornalista
sportivo che ha gridato: Diana Nyad ha solo sessantaquattro anni! quando la nuotatrice su lunga
distanza  riuscita al suo quinto tentativo di andare da Cuba alla Florida. Meglio ricordare le parole
della Nyad, pronunciate con le labbra secche e gonfie: Non si  mai troppo vecchi per perseguire i
propri sogni.
Lalternativa  accettare let, riconoscere di essere arrivati fin qua  non importa quanto
lontano sia  e fare la pace con questo. Dallaccettazione alla dichiarazione non c grande distanza.
Non  una rivelazione se a farla siamo noi stessi e, quando usciamo dalla trappola culturale, togliamo a
quel numero il potere che ha su di noi. Molte persone, per esempio, ricordano di aver chiesto il primo
sconto over 65  o, orrore, vedersene offrire uno!  con vero sgomento. Se non c vergogna, lo sconto
diventa solo quello: uno sconto senza ambivalenze, figuriamoci se deve essere mortificante.
Qual  la migliore risposta a Quanti anni hai? La verit, per poi domandare che cosa importa.
Chiedete che cosa  cambiato nella mente di chi ve lha chiesto dopo che hanno avuto quel numero.
Linformazione sembra fondamentale, ma non lo . Lo chiediamo in parte per abitudine, unabitudine
che ci portiamo dietro dallinfanzia, quando un mese era uneternit e ogni anno marcava cambiamenti
evolutivi e nuove libert. I bambini mi fanno impazzire quando mi chiedono quanti anni ho dice
linsegnante ottantenne di Detroit, Penny Kyle. Non mi importa dire la mia et, ma so che sul lavoro
pu causare problemi, quindi rispondo sempre che ne ho 104...
Qual  la migliore risposta a: Quanti anni hai? La verit, per poi chiedere che cosa importa.
Chiediamo anche quale sia let di una persona come scorciatoia per contestualizzare le loro
capacit e calibrare le aspettative.  un atteggiamento pigro, per, inaffidabile e, forse, impertinente.
Una donna presente a una delle mie conferenze ha risposto per le rime: Quanto pesi? La
scienziata Silvia Curado si rifiuta di dire la propria et, non perch vuole passare per pi giovane, ma
perch non vuole essere incasellata in un modo che trova riduttivo e spesso fallace. La sua
consapevolezza ne fa un atto politico. Lassistente sociale Natalia Granger ha un altro consiglio
radicale: seguire lesempio delle persone che non si conformano al genere, che rigettano ruoli e
stereotipi basati sul sesso che gli viene assegnato alla nascita. Quando chiedono la vostra et,
identificatevi come non-conforme-allet.
Lo scrittore e attivista ambientalista Colin Beavan ha annunciato su Facebook che stava facendo
coming out sullet. Non sono a mio agio con i ruoli e gli stereotipi associati allet del corpo nel
quale sono nato ha scritto. Let del mio corpo non  la mia et. Dora in poi, mi identificher come
trentasettenne.
Apprezzo il tono, ma devo dissentire, perch identificarsi come trentasettenne (ancora
giovane)  una forma di negazione. Colin ha una cinquantina danni, ho undici anni pi di lui. Sto
bene, e lui ci sta arrivando; dopo un periodo di indecisione, ha deciso di smettere di identificarsi con
una specifica et. Voglio avere un atteggiamento fluido sulla mia et, ma senza rigettarla. Rifiuto solo i
significati rigidi che le persone le assegnano, i ruoli e gli stereotipi ai quali anche Colin si rifiuta di
sottomettersi. Io dichiaro la mia et nello stesso momento in cui sfido la sua supremazia e il suo valore
come significante.
RIFIUTATE LET COME IDENTIFICATORE PRIMARIO
(PENSATELO COME FOSSE UN ESPERIMENTO MENTALE)
Labitudine di voler sapere let di una persona  difficile da infrangere.  la prima domanda
che viene in mente quando un amico o unamica ci dicono che stanno uscendo con qualcuno, anche se
io non lo chiedo pi. Prendete la convenzione giornalistica di includere le et nelle storie sui giornali.
Due articoli nella stessa settimana: uno su unallieva infermiera quarantaduenne che gareggiava come
reginetta, e unaltra su una novantunenne, sindaca di River Falls, in Alabama, che ha rubato 201.000
dollari alle casse della citt, mi ci ha fatto pensare. Dolores Barclay, una reporter desperienza
dellAssociated Press, ha risposto alla mia domanda:  solo uno dei tanti fatti essenziali da includere a
proposito del soggetto di cui parliamo. Fa parte di chi stiamo raccontando ha spiegato la Barclay.65
Let spesso  rilevante per certe storie. Per esempio, se scriviamo di un anziano che fa la sua prima
lezione di lancio col paracadute, la storia ha un maggiore impatto se il soggetto ha settanta o
novantanove anni? O se stiamo descrivendo i risultati di un musicista che ha unillustre e straordinaria
carriera, non vogliamo sapere quanti anni ha? E se ha solo ventiquattro anni, ma leggendo la storia si
pu pensare che ne abbia sessanta?
Okay, e allora? La settimana precedente mi  capitato di assistere allo strabiliante debutto
americano della chitarrista classica sudcoreana Kyuhee Park alla Carnegie Hall. Avrebbe potuto avere
tredici o ventitr anni, e non vedevo lora di saperlo.  venuto fuori che ne aveva ventisette, e la cosa
non ha reso lesperienza meno dirompente. Mi  dispiaciuto che la curiosit fosse stata cos persistente
da distrarmi.
I media si concentrano continuamente sullet delle celebrit, specie con artiste come Madonna,
che ha rifiutato di invecchiare con grazia: Ogni volta che qualcuno scrive di me, la mia et 
proprio di fianco al mio nome ha detto,  quasi come se dicessero Eccola qui, ma ricorda che ha
questa et, quindi non  pi cos rilevante oppure Puniamola, ricordandolo a lei e a tutti gli altri.
Quando scrivi let di qualcuno, lo stai limitando.66
O lo stai proteggendo, che non  molto meglio. Il primo atteggiamento li desessualizza, il
secondo li rende incapaci. Perch la sindaca di River Falls, Mary Ella Hixon, la cui condanna a dieci
anni  stata ridotta a cinque in libert vigilata, non dovrebbe scontare qualche tempo in prigione per
aver rubato 201.000 dollari alla sua citt? Un avvocato della difesa ha detto che chiaramente qualcuno
si era approfittato della sua cliente: Se non fosse stata una novantunenne, avrei fatto qualsiasi cosa per
assicurarmi che andasse in prigione ha dichiarato allAssociated Press il procuratore di Covington
County. Apparentemente, coloro che sapevano qualcosa sono stati riluttanti a fare un fischio, ha detto,
per paura di essere ostracizzati o perch era la proverbiale vecchietta.67 Lunica posizione non
ageista nella storia  il riconoscimento che la Hixon era potente abbastanza per ridurre al silenzio i suoi
critici. E, dallaltra parte, c una reginetta di quarantadue anni? Questa s, che  una notizia!
Ovviamente let  necessaria nei necrologi o nei profili dei bambini prodigio, ma la sua
inclusione automatica in altri tipi di storie non  altro che una cattiva abitudine. La razza non  pi una
parte obbligatoria del protagonista della storia, a meno che non sia una storia relativa alla razza... 
proprio il contrario, in effetti, e sempre per lo stesso motivo. Dato che  sessista evidenziare lo stato
civile di una donna, Signora ha soppiantato la doppia possibilit Signorina o Signora come
identificativi. Perch let dovrebbe essere differente? Ci sono tanti modi per fornire indizi ai lettori,
nel raro evento in cui sia rilevante per la storia. Un po di confusione potrebbe scatenare molte ipotesi
su quello che le persone possono fare in un particolare momento della vita o su quello che hanno in
comune oltre la differenza det, e sarebbe positivo.
Un altro esperimento mentale: supponete che let di nascita venga omessa sulle cartelle
mediche. Inconcepibile, giusto, ma dovrebbe? Non sarebbe meraviglioso se i medici dovessero
diagnosticare e prescrivere basandosi sulle condizioni fisiche e mentali di ogni persona, liberi
dallerrore su quali sintomi  probabile che si presentino a un determinato stadio della vita e quali vale
la pena trattare?  per questo che il gerontologo Mark Lachs ha intitolato il suo libro Treat Me, Not
My Age, curate me, non la mia et.
PRENDETE SPUNTO DAL MANUALE DEI DIRITTI
DEI DIVERSAMENTE ABILI: LA PERSONA VIENE PRIMA
Per evitare di ridurre le persone a etichette o a diagnosi mediche, il mondo dei diritti dei
diversamente abili prescrive il linguaggio di la persona prima: si parla di persone con malattia
mentale (invece che di malati mentali); persone con autismo o epilessia e non autistici o epilettici;
utilizzatori di sedia a rotelle (invece di obbligati alla sedia a rotelle o confinati sulla sedia a rotelle) e
cos via. La disabilit  una caratteristica della persona, non la definisce.
Quando allinizio ho sentito questo tipo di linguaggio, mi sembrava ridondante e anche un po
stupido. Se ne parlava da almeno trentanni, per descrivere la discriminazione contro le persone
diversamente abili, ma sembrava una fastidiosa invenzione della Polizia del pensiero politicamente
corretto. Un amico che lavora nel settore me lo ha spiegato, domandandomi causticamente: Non ti
riferiresti alla mia madre cancerosa, giusto? Vale la pena di tenere a mente che il cancro  stato
profondamente stigmatizzato fino a poco tempo fa, trattato come un vergognoso segreto di famiglia. Le
abitudini cambiano, per fortuna.
Cos, ecco un altro esperimento mentale: perch non imparare dal movimento per i diritti dei
diversamente abili e tentare di pensare a noi stessi e a quelli intorno a noi come persone che hanno
unet invece che identificarle con essa? Let diviene solo unaltra caratteristica, come saper parlare
bene o essere filippini o tifosi del Milan. Le persone possono avere anni come le persone con
demenza hanno problemi a pensare e altri sanno mettere le persone a proprio agio e altri ancora sono
stonati. Let non ha bisogno di essere messa da parte completamente e neppure essere isolata dalle
altre caratteristiche. La persona viene prima, come ha scoperto Bill Krakauer, quando ha iniziato a
seguire le lezioni di recitazione: Allora, cera un gruppo di ragazzi e vedono un vecchio signore,
giusto? Dopo un po tutto si acquieta. Dopo qualche settimana, tutti se ne dimenticano. Io smetto di
vederli come ragazzi e loro smettono di vedermi come un vecchio e siamo solo persone.
RINCUORATEVI: NON C UN SENTIERO GIUSTO
Non dovremmo tutti aspirare a un invecchiamento attivo? chiede lo studioso di etica H.R.
Moody nella sua newsletter Human Values in Aging.68 Forse no, suggerisce. Forse fare meno ci lascia
pi energia per fare ci che ci importa di pi. Forse il difficile sta nel capire che cosa ci importi di pi...
Un compito arduo, tenendo conto che lautostima di molti occidentali  intimamente legata
allautonomia e alla convenzionale produttivit economica. In America il fare  pi che essere, e io non
faccio eccezione. Quando mi ricordo che sono al terzo giro della pista, ho subito limpulso di iniziare
lelenco di cose da fare prima di morire.
Non sorprende che nelle culture in cui essere viene svalutato e fare super valutato, let
avanzata viene considerata con tale disprezzo e terrore! osserva Anne Karpf nel suo libro How to
Age.69 Lintera questione sullinvecchiare bene, dice, sta nel liberarsi dalle aspettative sociali e dare
priorit a ci che sembra giusto per noi: brezza di mare per Ray e fumi cittadini per me.
Pu essere difficile resistere al modello di invecchiamento di successo o produttivo, visto
che fornisce un ottimistico contrappunto alla narrativa abituale del declino. I gerontologi amano questa
terminologia perch  positiva. I conservatori lamano perch mette il peso di come invecchiamo
sullindividuo, e quindi legittima un minore supporto pubblico.
Il linguaggio positivo  seducente, cos come lo  la sua premessa, perch noi davvero vogliamo
pensare di poter continuare a fare le cose che amiamo, per tutta la nostra vita. Spesso  cos... almeno
una versione di loro, per essere precisi. La motivazione  importante, cos come lo  rimanere
mentalmente e fisicamente attivi, guadagnarsi da vivere, aiutare gli altri, avere obiettivi, tutte cose
buone. Ma le carte in tavola continuano a cambiare. Faremmo bene a tenere a mente che molte di
quelle attivit sono disponibili per lo pi a chi  fortunato ed  abbastanza benestante, e distinguere
lautostima da unit di misura durevoli come avere potere o prestanza fisica. Molto  al di l del nostro
controllo, e molti aiuti richiedono unimplementazione a livello politico.
Esempi addolciti o romanzati di felice invecchiamento  le coppie dai capelli argentei che
danzano sul ponte di una nave da crociera  pongono standard irragionevoli e suggeriscono che chi
invecchia in modo meno di successo  responsabile per la propria situazione. Perch la reporter della
National Public Radio, Ina Jaffe, detesta cos profondamente la definizione felice invecchiamento?
Indica una nuova opportunit di fallimento per me.70
Come ha osservato la studiosa dellinvecchiamento Margaret Cruikshank, il modello ignora il
ruolo importante giocato dalla classe nel determinare chi invecchia, prima di tutto, senza parlare di
quanto con successo: Nessuno sforzo individuale o grande fiducia in se stessi pu portare ai colletti
blu o alle persone di colore i vantaggi di cui gode la borghesia bianca, specialmente gli uomini scrive
nel suo libro Learning to Be Old.71 Tutti possono fare scelte sensate, ma ostacoli come pesanti
responsabilit di assistenza ad altri, inadeguata assistenza sanitaria e quartieri con poche risorse lo
rendono difficile. Colpevolizzare i poveri per le loro cattive scelte  e anche per la loro povert o
debolezza  rende invecchiare unaltra arena in cui trionfiamo o falliamo basandoci su termini lontani
dallessere neutrali.
Molte scelte difficilmente sono davvero nostre, e poco hanno a che fare con la forza di volont
o le nostre virt o persino con le nostre competenze informatiche: se sono aggiornate oppure no. Sia le
perdite che i piaceri probabilmente ci prendono in contropiede. Lerrore che facciamo nella mezza et
 pensare che invecchiare bene significhi che rimarremo sempre come siamo a cinquantanni. Forse
non  cos dice Tornstam.72 Invece vediamo molti over 65 che continuano a maturare socialmente e
psicologicamente in modi che sorprendono o sconcertano. Caratteristiche di questo processo includono
meno paura della morte e della malattia, relazioni pi profonde con poche persone, insieme a un
maggiore desiderio di solitudine e a un minore coinvolgimento con vecchie abitudini, routine e
principi.
Lassunto che i pi vecchi siano legati alle loro abitudini  un clich ageista. Le vite possono
essere limitate da una disabilit o da unentrata fissa o da un programma istituzionalizzato. Ma anche i
bambini sono abitudinari e le persone che trovano conforto nellabitudine sono sempre state cos.
Se avessi un centesimo per ogni storia che ho sentito su anziani che ballano il limbo o fanno i dj
o saltano la corda sarei ricca. Non li posto perch hanno abbastanza stampa senza il mio aiuto e perch
rinforzano lidea che i pi vecchi da ammirare siano quelli che hanno laspetto e si comportano come i
pi giovani.
Si tratta di valori anomali. Sono fantastici e danno ispirazione, ma va bene anche sedersi sotto il
portico. Se la voglia di viaggiare di una mamma diminuisce o se uno zio lascia la squadra di bowling, 
facile che ci preoccupiamo ma non facciamo nulla, dando la colpa alla malattia o alla depressione.
Invece queste transizioni potrebbero riflettere maggiore autostima, pi spontaneit o il bisogno di
tempo per riflettere su domande pi grandi: quello che Tornstam descrive nella sua Teoria della
gerotrascendenza come uno spostamento in meta-prospettiva, da un punto di vista materialistico e
razionale del mondo a uno maggiormente cosmico e trascendente, normalmente accompagnato da un
aumento della soddisfazione della vita.
Pi elementi per un sempre maggior numero di prove che il benessere emotivo cresce con let.
DIVENTARE UN ANZIANO IN ADDESTRAMENTO
Quindi come unire personale e politico? Come integrare realt e aspirazione?
Nel 2008 ho sentito la gerontologa Joanne Lynn descrivere se stessa come una persona anziana
in addestramento, e da allora lo sono stata anchio. So che non sono giovane. Non mi vedo come
vecchia. So che in tanti si sentono allo stesso modo. Sono prigionieri di un crudele paradosso: aspirano
a invecchiare ma, allo stesso modo, hanno il terrore di quella prospettiva. Spendono un sacco di energie
a sostenere lillusione che i vecchi non sono, in qualche modo, loro. Diventare un anziano in
addestramento mette un ponte fra noi/loro, e allenta la presa di unillusione estenuante.
Diventare un anziano in addestramento riconosce linevitabilit della vecchiaia, mentre la relega
nel futuro, anche se si tratta di uno spostamento limitato. Si mettono proposito e intento al posto di
terrore e negazione. Ci connette empaticamente con il nostro futuro s. Come ha detto Simone de
Beauvoir, con maggiore grandezza: Se non sappiamo chi saremo, non sappiamo chi siamo:
riconosciamo noi stessi in quel vecchio o quella vecchia. Deve essere fatto se vogliamo prendere in noi
stessi linterezza del nostro essere umani. In un mondo sempre pi diviso da razza e classe come
dallet, raggiungerci oltre quelle divisioni, per riconoscere la nostra umanit condivisa,  un atto
radicale.
Diventare un anziano in addestramento significa liberarsi dei preconcetti, osservando e
ascoltando con attenzione i pi vecchi intorno a noi, e immaginando diversamente il nostro posto tra
loro. Significa guardare ai pi vecchi invece che oltre loro, ricordando che una volta avevano la nostra
et, vedendo resilienza invece che infermit, permettendo la sensualit, allargando la nostra nozione di
bellezza e riconoscendo che un appartamento o una stanza o anche solo un letto possono essere la casa
di un mondo interiore, ricco tanto quanto il nostro e, probabilmente, anche di pi. Significa dare una
sbirciata consapevole attraverso il periscopio di una mente aperta al territorio che abiteremo, quando
alla fine saremo vecchi.
Pensare al futuro non viene naturale: come specie, gli esseri umani si sono evoluti per
prediligere gratificazioni attuali prima che un futuro benessere. Ecco perch diventare un anziano in
addestramento richiede immaginazione. Nel libro A Long Bright Future, la psicologa di Stanford Laura
Carstensen descrive limportanza di generare visioni realistiche, umane, del nostro futuro s  quello
che vorremo fare ed essere capaci di  e intraprendere i compiti, i cambiamenti e i sacrifici che ci
porteranno a quella meta. Se non possiamo immaginarci insegnare, ridere, amare e contribuire alla
societ quando saremo novantenni e centenari, allora solo la fortuna ci porter a quel punto scrive.73
Come anziana in addestramento, vedo la me novantenne rinsecchita e traballante, ma anche
curiosa e contenta. Visualizzarla non significa farla accadere, ma certo non ci posso arrivare senza
neppure volerlo. Significa lavorare contro la tendenza umana di sottostimare quanto possiamo cambiare
nel futuro. Storie ricche, complesse sul passato tendono a cedere alle vaghe, prosaiche proiezioni di un
futuro in cui le cose rimangono pi o meno le stesse. Forse perch ci che non sappiamo alimenta il
disagio; forse perch prevedere il futuro  pi difficile che ricordare; forse perch il compito  meno
affascinante in una societ giovanecentrica. Lavorateci e diventer pi facile immaginarci fare cose
diverse con nuovi amici in posti che dobbiamo ancora visitare... o stare a casa, se questo  ci che ci
piace.
Prima invecchiare viene privato di quel terrore che ci riguarda, meglio saremo equipaggiati per
beneficiare degli infiniti modi in cui ci pu arricchire.
Lopinione diffusa delle persone con pi di ottantanni, che dovrebbe saperlo bene,  che i
giovani si preoccupano troppo di diventare vecchi, quindi prima facciamo questo balzo con
limmaginazione, meglio . Prima questo processo che dura tutta la vita viene privato del terrore che ci
riguarda, meglio saremo equipaggiati per beneficiare degli infiniti modi in cui ci pu arricchire.
Alcune persone nascono con questa consapevolezza, e quindi hanno pi tempo per sviluppare le
capacit che gli serviranno in futuro. Anne Karpf le descrive come abilit a continuare a farsi nuovi
amici, a valutare risorse interiori ed essere capaci di lasciar andare. Inoltre evidenzia che i valori pi
ammirati nel mondo industrializzato  alta produttivit personale ed economica  sono poco utili per
aiutarci a invecchiare. Faremmo un favore a noi stessi e al pianeta, osserva, se rigettassimo quei valori
per altri pi umani e comunitari.
VERSO LA PIENEZZA DET
Diventare un anziano in addestramento rende anche pi facile pensare criticamente a che cosa
significa let in questa societ, e le forze al lavoro dietro la descrizione dei pi vecchi come inutili e
patetici. La vergogna pu danneggiare lautostima e la qualit della vita tanto quanto gli stereotipi
imposti esteriormente. Diventare un anziano in addestramento  un atto politico, perch allontana
questa vergogna e il disgusto per se stessi. Disfa quella altritudine che d potere allageismo (e al
razzismo e al nazionalismo). Fa spazio a empatia e azione. Deruba le caricature della vecchia strega o
del vecchiaccio del loro potere e ci libera per diventare il nostro pieno (anche det) s.
Potrei saltare su un podio, invece che gi dallaeroplano  sono ancora molto lontana
dallessere prima del fare  ma non scappo dallinvecchiare. Questo mi tiene lontano dagli ambiziosi
supervecchi, come da tanti altri esperti di invecchiamento che hanno investito nel modello di
invecchiamento deficitario (aiutando i vecchi fragili e bisognosi) oppure nel suo fuorviante contrario (il
felice invecchiamento!).
Spero di essere un esempio di invecchiamento radicale: riconoscendo la mia mortalit;
abbracciando linvecchiamento come un processo naturale; lottando contro i paradossi senza fine che
questo coinvolge (per un certo periodo il titolo provvisorio di questo saggio  stato Entrambi sono
veri); improvvisando altro lungo la strada. Siamo tutti pi vecchi in addestramento, che lo sappiamo
oppure no, e i nostri numeri crescono mentre rifiutiamo gli stereotipi umilianti e reclamiamo i nostri s
che invecchiano.
LE PRIME LINEE
3
DIMENTICARE LA MEMORIA:
IL CERVELLO CHE INVECCHIA
La possibilit di perdere parte della mia autonomia motoria non mi ha mai tenuta sveglia.
Prenderei un deambulatore, o assumerei giovanotti forzuti per portarmi in giro. Ma perdere la testa?
Questa prospettiva mi terrorizzava. Non  vero che ogni ce lho proprio sulla lingua ci fa temere che
altri preziosi neuroni siano andati persi? Se vivessi abbastanza a lungo, i tentacoli della demenza, o di
qualche seria perdita di memoria, non si farebbero sentire? No, per nulla.  ancora la mia paura
peggiore, ma non penso pi che sia inevitabile e neppure probabile.
 Un importante declino mentale non  una parte n normale n inevitabile dellinvecchiamento.
Secondo uno studio sullinvecchiamento felice condotto dalla MacArthur Foundation, raramente il
declino riguarda tutte le performance cognitive; in secondo luogo, gran parte delle perdite avviene tardi
nel corso della vita; e, terzo, molti over 65 non sono in alcun modo colpiti da una perdita minore della
loro abilit mentale.74
 Molte delle cose che si dimenticano non sono causate dallAlzheimer o dalla demenza e non
necessariamente sono un segno di menomazione cognitiva.75
 Pare che circa il 20 per cento dei novantenni non venga toccato in alcun modo dal declino
cognitivo: essi continuano ad agire come persone di mezza et.76
Eppure quella che Margaret Gullette, ricercatrice dello Womens Studies Research Center della
Brandeis University, chiama la nostra paura irrazionale di dimenticare77 ha fatto talmente tanta strada
nella nostra psiche che dimenticanze quotidiane provocano terrore e la diagnosi invoca pensieri di
suicidio. Una ricerca del 2010 di MetLife ha scoperto che gli americani hanno paura solo del cancro pi
che dellAlzheimer.78
Perch la nostra paura  cos sproporzionata alla minaccia? Perch nella nostra moderna
societ dellinformazione nessuna competenza  pi importante dellagilit mentale. Perch il
cervello  dove la nostra identit risiede, quindi nessuna paura  maggiore. E, poich il terrore pi
profondo  anche quello pi difficile da affrontare, questo rende il declino neurologico il deposito delle
paure pi oscure riguardo ai nostri novantanni. E perch in una societ ageista le convinzioni negative
riguardo lultima parte della vita, per quanto inaccurate, tendono a essere accettate per buone.
LA VECCHIAIA E LINCOMPETENZA MENTALE VANNO
A BRACCETTO: UN MITO CHE CONTRIBUISCE
ALLA DISCRIMINAZIONE SU MOLTI FRONTI
La convinzione che non puoi insegnare nuovi trucchi a un vecchio cane funziona in modo
punitivo in molti ambiti. La convinzione che non valga la pena formare lavoratori pi avanti con gli
anni perch imparano pi lentamente e sono analfabeti informatici  testardamente persistente,
nonostante le valutazioni positive, sia sulla performance che sulle capacit, da parte dei datori di
lavoro.79
Si tratta di uno stereotipo attivo quando qualcuno parla con condiscendenza ai pi vecchi che
cercano di accedere a servizi sociali, legali o finanziari. C chi potrebbe insistere che sa che cosa 
meglio per un anziano, anche se questa persona  perfettamente capace di prendere le proprie
decisioni. Anche lievi invalidit possono essere utilizzate come motivazione logica per obbligare
uomini e donne avanti con gli anni a rinunciare a proprie decisioni e a essere attivi.
I pi fiduciosi, spesso meno competenti in ambito tecnologico, vittime di abusi finanziari, sono
spesso troppo imbarazzati per denunciare, per colpa dello stigma della incapacit mentale. La caduta da
saggio anziano a idiota fessacchiotto  mortificante.
Rinforziamo lassociazione con costanti quanto infastiditi riferimenti alle dimenticanze e
allet. Pensavo che quelle battute fossero una delicata disapprovazione di se stessi, fino a quando non
mi sono resa conto che, quando ho perso le chiavi dellauto al liceo, non ho detto:  let.
Ogni profezia circa la debolezza dei pi vecchi, che si avveri o meno, smorza le nostre
aspirazioni e danneggia la nostra identit, specialmente quando tocca le capacit mentali. Quel danno 
aumentato dalla convinzione triste e diffusa che, in qualche modo, la demenza sia inevitabile.
IL DECLINO COGNITIVO
 PROFONDAMENTE STIGMATIZZATO
Lomofobia ha marginalizzato le persone malate di AIDS nello stesso modo in cui lageismo
marginalizza chi ha la demenza: peggio di vecchio  molto vecchio, e peggio di tutto  essere molto
vecchio e incurabile. Aggiungete a questo il tremendo marchio che accompagna gli invalidi mentali di
ogni tipo. Si tratta di un quadruplo problema, se prendete in considerazione il fatto che i membri della
famiglia spesso si sentono stigmatizzati per associazione. Leminente sociologo Erving Goffman ha
definito lo stigma come un attributo profondamente screditante, che riduce chi lo porta da una
persona comune e intera a una contaminata e di minor valore.80
Non sorprende, quindi, che se si parla di Alzheimer  la pi comune forma di demenza  la sola
diagnosi possa avere effetti devastanti sullautostima e sulla vita sociale, e che essa sia solitamente
accompagnata da sentimenti di ansia, depressione, vergogna e umiliazione. Alcuni pensano che
lAlzheimer sia contagioso. Il marchio disonorevole solo ora inizia a stemperarsi, dopo che figure
pubbliche come Ronald Reagan e Glen Campbell sono emerse come volti pubblici della malattia.
Servirebbe, per liberarlo dalla sua aura profondamente negativa, sviluppare ci che il neurologo
Peter J. Whitehouse chiama un quadro umanistico ed ecologico di invecchiamento cerebrale.81
Perch oggi non c visione condivisa su come distinguere lAlzheimer dal normale invecchiamento, e
neppure pare sia in vista; in questa ottica, il declino cognitivo diventa parte di ci che significa essere
una persona che invecchia.
La ricerca iniziale di Whitehouse sulla patologia dellAlzheimer e delle demenze correlate ha
portato ai trattamenti medicinali attuali, e a una cura che potrebbe essere rivoluzionaria, ma pi di cento
test medici, al momento, sono falliti. Dato che lAlzheimer  causato da diversi fattori, inclusi quello
genetico, lo stile di vita e lobesit, non c un singolo trattamento che pare possa fermare o invertire i
suoi sintomi.82
Whitehouse, di conseguenza, ha iniziato a considerare la promessa di una panacea come un
mito culturale, promosso da potenti case farmaceutiche, organizzazioni di tutela e ricercatori privati,
con molto profitto in gioco. Invece di definire linvecchiamento del cervello come una malattia e
cercare una cura, Whitehouse sostiene che sarebbe meglio dirigere le ricerche verso la prevenzione
della perdita cognitiva e su come eventualmente aiutare le persone a gestirla. Allontanarsi dalla cura
farmaceutica sosterrebbe sia chi soffre di demenza che chi se ne occupa, durante questa transizione
enormemente difficile, focalizzandosi sulla qualit della vita di entrambi. Ridurrebbe lo stigma.
Aiuterebbe a guardare alle persone con demenza non come perdute per colpa di una malattia
incurabile  e quindi per noi , ma ancora presenti in modo diverso, con persistenti bisogni umani di
affetto, connessione ed espressione. Favorirebbe lo sviluppo di modalit, piene di significato e
nobilitanti, per stare ancora con loro.
La demenza  spesso peggiore da vedere che da sperimentare. Forse per via del suo mestiere, la
manager di case di riposo Claudia Fine ha affrontato il declino di sua madre  dal punto di vista di una
geriatra, abbastanza prevedibile, senza essere motivo di crisi  senza alcun problema. Dorothy ama
passare del tempo nel parco... ama le foglie... ama il loro fruscio. Fa un cenno verso lalto, dicendo:
Le, le, le, le... La cognata della Fine sperimenta questa perdita del linguaggio come intollerabile.
Eppure la Fine osserva: Dorothy  evidentemente molto felice.
Dorothy vive in una casa di riposo, ma anche chi ne soffre in modo grave pu continuare a
vivere bene con la propria famiglia, per un lungo periodo, come la mia madrina, Anne. Aveva una
mente insaziabilmente curiosa e una biblioteca ricca, che andava da Gorky al giardinaggio in tre lingue.
A novantacinque anni, la memoria a breve termine dura tre minuti, un lasso di tempo che diventa
sempre pi contratto.  triste per chi si prende cura di lei, e le nostre conversazioni sono passate dal
mondo reale ai paesaggi immaginari, ma sono ancora disponibile per lei e lei lo  per me, e questo 
rimasto fonte di gioia per entrambe.
La demenza pu essere liberatoria. Fino a quando il nonno della scrittrice Sousan Hammad non
si  ammalato, non ha mai parlato dei suoi anni formativi, in una piccola citt della Palestina, sotto il
mandato britannico, rendendo cos i suoi ricordi accessibili alla famiglia.83 Lautobiografia di Hammad
si intitola Islands of Amnesia (Isole dellamnesia), e la metafora sulle isole ha confortato Margaret
Gullette quando la sua socievole madre ha iniziato a perdere la memoria, allet di novantanni.
Anche mia madre era unentit che viveva, spesso contenta, sulle isole nellabisso. Ho preso la
decisione di vivere con lei su quelle isole scrive la Gullette.84
Anne Basting, autrice di Forget Memory: Creating Better Lives for People With Dementia,
invita chi si prende cura di queste persone a evitare esortazioni a ricordare, ed evidenzia come
creativit e immaginazione rimangono riserve di forza intatte quando la demenza colpisce.85
Quando gli hanno diagnosticato lAlzheimer, a settantaquattro anni, la leggenda del country
Glen Campbell ha detto di voler continuare a esibirsi fino a quando gli fosse stato possibile e di volere
che il pubblico capisse perch, qualche volta, dimenticava le parole delle canzoni o si ripeteva. Il suo
tour daddio  documentato in un film che si intitola: Glen Campbell: Ill Be Me, e la sua canzone Im
Not Gonna Miss You, ha vinto un Grammy nel 2015 come miglior canzone country. A un certo punto,
nel film, mentre combatte per ricordare le parole del coro di Galveston, uno dei suoi brani di maggior
successo, si sentono centinaia di voci: I can still hear your sea winds crashing. Campbell ha sorriso e
ha finito di cantare la sua canzone.
Questa  empatia, una connessione condivisa che non  meno potente fra estranei, in una sala
per concerti, di quanto lo sia fra amanti o genitori e figli. Ci d la possibilit di vedere persone che sono
disabili dal punto di vista cognitivo non come ammalati o come vittime, ma come compagni che
rappresentano la condizione umana in tutta la propria diversit, mai come nellultima parte della nostra
esistenza.
 un compito duro ma necessario, per coloro che rimangono sulla terraferma, cambiare le
aspettative sulle nostre Dorothy (come ha fatto Claudia Fine), e riconsiderare quali attivit siano per
loro piene di significato (tenere una bambola, forse, o spingere un carrello della spesa). Tendiamo a
vedere queste attivit come patetiche, a sminuirle, perch non ricordiamo la persona in particolare che
le mette in pratica. Questo aiuta a concentrarsi non su quanto si  perso, ma su ci che rimane, e di
trovare piacere ovunque sia possibile, come fa Dorothy con le foglie sulla sua testa.
Nel suo libro, Making an Exit, Elinor Fuchs descrive gli anni finali di cura della sua egocentrica
madre, che aveva lAlzheimer, come il miglior periodo che abbiano passato insieme.
Mentre invecchiamo rimaniamo noi stessi. Questo  vero anche per coloro il cui cervello
invecchia neurologicamente pi in fretta degli altri: molta parte delle loro facolt mentali rimangono,
anche quando la memoria se n andata, cos continuano a contribuire alle loro famiglie e alle loro
comunit.
In Italia i malati di Alzheimer sono 600.000. I costi diretti dellassistenza ammontano a oltre
undici miliardi di euro, di cui il 73 per cento a carico delle famiglie. Il costo medio annuo per paziente
 pari a 70.587 euro, comprensivo dei costi a carico del Servizio sanitario nazionale, di quelli che
ricadono sulle famiglie e dei costi indiretti, per esempio, i mancati redditi da lavoro dei pazienti (dati
Censis).
Il pi potente indicatore di un cambiamento di identit  la spaventosa perdita di s  non  la
perdita di memoria, bens linterruzione delle facolt morali (rappresentata da comportamenti come
crisi antisociali, mentire patologicamente e rubare). Altri tipi di cambiamenti neurodegenerativi, inclusi
amnesia, mutamenti di personalit, perdita di intelligenza, disturbi emotivi e la capacit di portare
avanti le attivit quotidiane, non indicano che le persone smettano di sembrare loro stesse.86 Come
osserva Whitehouse: Le condizioni neurodegenerative non prendono possesso dei pi vecchi, n li
dominano o degradano la loro umanit; semplicemente alterano il modo in cui viviamo le nostre vite...
non esiste la vittima dellAlzheimer o una totale perdita di s. La malattia non  mai pi grande
della persona.87
Ci detto, lAlzheimer  un enorme problema di salute pubblica. Negli Usa rappresenta la
malattia pi costosa e i costi continueranno ad aumentare visto che viviamo pi a lungo. Il budget
destinato alla ricerca, per, non riflette questo stato di cose. Il piano nazionale statunitense per
affrontare lAlzheimer  passato dal Congresso nel 2013, accompagnato da un misero aumento di fondi
federali di 504 milioni di dollari ogni anno,88 una frazione di quello che la Sanit spende per
HIV/AIDS. Anche lAlzheimer colpisce molte pi persone. La ricerca sullAIDS non aveva fondi fino
a quando un costante attivismo non ha portato a un cambiamento.
Let media dei malati di Alzheimer in Italia  di 78,8 anni. Il 40 per cento di chi si occupa di
loro, pur essendo in et lavorativa, non ha un impiego retribuito; il 59,1 per cento dei caregiver
occupati segnala un aumento di assenze ripetute; le donne richiedono pi frequentemente il part-time.
Limpegno del caregiver determina conseguenze anche sul suo stato di salute, in particolare tra le
donne: l80,3 per cento accusa stanchezza, il 63,2 non dorme a sufficienza, il 45,3 afferma di soffrire di
depressione, il 26,1 per cento si ammala spesso.
Servirebbe attivismo anche per andare incontro alla sfida terribile di prendersi cura di chi soffre
di demenza. Le famiglie hanno bisogno di aiuto. Prendersi cura dei malati presso la propria casa gi
rappresenta loccupazione a pi alto tasso di crescita in tutti gli Stati Uniti, e la domanda si prevede
crescer di pi del 90 per cento entro il 2018.
Qui le badanti sono quasi esclusivamente donne, spesso immigrate senza documenti o
afroamericane, che lavorano molte ore per una paga media di meno di nove dollari allora perch non
sono qualificate89 e sono male addestrate per via del basso valore che si d al loro compito in una
societ ageista.
Ad assistere i malati sono soprattutto figli e badanti. Pur essendo sempre i figli a prevalere, in
particolare per le pazienti, negli ultimi anni sono aumentati i partner, soprattutto se il malato  maschio.
Questo spiega anche laumento dei malati che vivono in casa propria, in particolare se soli con il
coniuge (il 34,3 per cento) o con la badante (il 17,7 per cento) (dati Censis).
Nel libro The Age of Dignity: Preparing for the Elder Boom in a Changing America, Ai-Jen
Poo ha messo le basi per trasformare questo lavoro intimo e importante in una carriera stabile e
allettante. Attivista da sempre per i diritti delle donne di colore e dei lavoratori, la Poo richiede una
politica statale che renda la cura a casa universalmente accessibile, estendendo le tutele professionali,
come il sussidio di disoccupazione ai badanti, e migliorando la qualit del lavoro e le prospettive di
cittadinanza per chi  straniero. Il Programma per la cura all inclusive per gli anziani (PACE) ne  un
esempio.
DOVE DIAVOLO HO MESSO I MIEI OCCHIALI?
Bench tutti conosciamo novantenni che rimangono perfettamente lucidi, questi sono una
minoranza. Il rimanente 80 per cento inevitabilmente sperimenta qualche riduzione delle proprie
facolt. Anche se i cambiamenti non sono strettamente correlati allet cronologica, la velocit del
processo mnemonico, largomentazione verbale e le abilit visuo-spaziali declinano. In particolar
modo, rallenta la memoria esplicita (labilit di ricordare e richiamare nomi e numeri su richiesta),
nonostante la grande maggioranza dei pi vecchi non perda mai altre componenti del linguaggio.
Molti di noi faranno fatica a trovare le parole e a ricordare i nomi giusti rispetto a quando
eravamo giovani, e a ricordarci dove abbiamo lasciato quella dannata cosa che siamo andati nellaltra
stanza a prendere, se solo ci ricordassimo che cosa fosse.
Dimenticare dove sono le chiavi non dovrebbe causarci allarme, e neppure dimenticare qual  il
nome di Tizio (al contrario di non ricordare che cosa sono le chiavi o dimenticare interamente una
persona). I pi vecchi non processano velocemente le informazioni. La nostra capacit multitasking
diminuisce e aumenta la distrazione e siamo pi efficienti se ci focalizziamo su una cosa alla volta.
Queste sono perdite reali imbarazzanti per noi, ci fanno innervosire e qualche volta ci fanno davvero
impazzire. Le strategie per gestirle vanno dai Post-it alla terapia intensiva. Il cervello  brillante a
riorganizzarsi per compensare gli effetti dellinvecchiamento e i suoi danni. Il mio trucco consiste nel
dare un nome alla missione che devo compiere ad alta voce, mentre mi alzo, ma solo se non c
nessuno vicino a me, lo ammetto.
Difficolt nel pianificare ed eseguire compiti familiari pu indicare problemi cognitivi pi
profondi. Se qualcuno sembra visibilmente confuso, potrebbe avere una debole disabilit cognitiva
(MCI) che colpisce fra il 10 e il 20 per cento degli over 65. Le persone con MCI hanno cambiamenti
misurabili che amici e famigliari notano, hanno bisogno di prendere appunti pi spesso, per esempio,
oppure sono confusi sul giorno della settimana, ma si ricordano lanno e la stagione. Questi
cambiamenti non influenzano le attivit quotidiane o le funzioni sociali.
Gran parte delle persone con MCI non sviluppa la demenza e continua a operare con serenit.
Letichetta MCI  problematica perch la condizione  definita male e forse anche senza senso. I
medici hanno tirato in ballo lindustria farmaceutica che si occupa di Alzheimer per creare una nuova
categoria di pazienti e consumatori che potrebbero semplicemente affrontare il normale
invecchiamento del cervello. Questo fa parte del trend spinto dal profitto, che vuole medicalizzare
linvecchiamento in se stesso.
IN ASSENZA DI MALATTIA, QUESTI CAMBIAMENTI
DEL CERVELLO SONO NORMALI
Questi cambiamenti neurologici non sono segnali che si sta avvicinando la demenza.
Esageriamo sia la loro incidenza che la loro severit, lo stigma e lignoranza amplificano lansia. Come
ogni altro aspetto del diventare vecchi, la traiettoria dellinvecchiamento del cervello  diversa per ogni
individuo. Il modo in cui le persone funzionano dipende, per gran parte, dal modo in cui si adattano a
questi cambiamenti.
La traiettoria dellinvecchiamento cerebrale  diversa per ogni individuo. Il modo in cui
funzioniamo dipende, per gran parte, da come ci adattiamo a questi cambiamenti.
La societ ageista rende patologiche transizioni del tutto normali, e la societ dei consumi ci
vende i rimedi per guarirle, come la terapia ormonale sostitutiva, le medicine per le disfunzioni
erettili e i lifting.
La cultura ipercognitiva d importanza al cervello sopra tutto, come prova una vasta gamma
di prodotti che promettono di trattarlo, gestirlo e migliorarlo. Se la conoscenza diventa un altro
attributo da mantenere o potenziare, pu rappresentare un altro modo per trasformare il normale
invecchiamento in un problema. La cultura dei consumi presenta il fitness del cervello come il
fitness del corpo, un obiettivo a cui tutti dovremmo aspirare. S, la scelta dello stile di vita  importante,
ma questo non significa che eventuali cambiamenti delle nostre capacit cognitive ci renderanno
carenti in qualche modo.
Molti ottuagenari e nonagenari giocano a bridge e a Scarabeo, o progettano palazzi e scrivono
libri, portando a termine molte altre attivit che richiedono un alto livello di capacit e concentrazione,
spesso lasciando colleghi pi giovani al palo.
Il cervello di una persona pi vecchia e sana pu fare quasi tutto quello che  capace di fare un
cervello molto pi giovane. Qualche volta ci vuole solo un po pi di tempo. Altri ambiti cognitivi
rimangono stabili o migliorano.
CI SONO COSE CHE POTETE FARE PER ALLONTANARE
IL DECLINO COGNITIVO
Latrofia muscolare che avanza, quando le persone non sono fisicamente attive,  evidente. Ma
quando si tratta di attivit mentale? Forse tutti i pi vecchi che spendono per software e altri espedienti
per potenziare il cervello rimangono fregati? Probabilmente. Non c alcuna prova conclusiva che
qualcosa della caterva di giochi, strumenti o esercizi disponibili abbia un effetto protettivo. Gran parte
del cervello rimane un mistero, incluso come vengano creati, conservati e ritrovati i ricordi.
Per abbiamo imparato molto. Pensavamo che la neurogenesi  labilit del cervello di far
crescere nuove cellule nervose  terminasse in giovent. Ora un ampio e sempre crescente corpo di
ricerche attesta labilit ininterrotta del cervello di creare nuove connessioni, assorbire informazioni e
acquisire, nel processo, inedite capacit. Si pu superare anche la patologia. Spesso lautopsia di
persone di ottanta o novantanni, che erano cognitivamente in salute, ha rivelato anormalit, con
placche caratteristiche di un Alzheimer avanzato. Si pensa fossero protetti da ci che i neuroscienziati
chiamano riserva cognitiva: labilit di costruire e mantenere neuroni e connessioni extra fra loro. Pi
tardi nella vita, questo pu fornire un baluardo contro le malattie del cervello e il declino mentale. 
strano pensare che potreste morire con un cervello attraversato da placche e non saperlo mai, ma 
bello.
La fortuna ha un peso. La genetica ha un ruolo, specialmente nellesordio precoce
dellAlzheimer; lintelligenza genetica entra in gioco; e la riserva cognitiva  correlata a un pi alto
livello culturale. Le prove suggeriscono che possiamo costruire o rinnovare le riserve cognitive in
qualsiasi momento. In alcuni esperimenti condotti al National Institute on Aging, i topi giovani possono
correre attraverso complicati labirinti e mostrano maggiore neurogenesi dei loro colleghi pi vecchi,
ma in tutti crescono nuove cellule nervose nellippocampo, il centro della memoria e
dellapprendimento.90
Come costruiamo le riserve cognitive? Sfidando i nostri cervelli, mantenendo relazioni sociali e
facendo esercizio. Come il corpo, il cervello ha bisogno di lavorare per rimanere in forma, qualcosa che
Sam Adelo ha capito, dopo essersi impegnato in una seconda carriera come interprete al tribunale di
Santa Fe.  cresciuto parlando spagnolo e ha sentito parlare molto arabo e francese dal cugino di suo
padre, emigrato dal Libano, e aveva viaggiato come avvocato per Gulf Oil e Chevron. Mentre
qualcuno parla, tu attraversi diciannove passaggi cognitivi, cercando di capire come lo devi dire nella
lingua che serve ha spiegato Adelo. C la grammatica, di cui tenere conto; ci sono i termini, c il
contesto. E devi essere ben sicuro perch, se sei in un tribunale, c in gioco la vita o la libert di un
uomo.
Usare la lingua come fanno gli interpreti, ha aggiunto,  come esercitare un muscolo. Non ha
alcun dubbio che continuer a migliorare perch continua a imparare e critica la tendenza dei suoi
colleghi in pensione di rimanere sempre gli stessi: Tanti non vogliono neppure imparare a usare il
computer, per esempio. Non basta dire: Voglio prendere la pensione e stare sdraiato a guardare la
televisione.
Come Adelo, quasi tutti i lavoratori pi vecchi che ho intervistato hanno parlato
dellapprendimento di nuove abilit. Miranda Pike, una bellissima donna che ha orgogliosamente
rintracciato i suoi antenati fino ai primi spagnoli arrivati ad Agua Fria, in New Mexico, nel XV secolo,
ha fatto molti lavori.  stata modella, si  occupata di contabilit e ha gestito lo studio medico di suo
figlio. Ma non aveva alcuna esperienza come direttrice di sala, quando si  aperta la posizione in un
ristorante locale, il Tortilla Flats. La nipote conosceva il manager e ha chiesto se avrebbe assunto una
settantenne. La risposta  stata: Come potrebbe fare questo lavoro? Alla Pike piaceva il posto e,
quando si  liberato un incarico come barista, ha detto: Voglio il bar! Conoscevo solo le basi, ma ho
comprato un libro con i millesettecento drink pi popolari a New York e lho studiato. Pike
immaginava che il proprietario si aspettava fallisse, ma era ancora dietro il bancone, undici anni pi
tardi.
Fare le cose con superficialit non aiuta, mentre uno sforzo duraturo  la chiave. Il 90+ Study, il
pi ampio studio sulla salute e sulla lucidit mentale in tarda et, condotto dallInstitute for Memory
Impairments and Neurological Disorders (UCIMind) dellUniversit della California, ha seguito pi di
14.000 persone over 65, sin dal 1981. Parte dei soggetti esaminati  i giocatori dazzardo professionisti
di Laguna Woods, una comunit di pensionati di Orange County, in California  appartiene a quel 20
per cento di americani che vivono oltre i novantanni senza alcun apparente declino cognitivo, quindi
gli scienziati li stanno studiando da vicino.
Che il vostro obiettivo sia vincere la prossima mano di bridge o frenare il cambiamento
climatico, avere uno scopo nella vita influenza lattivit cerebrale e aumenta le sue riserve protettive.
Non  solo questo: pi forte  lo scopo, pi aumentano le riserve.91
Sembra che non tutte le attivit mentali siano uguali e che una componente sociale potrebbe
essere cruciale. Una scoperta spiacevole  che arrivare a novantanni senza demenza non vi mette al
sicuro: il rischio continua a crescere. Una scoperta pi grande  che il rischio  minore per chi dedica
un tempo significativo ogni giorno  almeno tre ore  a unattivit mentalmente avvincente.92
Le componenti chiave sono novit, complessit e problem-solving. Quindi, se lavorate a maglia
non fermatevi alle sciarpe, se state visitando un Paese straniero, cercate di memorizzare il manuale di
conversazione e, se avete bisogno di un proposito, aiutatemi a fermare lageismo.
INIZIATE A SUDARE
La forma fisica e quella mentale vanno di pari passo: soprattutto lesercizio regolare e vigoroso
che pompa sangue al cervello. Per me questo significa camminare (veloce, non passeggiando), e mi
aggrappo alle scoperte che sostengono che bastano novanta minuti a settimana per migliorare le
funzioni cerebrali. Le sfide diversificate sono le migliori, per, secondo un eccezionale studio, durato
ventun anni, che ha cercato di capire quali attivit ricreative facessero bene al cervello, rispetto
allinsorgere della demenza.93 I giochi da tavolo sono in cima alla lista, seguiti da leggere e suonare
uno strumento musicale. Ballare spesso balli da sala riduce il rischio di uno stupefacente 66 per cento,
pi alto di qualsiasi attivit mentale o fisica, come hanno dimostrato i ricercatori dellAlbert Einstein
College of Medicine.
Notate lavverbio spesso. Una volta tanto non render utile alcuna di queste occupazioni, n lo
fa la ripetizione meccanica. La chiave, nel ballo di coppia,  la decisione da prendere in una frazione di
secondo tra portare o seguire, imparare nuovi passi di danza o fare aggiustamenti per modificare lo stile
o il ritmo, attivit che integrano diverse funzioni cerebrali in una volta sola, e creano tracciati
neuronali.  anche un buon esercizio, rallegra i ballerini, ed  unoccasione sociale. Certo, la danza
senza partner, che richiede di saltellare senza grandi abilit, che mi piace cos tanto, non risponde
esattamente a queste richieste cognitive, ma, ehi,  aerobica!
Laccoppiata ottimale  il movimento regolare, che ha una componente sociale, e comprende
lapprendimento di qualcosa di nuovo.
Neil Gray ha sempre fatto tante cose. Si  occupato di munizioni per la Marina,  diventato
progettista industriale, poi scrittore tecnico e infine tuttofare allo Scituate Harbor Yacht Club.  anche
ex pilota automobilistico, guida una Subaru per andare al lavoro, ma quando si scatenava lo faceva
dietro il volante di una lucente TVR sport coup. Un tipo simpatico, ma si infastidisce quando qualcuno
gli chiede: Guidi fino a Boston? Di notte?, come se fosse impossibile per un ottantatreenne mi ha
raccontato Gray. Gran parte dei viaggi sono per le prove con uno dei tre cori gospel di cui fa parte.
Gray conosce molte canzoni diverse per ogni gruppo, e quando accompagniamo lorchestra Boston
Pops ne dobbiamo imparare altre sei o otto. Memorizzare, ha detto, mantiene il cervello attivo e
mantiene me giovane.
Cantare comporta anche uno sforzo fisico: Qualche volta devi battere le mani e anche
oscillare, e ho qualche problema nel coordinarmi ha spiegato Gray. Lui lo attribuisce a una scarlattina
durata una decina di giorni, quando era bambino. Sono sopravvissuto alla febbre pi alta mai
registrata a Brooklyn a quel tempo: pi di quarantadue! E gli ci vuole un po, da allora, per riuscire a
coordinare i movimenti. Ma non si  arreso e si  impegnato, fino a quando non ha superato la sua
difficolt. Una delle nostre canzoni si intitola I Need You, e ci sono due persone che la traducono nel
linguaggio dei segni, quindi sto cercando di imparare i segni per il coro. Non devo farlo per forza, ma
mi piacerebbe imparare.
Gray ha dovuto affrontare molti momenti critici: problemi economici; parecchi periodi in cassa
integrazione (Ogni societ per la quale ho lavorato  finita gambe allaria.  stupefacente!) e la
devastante perdita della donna amata. Allo stesso tempo, impersona le tre caratteristiche chiave
identificate nella ricerca MacArthur, come predittori di una grande funzionalit mentale in et
avanzata: attivit fisica regolare, un forte sistema sociale di supporto e la certezza di essere in grado di
gestire quello che capita nella vita.
Gli psicologi lo chiamano autoefficacia: la sicurezza che si ha di raggiungere un obiettivo
dato, come quel fastidioso trenino che sbuffa penso di potere, penso di potere.94 Coloro, avanti negli
anni, che sono autoefficaci sono pi probabilmente quelli che credono di poter mantenere o migliorare
le loro capacit cognitive. Questo d forza alla motivazione, e incoraggia lo sforzo, che aumenta la
sicurezza quando si raggiunge lobiettivo. Si inizia smettendo di ascoltare i messaggi culturali su che
cosa non possiamo fare, che sia costruire un portico o imparare il cinese mandarino, solo perch
abbiamo superato una certa et.
IL PROCESSO DI INVECCHIAMENTO MIGLIORA
IL MODO IN CUI PENSIAMO
Specialmente in ambito emotivo, i cervelli pi vecchi sono pi resilienti. Quando compiamo
ottantanni, gli esami al cervello dimostrano che il lobo frontale cambia e migliora la capacit di gestire
emozioni negative come rabbia, invidia e paura. I pi vecchi sperimentano meno ansia e meno fobie
sociali. Anche se le capacit di elaborazione peggiorano, un cervello che invecchia di solito mostra
maggiore maturit emotiva, adattabilit ai cambiamenti e livelli di benessere. Queste sono le basi
neurologiche di quella curva a U della felicit.
 ci che ha scoperto Penny Kyle, quando  tornata a fare supplenze. Si sentiva pi competente
che mai nella sua classe delle medie di Detroit, anche se gli studenti credevano avesse centoquattro
anni. Sono pi vecchia e ho pi buonsenso. Se i ragazzi non vogliono fare un compito, dico solo:
Bene,  una vostra scelta. Se non volete farlo, almeno state tranquilli. Prima avrei detto: Se non lo
fate succeder questo e quello. Tutti cambiano opinione e alla fine il compito lo fanno.
Latteggiamento di Kyle verso la natura del lavoro  diventata anche pi distaccata. Non impazzire se
le cose non vanno come pensi dovrebbero, perch  tutto quello che puoi fare come supplente
consiglia con una stretta di spalle.
Chiamatela conoscenza, chiamatela esperienza, chiamatela saggezza. Natalia Tanner la chiama
esperienza, e dice che avere ottantanni lha resa una pediatra migliore, su tutta la linea, nelle relazioni
mediche, in quelle con i genitori; nelle amicizie. Mentre maturi, diventi pi saggio. Le cose non ti
sconvolgono come un tempo. Quando ero giovane ero una fanatica: Le madri non nutrono i bambini
col biberon! e cos via. Ma ora, che sono pi rilassata, sono interessata alla totalit del paziente.
Unaltra dottoressa, la geriatra Hilary Siebens osserva che i suoi processi mentali sono cambiati
tra i cinquanta e i sessantanni: Sono ancora interessata a nuove idee e agli eventi quotidiani, ma mi
vengono in mente anche connessioni con eventi lontani.  una prospettiva unica, di valore, che le menti
pi vecchie portano al loro lavoro.
I cambiamenti del cervello possono spingere anche la creativit. Dopo che lartrite lha
obbligata a lasciar perdere il ricamo quando aveva settantanni, la nota artista folk americana Anna
Mary Robertson Moses, meglio conosciuta come Grandma Moses (Nonna Moses), ha iniziato a
dipingere. Ha vissuto fino a centouno anni. Coincidenza? Non secondo il celebre psichiatra geriatrico
Gene Cohen, autore del libro The Mature Mind: The Positive Power of the Aging Brain (trad. it. Il
potere della mente matura: quando il cervello invecchia la mente migliora, Piemme, Casale
Monferrato, 2007) che descrive inaspettati quanto tardi sviluppi psicologici nel ciclo della vita, e pozzi
non sfruttati di potenziale creativo e intellettuale. Cohen ha paragonato questi cambiamenti positivi a
metaforiche voci interiori e amichevoli che dicono: Se non ora, quando? Che cosa possono farmi?
Questo d alle persone conforto, sicurezza e coraggio.95
Uno studio per immagini del cervello del 2002 della Duke University ha mostrato che, mentre i
soggetti pi giovani si affidano soprattutto a una parte del cervello o allaltra (a seconda del compito),
le persone pi vecchie utilizzano entrambe le parti in modo sincronizzato. Cohen lo descrive come
passare alla trazione integrale. Ogni attivit che usa entrambe le parti del cervello  come cioccolata
per il cervello. Larte  una di queste.
La cosa migliore fra tutte  che non dovete essere un milionario o un buddista per sperimentare
questi cambiamenti.  linvecchiamento in s che li porta al cervello sano.
IL CERVELLO PI VECCHIO HA ACCESSO A UN MAGGIOR NUMERO DI
INFORMAZIONI
Invecchiare porta benefici cognitivi tanto quanto emozionali, nonostante i pregiudizi sullet li
rendano difficili da riconoscere. Quando una parola o una frase hanno bisogno di tempo per venire alla
mente, la pausa pu riflettere non il declino, ma il processo mentale al lavoro.
Secondo un crescente numero di studi, questa apparente perdita di colpi riflette il fatto che i
cervelli pi vecchi stanno passando al setaccio tutte le informazioni accumulate nel corso della vita, le
filtrano, le mettono nel giusto contesto. Per molti, sembra che lattenzione si vada gradualmente
ampliando. Pi dati rendono pi difficile ricordare il titolo del film con Comesichiama, ma la
distraibilit potrebbe non essere negativa. I pi vecchi potrebbero notare dettagli o indizi sottili o
informazioni che paiono irrilevanti, ma che potrebbero contribuire a una migliore risposta o soluzione
data dai pi giovani, la cui attenzione  maggiormente limitata. Non solo i pi vecchi sanno di pi, ma
una visione pi ampia del mondo d loro quanto occorre per leggere gli stati danimo, scongiurare
errori di valutazione, e affrontare situazioni complesse pi facilmente dei pi giovani.96
Nel corso degli anni, lo scetticismo sulla cosiddetta curva di senilit  il declino cognitivo,
collegato allet, negli adulti sani   cresciuto insieme alla consapevolezza che le abilit cognitive
raggiungono lapice in diversi momenti della durata della vita. Uno studio del 2015, pubblicato sulla
rivista Psychological Science, analizza un enorme numero di punteggi dei test cognitivi affrontati da
persone di tutte le et. Si  scoperto che quattro tipi di abilit non sono pienamente raggiunte fino al
compimento dei cinquantanni: vocabolario, matematica, conoscenze generali e comprensione (il test
richiede la spiegazione del perch una determinata questione  in quel modo e non in un altro: per
esempio, perch abbiamo un sistema di semilibert).97
Lindagine eseguita da un gruppo di ricercatori di linguistica dellUniversit di Tubinga, in
Germania, su enormi database di parole e frasi, ha fornito ulteriori informazioni.98 Dato che persone pi
vecchie e colte hanno vocabolari pi ampi rispetto a chi non ha vissuto altrettanto a lungo,
lesperimento ha simulato i compiti che affronta un cervello pi vecchio. Serve pi tempo per trovare
una parola, non perch la memoria  danneggiata ma perch si tratta di un lavoro pi lungo. Lautore
principale della ricerca, Michael Ramscar, ha ammesso che aveva iniziato con la ferma convinzione
che la curva di senilit fosse veritiera, ma le simulazioni hanno mappato processi cognitivi cos accurati
che ha dovuto accettare il fatto che il declino non riguardava tutti.
Labilit di muoversi nelle informazioni  positivo per il lavoro. Posso usare parole come
saggezza per descrivere il modo in cui riesco a distillare e sintetizzare quello che succede in un
gruppo dice lo scienziato comportamentista Stuart Atkins, di Los Angeles, che conduce seminari di
formazione alla sensibilit destinati ai gruppi di vendita. Atkins ha scoperto che il suo problem-solving
 diventato veloce in modo allarmante perch pu arrivare direttamente alla soluzione senza essere
distratto. Non voglio che nessuno pensi che sono avanti con gli anni perch ne ho ottantaquattro. Dio
santo, sono al massimo del mio talento!
Un filtro migliore rende anche pi facile capire quando  il momento di mollare. Un giorno,
scontenta di una sessione di allenamento al Gran Canyon, che non aveva attinenza con il suo lavoro
come guardia forestale, Betty Soskin si  trovata a guardare attraverso grandi finestre la neve sui pini:
Ogni tanto il sole spuntava dalle nuvole ed enormi gocce cadevano a terra. Ero come una bambina in
un negozio di dolci. Sapevo che questo era pi importante per me. Invece di sentirsi pigra o incapace,
cap di essere entrata in contatto con un nuovo tipo di filtro che si fa sentire, da qualche parte, allet
di ottantanni. Qualsiasi cosa non sia unemergenza o non possa essere utilizzato nelle prossime
quarantottore passa oltre dice scoppiando a ridere. Non mi fa neppure rallentare. Il filtro continua a
trattenere tutto ci che c di buono.
Sul suo blog la Soskin descrive questa capacit come una risorsa guadagnata che merita di
essere studiata come uno dei benefici dellinvecchiamento.99 Lei non ha smesso di usare il suo
cervello, ma ha imparato a fidarsi di priorit imparate nel corso di una vita e applica la sua attenzione in
modo pi selettivo e la mette cos: Non voglio negare la mia ottantaseitudine.
LE BASI NEUROLOGICHE DELLA SAGGEZZA
Una parola viene alla mente per indicare labilit di assimilare e dare priorit alle informazioni:
saggezza.  un buon modo per descrivere il vantaggio di cui godono i pi vecchi quando viene il
momento di combinare informazioni in tempo reale con un magazzino significativo di conoscenze
generali. Io la chiamo esperienza, che il tempo d a tutti noi e che non  la stessa cosa della saggezza,
rara e degna di nota. Con un brivido ci accorgiamo del bambino saggio e abbiamo incontrato tante
persone pi vecchie che sembravano non aver imparato una sola cosa interessante. Perci, tendo a non
mettere saggezza e invecchiamento insieme, sotto un lucido cellophane, da donare come fosse un cesto
regalo in serie a chiunque abbia i capelli grigi.
S, gli adolescenti sono fastidiosi in modo prevedibile, e le esperienze della vita tendono a
rendere le decisioni molto pi ponderate e le conversazioni pi corpose, ma  una forma di ageismo al
contrario dare per scontato che quella saggezza, come le rughe, arrivi di default.
Lo psicologo Todd Finnemore ha dato una definizione che mi piace, per, ed  una delle tante
che possono essere inserite nella neurologia del cervello pi vecchio: Saggezza  la capacit di vedere
le circostanze come un tutto integrato. Mentre invecchiamo, la nostra capacit di integrare le
informazioni cresce. I cervelli pi vecchi hanno una struttura differente e usano molte pi connessioni
di quelli giovani, perch abbiamo fatto molte diverse associazioni durante la vita. La saggezza permette
a idee o eventi apparentemente contraddittori di coesistere nella nostra mente con meno dissonanze.
Possiamo essere arrabbiati con qualcuno che amiamo, senza perdere di vista il nostro legame, o essere
oltraggiati da unidea senza perdere speranza. Non corriamo verso una sola verit, perch  tutto ci
che conosciamo. Non tutte le persone pi vecchie sono sagge e invecchiare non crea saggezza
inevitabilmente o magicamente. Ma, attraverso lattenzione allesperienza, invecchiare offre molte
possibilit di sviluppare saggezza.100
Le persone spesso appaiano saggezza e passivit, unaltra ragione per cui ne sto alla larga. Non
ho mai pensato al termine in un contesto politico, per, fino a quando non ho letto Against Wisdom,
contro la saggezza, appunto, un saggio della docente dellUniversit di Washington Kathleen
Woodward in cui parla di una moratoria sulla saggezza come un ideale per i vecchi.101 La Woodward
sottolinea come rabbia e saggezza siano incompatibili, e che idealizzare questultima deruba i pi
vecchi di un catalizzatore potente per un cambiamento personale e politico.  molto pi facile
parcheggiare fuori la nonna su una sedia a dondolo, specialmente se soccombe con un sorriso, che
avere a che fare con quel che potrebbe offrire o avere il diritto di chiedere. I nostri vecchi ci piacciono
calmi e contenti. Le emozioni forti turbano, e siamo veloci a trasformare, declassandolo, arrabbiato in
capriccioso o irascibile.
La Woodward si chiede quanto quel copione sia utile a gran parte dei nonni, sottolineando come
idealizzare la saggezza negli anni della vecchiaia spesso serva come schermo per lageismo. Cita un
passaggio spesso ricordato del libro Senescense dello psicologo G. Stanley Hall, il primo grande studio
su quella a cui Hall si riferisce come la seconda parte della vita (ora pi come lultimo terzo): Let ha
lo stesso diritto alle perturbazioni emotive della giovinezza, e non  meno esposta a loro di un solo
briciolo. Qui, come altrove, siamo fraintesi e siamo in una tale debole minoranza che dobbiamo
costantemente rinunciare alle nostre pulsioni. Un segno caratteristico della vecchiaia, dichiara Hall, 
una nuova belligeranza, quella che la Woodward chiama una rabbia saggia. Rinforzata da comfort
e sicurezza, la rabbia ha un posto nellarsenale, come il rifiuto dellidea che siamo troppo vecchi per
imparare o sentire, e come risposta allessere ridotti al silenzio o controllati.
CON LET VIENE LA CONTENTEZZA:
LA CURVA A U DELLA FELICIT
Quando ho incontrato per la prima volta la curva a U della felicit, mi sono immaginata che
qualche scienziato sociale avesse messo spalle al muro un paio di ottuagenari, dando loro una tavoletta
di cioccolato, e gli avesse posto la domanda.
Anche i pi vecchi sono immensamente sorpresi di fronte a questa scoperta, pensando di essere
felici ma anomali, o  credo  solo fortunati. Non dipende dal fatto che sono ricchi o bionici. Le
persone non arrivano a ottantanni senza aver affrontato avversit o perdite, spesso devastanti. Hanno
pi problemi di salute, ma hanno anche molti meno problemi di tipo finanziario o personale che irritano
e preoccupano gli intervistati pi giovani.102
La ricerca dietro questa scoperta  ampia e solida, incluso un sondaggio del 2008 di Gallup su
340.000 americani, dai diciotto agli ottantacinque anni e uno studio durato tre decenni dellUniversit
di Chicago.103
Ci sono stati su e gi nei livelli di felicit assoluta, generalmente corrispondenti ai periodi
economici pi o meno positivi, e i giovani neri, cos come i poveri, tendono a essere meno felici dei
bianchi e dei benestanti. Ma le differenze diminuiscono quando le persone invecchiano. Questo effetto
non affiora spesso perch le emozioni positive sono pi facili da gestire di quelle negative; la positivit
si nota di pi fra gli anziani pi mentalmente lucidi.104
Non  un caso che riguarda tutti, come la madre del mio compagno, che si chiama Ruth e che
regolarmente mi informa che avere novantanni e pi  molto diverso che averne sessanta e in modo
positivo. Eppure anche lorigine di questa felicit  interiore e, per la maggior parte, inerente
allinvecchiare.
Secondo Andrew J. Oswald, economista dellUniversit di Warwick che ha pubblicato
numerosi studi sulla felicit umana, la scoperta che possiamo aspettarci pi felicit allinizio dei nostri
ottantanni che non quando ne abbiamo venti  dovuta non in maniera predominante da ci che
succede nella vita, ma da qualcosa di molto profondo e umano.105 Carol Graham, economista alla
Brookings Institution che studia leconomia della felicit, descrive le sue scoperte in termini simili:
Riguarda la condizione umana. I dati della sua ricerca mostrano la medesima forma a U,
indipendentemente dalle circostanze oggettive che ci circondano.106
Let, di per s, porta un efficace meccanismo di adattamento alle persone normali.
Genere, personalit e circostanze esterne contribuiscono, ma meno di quanto potreste
pensare.107 I pi giovani pensano che la felicit possa dipendere dalle cose, ma quando si  pi vecchi
le persone sanno che la felicit c a dispetto delle cose dice Karl Pillemer, gerontologo presso il
Weill Cornell Medical College.108 Questo  molto vicino alla terapia cognitiva comportamentale,
evidenzia Pillemer, e sono giunti a questa convinzione in modo del tutto spontaneo.
In altre parole, let porta, di per s, a un efficace meccanismo di adattamento nelle persone
normali. Se non puoi fare della felicit una scelta, avrai un sacco di problemi a trovarla afferma
Pillemer. La scelta era spesso espressa in termini di punto di svolta, come nel caso della donna che ha
pianto per due anni la morte della figlia ventiduenne e poi ha preso la consapevole decisione di tirarsi
fuori da quella situazione. Invece di preoccuparsi o di trattenere il rancore, lei e gli altri raccomandano
di assaporare le piccole cose, di lasciar andare e di praticare la gratitudine.
UNETICHETTA AGEISTA:
IL PARADOSSO DEL BENESSERE
Che le ragioni siano universali o individuali, molte persone sopra gli ottantanni affermano di
essere felici, se non pi felici, degli intervistati pi giovani. I ricercatori che studiano linvecchiamento
e la felicit lhanno chiamato il paradosso del benessere, una definizione che ha senso solo in una
cultura ageista. Dove altro la parola paradosso  affermazione che sembra assurda, contraddittoria,
ma che si rivela essere vera  sarebbe utilizzata per descrivere una scoperta scientifica accessibile e
comprovata?
Ci che sorprende, a proposito della curva a U della felicit,  che persiste in una cultura che fa
cos poco per rinforzare lautostima dei pi vecchi o per aiutarci a trovare significato nellultima parte
della nostra esistenza. Imponenti forze sociali e culturali lavorano contro questo aspetto, esiliando i pi
vecchi in un territorio dove tenersi impegnati dovrebbe compensare la morte di ruoli pieni di
significato e relazioni intergenerazionali. Non  sorprendente che si rimanga stupefatti quando si scopre
la curva a U della felicit. La vita migliora sotto ogni aspetto umano, eccetto quello fisico, ma nessuno
lo sa, neppure i pi vecchi, perch nella nostra societ lageismo  forte dice Wendy Lustbader.109
In Life Gets Better, evidenzia che invecchiare, in contrasto con i dubbi e le insicurezze della
giovinezza, ci fa diventare pi consapevoli di noi stessi e pi sicuri: abbiamo meno paura di essere
giudicati e siamo autenticamente felici. La vita non diventa pi facile, ma diventa pi facile focalizzarsi
su ci che davvero conta, e questo la rende migliore. Proprio come un quadro impressionista diventa
coerente solo da lontano, scrive la Lustbader, la vita  un viaggio il cui pieno significato diventa
comprensibile nel tempo. Questa verit  inaccessibile ai giovani, ai quali i dolori della vita adulta
sembrano implacabili... cos concludono che la vecchiaia debba essere un periodo terribile.  solo pi
tardi che scopriamo che una vita nuova evolve da ogni dolore.110 Un continuo rinnovamento sembra
essere una speranza troppo grande, ma i benefici di questa difficile transizione sono reali. Henry
Wadsworth Longfellow la descrive cos alla fine di Morituri Salutamus:
La vecchiaia  unopportunit non inferiore
alla giovinezza, sebbene vesta un abito diverso,
e, mentre il crepuscolo serale si stempera,
il cielo si riempie di stelle, invisibili alla luce del giorno.
Passando dalla poesia alla cultura pop, ne parla anche Jane Fonda. In un discorso per
TEDWomen, ha rigettato il paradigma della vita come un arco, che ha il proprio picco alla mezza et e
poi decade, e propone una deliziosa nuova metafora: la vecchiaia come una scala che ci porta nella
saggezza, nellinterezza e nellautenticit... non  per nulla una patologia.111
Come me (e Betty Friedan e molti altri),  rimasta sorpresa dalla promessa e dai piaceri di
superare la mezza et. E, indovina? Questo potenziale non  per pochi fortunati.  saltato fuori che
molte persone over 50 si sentono meglio di quando erano pi giovani, sono meno stressate, meno ostili,
meno ansiose... persino pi felici dice la Fonda. Dato che  una celebrit, ha accesso a risorse come il
personal trainer o  in grado di tutelarsi meglio finanziariamente. La Fonda appartiene, quindi, a un
gruppo di pochi fortunati, ma lo stesso aggiunge con un tocco di ironia: Non era ci che mi aspettavo,
credetemi.
I quarantanni sono stati contraddistinti da grande apprensione, ma ora che sono nel pieno del
mio terzo atto mi rendo conto di non essere mai stata tanto felice... ho capito che, quando sei dentro la
vecchiaia, invece di guardarla da fuori, la paura sparisce.
La paura sparisce, anche solo grazie al passare del tempo. Immaginate quanto sarebbe pi
facilmente gestibile la paura, se solo diventassimo pi vecchi in addestramento quando siamo giovani.
Se le persone di tutte le et abbracciassero questo processo naturale: invecchiare significa vivere, e
vivere significa invecchiare. Che cosa succederebbe se rifiutassimo lequazione vecchio uguale
sfortunato? Se potessimo sfidare limmagine di invecchiare che pu  e dovrebbe  essere superata
dal giusto modo di pensare o di spendere? La verit, come scrive la gerontologa Muriel Gillick nel libro
The Denial of Aging,  che la vecchiaia  molto pi complessa, strutturata e piena di possibilit.112
Vivremmo pi a lungo, perch latteggiamento nei confronti dellinvecchiamento influenza la
nostra salute. E vivremmo meglio la nostra mezza et, liberi da apprensioni e aperti a una visione pi
varia, ottimistica e realistica di ci che ci aspetta.
RIBELLATEVI!
LE VOSTRE PAURE SI SONO AFFIEVOLITE?
Se non credete a me o a Longfellow o alla Fonda  strani compagni di letto, lo ammetto 
riflettete sulla vostra esperienza. Stando ai cartoncini per auguri negli espositori, i compleanni dopo i
trenta sono da temere. Secondo Ari Seth Cohen, il fondatore del blog Advanced Style, molto popolare
negli Usa, e dedicato alle donne dopo i sessantanni, le persone che hanno maggiori problemi con
linvecchiamento sono sulla ventina e trentina.113 Maggie Kuhn, che ha fondato il movimento delle
Pantere grigie nel 1970 contro il pensionamento obbligatorio a sessantacinque anni e la guerra in
Vietnam, ricorda il suo trentesimo compleanno come il peggiore di tutti. La Kuhn, che ha vissuto in
una famiglia intergenerazionale,  morta a ottantanove anni, e il suo motto era: Imparare e fare sesso
fino a quando non sopraggiunge il rigor mortis.
Mi sono divertita parecchio quando avevo ventanni: una single che iniziava una storia damore
(che deve ancora spegnersi) con New York. Ma... vorrei rivivere quegli anni? Non tanto.  bello essere
giovani si pu rivelare uno stereotipo pesante tanto quanto  brutto essere vecchi. Raffigurare il periodo
in cui molti cercano di scolpire la propria identit e di mantenersi come il miglior periodo della vita
getta unombra sul resto. A proposito, ecco un brano divertente di Sarah Ditum sul Guardian:
Tra ladolescenza e la fine dei miei ventanni ho avuto molti disastri e non mi riferisco solo ai
vestiti. Mi riferisco ai ragazzi, alle sbronze, alluniversit, al lavoro. Sia chiaro: nessuno si  rivelato
essere una calamit (a parte le sbronze: quelle sono state piuttosto serie). A tutti sono sopravvissuta e
molti si sono rivelati preferibili al rimanere intrappolata in situazioni negative. Ho imparato che cosa
andava bene per me e che cosa no, ma, pi importante di tutti, ho imparato quando dovevo interessarmi
di qualcosa e quando no. Il piacere di invecchiare consiste, in parte, nel fare pi spesso la cosa giusta e,
in parte, nel capire che  spesso  non c uno sbagliato di cui avere paura.
Quindi, quando sento chi si lamenta per un altro compleanno, o che sta male pensando che si
approssima la mezza et penso: stupidi! Invecchiare significa soprattutto scoprire che ci di cui avevate
paura non  neanche lontanamente grave quanto pensavate sarebbe stato e, se guadagner altrettanta
saggezza durante i miei quarantanni di quella che ho maturato fra i venti e i trenta, sar orgogliosa
delle rughe che lo dimostrano.114
Abbiamo paura di questi passaggi a causa del peso culturale che li accompagnano, ma che cosa
rivelano buon senso ed esperienza? Un amico ricorda che, quando comp venticinque anni, si sent dire:
Questo  il tuo ultimo buon compleanno. Sul serio? Ho compiuto sessantanni al Grand Canyon e
non  stato male. Qualcun altro si  divertito dopo i trenta? Non c alcun confine netto, nessun
ribaltamento fra giovane e vecchio, dopo il quale  tutto in discesa.
Questo confine immaginario danneggia il senso della nostra identit, ci isola e ci riempie di
paure inutili.
Non c alcun confine netto, nessun ribaltamento fra giovane e vecchio, dopo il quale  tutto in
discesa.
La mezza et, quando affrontiamo i sogni accantonati, i rischi che non abbiamo corso, le strade
che non abbiamo percorso, il fatto inquietante che i giorni vissuti iniziano a essere pi numerosi di
quelli che ci aspettano, si rivela il passaggio pi duro.
Per chiudere il cerchio, facciamo pace con il modo in cui abbiamo trascorso il tempo e
godiamoci il presente come mai prima. Queste ricompense allinizio sembrano meno evidenti, ma non
per questo sono meno vere.
Gli intervistati per la ricerca del 2009 del Pew Research Center, intitolata Growing Old in
America: Expectations vs. Reality (Invecchiare in America: aspettative contro realt), hanno asserito di
vivere pi positivamente da quando sono entrati nei settanta o ottantanni.115
Sebbene salute e indipendenza declinino in modo marcato dopo gli ottantacinque anni, i pi
vecchi  dagli ottantacinque in su  si sono rivelati i pi ottimisti. Buona salute, buoni amici e una base
finanziaria solida appaiono come i principali predittori di felicit. Purtroppo, per tanti c penuria di
almeno uno di questi indicatori e gli effetti disastrosi della Grande recessione sui piani pensionistici e
sulla sicurezza finanziaria della generazione del dopoguerra devono ancora farsi completamente
sentire.
Le aspettative sugli aspetti positivi dellultima parte della vita tendono a oltrepassare la realt:
gli over 65 hanno meno tempo per la famiglia o per il volontariato di quanto credano i pi giovani. Ma
molti dei problemi che si aspettavano di affrontare  perdita della memoria, incapacit di guidare,
sentirsi soli o inutili  sono meno comuni di quanto dicano i pi vecchi.
METTETE IN DUBBIO LA NARRATIVA MAINSTREAM
Se non avessi guardato sotto quel metaforico letto, non avrei mai messo in dubbio racconti
come quello del romanziere e avvocato Louis Begley, presentato nel breve saggio intitolato Age and Its
Awful Discontents, let e le sue terribili scontentezze.116 Begley descrive la sua lunga vita e quella
della madre, gli anni giovanili forgiati nellinferno della Polonia, occupata dalla Germania durante la
seconda guerra mondiale, e la parte finale, nei confortevoli appartamenti di New York.
Begley parla dellorrore delle devastazioni fisiche dellet e della malattia e racconta che
questa avversione aveva preceduto anche il declino degli ultimi anni della madre. Lo attribuisce alla
mancanza di esempi di una vecchiaia felice, non perch i famigliari erano invecchiati male, ma perch
erano tutti morti giovani e violentemente durante la guerra. Non  un caso che gli scherzi che il tempo
ci gioca siano cos presenti nei miei romanzi ha spiegato. Non riusciva a lasciar andare il passato e
non voleva farlo, forse per rispetto dei famigliari che non erano sopravvissuti.
Quella di Begley sembra meno una storia sullet e pi su come gioca la storia con noi. La
terribile scontentezza sua e di sua madre, negli ultimi anni, impallidisce in confronto alle privazioni che
hanno sopportato durante la guerra e nel periodo successivo. Visitata quotidianamente dai suoi
famigliari, la madre di Begley ha vissuto fino a novantaquattro anni, in modo confortevole, ma da
sola, dopo essere sopravvissuta a marito e amici, troppo orgogliosa per usare la sedia a rotelle per
andare ai concerti o al cinema, confinata a casa perch non sopportava di usare un deambulatore.
 triste sopravvivere ai nostri amici, ma non tragico.  terribile essere costretti a stare a casa,
ma la madre di Begley ha rifiutato quegli aiuti che avrebbero potuto darle unalternativa. Aveva le sue
ragioni. Era la sua verit, almeno secondo il figlio: un passaggio agonico che lui crede lo aspetti.
Eppure il mio corpo... continua a essere in forma ha osservato Begley a settantotto anni, mentre
soffriva di dolori che gli steroidi potevano rimediare. Aggiungete una moglie, figli, sicurezza
economica, un lavoro impegnativo e un cervello sano al mix, e mi trovo un elenco molto vicino
allopposto della terribile scontentezza del titolo.
Ma la visione di Begley  solo in parte figlia della sua natura e della sua storia personale.
Riflette anche il modo in cui la societ americana fa equivalere invecchiare con declino. Per illustrare
la storia di Begley, il New York Times scelse alcune foto: scatti, presi alle spalle, di una donna
leggermente curva, con i capelli bianchi, che cammina sola nel parco, gli occhi sul percorso appena
illuminato dal sole davanti a lei. Voleva evocare lamarezza e langoscia della solitudine di mia
madre, con cui Begley conclude il suo saggio.
Ma la donna nella foto  sola o semplicemente da sola? Depressa o persa nei suoi pensieri? Non
si sa.  una tela bianca su cui proiettare speranze e paure. A parte le scarpe comode, che faranno parte
del mio futuro, mi sembra stia dannatamente bene.
4
SALUTE, NON GIOVINEZZA:
IL CORPO PI VECCHIO
Nel tuo libro parlerai molto di dieta, esercizio e salute? ha voluto sapere Paola. Abbiamo una
madrina in comune in Italia e siamo diventate amiche nel corso di molte visite estive. Paola, infermiera,
 attiva ma suo marito Enrico  sportivissimo. A cinquantacinque anni corre le maratone e nuota
intorno a isole lontane, mentre lei e io chiacchieriamo sul pontile.
No. Ci sono gi troppe informazioni ho risposto, pronta a una sua critica. Quasi tutti i siti
legati allinvecchiamento mettono in primo piano il benessere fisico. Ho fatto un respiro profondo e ho
continuato: E penso che lenfasi su questi temi sia fuorviante, come se, facendo abbastanza flessioni o
mangiando abbastanza fibre, potessi allontanare linvecchiamento in modo definitivo. Diventa un modo
per non affrontarlo.
Esattamente!  proprio cos ha detto Paola con un sorriso ironico, guardando con affetto suo
marito, steso su un asciugamano nel suo costume striminzito (quelluomo ha un aspetto fantastico. Non
ha un filo di grasso. In pi  abbronzato ed  italiano). Enrico pensa di poterlo evitare con lesercizio.
Naturalmente il tempo prima o poi lacchiapper e temo che sar pi dura per lui, quando questo
succeder.
Non fraintendetemi: la salute ha un peso enorme su come invecchiamo, e c molto che
possiamo fare per mantenerla. A meno che non venga colpito da un motoscafo,  facile che Enrico
sopravviva ai suoi colleghi e li superi abbondantemente. Seguirlo su per le montagne sar utile anche a
Paola. Ma uno stile di vita attivo  solo uno dei possibili metri di misura dellinvecchiamento ed 
relativo. Uno di questi giorni, Enrico non sar pi in grado di nuotare intorno a unisola. Il suo ritmo 
gi calato, adattandosi allinevitabile diminuzione della capacit fisica.
Enrico  lesempio perfetto del fatto che, se il declino fisico  inevitabile, non lo  una cattiva
salute. Attribuire il declino allet, e non alla malattia, perpetua lo stereotipo negativo che i pi vecchi
sono fragili e debilitati. Molti non lo sono: il 64 per cento degli adulti over 65 dichiara di non avere
limitazioni nelle attivit principali.117 N la maggior parte di loro paga una qualsiasi singola condizione
relativa allet.
Malattie catastrofiche o incidenti succedono a una piccola percentuale della popolazione, che
sia a nove o a novantanove anni, ma per molti di noi la salute  un continuum. Alcuni dei pi vecchi tra
gli anziani vivono bene non evitando le malattie, ma nonostante esse. Ossessionarci sulla salute non 
utile. Per quanto temiamo la malattia, un invecchiamento positivo e una malattia cronica possono
coesistere, in molti fra i pi vecchi. Non c una divisione chiara fra mobilit e immobilit, o
indipendenza e impotenza. Le contrapposizioni non ci fanno un buon servizio, e, ancora una volta, non
ci  utile neppure negare let.
Una panacea che dovrebbe fermare il nostro orologio biologico  il Santo Graal della scienza
per la vita eterna e le medicine anti-et   meno probabile di una cura definitiva per il cancro.
LOBIETTIVO  RIMANERE IN SALUTE, NON RIMANERE GIOVANI. LA
LONGEVIT  UN BONUS
La negazione dellet  ci che impedisce a molti di fare scelte di vita che paghino sulla lunga
durata.
Una delle conseguenze della negazione dellet  che impedisce a molti di fare scelte di vita che
paghino sulla lunga durata. Come notoriamente ha detto il compositore e musicista Eubie Blake: Se
avessi saputo che avrei vissuto tanto a lungo, mi sarei preso pi cura di me stesso.
Dallaltra parte dello spettro, esemplificato da Enrico nel suo costume da bagno, c lidea che
si possa prevenire linvecchiamento con lesercizio o la dieta, o superarlo solo con la morte. Lillusione
diventa pi difficile da mantenere mentre i compleanni si sommano e rendono i computi finali sempre
pi complicati.
Le conseguenze sono anche di ordine sociale. Il desiderio collettivo di mettere la vecchiaia in
stand-by sta rallentando le riforme utili a una popolazione che invecchia. In The Denial of Aging, la
gerontologa Muriel Gillick ne delinea gli effetti:
Se, come societ, continueremo a negare la realt della vecchiaia, sperpereremo le nostre risorse
in screening costosi ma inutili e in trattamenti futili ma dispendiosi quando si  vicini alla fine della
vita; non avremo abbastanza soldi per fornire cure adeguate. Se pensiamo che dieta ed esercizio
preverranno malattie croniche, allora non potremo prendere seriamente il bisogno di un modello
radicalmente nuovo di cure mediche, che siano utili al bisogno... e se convogliamo la nostra fede in
medicine che ci renderanno immortali impediremo di finanziare ricerche in malattie pi prosaiche
come la degenerazione maculare (la causa principale di disabilit visiva negli anziani) e osteoartrite (il
problema medico numero uno negli anziani e la maggiore fonte di dolore e immobilit), disordini che
danneggiano la qualit di vita di milioni di persone.118
Il modello medico della guerra al cancro  stato quello di attaccare una malattia per volta,
cosa che potrebbe comprarci pi vita, ma senza salute: il peggiore fra i risultati. Sta crescendo consenso
intorno a un approccio maggiormente olistico: intervenire sul processo di invecchiamento in s, per
incrementare i nostri anni di attivit e posporre disabilit e mortalit.
Posporre, non prevenire.
LA VUOTA PROMESSA
DELLA SCIENZA DELLIMMORTALIT
Quello su cui questa cultura basa lautostima  per esempio pelle liscia, prestanza fisica, abilit
sessuale   fuggevole. Con i loro passi attenti e le risposte lente, i pi vecchi ci ricordano che si tratta
di una tregua temporanea. Non , quindi, una sorpresa che abbia tanto appeal lillusione di poter
rimanere aggrappati alla giovinezza, e magari persino eludere la morte. Ogni settimana sembra
annunciare una scoperta anti-et allorizzonte: la possibilit di utilizzare le cellule staminali per
ringiovanire i tessuti o mandare in missione i nanobot per controllare il corpo e riparare i danni
cellulari, o allungare i telomeri, per citarne alcune (i telomeri sono porzioni di DNA, alla fine dei
cromosomi, che si accorciano con let, ogni volta che una cellula si divide).
Chi conduce il gruppo sono coloro che auspicano unestensione radicale della vita, che pensano
che i progressi della biotecnologia presto potranno rallentare o invertire lorologio biologico e che la
mia generazione pu vivere molto pi a lungo dei propri genitori.
Molti sostenitori credono che ci che la ricercatrice biomedica Aubrey de Grey chiama
velocit di fuga della longevit sia a portata di mano: il punto in cui, per ogni anno che passa,
laspettativa di vita aumenta di un anno, rendendo la durata della vita infinita.
Laumento senza precedenti della durata della vita umana del secolo scorso ci ha veramente
messo su un nuovo piano evolutivo. Quando il gerontologo danese Rudi Westendorp al Mount Sinai
Hospital di New York ha tenuto la sua relazione sulla buona salute dopo gli ottantacinque anni, ha
aperto con una battuta: Non c limite biologico allet umana. La mortalit  plastica, come dicono i
biologi. I capelli grigi e gli occhiali da lettura ci ricordano che la macchina finir con lincepparsi,
come unauto economica ha detto allegramente Westendorp.
Nel tempo, le nostre cellule diventano meno capaci di ripararsi a seguito di una ferita o di una
malattia. Ma, nonostante il declino sia inevitabile, dobbiamo ancora raggiungere il limite del nostro
progetto biologico.
Linvecchiamento non  geneticamente programmato. Possiamo influenzare la nostra salute ma,
mentre laspettativa di vita cresce, diventa sempre pi difficile farla aumentare ulteriormente. Questa
 una certezza matematica spiega il demografo Jay Olshansky,119 che indica i pericoli rappresentati
dalle estrapolazioni lineari di fenomeni biologici, utilizzando lesempio che, entro il 2420, gli esseri
umani correranno un chilometro e mezzo al minuto, gli uomini peseranno centotrentadue chili e le
donne centodiciotto.
Dopo la pubert, il rischio di morte raddoppia ogni sette anni. Questa crescita esponenziale 
una caratteristica biologica della nostra specie e di molte altre. Una durata pi lunga della vita non
cambia la traiettoria.
anti-et = anti-respiro
Io sono per la bio-gerontologia, lo studio di quel che accade ai nostri corpi quando
invecchiamo. Perch non dovremmo approfittare di ricerche sulla biologia dellinvecchiamento
condotte da compagnie come la Calico120 Fino a quando non capiremo meglio che cosa accade alle
nostre cellule e al sistema degli organi, nessuna strategia di promozione della salute avr effetto
sullaspettativa di vita media e sulla durata della vita massima. Estendere la nostra vita in salute?
Davvero un obiettivo meritevole. Ritardare la morte? Assolutamente s. Ma conquistarla? Nessuna
combinazione di testosterone, terrore e magia tecnologica pu superare la seconda legge di
termodinamica: i sistemi decadono nel tempo. Vivere e invecchiare non possono essere separati.
Invecchiare non  una malattia (altrimenti anche la vita lo sarebbe). Linvecchiamento non pu essere
curato. Invecchiare significa vivere. Come ha detto Anne Karpf a Brian Lehrer della National Public
Radio: Non si pu essere anti-et senza essere anti-respiro.121
LAGEISMO NELLA SANIT CORRISPONDE A MENO TRATTAMENTI,
TRATTAMENTI PEGGIORI
O NESSUN TRATTAMENTO
 una convinzione comune che i pi vecchi trarrebbero meno benefici da una cura medica
rispetto ai pi giovani, ma non  vero. I benefici di un trattamento medico  inclusi interventi seri come
rianimazione cardiopolmonare, trapianti, chemioterapia e dialisi  non dipendono dallet. Sempre pi
ottantenni e novantenni affrontano operazioni a cuore aperto e sopravvivono tanto quanto pazienti pi
giovani.122
Naturalmente alcuni non sono buoni candidati, proprio come certi quarantenni. Le decisioni
dovrebbero essere prese sulla base dei bisogni clinici e della salute generale dellindividuo  la
funzionalit di cuore, fegato e reni  e non sulla base dellet. Infatti nessun disturbo dovrebbe essere
visto come dovuto alla vecchiaia dice il gerontologo Mark Lachs, autore del libro Treat Me, Not My
Age, Cura me non la mia et. Trattare i pazienti sulla base della loro et significa che situazioni
risolvibili possono non essere affrontate.123 Eppure i medici lo fanno abitualmente.
Nel 2012, lanno in cui la discriminazione in base allet  diventata illegale in Gran Bretagna,
un report congiunto pubblicato da Age UK  ente benefico a Londra  e il Royal College of Surgeons
ha dimostrato come alcuni pazienti avanti con gli anni avessero rinunciato a interventi chirurgici
vitali.124 Un report successivo, due anni pi tardi, ha rilevato come il problema fosse tuttaltro che
risolto, con unampia variazione del tipo di operazione chirurgica, inclusi asportazione della
mammella, calcoli biliari, ernia, incisione del colon-retto e sostituzione del ginocchio.125 I pazienti over
75 erano esclusi molto pi di quelli fra i sessantacinque e i settantacinque anni.
Forse perch i professionisti della sanit hanno a che fare con anziani molto debilitati, sono pi
suscettibili della media ad attitudini ageiste e a pensare che invecchiamento e malattia vadano di pari
passo.126 Quando un mio amico ha portato la madre ottantatreenne dal medico di famiglia per un
check-up  era sulla sedia a rotelle dopo un ictus  il dottore li ha salutati dicendo: Sei ancora qui?
Molti medici non vogliono avere a che fare con la mortalit: quella dei pazienti e la propria.
Qual  leffetto? I problemi medici nei pazienti pi vecchi sono spesso diagnosticati
erroneamente o passano inosservati. Persino quando i problemi vengono diagnosticati con correttezza,
pregiudizi sul trattamento o mancanza di informazioni possono portare a uno standard pi basso di cura
che nel caso di pazienti pi giovani.
 Medici e infermieri spesso considerano sintomi quali problemi di equilibrio, incontinenza,
costipazione e perdita di memoria come conseguenze inevitabili dellet avanzata, invece di
considerarli come condizioni curabili.
 Molte volte sono sprezzanti nei confronti dei dolori dei pazienti pi vecchi  latteggiamento
: Alla tua et, che cosa ti aspetti?  invece di vedere il dolore come qualcosa che pu essere trattato.
Il dolore dei pazienti geriatrici spesso riceve meno trattamenti adeguati rispetto a quello dei pazienti pi
giovani.127
 Alcuni studi suggeriscono che i medici comunicano meglio con i pazienti pi giovani e sono
pi aperti alle loro preoccupazioni, anche se i loro problemi sono meno gravi. I pazienti pi vecchi
hanno meno tempo a disposizione con i dottori, specialmente per quanto concerne le visite di
controllo,128 e loberato personale ospedaliero risponde meno.
In Italia sei pazienti anziani su dieci sono esposti al rischio di interazioni e reazioni pericolose a
causa di prescrizioni mediche inappropriate ed eccessive. Alle dimissioni dallospedale, al 24 per cento
degli anziani viene prescritto un antidepressivo, pur mancando evidenze di disturbi dellumore, al 63
per cento un gastroprotettore anche se non necessario. Una volta su cinque, segue un nuovo ricovero
per abuso di farmaci.
 I medici spesso non tengono conto del diverso modo in cui i corpi pi vecchi assorbono le
medicine che assumono i pazienti, sia per tenere sotto controllo gli effetti collaterali che per
considerare linterazione di pi medicinali assunti contemporaneamente. Questo rende i pi vecchi
inclini a soffrire maggiormente di effetti collaterali negativi e ad abusare delle prescrizioni mediche.
Secondo la Food and Drug Administration (FDA), reazioni avverse a un farmaco causano lincredibile
cifra di 100.000 morti lanno nei soli Stati Uniti.129 Questo riguarda in modo significativo gli over 60,
che assumono pi della met di tutte le prescrizioni di medicinali effettuate. Sempre negli Usa, uno su
sei ricoveri ospedalieri riguardano over 65 che hanno reagito male a un medicinale, una percentuale che
aumenta a una su tre persone over 75. Questi effetti sono poco studiati.130 Molti anziani, specie nelle
case di cura per lungodegenti, assumono una eccessiva dose di farmaci.
 Questo pregiudizio si riflette nella politica pubblica. In America il National Institute of
Healths (NIH) Revitalization Act del 1993 ha deciso linclusione di donne e minoranze negli studi
clinici con finanziamento pubblico, ma non di over 65, nonostante assumano molte pi medicine. Gli
over 85 rappresentano il segmento di popolazione la cui crescita  pi veloce, eppure il paziente
prototipo  giovane.
 Molti medici danno per scontato che i loro pazienti anziani non siano sessualmente attivi, cos
non chiedono la loro storia sessuale o non controllano di routine le malattie sessualmente trasmissibili.
I pi vecchi hanno spesso HIV/AIDS per anni senza saperlo, perch scambiano i sintomi  stanchezza,
perdita di peso e confusione  per normali sofferenze dovute allet, e perch sia i dottori che i pazienti
pensano allAIDS come a una malattia per i giovani.
 I programmi di prevenzione secondaria, come quelli abituali per il cancro, spesso non
riguardano i pi vecchi, e molti medici non sono in grado di fornire consigli sulla prevenzione ai loro
pazienti anziani.
Gli stereotipi ageisti sullet mentale sono anche responsabili della qualit relativamente povera
delle cure psichiatriche offerta ai pazienti pi vecchi e dellalto tasso di suicidi tra gli over 65 con la
depressione. Molti depressi non sono nuovi alla malattia, ma ne hanno sofferto nel corso di tutta la vita.
In generale, tra i pi vecchi si registra un tasso minore di depressione che tra i giovani e tra persone di
mezza et, ma  pi comune che non vengano diagnosticati.131  frequente, anche, che i deficit
cognitivi, correlati alla depressione, siano diagnosticati erroneamente come demenza. La psicoterapia 
ugualmente efficace in tutti i gruppi det, ma gli psicologi tendono a sottostimare la reattivit dei pi
vecchi, cos come la loro capacit di autoriflessione.
Lattitudine dei pazienti pi vecchi pu essere parte del problema. Lo stoicismo  la norma,
nella generazione cresciuta durante la Grande depressione, rendendo molti riluttanti a cercare cure
mediche. Condizionati dallageismo interiorizzato, si aspettano un peggioramento invece di pensare di
poter recuperare. Solo una minoranza  abbastanza sicura da sottolineare come laltra spalla
ottantaseienne stia reggendo proprio bene. I dottori potrebbero essere meno portati a suggerire
interventi aggressivi e i pi vecchi meno portati a richiederli.
La disparit nella cura  quello che ha spinto la psicologa Laura Carstensen a studiare la
vecchiaia. Quando aveva ventun anni, per venti mesi, fu ricoverata in un reparto di ortopedia a causa di
un incidente automobilistico. Molti pazienti erano anziani e le infermiere le avevano dato un compito:
mantenere concentrate le compagne di stanza pi vecchie. Stando con queste donne per mesi,
ventiquattro ore al giorno, vide come fossero trattate diversamente: Da me i fisioterapisti venivano tre
o quattro volte al giorno, io venivo riabilitata e loro no.132 La Carstensen ha fondato lo Stanford
Longevity Center, le cui ricerche dimostrano che i tanti cambiamenti che avvengono nel corso degli
anni, una volta considerati irreversibili e con basi biologiche, sono invece legati soprattutto al tipo di
percezione che le persone hanno del proprio futuro.
Uno dei motivi per cui linfermiera tirocinante Rachel Drolet ha scelto la cura geriatrica 
perch ha visto che i pazienti pi vecchi venivano messi in contenzione molto pi velocemente dei pi
giovani. I pazienti sono dichiarati confusi e potenzialmente pericolosi per se stessi solo perch i
vecchi si confondono pi facilmente ha osservato. I primi sintomi di disordini fisici possono essere
mentali o emozionali e i cambiamenti di comportamento dovrebbero essere trattati come problemi
medici acuti. Linterazione fra medicinali e malattie non collegate fra loro nei pi vecchi pu causare
demenza e delirio. Lanestesia pu impiegare molto pi tempo a essere smaltita dai pazienti anziani, i
quali possono rimanere confusi uno o due giorni. Invece, e troppo spesso, questi sintomi sono
considerati segni di normale disabilit cognitiva.
Le ricerche nellambito della biologia di base dellinvecchiamento sono finanziate pochissimo.
C molto che non sappiamo. I pazienti anziani, per esempio, non dovrebbero necessariamente essere
sottoposti agli stessi regimi medici utili ai giovani: Tutto quello che impariamo sullinvecchiamento 
ricco di sfumature in modo inaspettato dice la Carstensen. Addormentarsi, per esempio. Per molto
tempo abbiamo letto che dormire cambia con let e, pi si  vecchi, meno si ha bisogno di dormire.
Non si separava linsonnia da altri fattori, come malattie o i dolori artritici.  stato invece scoperto che i
disordini del sonno negli anziani si possono trattare e che quindi loro dormono tanto quanto i giovani.
La difficolt di dormire pu essere anche un sintomo di depressione, che  altrettanto trattabile in ogni
et.
Anche in Italia il numero dei geriatri  insufficiente: se ne formano 120-130 allanno e non
bastano a coprire la richiesta.
Attualmente la specializzazione in geriatria (scelta soprattutto dalle donne, l80 per cento degli
specializzandi) non  tra le pi ambite, anche perch un geriatra guadagna dieci volte meno di altre
specialit.
Nonostante il fatto che un numero record di americani stia vivendo pi a lungo, ci sono meno di
7000 geriatri negli Usa (che significa meno di 4 per 10.000 persone dai settantacinque anni in su) e il
numero sta calando.133 I geriatri sono medici preparati sui problemi medici, sociali e psicologici che
colpiscono i pi vecchi. Questo significa che dovrebbero servire anche come educatori e consulenti per
i medici che stanno curando pazienti anziani. Immaginate di avere un cancro, spiega il dottor
Christopher Langston, che analizza questi dati ogni anno per la Hartford Foundation: Sareste contenti
se il vostro medico si fosse consultato con un oncologo, ma voi non ne aveste mai visto uno? Questa 
pi o meno la situazione che stiamo affrontando.
La penuria di geriatri negli Usa diventer critica nel 2030, quando il 20 per cento della
popolazione americana sar over 65. LAmerican Geriatrics Society stima che avremo bisogno di un
numero di geriatri in attivit fra i 20.000 e i 25.000, e qualcuno pensa anche di pi. Eppure, sebbene
negli Usa ogni scuola di specializzazione richieda agli studenti di fare una rotazione completa nel
reparto pediatrico, solo il 10 per cento richiede corsi o rotazioni in geriatria.134 Nonostante la penuria, i
salari dei geriatri sono, in media, molto pi bassi di quelli dei colleghi con altre specializzazioni che
richiedono tirocinio. Questo, in parte, perch le visite in studio con i pi vecchi richiedono un
approccio olistico, perci di solito durano pi a lungo della media, uno svantaggio in un sistema a
pagamento che si basa sul numero delle visite.
Un altro disincentivo? I geriatri non sono rispettati. Dite a qualcuno di lavorare nel settore e la
risposta tipo sar: Perch? o un condiscendente Come sei generoso. Agli assistenti sociali, di cui
solo il 3 per cento si concentra in gerontologia, viene fornita la stessa risposta.  colpa dellageismo.
Quando entr in questo settore, al dottor Samir Sinha venne detto che sprecava il suo talento. Ora che 
il direttore della clinica geriatrica del Torontos Mount Sinai and University Health Network Hospitals,
Sinha accusa lageismo istituzionalizzato per la penuria di geriatri: Una cultura che svaluta i vecchi d
poco valore a chi lavora con loro.135
Lageismo interiorizzato da parte dei pazienti perpetua questo pregiudizio. Dio non voglia che
qualcuno scopra che siete in cura da un geriatra! La negazione dellet sigilla questa deprecabile
situazione. Consultare un geriatra, come evidenza il dottor Atul Gawande in Being Mortal (trad. it.
Essere mortale, Einaudi, Torino, 2016), richiede a ognuno di noi di accettare ci che non pu essere
sistemato nella nostra vita, il declino che inevitabilmente affronteremo, in modo da apportare piccoli
cambiamenti necessari a rimodellarlo. Quando la fantasia prevalente  che possiamo essere senza et, la
sgradevole richiesta da parte del geriatra  che accettiamo che non sia cos.136
Anche gli studenti di medicina credono, sbagliando, che praticare la geriatria sia deprimente.
Indovinate quali medici dichiarano di essere molto soddisfatti del loro lavoro? I geriatri. E quelli pi
felici sono coloro che hanno numerosi pazienti over 75.137 A che cosa lattribuiscono gli autori di uno
studio di UC Davis che ha intervistato pi di 6500 medici? Grazie a un orario di lavoro definito, agli
incontri con persone di una certa et capaci di dare ispirazione e relazioni durature, questa
specializzazione sta registrando una sempre maggior domanda man mano che vanno in pensione i baby
boomer, nati fra il 1945 e il 1964. Per questo, sono costretti a sottolineare, senza ironia, che sono i
rimborsi relativamente poveri di Medicare ad aver portato a una penuria di geriatri in tutto il Paese.138
E allora perch non aumentarli? Perch non soddisfare questa richiesta per risolvere un problema di
immagine? E perch non cancellare i debiti di studio a chi si specializza in geriatria?
NON SOLO VIVIAMO PI A LUNGO, MA RIMANIAMO
IN SALUTE PI A LUNGO
In Italia un individuo over 60 su tre  affetto da ipoacusia (indebolimento dellapparato uditivo);
il 60 per cento degli over 85. La presbiacusia (la diminuita capacit di percepire le alte frequenze) a
sessantacinque anni interessa quasi il 50 per cento degli individui, e supera l80 per cento a ottantanni.
La compromissione visiva coinvolge dal 10 al 30 per cento della popolazione nelle stesse fasce det.
Sessanta non  il nuovo sessanta, ma  un nuovo sessanta. Uno stile di vita pi attivo, dieta
pi sana, sostituzione dellanca e degli ormoni, tutto per evitare o prevenire la perdita di funzioni che
una volta erano un aspetto inevitabile del superamento della mezza et: invecchiare ora  molto diverso
da quando accadeva ai nostri bis-bis nonni, e anche ai nostri nonni. Ora la societ non si divide fra una
generazione pi giovane, in forma, attiva, e una pi vecchia, significativamente menomata. Non stiamo
solo vivendo pi a lungo, ma siamo pi a lungo in salute e conviviamo molto meglio con patologie
croniche. Solo il 35 per cento degli americani over 65 riporta difficolt dudito e solo l8,5 per cento
significativi problemi di vista,139 numeri che mettono in discussione la caricatura del nonnetto curvo
che strizza gli occhi e con la trombetta allorecchio. Anche tra gli ottantacinquenni e oltre, solo un
quarto ha bisogno di aiuto nelle attivit quotidiane come andare in bagno, pettinarsi, vestirsi e
nutrirsi.140
Unintera generazione raggiunge i cento anni, vivendo ancora in modo abbastanza
indipendente in comunit racconta Tim Murphy, assistente sociale a Orange County, New York. 
eccitante per noi aggiunge. Non significa che questi centenari non abbiano bisogno di alcuna forma di
assistenza. Ma hanno capito come e quando chiederla e hanno attivamente affrontato il loro
invecchiamento. Adottano e analizzano i trattamenti, le tecnologie e le risorse che li hanno aiutati a
vivere cos bene cos a lungo.
Le malattie serie tendono a concentrarsi verso la fine della vita. Un obiettivo della salute
pubblica  comprimere questo periodo: vivere senza malattie il pi a lungo possibile.  un indice base
di progresso ed  il motivo per cui i costi delle cure sono pi alti alla fine della vita. I costi delle cure
non crescono in proporzione allet media della popolazione: , questo, un errore comune. Il tasso di
disabilit tra gli anziani americani  diminuito negli anni ottanta e novanta, soprattutto grazie
alleducazione e a migliori cure mediche, specialmente per le malattie cardiache, ed  rimasto stabile
nel XXI secolo.141 Alcune ricerche, come uno studio recente pubblicato dal National Bureau of
Economic Research, mostra che i tassi di disabilit stanno diminuendo. Sebbene gli americani si
ammalino prima, stiamo migliorando nel trattamento delle malattie, e le persone sanno gestirne meglio
gli effetti.142
I costi delle cure non crescono in proporzione allet media della popolazione.
In altre parole, nonostante vivere pi a lungo significhi passare pi anni avendo delle patologie,
laspettativa di vita senza disabilit  cresciuta pi velocemente della durata della vita.
I ricercatori distinguono fra attivit quotidiane necessarie, come vestirsi e andare in bagno, e
quelle determinanti, come tenere in ordine la casa e gestire il denaro. Inoltre considerano una capacit
fisica labilit di camminare quattrocento metri o sollevare qualcosa di moderatamente pesante.
Lincidenza di queste limitazioni sta diminuendo e misurarne leffetto sulla qualit della vita 
altamente soggettivo. Una persona atletica potrebbe essere devastata dal non riuscire a salire le scale o
un appassionato di cucina dal non potere pi cucinare, mentre altri potrebbero adattarsi pi facilmente.
Anche la salute pu essere considerata come relativa. Uno studio durato venticinque anni e pubblicato
nel 2008 ha seguito 2.300 uomini in salute per un quarto di secolo.143 Quando si avvi, nel 1981, let
media dei soggetti era settantadue anni. Alla fine dello studio, 970 erano sopravvissuti fino a
novantanni. Questo gruppo ha sofferto lo stesso tasso di malattia cronica della popolazione nel suo
complesso. La differenza nella qualit della vita e la sua durata  correlata a cinque comportamenti
prevedibili e modificabili: non fumare, controllare il peso e la pressione sanguigna, evitare il diabete e
fare regolarmente movimento.
INVECCHIARE NON  UNA MALATTIA
Le cause biologiche di morte sono pi prevedibili di quanto non fossero nel 1900. Grazie
allacqua potabile e agli antibiotici, la tubercolosi e le malattie diarroiche hanno lasciato il posto alle
malattie cardiache, al cancro e allictus. Se dovessimo curare queste, moriremmo per qualcosaltro, ma
non di vecchiaia, perch invecchiare non  una malattia.  stata a lungo equiparata con la malattia
perch le ricerche erano originariamente portate avanti nelle case di cura per lungodegenti e nelle case
di riposo, dove corpi e cervelli venivano raramente stimolati e molti soggetti erano seriamente malati.
Mentre il secolo progrediva, le ricerche nate da progetti come il Baltimore Longitudinal Study of
Aging, avviato nel 1958, hanno cominciato a considerare distinti i due elementi. Gli scienziati hanno
iniziato a identificare i fattori che contribuiscono a un invecchiamento in salute e a sviluppare
interventi per rimandare o prevenire problemi una volta strettamente attribuiti allinvecchiamento,
come gli esercizi per migliorare lequilibrio e la funzionalit muscolare. I ricercatori ora tracciano una
chiara distinzione fra invecchiamento normale e malattia, che  largamente determinata dallo stile di
vita.
Parlando dal punto di vista medico, invecchiare  una continua perdita di capacit fisiologiche,
come la risposta immunitaria e lomeostasi, che aumentano la vulnerabilit a cause di morte
(lomeostasi  la capacit del corpo di mantenere uno stato interno costante, come i livelli di glucosio o
la temperatura corporea. Ecco perch spesso i pi vecchi si coprono bene anche per un brivido). Di
solito, i nostri sensi diventano meno acuti, la pelle si secca, i polmoni sono meno elastici, siamo pi
suscettibili allipertensione, lenergia e la forza diminuiscono, le ossa sono meno dense e ci
restringiamo insieme ai dischi fra le vertebre (ecco un lato positivo: la mia amica Celeste, di ottantasei
anni, non sente pi il dolore causato da un rigonfiamento del disco spinale).
Alcune malattie, come lAlzheimer, la stenosi spinale e lartrite, sono sicuramente collegate
allet. Ma molti cambiamenti che attribuiamo allet iniziano nellinfanzia e sono influenzati da fattori
come lobesit, una cattiva alimentazione e condizioni ambientali, problemi sociali e persino dalla
personalit. Questo rende gli interventi tempestivi importanti in modo critico ed  il motivo per cui il
tasso di disabilit fra i pi giovani, oggi, legato a fattori complessi come lobesit e il livello di
disoccupazione,  causa di allarme.  anche fondamentale tenere a mente che lestensione e il raggio
dei cambiamenti relativi allet cambiano enormemente di persona in persona. Inoltre, la differenza fra
individui cresce con let. Questo significa che pi vecchi diventiamo meno possiamo dedurre in modo
affidabile dallet cronologica riguardo alla nostra salute (o riguardo alla sua capacit di comprensione
o al linguaggio o allindipendenza). In altre parole,  impossibile predire la salute e il benessere di un
individuo sulla base dellet: un ottuagenario ha problemi a camminare intorno al palazzo e un altro
corre la maratona.
MALATTIA E VECCHIAIA SONO ASSOCIATE,
MA NON SONO LA STESSA COSA
Il lavoro di Claudia Fine, la manager di case di riposo,  quello di aiutare le persone a gestire
malattie croniche complesse, ed  onesta a proposito delle sfide che questo pone: Ammalarsi e
indebolirsi, sia fisicamente che mentalmente,  dura, ed  dura per chiunque sia intorno a noi. Mentre
invecchiamo, questi problemi diventano prevalenti. Ma non  la stessa cosa che essere vecchi. Ci sono
molti programmi per i pi vecchi, dal tai chi ai corsi di computer, fino a quando non si ammalano. Per
qualche ragione noi  famiglie, professionisti, societ  non creiamo obiettivi per i pi vecchi, con i
quali ci sentiamo a nostro agio.
Invece di voltarsi dallaltra parte, Fine consiglia di concentrarsi sugli aspetti che rimangono
intatti, supportando i loro punti di forza, e preservando lessenza di chi sono questi anziani: Perch, se
non lo facciamo, tutto ci che rimane  la malattia.
Secondo lo studio del New England Centenarian, le persone che vivono fino a centanni e oltre
ritardano la disabilit verso la fine delle loro lunghe vite, rimanendo liberi dalla malattia fino a quando
non raggiungono let media di novantatr anni.144 Sono persone fuori dal comune. La debilitazione di
solito accompagna let molto avanzata. Lassociazione non si esprime sulla probabilit per ogni
singolo individuo di farsi male o di ammalarsi in et avanzata, n sulle possibilit di una completa
guarigione, anche se i dottori sono scettici o i figli ansiosi di conoscere i successivi passi da compiere
quando i loro genitori si ammalano. Non sentiamo parlare spesso del vecchio robusto e vigoroso, ma
non  raro. Se le loro storie fossero raccontate altrettanto spesso di quelle relative a chi affronta terribili
sofferenze, saremmo meno spaventati. Se avessimo programmi ricreativi finanziati dal pubblico e di
tirocinio professionale, il loro numero sarebbe maggiore. Invece, per esempio, in America continuiamo
ad avere Medicare, una situazione che rinforza lo status quo: non solo lindustria che gira intorno al
settore medico e chi, in politica, sostiene questo giro daffari, ma anche chi  nel pubblico e nel privato
 ha creato le infrastrutture per offrire beni e servizi ai pi vecchi.
LE PERSONE POSSONO AVERE MALATTIE
CRONICHE E CONVIVERCI
Sebbene mi aspettassi di incontrare occasionalmente meraviglie geriatriche, che ronzavano in
giro sulle loro sedie a rotelle, allinizio ero convinta che una vecchiaia attiva richiedesse di essere liberi
da ogni disabilit. Non  cos. Gli ottantenni e novantenni che ho intervistato non erano riusciti a
evitare malattie croniche o degenerative, ma non hanno lasciato che i problemi di salute limitassero i
loro progetti o la loro mente. La prima donna a qualificarsi come operaia specializzata presso
lHungarian Guild of Chimney Sweeps, Oven Makers, Roof Tilers, Well Diggers and Potters  stata la
designer Eva Zeisel, falsamente accusata di aver partecipato al complotto per assassinare Stalin, e la
sua esperienza come prigioniera politica in Russia  raccontata nel capolavoro di Arthur Koestler Buio
a mezzogiorno. La Zeisel emigr negli Stati Uniti e divenne maestra ceramista e designer industriale.
Quasi cieca a centanni per una degenerazione maculare, ha imparato a utilizzare modelli di balsa per
disegnare con le mani (lho osservata lavorare su una grossa commissione di argenteria per
Bloomingdale).  pi difficile lavorare cos? La Zeisel ha scosso la testa, una volta, con fermezza: Il
processo  tirare fuori forme dallaria  era sempre lo stesso.
La mobilit  relativa. Durante un viaggio in Vietnam nel 2013, io e il mio compagno, Bob,
abbiamo incontrato turisti da tutto il mondo, molto pi giovani di noi, e parecchi molto pi vecchi.
Carlo e Mathis facevano una crociera di due giorni, partendo da Halong Bay, a nord di Hanoi, dove
tremila isole calcaree svettano fuori dallacqua verde. Mathis, professore di francese in pensione e
sopravvissuto dellOlocausto, a ottantasette anni aveva un volto da bambino. Appena sovrappeso,
aveva artrite e stenosi (le mie malattie!) e un intervento alle vertebre cervicali gli aveva danneggiato
lequilibrio, per cui utilizzava un treppiede per camminare.
Mathis ha saltato il giro di una delle spettacolari grotte della baia e quello in kayak intorno a un
villaggio galleggiante. Ma quando hanno servito il pranzo allaltro capo di una lunghissima, instabile
passerella, con un corrimano fluttuante, si  portato, insieme al suo treppiede, sul lato della nave ed 
sceso, mentre un gruppo di giovani dellEuropa dellEst aspettava silenziosamente e rispettosamente
dietro di lui. Nel viaggio di ritorno, ci ha confidato di essere terrorizzato dallacqua.
Mathis e sua moglie (un po pi in carne, ma ugualmente infaticabile) erano venuti in Vietnam
dalla Birmania, dove avevano prenotato unauto e un autista. Non  quello che avrebbero scelto se
fossero stati pi agili, ma non  un Paese in cui  facile muoversi e loro lavevano girato tutto.
Una settimana pi tardi, abbiamo conversato con una donna, nel nostro hotel a H?i An, un ex
centro commerciale della Francia coloniale. Lei e il marito, probabilmente entrambi verso la fine dei
settantanni, erano canadesi e avevano vissuto in Nuova Zelanda per quarantaquattro anni. La curvatura
della spina dorsale di lui piegava crudelmente il suo volto verso il pavimento, quando stava in piedi, ma
non li teneva lontano dalla strada.
Erano alla fine di un soggiorno di sei settimane in Vietnam, durante le quali si erano divertiti,
eccetto quando lei svenne nel delta del Mekong, perch aveva la pressione molto alta, mai
diagnosticata prima e quasi fatale. Dopo un breve ricovero allospedale di Ho Chi Minh per controllare
la terapia farmacologica, aveva ricominciato il viaggio. Bevi molto mi ha consigliato. Quando ho
lodato la sua capacit di resistenza, mi ha raccontato di aver preso un parassita in India e la salmonella
su una feluca sul Nilo che la mise al tappeto per un paio di settimane al rientro. Uova sode: non
penseresti che sono le cose pi sicure nel mondo? Tutti quelli che le mangiarono dal cestino che stava
dalla nostra parte del tavolo la presero.
Ed eccovi in giro di nuovo lho rimproverata. Non hai imparato nulla?
Non ho imparato nulla ha confermato, battendomi il cinque con un sorriso.
Io e Bob possiamo arrampicarci con facilit sulle cuccette superiori, e labbiamo fatto sul treno
fra Hanoi e Saigon, ma solitamente prenotiamo quelle pi in basso. O una motocicletta con un sidecar.
Queste persone, noi inclusi, rappresentano un capo del filo, sia dal punto di vista economico che per ci
che riguarda lo spirito davventura. Molti pi vecchi hanno i mezzi per viaggiare solo con le loro golf
cart, e molti di pi senza mezzi possono viaggiare solo col pensiero, attraverso uno schermo o una
pagina stampata. La sedia a rotelle diventer cool dopo che la mia generazione lavr completamente
mercificata, e ci saranno pi posti in cui andare grazie alle leggi contro le barriere architettoniche.
Molte destinazioni rimarranno inaccessibili. Un milione di compromessi attende. Se sono quelli che mi
porteranno fuori di casa, spero di saperli accogliere.
LA DISABILIT  FORTEMENTE STIGMATIZZATA
Si stima che entro il 2030 gli over 65 italiani saranno il 26,5 per cento della popolazione.
Attualmente, il 18 per cento di loro soffre di una forma di disabilit e l8 per cento  confinato in casa.
Non serve riflettere a lungo per capire quanta della nostra paura abbia le proprie radici in quella
di diventare disabili. Quel progresso medico che ha permesso laumento di chi continua a vivere
nonostante la propria disabilit  lo stesso che sta permettendoci di rimanere in vita per farci unire a
quei ranghi. Eppure, nonostante il fatto che un terzo dei disabili americani ha sessantacinque anni o pi,
agiamo come se i pi vecchi non diventassero mai disabili e come se i diversamente abili non
invecchiassero.
I diversamente abili sopportano sia la condizione che il costo sociale. Prima di aver capito che
cosa causa la loro malattia, li abbiamo isolati o evitati. La societ deve ancora mettersi al passo con la
scienza medica. Molti evitano chi ha disabilit o problemi cronici di salute perch li fanno sentire a
disagio. Interiorizzare uno stigma pu danneggiare lautostima e la qualit di vita pi della condizione
esistente.  scioccante scoprire come molti rifiutino la sedia a rotelle o il deambulatore perch il
marchio che li accompagna  fortemente negativo, anche se questo significa che non escono mai di
casa.
Molti rifiutano la sedia a rotelle o il deambulatore perch il marchio che li accompagna 
fortemente negativo, anche se questo significa che non escono mai di casa.
Ci sono anche altri tipi di dispositivi ingegnosi, come quello che usa lottantaseienne zia della
mia amica Wendy, che vive in un grattacielo del Queens, a New York. Una volta che sono uscite per
fare compere, Wendy si  accorta che la zia ha messo la borsa in uno di quei carrelli per la spesa
verticali. Non c voluto molto a Wendy per capire che lo stava usando come deambulatore, perch non
sembra un deambulatore. Quando le  venuto un crampo alla gamba, la zia si  appoggiata a una
fermata dellautobus, fin quando non le  passato. In questo modo le persone penseranno che stiamo
aspettando il bus le ha sussurrato.  una storia fantastica sulladattamento e, allo stesso tempo,
terribile sulla vergogna di sembrare vecchi.
Persino quando  diventato completamente cieco, mio zio non usava il bastone bianco,
preferendo affidarsi alla gentilezza di estranei e tassisti. Dopo essersi rotta un osso del piede, unamica
di non ancora quarantanni ha rifiutato il bastone, preferendo le stampelle, perch comunicano ferito e
non vecchio o disabile. Tale  lombra lunga di quegli indicatori che dipingono figure ingobbite con i
bastoni.
Una dottoressa che faceva il suo tirocinio geriatrico al Weill Cornell Medical Center ha
descritto cos una paziente di settantotto anni con la sclerosi multipla: Aveva grandi difficolt a
camminare, continuava a cadere anche nella sua casa, ma diventava furiosa con chi le offriva il proprio
posto per sedersi. La dottoressa sperava che la paziente accettasse quellofferta? Certo! E vedo lo
stesso atteggiamento nelle persone che non usano il deambulatore.
E cosa dire della perdita delludito? Secondo il National Institute on Deafness and Other
Communication Disorder, sono circa 36 milioni gli adulti americani con alcuni gradi di perdita
delludito, ma solo il 20 per cento di loro beneficia di un apparecchio acustico, indossandolo
effettivamente,145 lo stesso dato che si registra in Italia. Il costo  un motivo. La negazione laltro.
Molti adulti pi vecchi insistono che non hanno problemi, dicono gli audiologi: Sento quello che
voglio sentire. Altri danno per scontato che la perdita delludito sia parte del normale invecchiamento
e che quindi non sia pericoloso. Sbagliano. Ludito gioca un ruolo nellequilibrio e anche una perdita
limitata pu triplicare il rischio di cadute.  legato alla depressione e anche alla demenza. Secondo una
ricerca compiuta al Baltimore Longitudial Study of Aging, pi si perde ludito, pi veloce  il declino
cognitivo.146
Dopo aver scoperto questo, ho fatto un esame delludito anche, in parte, perch volevo risolvere
una disputa famigliare: Tu sei sorda. E tu devi parlare pi forte. (Il mio compagno ha una
bellissima voce profonda e parla con un tono molto basso. Sua madre  dura dorecchi e spesso mi
chiede: Cosa ha detto? Cos io mi volto verso di lui per chiedergli: Di a tua madre cosa hai detto.
Ah, le famiglie.) Abbiamo scoperto che il mio udito  nella norma, anche se c una perdita tipica della
mia et nei registri alti (la prima parola del test era calamaio, cosa che mi ha fatto morir dal ridere;
sembra che questi test standard non siano stati cambiati dalla seconda guerra mondiale).
Sono contenta di non aver bisogno di un apparecchio acustico, ma ne metter uno, se sar
necessario. Spero che funzioner meglio di quelli attuali e che magari diventer di moda.
Due nuovi modelli di apparecchi acustici possono essere regolati con le app dello smartphone,
cosa che ha enormi implicazioni per i dispositivi bionici destinati ai diversamente abili. Sono anche
poco appariscenti e questo aiuter il loro utilizzo, specie se chi li usa potr sentire molto meglio dei
suoi amici che non hanno rilevanti problemi di udito, cosa probabile. Sentire decentemente fa parte
dellessere coinvolti appieno nella vita di tutti i giorni, per non parlare del fatto che non dobbiamo
diventare esasperanti per chi ci circonda. Prima avviene la diagnosi, maggiore  la possibilit di
scegliere le terapie appropriate, insieme al vantaggio sociale e cognitivo.
I GENI CONTANO MENO DI QUEL CHE
PROBABILMENTE PENSATE147
Antenati longevi sono un di pi, ma vi hanno portato solo fin qui, come ho imparato dal geriatra
Robert Butler. Non  mai troppo tardi per reinventarsi e per inventare diverse abitudini salutari. Solo il
25 per cento della nostra salute sembra dipendere dai geni. Il 75 per cento dipende dallambiente e dal
comportamento mi ha detto Butler. Anche se ho visto il numero toccare il 30 per cento, i geni sono
molto meno importanti di quanto credessi una volta. Inoltre, il ruolo della genetica diminuisce durante
il corso della vita, mentre aumenta limportanza dellambiente. Molti fattori di rischio, inclusi la
probabilit di obesit, lipertensione e il colesterolo alto, sono in linea di massima non ereditati. In altre
parole, cos come la mette lo studio sullinvecchiamento felice della MacArthur Foundation, come e
dove viviamo hanno un profondo impatto sui cambiamenti, collegati allet, della funzionalit di molti
organi, inclusi cuore, sistema immunitario, polmoni, ossa, cervello e reni.148
Non che la vita sia giusta. Jeanne Calment, la persona che ha vissuto pi a lungo, almeno a
quanto si sappia, e che  morta nel 1997 a centoventidue anni, era golosa, le piacevano il vino rosso
economico e il cibo grasso, e ha fumato fino ai settantasette anni. Parlando dei suoi due migliori amici
dai tempi del college, Butler ha rimarcato come quello che era stato pilota durante la seconda guerra
mondiale, che ha continuato a navigare e giocare a tennis, era anche quello che aveva pi problemi
fisici. A quel punto, una telefonata ha interrotto la nostra conversazione: era il personal trainer del mio
interlocutore ottantenne.
Potersi permettere un personal trainer aiuta. Anche avere accesso a cure mediche e conoscere la
procedura: non fumare, controllare il peso e la pressione sanguigna; mangiare meno zuccheri e pi
verdure; fare esercizio regolarmente; dormire a sufficienza. Fare esercizio aumenta di molto la
prestanza fisica, la misura dei muscoli e la forza nei pi vecchi; inoltre migliora la forza delle ossa e
lequilibrio. Questi comportamenti hanno un senso, che allunghino o meno la durata della vita.
Uninchiesta del 2010 sul New York Times intitolata I segreti dei centenari era zeppa dei soliti
luoghi comuni, riassunti dalleditorialista e autrice Jane Brody in caratteristiche quali decisione,
ingegnosit e resilienza,149 ma sottoline anche come i geni avessero un ruolo relativamente piccolo
nella longevit. Quali sono questi segreti? Esercizio, moderazione, forti legami sociali e famigliari.
In sintesi, lo stile di vita. Quello che mi ha colpito, cos come nelle mie interviste, era la variet degli
esempi. Alcuni di questi centenari sarebbero grandi compagni per delle cene, altri erano ipnoticamente
noiosi. Alcuni sani in modo comune, altri bionici. Hazel Miller era una con la quale avrei condiviso un
pranzo o una gita. Quel era questo pragmatico segreto da centenaria? Semplicemente non morire.
Miller aveva sempre amato ballare ma, come sai, a una certa et non ci sono uomini con cui danzare,
quindi mi sono data ai balli di gruppo. Questa  resilienza.
LATTEGGIAMENTO AIUTA
Invece di aspettare che qualche uomo si materializzasse, Hazel si  adattata alle circostanze per
continuare a fare qualcosa che amava. Unaltra centenaria attribuiva il suo benessere al fatto che sono
benedetta e ho lavorato su questo. Devi lavorare, essere spensierata e cercare qualcosa di divertente da
fare.  un intero atteggiamento. Penso al mio amico Les, che ha passato mesi sulle stampelle, in
agonia per un femore schiacciato per via di una necrosi avascolare. Quando gli ho chiesto come gestiva
la situazione, mi ha risposto: Mi sforzo di sorridere. Ero davvero stufo che tutti si sentissero tristi per
me e questo ha spostato il mio quadro di riferimento. Lo faccio anche quando sono a casa, se mi scopro
abbattuto. Funziona, mi d la sensazione di poterne avere il controllo.
Come i buoni geni, un atteggiamento ottimistico porta a veri vantaggi. Gli studi dimostrano che
gli ottimisti vivono pi a lungo dei pessimisti e sicuramente si godono di pi gli anni a disposizione.
Ma troppi siti e guru dellinvecchiamento enfatizzano eccessivamente il ruolo di un atteggiamento
positivo quando si tratta di invecchiare bene, un po come i Beatles quando cantavano che tutto ci
di cui hai bisogno  lamore. Questo attribuisce la responsabilit della propria situazione interamente
allindividuo e allontana lattenzione dagli svantaggi istituzionalizzati, che rendono pi difficile
sorridere o semplicemente sopportare. Una disposizione solare pu aiutare le persone a sopportare i
trattamenti medici, ma non sono un sostituto della cura.
RIBELLATEVI!
CONTINUATE A MUOVERVI: LA PEGGIORE MINACCIA
A UNA VECCHIAIA ATTIVA  ANCHE LA PI RIMEDIABILE
Una presentazione della geriatra Joanne Lynn sul debole stato della cura degli ultimi anni si 
aperta con una domanda: Quanti di voi si aspettano di morire?150
Lynn poi ha offerto tre opzioni: cancro, malattie croniche di cuore o polmoni, fragilit e
demenza. Il suo grafico illustrava la fine della vita nelle tre situazioni (lasse delle Y mostrava la
condizione, quella delle X il passaggio del tempo) e la descrizione di ogni passaggio ha sorpreso il
pubblico, me compresa. Le morti per cancro sono di solito precedute da poche settimane o mesi di
rapido declino. Le malattie croniche di cuore o polmoni sono caratterizzate da fasi acute alternate da
periodi di relativa stabilit. Il terzo caso, estesa infermit probabilmente appaiata da demenza, vede un
lungo e lento declino  il peggior incubo per la maggior parte delle persone  e attende molti americani
anziani. Di solito sono over 85 e molte pi donne e vedove.
Non conosciamo le cause della demenza, quindi  difficile prevenirla. Al contrario, gli
indicatori di infermit (perdita di peso, debolezza, affaticamento, camminata lenta, attivit ridotta) sono
facili da identificare. Esistono test affidabili, ma  raro che un medico, che non sia anche un geriatra, li
proponga. Ecco perch, nel 2013, la Columbia University Mailman School of Public Health propose
una chiamata alle armi ai dottori, raccomandando loro di usare un semplice questionario per verificare
lo stato di infermit di tutti i pazienti over 70, cos come dei pi giovani, che avessero perso un
significativo numero di chili per una malattia cronica. La perdita di forza muscolare  naturale mentre
si invecchia, e spesso non viene notata, ma pu trasformarsi nellincapacit di uscire dalla vasca da
bagno o di salire le scale. Mia madre ha odiato la doccia tutta la vita, quindi nella vasca, alla fine, aveva
talmente tanti maniglioni installati da sembrare bizzarro, ma era diventata troppo debole per entrare e
uscire con le proprie forze.
Rimanere attivi fisicamente  cruciale per una buona salute in vecchiaia. Lesercizio  associato
al miglioramento  persino alla prevenzione  del declino cognitivo e, insieme alla dieta, pu curare e
persino portare a inversione di molti dei fattori che contribuiscono allinfermit, non importa let.
Diventare attivi dal punto di vista fisico, in qualsiasi momento, riduce di molto la possibilit di
diventare seriamente ammalati o fisicamente disabili pi avanti, persino tra persone che sono state
pigre fino a quel momento.151 Addirittura persone molto anziane e gi inferme possono vedere enormi
miglioramenti grazie a interventi modesti, come camminare di pi o fare semplici esercizi con i pesi.
Pi  frequente lesercizio, maggiore il beneficio, ma non dovete esagerare. Va aggiunto anche che gli
anziani non devono impegnarsi di pi dei giovani per mantenere lo stesso livello di prestanza fisica.
Non  mai troppo tardi dice il dottor Lachs,  un po come vedere un iceberg lontano. Se si
corregge la rotta di uno o due gradi, si pu evitare liceberg del tutto.152
SIA BREVE LA LITANIA DEI VOSTRI DOLORI
Il concerto dorgano, come ho sentito chiamare la litania dei dolori e dei malanni che
aumentano nel tempo, non deve prendere il controllo della conversazione. Vorr avere un
aggiornamento di ogni importante problema di salute che affronteranno i miei amici, ma sono certa che
possiamo allenarci a essere concisi. Ho incontrato una donna che viveva allestero, ma che faceva un
pellegrinaggio annuale per vedere come stavano tutti a casa. Chiamava prima per ricordare ai suoi
amici che veniva per sapere che cosa succedeva nella loro vita e non nelle loro budella. Dopo cinque o
dieci minuti di visita, quando il concerto dorgano iniziava, ricordava agli amici di non essere un
medico e se ne andava. C voluto qualche anno, ma ho fatto perdere loro labitudine! raccontava
con un sorriso. Quando si tratta dei vostri malanni nessuno, eccetto forse vostra madre,  interessato.
A una conferenza, un collega giornalista ha chiesto a ogni relatore come si sarebbe sentito
invecchiando. La mia risposta preferita  stata: C un grumo di dolore, e si muove tutto intorno.
Credo si tratti della teoria pu piangere un solo bambino per volta, applicata al dolore. Si tratta di
una dichiarazione secca che fece mio marito, quando portammo a casa il secondo bambino
dallospedale, e la sua sorellina di due anni scoppi a piangere: Pu piangere un solo bambino per
volta! Lha completamente sconcertata per un tempo sufficiente da scongiurare il suo capriccio. Se sto
troppo seduta o mi muovo troppo o se solo  uno di quei giorni in cui sento molto dolore, se mi
concentro sulla schiena non noto il ginocchio. Pu piangere un solo bambino per volta.
Devo ricordare a me stessa che il dolore  solo dolore e non  collegato allet. A me e alla mia
atletica figliola  stata diagnosticata la sindrome femoro-rotulea alcuni anni fa, ed  stata fissata una
terapia fisica.
 dura tenerlo a mente, come prima cosa, alla mattina, quando barcollo verso la maniglia della
porta, per riuscire a raddrizzarmi. Quello che mia nonna chiamava rigidezza il mio ortopedico lo
chiama stenosi, il mio agopunturista lo chiama stagnazione del Qi, e il mio medico di base artrite. Non
ne parlo molto con gli altri perch: a)  noioso e b) non voglio dargli troppo spazio.
Il mio obiettivo  essere in grado di continuare a fare quello che desidero. Fin qui tutto bene,
anche se la meta si sta spostando. Ero solita sfrecciare con la mia bici, ora vado sulla corsia lenta. Corro
ancora sul marciapiede e, quando dovr rallentare, non mi piacer pi che a Ruth Friendly: Ti senti
come se avessi anche cinquanta, sessanta, sessantacinque anni. Anche settantacinque andavano bene
ha detto la produttrice televisiva che guidava da Westchester ogni domenica per andare a una cena di
famiglia. Stiamo camminando lungo Riverside Drive e improvvisamente devo dire: Potete
rallentare? Non sono io, non mi piace mi ha detto la Friendly. Ma era lei, e passi pi corti non le
impedivano di avere una vita sociale attiva n una carriera impegnativa.
Sono molto molto pi lento fisicamente di due anni fa dice linsegnante e documentarista
George Stoney, novantadue anni. Anche solo per uscire dal mio palazzo, vengo sempre superato dagli
altri. Non sono venuto ancora a patti con questa condizione. Mi irrita sempre. Non si tratta dellunico
saccheggio dellet, ma almeno non lo negava. Quando, durante una valutazione da parte degli studenti,
qualcuno si lament del suo udito, Stoney compr subito un apparecchio acustico. Qualcuno quasi
inevitabilmente gli offre un posto a sedere in metropolitana e molto spesso sono contento di sedermi
dice Stoney. Anche io, ed  stupido offendersi. Quello  ageismo interiorizzato allopera, sebbene i
cartelli sui mezzi pubblici siano stucchevoli. Vorreste per favore dare il vostro posto agli anziani o ai
disabili? dicono, con tanto di piccolo cuore condiscendente. Quello che dovrebbero dire : Per
piacere, offrite il vostro posto a chiunque sembra ne abbia bisogno.
RICONOSCERE CHE LA VITA HA UN TERMINE RIEMPIE
DI SIGNIFICATO IL PRESENTE
Tutti ci svegliamo un giorno pi vecchi e uno di questi giorni non ci sveglieremo affatto. Prima
lo accettiamo e meglio staremo.  il momento in cui si ribalta quella che il gerontologo Bill Thomas
chiama la tirannia dellancora: lillusione che tutto andr bene finch ancora lavoriamo, ancora
indossiamo tacchi, ancora corriamo su per le scale... qualsiasi sia il nostro ancora. Niente rimane lo
stesso. Perch, chiede Thomas, celebriamo i cambiamenti e la crescita fino alla tarda mezza et, e poi
iniziamo a elogiare il suo opposto? Per alleviare le paure fin troppo umane sullinvecchiamento e la
fine inevitabile? Per spazzare le nostre ansie sotto il proverbiale tappeto?
La negazione non lenisce. Combatti linvecchiamento! non  un mantra calmante. Il suo
potere diminuisce mentre gli anni aumentano e quella energia potrebbe essere meglio spesa. Come due
terzi degli americani intervistati in un report di Pew Research su Vivere fino a centoventanni e oltre,153
sono scettica sui benefici di una durata della vita radicalmente pi lunga e a disagio dinanzi alla
prospettiva che potrebbe essere disponibile solo per una piccola lite. La mia principale obiezione 
filosofica: meglio combattere per venire a patti con le inevitabili transizioni che posporre il giorno del
giudizio nella frenetica ricerca di una manna biomedica.  pi utile tirare fuori la testa dalla sabbia e
lavorare con, non contro, linevitabile. Non affrontare linvecchiamento  un modo per non affrontare
la vita.
Non affrontare linvecchiamento  un modo per non affrontare la vita.
Questo era il problema con il brioso titolo che il Today Show ha dato a unintervista con lo
psichiatra geriatrico Marc Agronin:154 Mettete a riposo le vostre paure sullinvecchiamento. Solo che,
per dare un colpo al cerchio e uno alla botte, senza apparente ironia, sullo schermo girava una scritta
con le statistiche sulla demenza e i suicidi. La stessa doppia personalit era evidente nella dottoressa
Nancy Snyderman, responsabile medica della National Broadcasting Company. Evidenziando il fatto
che i baby boomer dovevano morire, ha chiesto: Come abbracciate questa seconda parte della vostra
vita e come la possedete?
Grande domanda, ma la sua risposta era problematica: Vivete alla grande, fatelo bene e
segnate il rigore della vittoria! E se quella che avete  una vita media? Se vi siete rotti lanca durante il
primo tempo? Alcuni arriveranno di fronte alla porta di questa seconda parte della vita con stile e altri
barcollando, e alcuni di questi ultimi fumeranno come turchi e mangeranno bistecche e altri saranno
virtuosi vegani. Non c modo di sapere quel che sar. Paghiamo un prezzo, individualmente e
culturalmente, se fingiamo che non funzioni cos, un prezzo che sar anche pi alto se aspiriamo
allimmobilit e a non avere et.
PENSATE CHI BENEFICIA DEL FATTO CHE LET
 RIDOTTA A MALATTIA
Se i pi vecchi sembrano tanto preoccupati per i loro malanni e per gli appuntamenti con il
dottore, in parte  perch una societ ageista nega loro laccesso a molto di ci che, una volta, dava
senso alle loro vite. Ne sono complici, avendo assimilato per decenni lidea che la salute decliner e
che ci si indebolir; inoltre i media veicolano soprattutto limmagine di anziani come consumatori di
prescrizioni mediche, rimedi anti-et e non molto altro.
Ridurre i pi vecchi a corpi in vari stati di decadimento rende facile metterli ai margini.
Concentrarsi su una patologia  anche un metodo efficace per trovare fondi per la ricerca di specifiche
malattie, quando sforzi olistici potrebbero essere molto pi efficaci. La ricerca e il trattamento
dellAlzheimer, per esempio, sostengono un intero impero clinico, mentre la crisi dei caregiver non
trova referenti. La popolazione che invecchia fomenta la rapida crescita di prodotti e servizi relativi alle
malattie ed  uno dei maggiori centri di profitto dellindustria farmaceutica.
Non pi economicamente utili, molti anziani comunque producono qualcosa che ha un
grande valore monetario: la malattia scrive la studiosa dellet Margaret Cruikshank. Lattivit dei
vecchi  essere malati.155 Questo non cambier, a meno che non sfidiamo lequazione vecchiaia =
declino fisico e riflettiamo su quali vantaggi implica. La medicina moderna opta per interventi costosi,
specialmente alla fine della vita, perch portano profitto. La salute  di rado definita in senso olistico, e
pochi dottori hanno  o si prendono  il tempo per investigare la sua complessa relazione con la qualit
di vita dei pazienti pi vecchi, che potrebbero trovarsi a dover gestire pi malattie croniche.
Se vi sentite dire: Cosa ti aspetti alla tua et?, trovate un nuovo dottore.
Invecchiare bene, scrive la Cruikshank, significa sapere che le malattie dellultima parte della
vita hanno origini sia culturali che biologiche.156 In altre parole, se il ginocchio vi fa male, non
dipende solo da quanta cartilagine si  consumata o da che cosa si pu o non si pu fare. Ma da quel
che pensate questa situazione pu dire di voi, e quali interpretazioni accettate o rifiutate. Se sentite dire:
Che cosa ti aspetti alla tua et?  il caso di evidenziare che altre parti di voi funzionano benissimo e
trovare un nuovo dottore. Molti ottantenni e novantenni sono vigorosi fino alla fine, anche se non se ne
tiene conto nellagenda politica, dove  la malattia ad avere il ruolo di protagonista.
RIGETTATE GLI STEREOTIPI AGEISTI:
FANNO MALE ALLA SALUTE
C un legame tra la percezione che si ha dellinvecchiamento e della salute e il comportamento
tenuto, come dimostra un numero crescente di affascinanti ricerche. La psicologa di Yale, Becca Levy,
ha misurato leffetto degli stereotipi sullet per quasi ventanni. Pi volte, lei e i suoi colleghi hanno
avuto la conferma che chi nutre sentimenti pi positivi sullinvecchiamento si comporta diversamente
mentre invecchia rispetto a coloro che sono convinti che invecchiare significhi diventare inutili e
impotenti.157
Gli interventi impliciti  mostrare stereotipi positivi sullet sotto forma di parole come
attivo o creativo sul display del computer, troppo rapidamente perch la coscienza lo possa
registrare  migliorano non solo la percezione di s, ma anche funzioni fisiche come lequilibrio.158 Chi
ha una visione pi positiva dellinvecchiamento ha migliori risultati nei test sulla memoria. Scrivono
meglio a mano, che  un indicatore di una buona salute. Camminano pi velocemente. Lultimo report,
pubblicato dal Journal of the American Medical Association, indica che gli anziani con questo tipo di
visione positiva hanno il 44 per cento di possibilit in pi di riprendersi del tutto da una disabilit
severa;159 inoltre vivono una media di sette anni e mezzo pi a lungo.160
Al contrario, chi  incapace di superare una vita di ageismo interiorizzato ha pi difficolt nel
cercare aiuto per la propria salute o fare esercizio, e muore prima.
Un obiettivo di salute pubblica e politica dellinvecchiamento dovrebbe essere pi anni in
salute, non anni senza salute. Immaginate i benefici alla salute e al potenziale umano che potrebbero
derivare dalla sconfitta degli stereotipi ageisti, prima che distorcano lautoimmagine, accorcino i passi
e limitino le prospettive. Pensate a come questo allungherebbe non solo la durata della vita ma la
durata della salute di tutti.
5
SENZA DATA DI SCADENZA: SESSO E INTIMIT
In nessun ambito lageismo  pi sessista e feroce che nellambito della sessualit. Molti
americani pensano che i pi vecchi non siano sessualmente attivi, non siano interessati al sesso, non
siano fisicamente capaci di farlo e, comunque, non siano abbastanza attraenti da trovare qualcuno con
cui farlo. Da qui, lo stereotipo dellanziano casto.
Lomofobia rende la popolazione LGBT pi vecchia persino meno visibile. Il moralismo ha
aiutato a rendere tab questo argomento. Come risultato, la sessualit dei pi vecchi  sottostimata,
ignorata e minimizzata. Le conseguenze per la salute, la felicit, lautoimmagine sono di vasta portata.
COME SI GESTISCE IL FATTORE BLEAH?
Anziani rugosi che fanno sesso? Bleah! Perch la sola idea evoca qualcosa vicino al disgusto in
cos tanti? Il sesso ci fa sentire pi vivi di qualsiasi altra cosa e la prospettiva di godere dei piaceri
carnali fino alla fine ci dovrebbe allietare, non disgustare. I nostri corpi cambiano nel corso della vita,
in modi evidenti e bellissimi, specialmente se siamo femmine e, di solito, segnano il passaggio del
tempo in modo meno marcato dei nostri volti. La differenza fra i quaranta e i cinquantacinque anni, per
esempio, o i settanta e gli ottantacinque non dovrebbe essere pi sconvolgente di quello che accade fra i
dieci e i venticinque. Invece noi interiorizziamo infiniti messaggi secondo i quali i corpi pi vecchi,
quello delle donne in particolare, sono indesiderabili, brutti e persino ripugnanti.
Se le persone si sentissero a loro agio con il sesso senior sembrerebbe trasgressivo.
Sconvolgerebbe lidea comune, rinforzata da intere industrie e milioni di pubblicit, che il sesso  il
dominio della carne soda e la performance  misurata in termini di durata dellerezione e in numero di
orgasmi. Lattivista per i diritti dei disabili, Simi Linton,  diventata adulta quando leducazione
sessuale e i servizi sanitari connessi alla riproduzione per persone con disabilit non esistevano ancora
e non se ne vedeva neppure il bisogno. Ora  educatrice sessuale e incoraggia a sperimentare il sesso
orale, o con il naso, o con le dita dei piedi, o con qualsiasi altra cosa a portata di mano, usando la
disabilit come unopportunit per pensare a nuovi modi di fare sesso e a cosa sia importante per loro
ha scritto nella sua autobiografia My Body Politic.161 La Linton e i suoi colleghi si divertono a
innervosire gli altri parlando casualmente delle robuste vite sessuali dei disabili, capendo come sia
radicale legare disabilit e sesso per lanciare una sfida alle norme culturali intorno al piacere, al
desiderio e allabilit sessuale.
Il diritto allintimit dura tutta la vita.
 arrivato il tempo di unire anche let a una robusta attivit sessuale, di capire che il diritto
allintimit, in tutte le sue forme, dura tutta la vita, e di cercare da dove originino queste norme
repressive.
Barbara MacDonald e la sua compagna Cynthia Rich hanno scritto a quattro mani Look Me in
The Eye, Old Woman, una determinante raccolta di saggi sullincrocio fra sessismo e ageismo. La Rich
dice che la repulsione fisica non  altro che uno strumento di oppressione: La sorgente principale del
disgusto per il corpo delle anziane dovrebbe essere perfettamente familiare scrive.  molto simile al
disgusto che provano gli antisemiti nei confronti degli ebrei, gli omofobi nei confronti delle lesbiche e
degli omosessuali, i razzisti nei confronti dei neri,  loppressione fisica delloppressore nei confronti
delloppresso. Senza motivo e basata sulla paura, la repulsione fisica opera un controllo istantaneo
ogni volta che la ragione o la semplice correttezza iniziano a condurci su sentieri pi liberali.162
Sciocchezze marxiste sbuff il mio ospite, Patrick. Riguarda la bellezza. Non c niente di
pi sensualmente bello di una ragazza di diciotto anni. Questo dopo aver sbandierato una lunga e
appassionata storia damore con una donna pi grande di lui di decenni e come fosse adorabile il suo
corpo. Questa non sarebbe stata una storia che valeva la pena raccontare, ho rimarcato, se non si
opponesse alla pin-up ideale del playboy.
La chimica sessuale  un vero quanto meraviglioso arbitrio, e non c bisogno di scusarsi per la
sua presenza o la sua assenza. Non c un diritto a essere desiderati. Ma, come osserva la Rich, tutte le
persone ai margini hanno sentito che  naturale, per gli altri, sentirsi fisicamente disturbati da loro.
Questa repulsione connette tutti gli ismi. Lageismo ha anche unespressione leziosa per indicarla: il
fattore bleah. Comportamenti innaturali minacciano le strutture politiche e sociali che mantengono le
relazioni di potere. Non molto tempo fa, per esempio, era considerato innaturale per le donne lavorare
fuori casa e per bianchi e neri essere amici, figuriamoci sposarsi fra loro. Quando vediamo che una
persona pi vecchia  bella, questo mina la mercificazione della cultura della giovinezza.
Siamo circondati da cartelloni, film, programmi televisivi e riviste di moda che feticizzano i
giovanissimi. Ma gli esempi di persone pi vecchie, non parliamo di quelle sessualmente attive, sono
rari. Solo il 27 per cento dei ruoli femminili nel primetime va a donne over 40, che di solito ricoprono il
ruolo di vittime: tradite, abbandonate e abusate,163 anche se si tratta di personaggi cruciali in serie
televisive come Olive Kitteridge (trasmesso in Italia su Sky Cinema 1), Transparent (su Sky Atlantic) e
Grace and Frankie (su Netflix), potrebbero cambiare la rotta. Quando si tratta di film, secondo uno
studio del 2013 della University of Southern California, meno di un quarto delle parti con dialoghi 
per donne fra i quaranta e i sessantaquattro anni (molto meno delle parti con dialoghi per uomini della
stessa et), e gli over 65 appaiono nei film molto meno dei bambini.164
C un termine per queste omissioni: annientamento simbolico, definito in Wikipedia come
lassenza di rappresentazione, o una sotto-rappresentazione, di alcuni gruppi di persone nei media...
che le scienze sociali dicono voluto per mantenere una ineguaglianza sociale.
Il marketing e i mass media influenzano grandemente la cultura popolare e il modo in cui ci
vediamo. Lassenza riflette la distribuzione di potere nella societ. Sminuire la presenza fisica e
sessuale dei pi vecchi rende facile ignorare le loro idee e il loro benessere.
DERISIONE O CONDISCENDENZA:
NON  ESATTAMENTE UNA SCELTA
A qualsiasi et, gli adulti hanno il diritto di cercare sesso con altri adulti consenzienti senza
censure. Ma non lo sapreste dal modo in cui i media, e quasi tutti gli altri, affrontano largomento.
Discutendo la versione cinematografica di Cinquanta sfumature di grigio, un ospite della National
Public Radio ha fatto la seguente battuta: Potreste scoprire che vostra nonna ha bisogno di una parola
di sicurezza (una parola convenzionale che si usa nel bondage e nella dominazione per terminare
lattivit), come se la possibilit fosse comicamente remota. O considerate i discorsi intorno alle
cougar, donne a cui piacciono gli uomini pi giovani. Ecco una deliziosa descrizione da Urban
Dictionary, un dizionario di espressioni gergali sviluppato dagli utenti: La cougar pu essere chiunque
sia stata eccessivamente alterata chirurgicamente o una vecchia pazza triste e gonfia o una milf davvero
sexy. Altre definizioni testimoniano il vantaggio di avere una partner pi vecchia e di esperienza,
indipendenza e organizzazione. Non c nulla di sbagliato nellessere una donna sicura di s, nella sua
maturit sessuale, che preferisce partner pi giovani e che fa lamore invece di bambini, fino a quando
lo pretendiamo, ma il controllo  intenso e lontano dallessere neutrale. Nessuno ha prestato alcuna
attenzione alla vita sessuale di Demi Moore, fino a quando non pass da Bruce Willis a Ashton
Kutcher.
Gli uomini ricevono lo stesso trattamento, come nella recensione del New York Times del
concerto del 12 dicembre 2012 a favore delle vittime delluragano Sandy, titolata con irriverenza: La
musica non ha et, ma invece i rockettari... Il recensore Alex Williams derise i musicisti del cast
stellare, descrivendo il loro evidente invecchiamento come tragico e rimproverandoli per non
tenere addosso gli indumenti in pubblico.  come venire a sapere che i vostri nonni fanno ancora
sesso: fantastico per loro, ma risparmiateci i dettagli ha concluso rigido. S,  esattamente cos. Questi
musicisti sono in gran forma, fanno bene, e si divertono. Se non puoi gestirlo, stai a casa.
Quando il sesso senior conquista i titoli, se ne parla con toni fra la condiscendenza e la vera e
propria cattiveria. Turpe societ di vecchiacci in riunione era il titolo di un articolo sul New York Post
sullarresto del banchiere egiziano Mahmoud Abdel Salam Omar, con laccusa di molestie sessuali nel
giugno del 2011, che insinuava come Omar avesse avuto un incontro con Dominique Strauss-Kahn,
accusato come lui di aver violentato una cameriera dalbergo, mentre aspettavano il processo.165 Omar
e Strauss-Kahn meritavano di essere puniti per essere dei maiali violenti, non per aver superato i
sessantanni, ma il taglio dei media suggeriva qualcosaltro.
La condiscendenza  castrante.
La paura della sessualit degli anziani  profonda, e un comportamento che  tollerato, persino
encomiato, tra i giovani provoca invettive dallaltra parte dello spettro. Agli uomini anziani viene
incollata letichetta di vecchi schifosi perch hanno comportamenti perfettamente normali, come
guardare porno o ammirare persone sexy.  un insulto doloroso, in quanto quasi impossibile da
confutare. Le persone sono schifose perch sono schifose, non perch hanno superato una certa et.
Questo doppio standard pu proteggere, desessualizzando gli uomini pi vecchi, ma non implica un
miglioramento.
Una vicenda che riguardava un uomo sugli ottanta, nella corsia dei cereali di un supermercato a
Indianapolis, intitolata Cliente anziano blocca una donna a Southeastside, cercando di baciarla e
palpeggiarla provoc un dibattito su Facebook, se dovesse essere preso a sberle o applaudito.
Unamica femminista sui quaranta intervenne: Entrambe le cose. S, questo comportamento 
inaccettabile, ma sono contenta che la sua libido sia ancora viva. Che cosa avrebbe detto se il tipo
avesse avuto la sua et? Let non  una scusa per un cattivo comportamento e la condiscendenza 
castrante.
La condiscendenza caratterizza, inoltre, molte delle risposte critiche al recente libro dellautrice
di best seller Iris Krasnow, Sex After, che riguarda la vita sessuale delle donne dopo la gravidanza, il
divorzio, linfedelt, il cancro al seno, il coming out e la menopausa. Questultima categoria  quella
che ha attirato maggiormente lattenzione, i recensori erano dubbiosi fosse vero che le donne nei loro
settanta e ottantanni potessero avere il miglior sesso della propria vita.
La Krasnow ha spianato loro la strada titolando il capitolo: Le frivole Golden Girls?166
BuzzFeed pubblic lestratto di unintervista con unottantottenne, che non era uscita con nessuno dopo
che il marito, con il quale aveva trascorso sessantanni, era morto, ma si masturbava frequentemente,
un promemoria salutare per mantenere il motore in funzione. Davvero il sommario del titolo aveva
bisogno di descrivere questo gruppo di donne come signore anziane167 Sul suo sito Jezebel, lautrice
femminista  e attivista per i diritti degli obesi  Lindy West avrebbe parlato degli aneddoti su fellatio e
lubrificazione tra trentenni come adorabili168 Il titolo di Jezebel  Settantenni che dicono di fare
sesso meglio di voi  presume che nessuna delle sue lettrici possa avere quellet, rivelando un senso di
sorellanza limitato dalla data di nascita. I dati sulla vita sessuale delle donne di ottanta e novantanni
sono pieni di aneddoti, ma i ricercatori non la studiano perch in genere si pensa che quelle vite
sessuali non esistano.
VECCHIO  PEGGIO PER LE DONNE
Questa  una frase di Cynthia Rich.169  lesbica, ma questo non le ha fornito alcuna protezione
nei confronti degli standard eteronormativi della bellezza femminile. La sua compagna, Barbara
MacDonald, ha evidenziato la distanza fra donne giovani e pi vecchie e come il timore di diventare
come loro fosse il risultato di forze sociali. Il tuo potere, come donna pi giovane,  misurato dalla
distanza che puoi mantenere fra te e quelle pi vecchie ha scritto con brutale franchezza.
Le donne non solo sopportano il danno peggiore derivante dallequazione bellezza =
giovinezza, ma lo perpetuano ogni volta che si tingono i capelli per coprire quelli grigi o mentono sulla
loro et, per non parlare della chirurgia estetica per coprire i segni dellinvecchiamento. Susan Sontag
notoriamente lha chiamato il doppio standard dellinvecchiamento, la definizione della convenzione
sociale per cui let migliora un uomo e distrugge una donna. Le donne lo rinforzano enormemente
con la loro compiacenza, con langoscia e con le loro bugie ha scritto. Per proteggere loro stesse
come donne, si tradiscono come adulte. Ci vuole coraggio a seguire il consiglio della Sontag e
permettere ai loro volti di mostrare le vite che hanno vissuto.170
Non che gli uomini siano indenni. Quando Mick Jagger ha detto al musicista George Melly che
le sue rughe erano rughe despressione per le tante risate fatte, Melly ha risposto che niente  cos
divertente. Ma delle donne si dice che sembrano vecchie molto prima che della loro controparte
maschile.
Il prezzo della sfida alle convenzioni  alto. Aprite qualsiasi rivista femminile e un centinaio di
pubblicit vi grider: Come potete essere desiderate se vi lasciate andare? Pubblicit e articoli
promuovono qualsiasi mezzo possibile  panciere! Personal trainer! Liposuzione!  per rimanere
aggrappati a visi lisci e corpi scolpiti cos da indossare la moda a pelle. Nonostante la fertilit, perch
mai, chiede la critica Carina Chocano in un saggio pungente sul New York Magazine, privilegiamo il
tragico, grottesco, del tutto ingiusto eppure indiscutibilmente transitorio cosiddetto periodo migliore
di una donna... a dispetto di ogni evidenza del contrario? Ci aspettiamo che le donne si sottomettano a
questa incontrovertibile verit con imparzialit e vergogna, e ci aspettiamo che gli uomini siano
magnanimi e non gongolino.
Ora che  sulla quarantina, la Chocano capisce quanto sia dannoso mettere sullo stesso piano
giovinezza con valore e si chiede perch non ci ribelliamo: Ora lo vedo, vedo quanto male, quanto
imbarazzata mi sento per essermi permessa di compiere ventinove anni, e non posso credere a quanto
tempo della mia giovinezza ho sperperato nel sentirmi vecchia.171
La signora in giallo, protagonista Angela Lansbury, era lottavo programma televisivo pi visto
quando la CBS lo cancell perch il suo indice dascolto era deviato verso i vecchi (non cerano
abbastanza spettatori fra i diciotto e i quarantanove anni). Ritornata alle scene teatrali londinesi a
ottantotto anni, per la prima volta dopo quasi quaranta, la Lansbury disse che il passaggio per lei era
stato meno difficile, perch aveva sempre interpretato parti di donne pi vecchie quando era
terribilmente giovane, visto che non ero una bellezza.172
Ahia! Certe decisioni di casting enfatizzano il fatto non solo che la bellezza  uguale alla
giovinezza, ma che la sua assenza  uguale a vecchiaia. Quanto spesso sentiamo: Un tempo era
bellissima, come se et e bellezza fossero mutualmente esclusive?
Quando notiamo qualcuno di attraente nella sala e questi non incontra neppure il nostro sguardo
abbiamo il promemoria pi crudele di che cosa significhino le rughe. Diventiamo invisibili, una
transizione dolorosa, specialmente per le donne abituate a sfruttare il proprio aspetto.
E la visibilit ti si pu ritorcere contro in una sorta di reazione ageista. Per esempio, qualche
tempo fa, un giovane e tenero ragazzo mi si  avvicinato e mi ha detto che somigliavo a Susan
Sarandon. Poi, allistante, il suo volto si  rabbuiato ed  sbottato con un Lo intendevo come un
complimento. Non stava dicendo che assomigliavo a Susan Sarandon, stava dicendo: Sei vecchia e
sei sexy, un messaggio cos raro in questa cultura, cos apparentemente contraddittorio, che essere
paragonata a una intelligente e ardita stella del cinema che aveva superato i sessanta rischiava di
suonare come un insulto.
Serve coraggio e sicurezza per rimanere visibili, soprattutto nella sfera sessuale e ricreativa.
Non sorprende che cos tante donne anziane rinuncino al confuso e rischioso tentativo di mettere a
nudo carne e cuore a qualcuno di nuovo.
NON SI SMETTE MAI DI FARE SESSO
Una volta il sesso era dominio esclusivo dei giovani. Questo  cambiato quando lera paleolitica
ha registrato una durata pi lunga della vita e si  spostato molto pi in l durante il salto senza
precedenti della longevit del XX secolo. Molti di noi non hanno avuto tanti problemi a lasciar andare
lidea che il sesso serve solo per fare i bambini.  giunto il momento di rinunciare allidea aggiuntiva
che il sesso  solo per i pi giovani e osservare la visione limitata che vi contribuisce. I giovani adulti
fanno sesso. Gli adulti di mezza et fanno sesso. E, indovinate? Le donne che erano sessualmente attive
durante la mezza et continuano a fare sesso, esattamente come i loro compagni. Gli uomini pi vecchi
probabilmente continuano a farlo in un numero proporzionalmente pi grande. Quando lAARP,
lAssociazione americana dei pensionati, ha chiesto agli uomini divorziati di pi di sessantanni che
cosa amassero nellessere tornati single, il 22 per cento ha risposto pi sesso. Solo l1 per cento delle
donne divorziate della stessa et era del medesimo avviso.173 Sarebbe molto interessante scoprire che
cosa c dietro quella discrepanza, inclusi il tipo di relazione e le aspettative culturali, perch le donne
non smettono di desiderare dopo la menopausa. La qualit non declina. Sono entrambi miti ageisti e
sessisti. Il sesso ci fa bene, e molte persone continuano a farlo sempre meglio.
Non chiediamo let delle persone che cantano o mangiano il gelato, perch dovremmo smettere
di fare lamore?
Quanto vecchio  troppo vecchio per avere sesso? era il titolo di una discussione online
dellHuffington Post, alla quale ho partecipato nel 2013. La domanda in s era profondamente ageista.
Non chiediamo let delle persone che cantano o mangiano il gelato, perch diamine dovremmo
smettere di fare lamore? Non lo facciamo, naturalmente, anche se lattivit sessuale diminuisce con
let. Nonostante le rughe e le giunture scricchiolanti, gli anziani americani sempre pi utilizzano i
servizi di incontri online. Gli uomini vivono pi a lungo, grazie soprattutto ai migliori trattamenti per
malattie cardiache e cancro, che colpiscono molto di pi i maschi. Medicine come Viagra e Cialis
aiutano lerezione. I pi vecchi stanno meglio economicamente delle generazioni passate. Internet
permette di trovare un partner in modo pi privato e pi facilmente. Anche i costumi stanno
cambiando. La stessa generazione che avrebbe bandito un nipote per essere andato a convivere senza
sposarsi, ora sceglie la convivenza in numeri da record e la vita amorosa nellultima parte della vita 
vista con molta meno diffidenza.
Questa attivit  riflessa nellincidenza delle malattie sessualmente trasmissibili tra i pi vecchi,
come clamidia, gonorrea e sifilide. La percentuale tra le persone di cinquanta, sessanta e settantanni 
raddoppiata nellultimo decennio.174 Gli over 50 rappresentano un quarto di chi soffre di HIV/AIDS
negli Usa, e il numero cresce rapidamente,175 cos come cresce il numero dei contagiati in et avanzata
anche in Europa e nella stessa Italia. Le donne eterosessuali pi vecchie sono particolarmente a rischio
perch le pareti vaginali si fanno pi sottili ed  pi facile contrarre una qualsiasi di queste malattie. Se
siete sessualmente attivi, usate il preservativo, fate i test e chiedete ai vostri partner di fare lo stesso.
Cambiate medico, se vi d consigli sulla salute sessuale e non vi fa le medesime raccomandazioni.
Secondo una ricerca effettuata dal New England Journal of Medicine, il 25 per cento degli
intervistati nel gruppo pi anziano (dai settantacinque agli ottantacinque anni) fa sesso diverse volte al
mese e un terzo di loro fa o riceve sesso orale.176
Persino nelle case di riposo, dove le espressioni sessuali sono solitamente scoraggiate, e il
consenso informato pu essere un problema, la situazione pu diventare vivace. Trasferirsi in una casa
di riposo significa rinunciare ai comfort di una casa e, potenzialmente, anche a una grande fetta di
indipendenza o di privacy. Non dovrebbe significare rinunciare a uno dei diritti umani di base. I figli di
questo gruppo, la generazione del dopoguerra, non se ne andr docile in quella notte buona,177 grazie a
Dio!
Dalla culla alla tomba, non importa dove vivremo e per quanto a lungo, lessere toccati da un
altro essere umano rimane essenziale.
CORTEGGIAMENTI NEL MONDO AGEISTA
Che cosa possiamo fare per continuare questo gioco? Innanzitutto, le persone che iniziano di
nuovo a uscire, dopo un lutto o un divorzio, devono aggiornare convinzioni e aspettative e,
naturalmente, i loro profili.
Anche in Italia sono stati aperti siti di incontri per over 50, come per esempio
incontriperanziani.it o club-50plus.it.
Gli incontri online hanno aperto un intero mondo di opportunit e i pensionati sono spesso nella
posizione di essere pi flessibili a proposito di viaggi e incontri con persone lontane. Negli ultimi,
pochi anni, dozzine di siti sono stati aperti per un pubblico di adulti maturi che cercano da
unamicizia occasionale al matrimonio. Ourtime.com, che appartiene a Match.com,  un sito per single
over 50; AARP offre un servizio di incontri; eHarmony riporta che quello degli over 55  il segmento
che cresce pi velocemente.  una buona idea anche iscriversi a un sito meno settoriale, o magari a
due, come OKCupid o Match.com, per espandere il giro e le possibilit.
Sia gli uomini che le donne sui siti per incontri mentono molto sullet, come sullaltezza, il
reddito e quella foto non tanto recente. Mi hanno raccontato che spesso la prima conversazione, quando
ci si incontra di persona, consiste nellammettere tutte le falsit pubblicate. La maggior parte si toglie
qualche anno, perch  let che mi sento oppure  let che mi danno gli altri, cos da ottenere
maggiore interesse da coloro che si considerano desiderabili. Molti uomini cercano donne pi giovani
di loro.
Vista la nostra cultura ageista, mentire sullet  comprensibile. Sia gli uomini che le donne lo
fanno, non perch sono fondamentalmente disonesti, bens perch hanno paura che la verit li
eliminerebbe prima che abbiano loccasione di un incontro. Ma linsicurezza sullet (o qualsiasi altra
cosa)  lopposto dellessere attraente.  anche il motivo per cui le persone postano foto datate, ma
perch proporre un confronto che deluder, invece che mettersi nella condizione di fare pensare che si 
meglio di persona? Tirare un po la verit ha senso nel tempo breve, ma una volta che hai iniziato a
mentire hai una patata bollente in mano.
Ammetti la bugia e la persona che vuoi frequentare si chieder cosaltro nascondi. Stai zitto e,
quando un amico dir la verit o qualcun altro sbircer sulla tua patente, le cose diventeranno difficili.
Unopzione  dire la verit un po pi sotto sul tuo profilo, come fa una mia amica. Unaltra  di
confessare prima di incontrarsi o davanti al primo caff. Lalternativa preferibile, per,  essere onesti
fin dallinizio. Se non riceverete risposte, let potrebbe non essere il problema; chiedete a qualcuno di
farvi una foto davvero bella, e fatevi dare qualche consiglio per far s che il vostro profilo spicchi.
Se vedete un profilo spettacolare di qualcuno che cerca solo donne pi giovani, provate a
spedire un messaggio divertente che prende atto della sua preferenza, ma domandando anche se si 
disposti a fare uneccezione. Il pi delle volte, se due persone entrano in contatto e godono della
compagnia reciproca, let non conter. E qualcuno con una mentalit cos ristretta da non considerare
la possibilit, o scoraggiato dalla disparit nella direzione sbagliata, probabilmente per voi non va
bene.
SESSO E INTIMIT
Mi piacerebbe che i siti di incontri eliminassero let come informazione tra le notizie
principali. Le persone potrebbero chiedersela quando entrano in contatto, in chat o de visu. Chi vuole
avere un figlio pu sempre chiedere un certificato sulla fertilit, insieme ai risultati dei test sulle
malattie sessualmente trasmissibili (vale anche per gli uomini. Lincidenza delle malformazioni alla
nascita o delle malattie mentali cresce con let del padre, ma quando  stata lultima volta che avete
sentito una donna preoccuparsi della data dello sperma, passata la giovinezza?). Se tutti i profili su un
sito deliberatamente omettono et e fascia det da subito, la domanda diventa superflua e non c
stimolo a mentire.  illegale chiedere let su una domanda di lavoro perch porta a discriminazioni.
Ha lo stesso effetto nel mondo degli incontri online. E non si tratta di una specie di domanda di lavoro?
Perch let dovrebbe essere pi accettabile, in questo contesto?
Le norme sugli appuntamenti sentimentali sono diventate pi egualitarie. Le donne non
aspettano vicino al telefono, che suoni, come le brave ragazze facevano negli anni cinquanta, e possono
essere loro a fare un invito o a prendere liniziativa dal punto di vista sessuale. Questo  in sintonia con
la sicurezza e lassertivit che let possono portare. Il desiderio e la desiderabilit hanno uninfluenza
fondamentale su come ci sentiamo con noi stessi e su come operiamo nel mondo. Il sesso migliora il
sonno, riduce i rischi di depressione, rinforza il sistema immunitario, giusto per dire alcuni dei suoi
benefici.
Chi si descrive in salute  pi probabile che sia sessualmente attivo, e una vita sessuale salutare
 un predittore di longevit. Il sesso non solo ci fa sentire vivi, ma ci aiuta a vivere pi a lungo. Come
mi ha detto Joan Price, la diva del sesso senior e autrice del libro Naked At Our Age: Nonostante ci
che la societ e i media comunicano, il sesso senior non  rivoltante. Non abbiamo una data di
scadenza, parlando dal punto di vista sessuale. Lunica ragione per non farlo pi  che smettiamo noi. Il
piacere sessuale  un diritto di nascita che dura tutta la vita!
Questo significa pretendere quel diritto di nascita ed essere aperti mentalmente, come le persone
che speriamo di incontrare. Stella Gray, che si descrive come una ex moglie di mezza et, e che
scrive degli incontri online per il Guardian si  rifiutata di incontrare un tipo che sembrava carino,
interessante e sincero, persino per un drink, perch lei aveva il doppio dei suoi anni. Se la differenza
det era la sola ragione, mi sarebbe piaciuto avesse detto di s. Il tipo difficilmente era da sposare, ma
che rischio c nellandare a bere qualcosa? Let ha poco a che fare con gli interessi in comune e, se
cera chimica, e i due fossero stati nudi, credo si sarebbero divertiti. Poich gli uomini tendono a uscire
con donne pi giovani, le donne pi vecchie ed etero sono in parecchio svantaggio in questo ambito.
Un rimedio  essere pi aperte mentalmente sulle compagnie che potrebbero essere divertenti. Molto
divertenti.
Cercate di non guardare let, quando state cercando qualcuno online.  vero che le persone
hanno bisogno di avere interessi e obiettivi e stili di vita compatibili perch la relazione funzioni. Gli
uomini che vogliono farsi una famiglia non cercano donne over 40, e potrebbero scegliere donne molto
pi giovani solo per evitare la pressione del facciamo-subito-un-bambino. I pi vecchi che sono vedovi
o divorziati e desiderano risposarsi probabilmente hanno pi fortuna con spasimanti pi vicini alla loro
et. Pu dare maggiore sicurezza, fa sentire pi tranquilli stare con persone che condividono gli stessi
punti di riferimento culturali e storici. Ma  anche molto restrittivo. Interessi comuni hanno spesso
poco a che fare con let. Avete mai visto i balli da sala, per esempio? Le coppie hanno ogni taglia,
razza, genere, figuriamoci let. A meno che non si sia astrologi, perch si deve pensare che la data di
nascita  una chiave per la compatibilit? Non pu lui o lei guidare un camion/pagare laffitto/ amare
un gatto/seguire un sentiero/trovare la Crimea su una cartina geografica?
Quando il sito OKCupid ha indetto la Giornata dellamore cieco, nel gennaio del 2013, e ha
tolto tutte le foto per alcune ore, si  scoperto qualcosa di completamente rivoluzionario. Pi facilmente
i messaggi inviati durante quel periodo ricevevano risposta e le persone si scambiavano informazioni a
un tasso pi alto... con chi non avevano mai visto. Non importa chi aveva un aspetto migliore e di
quanto, la percentuale che dava un voto positivo allincontro era positiva. Lattrazione non importa.
Come ha osservato il cofondatore e lanalizzatore di dati di OKCupid, Christian Rudder: Le persone
fanno la loro scelta sulla base delle informazioni che noi forniamo perch possono, non perch
necessariamente dovrebbero.178
LEROTISMO  PER I PI VECCHI
Nessuna persona con esperienza sessuale considererebbe lerotismo dominio della giovinezza.
La musica e la letteratura sono pieni di esempi: Dicono che il fuoco  per i giovani, ma non ne sanno
nulla cantava Bonnie Raitt nel 2002. Tutti pensano con ansia allavanzare dellet. Lasciate perdere
ha detto al pubblico del Beacon Theater di New York, dichiarando che i suoi cinquantanni erano il
periodo migliore della sua vita.179 Il blues, in particolare, testimonia una lunga tradizione di persone
che si sentono eccitate sessualmente fino al funerale. Una studiosa dellet, Margaret Gullette,
sottolinea che le culture davvero interessate al piacere non romanticizzano linesperienza.180
Vicina ai sessanta, la scrittrice Joan Nestle ha dichiarato: I capelli grigi e le mani rugose sono
gli emblemi erotici che ora cerco. June Arnold ha scritto un romanzo intitolato Sister Gin in cui Su,
una donna di mezza et, si innamora di una donna sugli ottanta, la cui et non ha spento il desiderio.
Giungeva al desiderio dopo una diversa vita arida e uniforme, e con cos tanta grazia ed eleganza che
venivano dalla conoscenza... non c parola pi bella nella nostra lingua se non appassito.
Ricordate il romanziere Louis Begley e la sua feroce dichiarazione sulla terribile
scontentezza della vecchiaia? Solo sei mesi pi tardi sono stata sorpresa piacevolmente di leggere Old
Love, linno di Begley alla moglie.181 Descriveva la confessione a un amico, quando aveva trentanove
anni, del suo amore per una giovane donna e la paura che il suo amore sarebbe morto se fosse sparita la
bellezza di lei. Potrebbe essere sostituito da una forma di repulsione? Per esempio, quando la sua pelle
avvizzir e si formeranno le rughe, vorr ancora baciare lincavo delle braccia, quelle braccia che
ammiro cos tanto, e se la galanteria mi spinger a farlo dovr distogliere lo sguardo?
Lamico di Begley sensatamente evidenziava come lui e il suo amore sarebbero cambiati
insieme e come anche il suo sguardo si sarebbe evoluto. Infatti, nonostante le paure di Begley, il
lavoro del tempo gli ha permesso di diventare pi degno della signora in questione e di amarla, e
molto altro della sua vita, in modo pi profondo man mano che i decenni passavano. A ottantanni,
invece di diventare un mostro di indifferenza, come nei suoi incubi, si ritrova deliziato dalla
quotidianit in migliaia di modi inaspettati.
E, s, a ottantanni lui e la signora in questione sono ancora fisicamente presi e trovano
piacere e significato in questo. Begley persiste nellimmaginare un tempo in cui saremo contenti e
grati solo di tenerci stretti tra le braccia. Forse, ma Begley si  rivelato un pessimo preveggente.
Unaltra scrittrice, Grace Paley, descrive in modo commovente il suo durevole desiderio per il
marito, con il quale sta da decenni:
Il mio vecchio in fondo al cortile
parla con il tecnico del contatore
gli sta raccontando la triste storia del mondo
lenergia elettrica fatta di uranio e petrolio
e cos dico a mio nipote, vai
corri da tuo nonno e pregalo
di sedersi accanto a me per un minuto
allimprovviso sono sfinita dal desiderio
di baciare le sue sagge dolci labbra.182
Se queste descrizioni di una passione matura sembrano strane,  perch sono poco familiari. Pi
persone entrano nelle file, pi questa letteratura sicuramente emerger.
Nel 1978, nelle stesse pagine che contengono il saggio di Begley (la sezione domenicale degli
approfondimenti del New York Times), la poetessa May Sarton scriveva:
Lamore, pensano ancora molti,  per i giovani. Ma che cosa ne sanno davvero?  difficile per
loro marcare la differenza fra la passione fisica e lamore in s, per esempio.
Se lintera vita  un viaggio verso la vecchiaia, allora io credo sia anche un viaggio verso
lamore. Lamore pu essere intenso nella vecchiaia com in giovinezza, solo  diverso, inserito in un
arco pi ampio, e pi prezioso perch il tempo che abbiamo per goderne  destinato a essere breve.
Sessantasei anni al tempo, la Sarton ha goduto di altri diciassette di produttivit, nonostante una
malattia debilitante, e ha continuato ad avere nuovi legami emotivi, anche se il sesso non ne faceva pi
parte. Anche allora, i ricordi possono fornire una potente carica erotica. E lo pu fare anche un singolo
tocco. A settantasei anni una mia amica ha una fantastica vita sessuale, ma ora desidera di pi la
tenerezza. Lei la mette cos: Puoi essere intimo con qualcuno in cos tanti modi. Rimasta vedova
dopo cinquantanni felici, una donna di ottantadue anni ha detto che prendersi per mano era la cosa che
le mancava di pi: In qualche modo  altrettanto passionale. Quel tocco porta con s il peso di cos
tanti ricordi, e molti sono sessuali. Immaginava che le persone pi giovani avrebbero scosso la testa
e avrebbero pensato: povera vecchietta, la sua vita sessuale non doveva essere un granch. Ma
avrebbero torto!183
La chiave per una gratificante vita sessuale  mantenerla una priorit, abbracciare una nozione
pi ampia delle forme che pu prendere il sesso, e rigettare le voci ageiste che fanno equivalere
vecchio a indesiderabile.
Quando eliminiamo questo aspetto, quelle voci diventano sempre pi deboli e, per chi 
coraggioso e fortunato, un altro tipo di narrativa le sostituisce. Non mi piace quellancora nel titolo
del documentario di Deirdre Fishel: Facendolo ancora: la vita intima delle donne over 60, ma mi piace
la sua chiamata alle armi: Donne over 60 lo stanno ancora facendo: qualsiasi cosa le ecciti, dal fare un
lavoro umanitario a comprare un dildo, dallo scalare il Machu Picchu ad avere il migliore orgasmo
della loro vita. Il sesso  molto pi di un atto:  la metafora di essere vivi... donne di ogni et, alzatevi!
Seguite le vostre passioni! Innamoratevi! Scopate!184
Questo non significa che le donne dovrebbero rimanere sessualmente attive, o sentirsi
deficienti se si astengono. Non c normalit  in alcuna et  e non c un solo standard in cui
dovremmo rimanere, specialmente quando diventiamo pi sicure della nostra conoscenza e differenti
nei nostri desideri. C una miriade di modi per sentire desiderio e piacere. Se non ve la sentite di fare
sesso, va benissimo, se va bene a voi. Questo  il momento per verificarlo con voi stesse. Alcune donne
perdono interesse e alcuni uomini sono contenti di non essere portati pi a spasso dal loro pene. Pu
essere bello utilizzare quella energia altrove  lasciar perdere tutta la faccenda  se questa  la vostra
scelta. Le persone possono essere coinvolte in relazioni intime soddisfacenti in cui il sesso non ha pi
importanza, o forse non lha mai avuto.
Va bene lasciar perdere tutta la faccenda, se questa  una vostra scelta.
Germaine Greer  solo una delle tante femministe a invitare le donne a celebrare la vecchiaia
come un tempo di liberazione dalla tirannia dello sguardo maschile e dalle catene della sessualit.185
Chiamarsi fuori pu portare conforto, pace e pi tempo ed energia da dedicare a persone e obiettivi di
cui vi importa maggiormente, in special modo per ci che concerne le donne etero senza partner.
Milioni di vedove decidono che avere avuto cura di un compagno fino alla sua fine  stato abbastanza,
e si organizzano felicemente una vita da single, sesso da sole, e il piacere di prendersi cura dei nipotini.
Altri stanno facendo la sua parte per mettere gilf186 nel lessico insieme a milf.
IL SESSO CAMBIA INSIEME AI NOSTRI CORPI
Quando avevo ventanni, pensavo che non avrei mai avuto vita sessuale migliore, e che i pi
vecchi non ne facessero per nulla. Che stupida. Quei rapidi e frequenti annaspamenti non sono i ricordi
ai quali mi aggrappo. Il sesso incentrato sulle erezioni, nonostante il ruolo nel piacere femminile, 
considerabilmente esagerato, ma a quel tempo non lo sapevo. Sia per scelta che per necessit, il sesso e
leccitazione cambiano nel tempo. Queste mutazioni tendono a essere affrontate con il silenzio, il
panico e le medicine. Possono essere accompagnate da pillole, lubrificanti e altri prodotti medici, che
possono essere molto utili. Nel lungo periodo,  ancora pi importante guardare in modo differente a
che cosa sia il sesso. Pensate lentamente, allintero corpo, con la voglia di giocare.
La libido tende a diminuire con let e circa il 40 per cento delle persone over 70 riporta
problemi fisici, soprattutto erettili per gli uomini, e secchezza vaginale per le donne. Vere disfunzioni
erettili sono rare, ma praticamente ogni uomo sperimenta esperienze erettili insoddisfacenti, perch il
suo pene non funziona come a diciotto anni.
 stata una brutta giornata quando mi hanno diagnosticato, nelle stesse ore, una malattia
paradontale e lassottigliamento vaginale. Filo interdentale e il Listerine giallo che sa di cherosene
funzionano sopra il punto vita, e un Estring  anello di silicone nella vagina, che rilascia una bassa dose
di estrogeni  fa il suo lavoro sotto. Ero scioccata nel sapere che le vagine che non hanno visitatori
possono atrofizzarsi  porca miseria!  e la riduzione del flusso sanguigno e la minor flessibilit dei
muscoli della parete pelvica possono rendere il sesso doloroso per le donne. Queste condizioni sono
trattabili con lubrificante e massaggi, sebbene non ne sentiate parlare perch i rimedi sono poco costosi
e il mercato  considerato trascurabile.
Affrontare i cambiamenti fisiologici significa che bisogna ricalibrare le nozioni fondamentali su
che cosa sia il sesso. Questo non significa giocare al ribasso. Ci che importa  capire come ci
sentiamo, per quanto concerne la nostra sessualit, ci di cui abbiamo bisogno e vogliamo e
comunicare queste aspettative e desideri ai nostri partner. Et ed esperienza dovrebbero renderci pi
bravi sotto questo punto di vista, e nel decidere quali situazioni ci fanno sentire bene e quali no.
Le erezioni (per gli uomini) e la lubrificazione (per le donne) smettono di essere misure
affidabili per leccitazione. Lazione spesso precede leccitazione e non il contrario: Le donne che
pensano di dover essere in vena per fare sesso potrebbero in realt dover fare sesso per essere in vena!
In altre parole, fatelo! consiglia Joan Price. I genitali pi vecchi hanno bisogno di maggiore
stimolazione per eccitarsi e ancora pi tempo per raggiungere lorgasmo. Le persone devono dare
priorit al sesso e ricordare di essere sessuali. Serve sforzo e lavoro,  un processo. Non  poco
romantico,  realistico, e vale sia per genitori stanchi a causa dei figli che per i settantenni.
Gli uomini si sentono enormemente vulnerabili per ci che concerne lerezione, ma il sesso non
deve comportare erezioni o orgasmi. E gli orgasmi non richiedono peni eretti. La sessualit femminile
ha una base pi ampia di quella degli uomini ed  pi fluida. Per molte donne, il rapporto sessuale
diventa meno importante, nel tempo, di baciarsi e toccarsi, unaltra ragione per dare altre priorit al
rapporto. Mentre invecchiamo, concentrarsi sulleccitazione  pi utile, soprattutto per le donne.
Masturbarsi  un modo per rimanere sessualmente attivi e avere cura di noi: mantiene i nervi vitali e i
tessuti sani e pu essere un piacere sia privato che condiviso. Petting, un termine ampio per il sesso
senza la penetrazione, ha molto da offrire. Dura di pi. C pi spazio per la comunicazione. Per i
nuovi amanti,  un modo per costruire fiducia e conoscere il panorama dellaltro, per quelli invece che
stanno insieme da tanto,  un modo per tornare indietro nel tempo (ti ricordi...?) e per espandere il
repertorio. Le donne spesso amano un sesso meno orientato, soprattutto quel 75,80 per cento che ha
difficolt a raggiungere lorgasmo durante la penetrazione. Questo cambiamento nella passione
potrebbe rendere alcune donne pi orgasmiche.
A ogni et, i partner devono chiedere che cosa vogliono  o dire che cosa non vogliono  che
sia porno o un sex toy o baciarsi tutto il pomeriggio. Tenete a portata di mano il lubrificante e non
sentitevi imbarazzate nel prenderlo. Scendete su di lei se il vostro pene non si sta comportando come
dovrebbe. Adattarsi ai corpi che cambiano potrebbe essere un catalizzatore per lesplorazione erotica.
Ecco perch molti uomini e molte donne con danni alla colonna vertebrale raccontano di avventurose
vite sessuali, e perch molti anziani sessualmente attivi dicono di divertirsi come non mai. Il buon sesso
richiede di conoscere i nostri corpi ed esprimere i nostri desideri.
La vita tende a migliorarci in entrambi questi aspetti.
LA BELLEZZA E LA MODA SONO COSTRUZIONI SOCIALI
Confrontate lo spietato spandex e i pantaloncini di oggi alla moda dellAmerica coloniale,
quando la vecchiaia non era evitata ma esaltata. Relativamente poche persone la raggiungevano e gli
uomini pi vecchi tenevano le redini di tutto. Indossavano parrucche bianche e rigide redingote, e le
calze esponevano i polpacci: uno stile che lusingava il corpo pi vecchio. Non cerano pantaloncini
corti! Gli stili cambiano e cambieranno ancora, come richiedono i mercati e la moda. Il punto  che la
moda rappresenta valori malleabili.
Il celebre blog Advanced Style mostra che lo stile  tutto tranne che il dominio della giovent. Il
successo del libro basato sul blog ha ispirato la giornalista Mireille Silcoff a scrivere: Grattate la
superficie della cultura della giovinezza, e una specie di Eldertopia187 viene rivelata.188
Ho indossato gli abiti di tuo nonno e stavo benissimo dicono i versi di Thrift Shop, del duo
rap Maclemore and Ryan Lewis. Fabulous Fashionistas,189 un documentario televisivo dellinglese
BBC4 su sei fantastiche donne sullottantina, il cui stile nel vestire  un modo per essere pienamente
nel mondo,  diventato virale dopo essere stato postato su YouTube nel 2013. Commenti e titoli erano
tutti variazioni dellidea che uno dei benefit dellinvecchiare  la sicurezza di indossare quello che
piace, invece di vestire per essere alla moda o per piacere agli altri. Questa  lessenza della resistenza
collettiva sul fronte della moda: rigettare la nozione di dietro liceo davanti museo e vestitevi per
come siete fatte, per com il vostro stile e per come vi vedete.
Lultranovantenne icona di stile Iris Apfel ha impreziosito la copertina della rivista di moda
Dazed (prima Dazed & Confused) nel 2013, splendida in Rei Kawakubo per Comme des Garons.
Come ha commentato Sarah Ditum sul Guardian, il trend capovolge alcuni preconcetti dellindustria
della moda, che incoraggia le aspiranti modelle ventenni a togliersi qualche anno. Questo nonostante le
donne fra i cinquantacinque e i settantaquattro anni spendano di pi in abiti: Ci ripetiamo
continuamente che la bellezza  giovinezza e la giovinezza  bellezza, e la moda riguarda la bellezza,
quindi deve riguardare i giovani.  una divertente tipologia di disservizio che facciamo a noi stessi,
perch lesperienza pratica di molte donne  che invecchiare  in realt piuttosto figo.190
Le modelle pi vecchie rimangono una minoranza, ma sono pi comuni di un tempo, con Ellen
DeGeneres come volto di Cover Girl, Diane Keaton dellOreal e le dame di Downton Abbey.
Conosciuto per le sue provocatorie pubblicit, nel 2014 American Apparel ha usato la sessantaduenne
con i capelli grigi Jacky OShaughnessy per indossare lingerie con lo slogan Essere sexy non ha data di
scadenza, e non ha usato Photoshop per il suo collo e la sua pancia, cos da eliminare completamente le
rughe. Le Helen Mirren e le Judi Dench del mondo stanno indicando un sentiero che deve diventare
unautostrada.
RIBELLATEVI!
RIGETTATE LA RETORICA ANTI-ET
La prossima volta che vedete un prodotto che si promuove come ottimo anti-et ricordate che
anti-et in realt significa anti-vita.
Quando avevo ventanni, lessi un articolo su una rivista di moda che consigliava di sorridere
meno per creare meno rughe despressione. Quel messaggio  diventato sempre pi forte. Il mercato
globale per i prodotti e i servizi anti-et si prevede raggiunger i 291 miliardi di dollari nel 2015.191
Le bambine cominciano a essere sessualizzate allet di otto anni e sono troppo vecchie due decenni
pi tardi. In una cultura ageista, basata sul look e altamente visiva, le ansie si fanno sentire anche da
giovani, con il mantra sulle procedure cosmetiche che diventano interventi presto e spesso per
congelare un viso vuoto, ben prima che possa raccontare una storia qualsiasi. I ventenni stanno
spendendo migliaia di euro in peeling chimici e filler dermici cos che la mano con lanello, nel loro
selfie di fidanzamento sia appropriatamente gonfia e perfetta.192 Per aggiungere danno alla beffa, con
Kim Kardashian a indicare la via, gli ideali di bellezza diventano sempre pi innaturali.
C la tentazione di ridicolizzare una assurda insicurezza, ma ci che davvero merita la nostra
attenzione sono le forze culturali distruttive dietro di essa. Sessismo e capitalismo, per esempio?
Linsoddisfazione  monetizzabile ed  il motivo per cui i pubblicitari la creano e la sfruttano.
Lauto-accettazione non lo . Ci vengono vendute delle merci e ne paghiamo il prezzo, sia in denaro
che in una diminuita sicurezza nei nostri corpi come sorgente infinita di piacere.
LIBERATI DAL FASCINO DELLA PERFEZIONE
DI PLASTICA PROMOSSO DA MEDIA
E INDUSTRIA DELLA BELLEZZA
Et e bellezza possono coesistere e lo fanno. Addio alla giovinezza ma non alla bellezza era il
titolo di un articolo nella sezione Style del New York Times domenicale. Loccasione era il lancio di una
nuova linea di rossetti della MAC Cosmetics, ispirata da Iris Apfel, riconoscibile dai suoi pesanti
occhiali rotondi e dal tipico rossetto rosso scarlatto o rosso scuro. La nuova linea  andata esaurita in
pochi giorni, e ne ho parlato sul mio blog, ricordando Kelly, la terapeuta sessuale che aveva appena
compiuto cinquantanni e le sue osservazioni su un libro intitolato How Not to Look Old.  pieno di
consigli come mettetevi il rosa chiaro lucido, cos non attirer lattenzione sulle vostre labbra
grinzose. Ed  cos, funziona davvero commentava la Kelly. E mi sono chiesta quando avrei smesso
di preoccuparmi di non dimostrare la mia et, indossando quello che mi piaceva. Forse mai. Forse
quello sarebbe un segnale di sconfitta, o forse di vittoria.
Da allora Kelly  diventata grigia ed  bellissima. Quel libro ha ragione sul rossetto,
maledizione. Qualche volta cerco un colore meno forte, e qualche volta prendo il rosso. Sta benissimo
con i miei nuovi capelli bianchi. Lobiettivo? Citando Margaret Gullette: Inviti a sembrare pi
giovane  come a sembrare pi bianco o pi magro o qualsiasi altra cosa  potranno finalmente essere
trattati come bigotteria.
 accaduto con lo slogan Nero  bello, coniato negli anni sessanta e diventato un grido
collettivo del movimento dei diritti civili. Lo slogan voleva validare la cultura e la bellezza
afroamericana, sfidando lestetica bianca/europea che la pelle scura e i capelli ricci e certe
caratteristiche del volto degli afroamericani erano poco attraenti, e per contrastare la pratica di
afroamericani con la pelle pi chiara che cercavano di spacciarsi per bianchi.
Tentare di sembrare pi giovane  ugualmente auto-distruttivo e sfidare lidea che vecchio =
brutto non  pi un obiettivo improbabile. Vedere il proprio volto nello specchio come alieno a noi
potrebbe essere la pi universale manifestazione di ageismo interiorizzato. Invece di borbottare: Cosa
diavolo  successo?, che ne dite di prendervi un minuto per ricordare alcune cose che sono accadute e
quanto sono state importanti molte di loro? Quella piega fra il naso e il labbro? Lattrice Frances
McDormand sorride mentre d la responsabilit a suo figlio Pablo per quella sulla parte sinistra del
volto, incisa da ventanni di Wow! o di Oh, mio Dio.193 Chiamare il suo volto una mappa le fa
rigettare la chirurgia, che ne cancellerebbe la storia.
Invecchiare mi ha resa molto pi indulgente nei confronti dei miei difetti fisici e questo 
davvero benvenuto. Non sono di marmo, ma guardando in basso, nella doccia, a parti di me che una
volta mi tormentavano penso: Non male! Di sicuro non ho mai pensato che sarei stata forte cos a
lungo dopo la mia data di scadenza e spero che molte donne arrivino alla stessa conclusione. Lo
stesso gli uomini. Invece di distaccarvi dal vostro corpo che invecchia, perch non meravigliarvi di
fronte al modo in cui cambia lungo il corso della vita... o almeno imparare ad accettarlo senza censure?
Invece di sborsare per costosi rimedi, perch non sfidare il complesso medico-industriale per
aver medicalizzato queste transizioni naturali? Perch non insistere per una moda giovanile che doni a
un corpo pi vecchio  e non scordate le scarpe!  e premiare quelle case di moda che utilizzano
modelle di ogni taglia ed et?
Soprattutto, perch non imparare a guardarci pi generosamente luno con laltro e a guardare
pi generosamente noi stessi?
Soprattutto, perch non imparare a guardarci pi generosamente luno con laltro e a guardare
pi generosamente noi stessi? In un articolo nel New York Times intitolato Il caso delle rughe
despressione, Dominique Browning lamentava la strana, collettiva dismorfofobia che si presenta
tardivamente e che costringe tanti a congelare o rovinare i loro volti con un ago o un bisturi.
Eppure, alla fine dellarticolo, ha rivoltato la frittata, rinnegando ogni sforzo per fare pace con
quelle rughe despressione. Descrivendosi come una che crede, ma nega. Scrive la Browning che 
troppo chiedere di accogliere lietamente i nostri volti che cambiano, celebrare la bellezza di nostra
madre nei capelli che ci ingrigiscono in testa, ricordare la gioia che ha creato quelle rughe, riconoscere
la fronte di nostro padre nel modo in cui si raggrinza quando siamo perplesse o cogliamo il riflesso
degli occhi di nostra zia quando li strizziamo per il divertimento.194
 unardua impresa, certo, ma non  troppo da chiedere. Perch non dovremmo godere di queste
associazioni e dei ricordi condivisi che rappresentano? Possiamo scegliere dove trovare la bellezza e
non dobbiamo per forza smettere quando abbiamo ventidue anni. Succede cos tanto! scrive il
blogger dellHuffington Post Chuck Nyren sul corpo delle donne pi vecchie. Al contrario delle donne
pi giovani, che lui descrive come non finite, incomplete, i corpi maturi offrono contorni in
abbondanza, forme a bizzeffe, curve, monticelli, sezioni morbide, dure, confortevoli da afferrare...
dopo pensi a che cosa ti sei perso, che cosa ti  sfuggito. Ci sar sempre qualcosa di nuovo con cui
giocare, da pizzicare, contro cui strofinarsi la prossima volta.195 Se possiamo vedere immediatamente
la bellezza nel legno stagionato o nei tulipani che esplodono con i loro petali pi secchi, perch non
riusciamo a farlo in ventri tondeggianti o in volti che portano le rughe despressione o nelle mani
forgiate dal lavoro?
Il sesso non smette mai di sostenerci e la bellezza  ovunque.
CONSIDERATE UN PI AMPIO RAGGIO DI POSSIBILIT ROMANTICHE E
SESSUALI
La sessualit  legata allapparenza molto meno di quanto non si pensi. Esaminate chi, fra le
nostre conoscenze,  sessualmente attivo ed  immediatamente evidente che la bellezza non  il comune
denominatore. I loro amanti hanno risposto al calore, allinteresse, allenergia sessuale, forse a un
invito, cosa che comporta il rischio del rifiuto. Troppo spesso le donne pi vecchie non proiettano
energia sessuale perch sono preoccupate delle loro imperfezioni. Ovviamente agli uomini interessa
laspetto delle donne, ma  pi facile che pensino: Sto per avere fortuna! che Accidenti, vorrei che
le sue tette fossero pi sode. Qualsiasi donna per cui essere sessualmente attiva  una priorit pu
farlo, e questo vale anche per gli uomini.
Essere pi proattivi significa pensare in modo diverso e non funziona per tutti, specialmente per
le donne etero, interessate solo a relazioni impegnate e monogame, con uomini leggermente pi vecchi,
belli e di successo, che vivono vicini a loro: il Re Azzurro, insomma. Le donne vivono pi a lungo e
superano in numero, significativamente, gli uomini, e quelli carini, che possono guidare di notte, sono
ancora meno. Le relazioni cambiano nel tempo in modi veri e impegnativi. I partner invecchiano in
modo differente in tempi diversi e ci pu rendere difficile condividere le attivit. Fino a che morte
non ci separi era una promessa molto pi facile da mantenere un secolo fa, quando i mariti in media
arrivavano a cinquantatr anni e le mogli non molto oltre.
C un fattore importante, dietro laumento dei divorzi in et avanzata. Nonostante il tasso si sia
stabilizzato o sia diminuito per gli altri gruppi det, una persona su quattro che sperimentano il
divorzio, negli Stati Uniti, ha dai cinquantanni in su, e una su dieci  over 65.196 Mentre  pi facile
che i vedovi cerchino nuove compagne, le donne sanno gi come far andare la lavatrice e sono spesso
piuttosto contente di stare per conto proprio, con gli amici e la famiglia come compagnia. Le donne
tendono a essere pi brave a trovare interessi da perseguire. I piaceri di vino e formaggio per cena, con
la compagnia di Netflix, sono ben percepiti. Molte vedove, in particolare, si chiedono se davvero
vogliono un altro compagno da curare se hanno linfluenza (quella maschile!) o peggio. Eppure,
nonostante una vita di commedie romantiche hollywoodiane e coppie guardate con sufficienza il giorno
di San Valentino, la vita da single rimane un triste ripiego per molte di loro, persino le pi libere ed
evolute.
Perch non espandere la vostra idea di ci che  possibile, scoprendo che potrebbe persino
essere un miglioramento del vostro stile di vita? Considerate una relazione con un amico- con-benefici,
una relazione sessuale e divertente fra due buoni amici, anche se dura fino a quando non arriva
qualcosa di pi serio. Non significa per forza chiamate allultimo momento per una sveltina, a meno
che non vada bene a entrambi; relazioni occasionali dovrebbero comunque comportare rispetto
reciproco, chiari accordi e sesso sicuro. Devono farvi sentire bene e non c alcuna ragione per tollerare
comportamenti negativi. E non c neppure ragione per lasciare che termini fuori moda, come
perversione e fedelt si mettano di mezzo.
Siate aperti a come possa essere gradevole una compagnia pi giovane. Andate fuori e siate
preparati a qualche battuta di incoraggiamento. S, serve un po di carattere e di sicuro qualcuno vi
guarder con sospetto, ma la loro opinione vi importa veramente? Perch gli amici-con-benefici non
dovrebbero essere di qualsiasi et? Se vi siete sempre chieste che effetto fa andare a letto con una
donna, magari questo  il momento per scoprirlo. Una salutare, divertente relazione sessuale deve
essere esclusiva? Perch non considerare di avere un amante con lo stesso gusto nei film e un altro con
un grande sense of humor e magari un terzo che vedete una volta allanno quando siete al mare?
Considerate la possibilit di condividere, lo dico seriamente. La stessa cultura che promuove
lageismo promuove un modello di relazione e di famiglia che  restrittiva, monogama, per fare figli. Il
capitalismo beneficia di una societ di consumatori isolati e indipendenti. Condividere non significa
tradire: i poliamori coinvolgono diverse relazioni impegnate, con tutte le parti consapevoli e volontarie.
Se  difficile contemplare fra le lenzuola, considerate quanto senso abbia quando si viene agli aspetti
pi noiosi della vita, come occuparsi di qualcuno. Non sarebbe piacevole avere limpegno di portare il
brodo di pollo solo i marted, perch anche altri se ne occupano negli altri giorni? Condividere la
preoccupazione e distribuire i compiti? Lasciar perdere la relazione tutto-o-niente e contribuire a una
rete che vi sosterr, nel caso ce ne fosse bisogno? E non dover rinunciare ai vostri piaceri solitari?
Ci sono diversi modelli di amicizia, intimit e amore dietro il filone principale della casetta con
lo steccato bianco, il principe azzurro, il racconto hollywoodiano. Vite pi lunghe offrono lopportunit
di esplorarle. Dovunque ci troviamo nello spettro delle possibilit  uomini e donne, trans, etero e gay,
bisessuali e curiosi, monogami e poliamorosi, pi vecchi e pi giovani  abbiate coraggio! Non usate
solo quel che si trova fra le gambe, ma quel che c nel cervello e nellimmaginazione per esplorare
nuove intimit e modi per darsi reciprocamente piacere; per pensarsi in modo pi ampio come esseri
sessuali. Per agire in modo pi compassionevole e generoso, specialmente nei nostri confronti. Per
pensare pi criticamente alla cultura che si approfitta delle nostre insicurezze ed  messa in pericolo
quando mettiamo insieme le forze. Prestate attenzione prima di saltare, ma correte il rischio. Le
possibilit di essere ricompensati sono molte di pi di quanto la cultura corrente ci ha spinto
ciecamente a credere.
6
NON ABBIAMO ANCORA FINITO:
IL POSTO DI LAVORO
I pi vecchi sono dannati se lavorano e dannati se non lo fanno. Se continuiamo a lavorare ci
criticano perch togliamo lavoro ai pi giovani (gli economisti lo chiamano lump of labour
fallacy).197 Se ci tiriamo fuori, siamo etichettati come vecchiacci ingordi che succhiano molte pi
risorse di quante ce ne spetterebbero, lasciando che i lavoratori pi giovani ci sostengano e non
lasciando nulla da parte per gli ultimi anni di vita della prossima generazione (lindice di dipendenza
della vecchiaia si fa di nuovo brutalmente sentire). E siamo criticati se veniamo lasciati da parte
perch lesperienza  una responsabilit nel mondo ageista. Anche i lavoratori pi giovani incontrano
delle discriminazioni. I millennial sono criticati per non avere etica del lavoro e perch hanno
bisogno di essere portati per mano, e i neolaureati senza curriculum devono fare i conti con un tasso di
disoccupazione pi alto che i lavoratori pi vecchi.
Ma, una volta senza lavoro, persone come Arynita Armstrong hanno molta pi difficolt a
trovarne un altro: Vedono solo i capelli grigi e ti scartano dice la sessantenne da Willis, in Texas, che
dopo essere stata licenziata da una societ che erogava mutui cerca lavoro da cinque anni. Hanno
paura di assumerti perch pensano che tu potresti ammalarti pi facilmente. Sai, potresti far salire i
premi assicurativi. Pensano che costerai pi soldi per formarti e che non ne vale la pena, perch potresti
andare in pensione nel giro di cinque anni. Certo, non te lo dicono in faccia aggiunge.
Anche lei citata in questo articolo di prima pagina del New York Times, Susan Zimmerman
dichiara con onest brutale: Se mi rompo il polso, perdo la casa.198 Lautrice freelance di sessantadue
anni, che abita a Cleveland, aveva tre lavori part-time e aveva messo insieme un regime di cure
casalinghe che sperava lavrebbero tenuta in salute, ma purtroppo non  stato cos. Per mantenere la
casa, ha iniziato a chiedere anticipi sulla pensione, e questo significa che ne seguir una decurtazione di
circa il 30 per cento, cosa che avrebbe evitato se avesse atteso fino ai sessantasei anni.
I pi vecchi che trovano lavoro in et avanzata accettano un salario inferiore del 20 per cento
rispetto al precedente, la pi grande perdita di reddito per qualsiasi gruppo det, secondo il Bureau of
Labor Statistics.199  anche pi facile che vengano licenziati dalle aziende che si stanno
ridimensionando e che abbiano qualche forma di disabilit che limita le loro opzioni successive. Molti
non recupereranno mai il precedente standard di vita, senza menzionare lautostima personale e
professionale. Alcuni vivono per altri due decenni. Lageismo impedisce ai pi vecchi di trovare lavori
stimolanti per i quali sarebbero perfetti e li relega in incarichi che non si avvantaggiano delle loro
capacit e della loro esperienza. Rende loro pi difficile anche trovare posizioni part-time o da
volontari. Per lo scoraggiamento e lo sminuimento, tanti smettono di cercare lavoro del tutto. Molti
diventano economicamente dipendenti, contribuendo alla cattiva percezione che i pi vecchi sono un
peso per la societ, ma se questo accade non  per loro scelta.
GLI STEREOTIPI AGEISTI E INFONDATI INIBISCONO
LE PROSPETTIVE DEI LAVORATORI
Ogni giorno chi cerca lavoro ed  pi vecchio deve affrontare miti intorno alle proprie capacit,
alla salute e allabilit, secondo cui:
 non possono imparare niente di nuovo: i lavoratori pi vecchi hanno punteggi superiori in
leadership, nei compiti in cui  fondamentale la cura dei dettagli, nellorganizzazione, nellascolto,
nella scrittura, nel problem solving, persino in ambiti allavanguardia come le scienze informatiche,
specialmente se i nuovi compiti sono correlati a capacit preesistenti o a una base di conoscenze;
 non sono creativi: si  scoperto che fare lo stesso lavoro per trentanni reprime la creativit.
Quella stessa persona, alle prese con un nuovo lavoro, proporr nuove idee. I team di diverse et hanno
mostrato di essere altamente produttivi in aree che richiedono pensiero creativo, come Ricerca e
sviluppo e marketing;
 non sanno gestire lo stress: lesperienza permette ai pi vecchi di contestualizzare
correttamente le crisi e superare i drammi in ufficio. Anche la pazienza aiuta. Let conferisce la
capacit di resistere;
 rallentano landamento del lavoro: i pi giovani possono andare pi veloci, ma fanno pi
errori. I pi vecchi possono andare pi lentamente  dipende dalla natura del compito  ma sono
accurati. Pari e patta. Il risultato  lo stesso ed  influenzato molto pi dalla motivazione e dallo sforzo
che dallet;
 stanno a casa perch malati: in realt, i pi vecchi sono pi affidabili. Il mito riflette lerronea
associazione culturale di et con malattia;
 non possono sopportare compiti fisicamente usuranti: spesso citato come un fattore nelle
decisioni su assunzione e formazione, questo fattore  sopravvalutato e assurdamente datato. Solo una
piccola percentuale di lavori, oggi, richiede un impegno manuale. I pi vecchi hanno bisogno di pi
tempo per riprendersi dagli incidenti sul lavoro, in compenso si fanno male meno spesso. Come
sempre, c unenorme differenza fra individuo e individuo. Salute ed esperienza sono migliori
indicatori di idoneit al lavoro dellet, anche in lavori fisicamente impegnativi, come il pompiere o il
pilota di aeroplani;200
 sono esauriti: Aspettare la consegna dellorologio doro  un clich sorpassato come
loggetto a carica manuale sul quale  basato. Il General Social Survey, uno studio longitudinale che ha
intervistato 50.000 americani a partire dal 1972, mostra che gli over 65 sono i pi contenti del loro
lavoro. Molti pensano che chi lavora a sessanta o settantanni sia intrappolato nel proprio lavoro ha
commentato Tom W. Smith, direttore della ricerca. Ma molti di loro lavorano perch gli piace.201
Nessuno degli stereotipi negativi con cui devono confrontarsi i lavoratori pi vecchi regge a
unanalisi approfondita.
In altre parole, nessuno degli stereotipi negativi con cui devono confrontarsi i lavoratori pi
vecchi regge a unanalisi approfondita. Le ricerche sui loro punti di forza, relativamente limitate,
dimostrano che i pi vecchi non sono meno motivati o affidabili dei colleghi pi giovani, e non sono
pi vulnerabili alle responsabilit famigliari.
Solo uno stereotipo (ossia che, in media, si impegneranno meno facilmente nello sviluppo della
carriera) ha supporto empirico; ma questa scoperta probabilmente riflette il fatto che quasi tutti i
programmi di formazione sono indirizzati ai pi giovani.
Secondo Peter Cappelli, professore a Wharton e coautore di Managing the Older Worker,
quando si tratta delleffettiva riuscita sul lavoro, i pi vecchi surclassano i pi giovani: Ogni aspetto
della resa lavorativa migliora mentre invecchiamo. Pensavo che la situazione fosse maggiormente
composita, ma non lo . La giustapposizione fra la performance superiore dei lavoratori pi vecchi e la
discriminazione contro di loro sul posto di lavoro semplicemente non ha senso.202
Lo storico David Hackett Fischer ha scoperto anche che, in molti lavori, la resa aumenta con
let: I lavoratori over 60, e persino over 70, sono assenti dal lavoro meno spesso, hanno meno
incidenti, lavorano pi armoniosamente con gli altri, sono giudicati dai loro supervisori come fidati,
mostrano miglior giudizio e sono generalmente superiori dei lavoratori pi giovani sia in qualit che in
quantit dei risultati ha dichiarato.203 Gli scienziati sociali hanno scoperto che la stessa cosa si pu
dire per ci che concerne i lavoratori europei.
Quando inseriti nel posto giusto, e ben gestiti, i pi vecchi sono un enorme contributo alle
aziende di ogni tipo. Considerando i compiti centrali della vita moderna  creare e scambiare
informazioni complesse  una profonda conoscenza di base  pi preziosa che mai. I veterani tendono
inoltre a portare esperienze preziose, come capacit interpersonali raffinate, un migliore giudizio e una
prospettiva maggiormente equilibrata.
PER MOLTI LAVORARE NON  UN OPTIONAL
Come si suppone che i pi vecchi rimangano autosufficienti se vengono forzati a lasciare il
mercato del lavoro?
Come si suppone che i pi vecchi rimangano autosufficienti se vengono forzati a lasciare il
mercato del lavoro? Molti lavoratori, di qualsiasi et, hanno difficolt ad arrivare a fine mese,
figuriamoci risparmiare in vista della pensione. Lidea che quelli alla fine del percorso lavorativo siano
nella libert di scegliere se andare in pensione o no  abbastanza bislacca, esattamente come presumere
che madri di bimbi piccoli tornino a lavorare per capriccio e non per far quadrare i conti.
Molti sono costretti dal pagamento delleducazione superiore dei figli o per le spese per curare i
genitori o entrambe le cose. Negli Stati Uniti, il piano pensionistico tradizionale  stato largamente
soppiantato da 401k,204 pi vulnerabile alle vicissitudini del mercato azionario, e pi della met dei
lavoratori non partecipa ad alcun piano pensionistico aziendale.205 Per la generazione del dopoguerra,
rimangono relativamente pochi anni in cui riprendersi finanziariamente e molti baby boomer sono gi
deboli.
Solo circa il 50 per cento ha risparmiato abbastanza per rispondere alle necessit da pensionati
quando avranno ottanta o novantanni, e una met non pensa potr mai andare in pensione, certamente
una delle ragioni per cui i tassi di impiego tra le persone tra i sessanta e i sessantanove anni sono pi
alti che mai.206
In Italia i poveri assoluti anziani sono 538.000 (il 4,1 per cento del totale). Negli ultimi dieci
anni, lincidenza dei poveri over 65  rimasta la stessa;  cresciuta  al contrario  tra la popolazione fra
i diciotto e i sessantaquattro anni.
Il calcolo del tasso di povert assoluta varia a seconda del numero dei componenti del nucleo
famigliare, dellet, della regione e della grandezza del comune in cui si abita: in media si va dai circa
cinquecento ai settecento euro al mese.
Secondo il censimento americano nel 2013 il tasso di povert fra gli americani over 65 era 9,1
per cento.207 Il National Council on Aging parla di pi di 23 milioni di americani dai sessantanni in su
come insicuri economicamente, vivendo a pari o sotto il tasso di povert, che corrisponde a 11.700
dollari annui per una singola persona anziana.208
Misure pi accurate di benessere economico mostrano milioni di adulti pi vecchi che
combattono per fronteggiare le spese mensili, anche se non sono considerati poveri, perch vivono al
di sopra del tasso di povert. Almeno tre quarti degli individui che ricevono la pensione, dai
sessantacinque anni in su, dipendono da essa per quasi tutto il loro reddito mensile209 (la media 
appena sopra i 15.000 dollari lanno per il singolo e 30.000 per la coppia: non esattamente una cifra da
vecchiacci ingordi). Senza la pensione, il Dipartimento del Lavoro statunitense stima che 15,3
milioni di persone dai sessantacinque anni in su sarebbero stati sotto la soglia di povert nel 2012, quasi
quadruplicando il numero dei poveri.210
Quasi la met dei pensionati italiani riceve una pensione di meno di 1.000 euro al mese, uno su
dieci non tocca i 500.
La situazione  significativamente pi difficile per le donne, che  ancora meno probabile
abbiano abbastanza soldi da parte al momento della pensione. Inoltre, pi frequentemente lasciano e
rientrano nella forza lavoro, maturando una pensione molto pi bassa. Vivono pi a lungo e
guadagnano meno. La discriminazione salariale  settanta centesimi per ogni dollaro guadagnato da un
collega maschio   rimasta stabile dal 2000, quando si  ridotta di tre centesimi; il divario medio
retributivo nel vecchio continente, secondo la Commissione europea, tocca il 16 per cento.
Molte finiscono in povert per la prima volta nella loro vita quando entrano nel gruppo dei
vecchi (over 85), se non prima. Secondo un report del 2013 del National Womens Law Center, circa
2,6 milioni di americane anziane vivono in povert e 733.000 in estrema povert, sopravvivendo con
solo 5500 dollari allanno o 458 dollari al mese. Tra le donne di sessantacinque anni e oltre, il tasso di
povert  particolarmente alto per coloro che vivono sole, e per nere, ispaniche, native americane, e
nate allestero.211
Le italiane rappresentano quasi il 53 per cento dei pensionati, ma percepiscono solo il 44 per
cento dei soldi erogati dallInps. Il reddito pensionistico  mediamente pari a 19.395 euro per gli
uomini e a 13.569 per le donne.
Sostenere i pi vecchi che non possono mantenersi da soli decentemente richiederebbe enormi
cambiamenti sociali ed economici.  lageismo, prima di tutto, responsabile di tutto ci  il valore pi
basso che la societ accorda ai suoi cittadini pi vecchi, specie quelli che non sono bianchi o maschi 
ma manca anche limpegno necessario.
QUELLO CHE FA DAVVERO LA DIFFERENZA
NON  IL REDDITO
Si tende a equiparare il lavoro con il guadagno ed  difficile concentrarsi su altri temi che non
sia portare il pane in tavola. Ma avere un lavoro contribuisce al benessere in molti altri modi
fondamentali, importanti per i pi vecchi come per chiunque altro  donne, omosessuali, persone di
colore, diversamente abili  di ogni et e classe.
Lho imparato presto, quando la mia ricerca era concentrata sugli over 80 che lavoravano
ancora. Il dottor Robert Butler ha fondato il National Institute on Aging, e una delle scoperte dei suoi
ricercatori  che chi ha qualcosa per cui alzarsi la mattina vive pi a lungo e meglio, fino a quando si
ha un lavoro decoroso e piacevole, ma ovviamente non  sempre il caso hanno sottolineato gli
studiosi.
Oltre al salario, il lavoro conferisce un senso di scopo, di appartenenza, di connessione sociale,
fattori di cui molti pensionati dicono di sentire la mancanza.  facile capire il desiderio costante di
continuare a lavorare e fornire il proprio contributo alla societ.
Per gli uomini, il lavoro spesso  la fonte primaria di identit e contatti sociali. Limpegnata vita
professionale di Bill Banneker come broker immobiliare, a Seattle, lo ha aiutato a tenere sotto controllo
la solitudine dopo la morte della moglie. Quando ha dovuto affrontare la morte del primo marito, il
lavoro mi ha tenuto a galla, mi ha dato qualcosa a cui aggrapparmi mi ha detto la produttrice
televisiva Ruth Friendly: Il lavoro funziona.  anche un fondamento dellautostima. Affrontando le
obiezioni del marito, Penny Kyle ha preso labilitazione allinsegnamento alla Wayne State University
dopo aver tirato su tre ragazzi: Quando ho iniziato a lavorare per la seconda volta, mi sentivo bene ad
alzarmi la mattina, trovarmi nel traffico di punta. Avevo una migliore opinione di me stessa.
Natalia Tanner  stata la prima donna afroamericana a frequentare medicina allUniversit di
Chicago e la prima pediatra nera di Detroit. Quale tra razzismo, sessismo o ageismo ha rappresentato
lostacolo pi grande? Credo let ha risposto la Tanner. Molti pensano che quando hai la mia et
(ottantacinque anni) sei in qualche modo debilitato, mentalmente o fisicamente. Sebbene i pi vecchi
siano costantemente in lotta con quella percezione, le abilit in uso rimangono acute. C una forte
associazione positiva tra impiego dopo i sessantanni e resa cognitiva. Molto di questo  ovvio a livello
intuitivo, una delle ragioni per cui la mia attenzione si  spostata sullageismo.
La salute mentale e quella fisica sono profondamente correlate e molti di questi uomini e donne
incarnano ci che i ricercatori chiamano effetto del lavoratore sano: la consistente tendenza per il
lavoratore attivo di soffrire meno di malattie e traumi rispetto alla popolazione nel suo complesso, a
ogni et.212
Da ragazzino, il lighting designer Imero Fiorentino andava a vedere Arturo Toscanini condurre
la NBC Symphony Orchestra live, alla radio: Arrivava curvo, dalle quinte, a piccoli passi, ma quando
saliva sul podio si muoveva come un ragazzo! Mi trovo a fare la stessa cosa racconta Fiorentino.
Risparmio energia, ma quando sono nel mio studio mi muovo alla velocit della luce.
Un lavoro che amiamo pu davvero tenerci vivi. Fanita English era impegnata part-time nella
sua carriera di acclamata psicanalista, quando rimase seriamente ustionata a seguito di un incidente in
cucina. Ha lasciato lospedale con una dipendenza dagli antidolorifici che ha nascosto persino a sua
figlia e si  trasferita in una struttura assistita a San Mateo. Sono venuta qui a morire diceva. In
primavera, il telefono suon. Era il direttore di un istituto in Germania, che le diede una bella scossa:
Sei nel programma di giugno e clic. La English si  trovata a pensare: Be, forse a giugno posso
farcela. Ha smesso di colpo gli antidolorifici, ha tenuto la conferenza, ha ripreso la carriera da dove
laveva lasciata.
Ho incontrato almeno cinquanta lavoratori fra gli ottanta e i novantanni che facevano di tutto,
da tagliare i capelli e servire ai tavoli a insegnare canto e dirigere aziende di PR. Storia dopo storia, mi
hanno confermato la miriade di benefici del lavoro  soprattutto il contatto sociale  e la capacit di
rimanere abili professionalmente e impegnati anche nellultima parte della loro vita. Paghiamo un
prezzo alto, individualmente e come societ, perch a cos tante persone questo viene impedito.
I LAVORATORI PI VECCHI NON TOLGONO IL LAVORO
A QUELLI PI GIOVANI
Il ragionamento che il profitto dei lavoratori pi vecchi sia necessariamente a spese dei pi
giovani sembra logico: ci credono persone di tutte le et e la propaganda politica ne approfitta. Sono
inorridito dai lavoratori anziani, che rimangono incollati al loro posto di lavoro, cos che possano
vivere alla grande, mentre i giovani cercano di mantenere le famiglie e sono lasciati senza possibilit di
avanzamento o persino licenziati, perch non hanno un posto di ruolo scrive Disgustato di Columbus,
Ohio a Dear Abby, nel settembre 2013.213 Dimenticate alla grande. Come Abby ha evidenziato
nella sua risposta, molte persone lavorano pi a lungo semplicemente per poter sopravvivere.
Licenziata senza tanti complimenti allet di sessantasette anni dopo trentadue come tecnico di
laboratorio chimico per una compagnia di forniture ospedaliere, Peg Whittemore ha pensato che non ci
fosse ragione di obiettare: Le aziende cercheranno dipendenti a fine carriera, intesa in senso
temporale, perch probabilmente assumeranno qualcuno che far le stesse cose a met salario ha detto
la Whittemore.  stato uno shock, mi pare ovvio. Ma sai che c dietro una logica. Non
necessariamente. I nuovi e i vecchi lavoratori di solito hanno diverse abilit. I pi vecchi  facile
abbiano salari pi alti, ma i nuovi assunti devono essere formati, processo costoso, ed  pi plausibile
che chiedano un aumento.
Il fatto che i pi vecchi continuino a lavorare influisce sulla mobilit verso lalto. Non  facile
equilibrare la legittima anzianit  una maggiore conoscenza ed esperienza  con lambizione dei pi
giovani di salire i ranghi. Invece di lavorare per soluzioni giuste, per, le compagnie sfruttano il
problema mettendo giovani contro vecchi, come le aziende dellinizio del XX secolo facevano con
dipendenti di diverse razze o nazionalit, e come Wal-Mart e Amazon fanno ora con gli impiegati
sindacalizzati o quelli che non lo sono. In una societ ageista e capitalista, dove per le aziende viene
prima il profitto, queste strategie non vengono messe in discussione.
Il problema  strutturale: non c abbastanza lavoro. Lesperto di povert Mark Rank usa la
seguente analogia: la situazione della nostra economia  come il gioco delle sedie, con otto sedie e dieci
giocatori. Chi  pi probabile che rimanga in piedi quando la musica si ferma?
I pi lenti e i meno preparati. Questo, per, spiega solo chi sono quelli che perdono, non perch
 prima di tutto  perdono. Succede per come il gioco  organizzato: ci sono troppo poche sedie. Essere
vecchi o giovani o diversamente abili espone le persone a un pi alto rischio di disoccupazione e
povert. Ma il problema profondo  il fallimento delle istituzioni economiche e sociali di fornire
abbastanza sedie per tutti coloro che hanno bisogno di sedersi.214 Gli alti tassi di disoccupazione non
dipendono dal fatto che i vecchi sono troppo numerosi:  un problema di mercato del lavoro.
La quantit e la natura del lavoro non sono fisse. Altrimenti lespansione della forza di lavoro
femminile, nel XX secolo, avrebbe messo orde di uomini sulla strada, per esempio, ma cos non  stato.
Se il mercato del lavoro  forte  un grosso se  i lavoratori di tutte le et ne beneficiano. Avere pi
salari genera pi entrate esattoriali; il talento maturo ha un valore e non  una proposta a somma zero.
Le persone pi vecchie creano lavoro. Secondo un report della Pew Charitable Trust del 2012, le
prove suggeriscono che un maggior impiego di persone pi vecchie porta a migliorare (il corsivo 
mio) i risultati per i giovani: riduce la disoccupazione, aumenta limpiego e con un salario pi alto.215
Non solo i lavoratori pi vecchi non tolgono spazio a quelli pi giovani, ma aumentano il lavoro per
loro, in molti modi. Se guadagnano meglio, possono permettersi di comprare pi prodotti realizzati da
giovani. Possono essere imprenditori che assumono lavoratori pi giovani. E, naturalmente, possono
trasmettere conoscenze preziose.
Una popolazione che invecchia vuol dire anche opportunit senza precedenti per tipologie di
lavoro innovative, che prevedano una collaborazione intergenerazionale.
I lavoratori pi vecchi di solito sono pi abili nel vedere il disegno complessivo e possono
attingere a un sapere istituzionale, mentre i pi giovani probabilmente sono portati a vedere meglio le
novit e a integrare la tecnologia. Ogni generazione punta il dito a quella che lha preceduta, ma una
cultura ageista incoraggia la competizione invece di una collaborazione che benefici imprenditori e
dipendenti. E, sebbene i pi giovani siano meno influenzati dalla discriminazione ageista sul posto di
lavoro,  nel loro interesse combatterla, per quanto a uno studente possano sembrare lontani i
quarantanni, et in cui, negli Stati Uniti,  possibile rivalersi legalmente contro eventuali
discriminazioni in base allet.216
Mettere i lavoratori gli uni contro gli altri va contro il buon senso.
Mettere i lavoratori gli uni contro gli altri va contro il buon senso. Non  come se le nostre vite
e gli obblighi finanziari fossero contenuti in fossati generazionali. I bambini ereditano. I nonni
esauriscono i risparmi o aiutano con le rette scolastiche. Una pensione aiuta tutti, in casa, a sentirsi
finanziariamente pi solidi. Le persone con un reddito sicuro aiutano i famigliari e gli amici senza
lavoro a rimanere a galla. Indipendentemente dallet e dalla biologia, le trib e le reti di conoscenze ci
supportano tutti.
LA DISCRIMINAZIONE IN BASE ALLET COSTA
ALLE AZIENDE ED  IN CRESCITA
C una triste lezione che dobbiamo imparare dalla schiavit americana. Il prezzo di mercato
degli schiavi aveva il suo picco a trentacinque anni, ma rimaneva alto fino alla fine dei settantanni, la
prova di un valore che durava tutta la vita.217 La discriminazione in base allet influisce sulla
produttivit e sui profitti. Quando i pi vecchi vengono licenziati, o incoraggiati a un
prepensionamento, le compagnie perdono alcuni dei loro impiegati migliori e una conoscenza
istituzionale che non pu essere rimpiazzata.
Dopo che luragano Sandy ha devastato la East Coast nellottobre del 2012, che cosa ha fatto
risparmiare centinaia di milioni di dollari alla citt di New York e riportato velocemente in funzione il
sistema metropolitano? La conoscenza storica degli ingegneri, degli operai che si occupano dei binari e
dei carpentieri della Metropolitan Transportation Authority, molti dei quali avevano passato lintera
vita lavorativa a far funzionare quel vasto sistema. Nel frattempo, i pi giovani hanno messo in moto
Occupy Sandy, aiutando le famiglie a risollevarsi dopo la tempesta, portando cibo e acqua, grazie a
venti voli, agli anziani intrappolati nei grattacieli senza energia elettrica. I luoghi di lavoro e le
comunit hanno bisogno di questo ampio raggio di capacit e conoscenze.
Unorganizzazione che non ha bisogno di discriminare (in nessun senso, inclusi genere,
razza/etnia, et, favoritismo, orientamento sessuale, religione e linguaggio) non  solo un luogo
migliore dove lavorare, ma che lavora meglio. Come David C. Wilson ha scritto sul Gallup Business
Journal: Quando i lavoratori pi vecchi affrontano la discriminazione, tutti perdono.218
Se sul posto di lavoro ci sono persone di et diverse,  pi facile che i lavoratori pi vecchi
siano i pi felici e i pi leali. Gli imprenditori illuminati capiscono il valore di una forza lavoro
intergenerazionale e vogliono uno staff che possa entrare in contatto facilmente con i clienti di ogni et
(questo non implica che gli impiegati pi giovani dovrebbero gestire gli aspetti tecnologici e i pi
vecchi vendere appartamenti in Florida. Le clienti non richiedono venditrici n gli asiatici venditori
asiatici, e sarebbe folle, per non dire illegale, per gli imprenditori pensare diversamente). Quando un
progetto necessita di una gamma di talenti e di background, i manager attenti non vogliono trovarsene a
corto e sanno che un team di diverse et pu pi facilmente rispondere a questo bisogno.
La mia amica Virginia, esperta in diversit sul luogo di lavoro, mi ha parlato del test della
scarpa: guardate sotto il tavolo e, se tutti stanno indossando lo stesso tipo di scarpa, avete un
problema. La diversit non  solo unidea astratta o un marchio etico. Ci rende mentalmente pi
empatici e aperti, riflette il mondo intorno a noi e ci prepara meglio per lavorare in quel mondo. I
lavoratori intelligenti ed etici lo sanno, sebbene troppi abbiano bisogno di ricordare che let  un
criterio di diversit come gli altri.
Anche se le aziende non si preoccupano dei pregiudizi legati allet, questo le pone a rischio di
cause legali, dato che c un aumento di lavoratori in et matura che vogliono carriere pi lunghe. Il
luogo di lavoro  dove molti, soprattutto uomini, cominciano a rendersi conto della discriminazione in
base allet, che la US Equal Employment Opportunity Commission (la commissione per le pari
opportunit sul lavoro, EOCC) definisce, in modo ampio, come trattare qualcuno (un candidato o un
dipendente) in modo meno favorevole per via della sua et. LEOCC ha avviato un numero crescente
di reclami, mentre i baby boomer compiono sessantanni e i lavoratori al top delle loro carriere si
trovano messi alla porta, senza tante cerimonie.
Approvata nel 1967, non molto dopo il Civil Rights Act, la legge sui diritti civili, lAge
Discrimination in Employment Act (legge sulla discriminazione sul posto di lavoro, ADEA) faceva
parte di unondata decennale di misure antidiscriminazione.  diversa dagli altri, per, come
lAmerican with Disabilities Act, la legge a tutela dei diversamente abili del 1990, perch i casi ADEA
non prevedono danni compensatori o punitivi.  stato pensato per proteggere sia i dipendenti che i
candidati over 40, uno standard stabilito quasi un secolo fa, nel 1929.
Sebbene una forza lavoro multigenerazionale sia il futuro, chi cerca lavoro riporta
discriminazioni molto prima. Una sitcom intitolata Younger, che ha debuttato nel marzo 2015, racconta
la storia di una mamma tornata da poco single, che d una scossa alla propria carriera facendosi passare
per poco pi che ventenne, anche se ha quarantanni. I suoi coetanei hanno iniziato a usare il Botox e a
farsi il trapianto dei capelli, a Silicon Valley, quando il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, nel 2007
ha detto al pubblico della Stanford University che i giovani semplicemente sono pi intelligenti. In
un articolo del New Republic intitolato Il brutale ageismo della tecnologia, il chirurgo estetico di San
Francisco, Seth Matarasso, che sostiene essere il secondo pi grande dispensatore di Botox al mondo,
ha descritto il suo paziente base, che passa da un marito cadente a giovanotto, dicendo cose del tipo:
Ehi, ho quarantanni e devo affrontare un consiglio di amministrazione di ragazzini con la faccia
pulita. Non posso avere laspetto di uno che ha una moglie, 2,5 figli e un mutuo.219  grottesco.
Lestrema ossessione della Bay Area per la giovinezza non  pi sopportabile dei pregiudizi
standard contro le persone con la pelle scura o la vagina o che usano la sedia a rotelle. Eppure  stato
solo quando persone in cima alla catena alimentare  uomini bianchi trentenni, intelligenti, capaci,
etero, ben pagati e non disabili  hanno sperimentato la discriminazione per la prima volta che questo
argomento ha ottenuto la meritata attenzione.
NON  FACILE DIMOSTRARE LA DISCRIMINAZIONE
IN BASE ALLET
Quella che avviene nellambito delle assunzioni  probabilmente la pi comune fra le
discriminazioni sul luogo di lavoro, ma anche la forma meno compresa ed  difficile da provare.
Sfortunatamente, quando si tratta di et, ci sono molti modi di grande sottigliezza per discriminare.
Sono difficili da identificare e da perseguire ancora di pi, soprattutto quando i tempi sono duri e i
problemi del mercato del lavoro rendono difficile distinguere tra effettiva discriminazione e tagli che
colpiscono, in egual misura, pi vecchi e pi giovani.  sempre pi difficile vincere una causa di
lavoro. Una recente battuta darresto  stata una sentenza della Corte suprema del 2009, la quale
decreta che spetta ai lavoratori pi vecchi dimostrare che let  stato un fattore decisivo per il loro
licenziamento, e non uno dei fattori che hanno contribuito, stabilendo quello che il New York Times ha
definito un altissimo ostacolo.220  uno standard pi restrittivo di quelli per la razza o il sesso,
indicati dal Civil Rights Act del 1964. A quel tempo il Congresso fu riluttante a includere let come
categoria protetta.
Molti sembrano essere daccordo... che, a differenza del razzismo, intrinsecamente sbagliato,
ci sia qualcosa di naturale nel fatto che i vecchi debbano lasciare spazio ai giovani ha osservato il
giornalista e avvocato Adam Cohen, in un editoriale del New York Times, intitolato Dopo 40 anni, la
discriminazione per et ha ancora un trattamento di seconda classe.221 Essere respinti sulla base
dellet avanzata pu essere, oppure no, percepito allo stesso modo di essere respinti sulla base della
razza o del sesso ha concluso Cohen. Ma  chiaramente ingiusto e disumanizzante, e la legge
dovrebbe affrontarlo pi seriamente di quanto non faccia.
La giudice Sandra Day OConnor ha messo da parte let, scrivendo che la vecchiaia non
definisce una minoranza discreta e limitata perch tutti, se vivono la loro vita fino alla fine, la
sperimenteranno. Questo rende lageismo e le sue conseguenze difficili da isolare.
Ma, come evidenzia Margaret Cruikshank, in Learning to Be Old, non solo i pi vecchi
costituiscono una minoranza della popolazione, ma non c conforto nella certezza che siano sfuggiti a
un trattamento ingiusto quando erano giovani. Tutte le discriminazioni sono intrinsecamente sbagliate.
Il fatto che chiunque possa diventarne vittima non rende lageismo pi scusabile. Il diritto di lavorare
fino a quando ne siamo in grado  uno di quelli fondamentali.
Ricordando le parole di Voltaire, il quale sosteneva che luguaglianza di fronte alla legge
comporta il fatto che dormire sotto i ponti  ugualmente vietato ai ricchi e ai poveri, David Hackett
Fischer scrive: Una societ libera deve riconoscere lindividualit dei suoi membri; deve rispettare le
loro differenze e le loro somiglianze. Deve cercare di ampliare la loro autonomia promuovendo la
libert di scelta, la libert di scegliere il lavoro o la pensione.222 Dobbiamo sostenere chi vuole
lavorare pi a lungo e anche chi non pu pi, insieme a chi si prende cura di loro.
NEL BENE E NEL MALE, LA PENSIONE
STA DIVENTANDO OBSOLETA
Durante la Rivoluzione industriale, ritirarsi presto dal lavoro divenne una prova di successo.
Mentre le vite si allungavano, le persone sceglievano di lavorare meno. Le societ che potevano
permetterselo erano considerate le pi avanzate. Una pensione confortevole era segno di status sociale.
Nel 2010 i disordini in Francia nati dalla prospettiva di aumentare let pensionabile confermano
limportanza di questa costruzione sociale. Eppure, in considerazione di vite pi lunghe e in salute, i
bisogni della prossima generazione, i risparmi inadeguati, i benefit derivanti da un impegno duraturo e
laspirazione ad andare in pensione a sessantacinque anni sono poco adatti a un mondo che invecchia.
Nel 2014 la ministra alla Pubblica amministrazione Marianna Madia ha firmato una circolare,
approvata dal precedente governo, secondo la quale chi percepisce il vitalizio dellInps non potr
cumularlo con altri redditi professionali, nel caso in cui limponibile totale superi i 311.000 euro annui.
La norma riguarda soltanto i dipendenti pubblici.
Una pensione in tarda et  positiva per chi sta bene e ama il lavoro che fa, non per chi guarda
con cupidigia la propria poltrona reclinabile o coloro che fanno lavori fisicamente usuranti. La
pensione  spesso necessaria per chi ha speso decenni alla catena di montaggio o in miniera. Oggi,
per, la grande maggioranza dei lavoratori pi vecchi  impiegata nella scuola o nel settore sanitario,
un impegno fisicamente meno pesante. La Social Security non penalizza pi chi continua a guadagnare.
I lavoratori americani che tardano a richiedere la Social Security (fino ai settantanni) ricevono crediti
per il ritardo nella pensione che incrementano i loro benefit quando si ritirano.
Il concetto di pensionamento obbligatorio, una volta raggiunta una certa et,  vicino
allobsolescenza. Pi anziani rimangono nel mercato del lavoro ed espandono, nel processo, la
definizione di et lavorativa; uno sviluppo benvenuto. Questo era vero prima che leconomia
crollasse, al punto che quattro baby boomer su cinque avevano gi dichiarato lintenzione di continuare
a lavorare e a guadagnare durante la pensione, se pu ancora essere chiamata tale.223 Alcuni lavoratori
anziani non hanno mai smesso il loro impegno lavorativo full-time. Dallaltra parte dello spettro, molti
sono stati licenziati o forzati a ritirarsi e non possono trovare un nuovo lavoro. Altri si ritirano e poi
tornano a lavorare. Oppure si ritirano e si impegnano come volontari. La grande maggioranza aspira a
una vita lavorativa che superi il gap tra la costruzione di una carriera e il collasso, un modo
significativo, part-time o a orario flessibile, per continuare a contribuire, a casa, in chiesa, in ufficio o
nellAfrica subsahariana.
I dati relativi ai pensionati italiani che ancora lavorano sono discordanti: secondo fonti
governative, nel 2016 erano un milione e mezzo di persone, tra settore pubblico e privato; lIstat ne ha
calcolate nel 2012 circa 411.000, nella fascia di et tra cinquanta e sessantanove anni. Unindagine
commissionata dal PD aveva stimato 225.000 beneficiari del cumulo pensione-redditi da lavoro.
Secondo lIstat, comunque, il motivo che spinge molti anziani a rimanere in attivit anche dopo il
pensionamento , nel 66 per cento dei casi, il bisogno di guadagnare un po di pi.
Una carriera dopo la pensione una volta era una contraddizione in termini, oggi  diventata
mainstream. Marc Freedman di Civic Ventures, un gruppo di attivisti politici, ha reso popolare la frase
carriera bis e ha dichiarato la natura di quello che significa invecchiare, cio essere sottoposti a
revisione radicale. Per lungo tempo il sogno  stato la liberazione dal lavoro. Ora sta diventando un
sogno la libert di lavorare.224
Le carriere bis sono progettate per aiutare le persone nella transizione dal settore aziendale a
lavori significativi in aree come educazione, ambiente, servizio pubblico, campi che soddisfano il
desiderio, a lungo messo da parte, di rendere il mondo un posto migliore.  un grande modello per
professionisti esperti.
I liberi professionisti hanno il vantaggio di decidere quando smettere e su quali basi. La prima
donna oculista al Manhattan Eye, Ear and Throat Hospital, Eleanor Faye, ha costruito una importante
eredit nellambito della cura degli ipovedenti, la riabilitazione di persone con disabilit visive. Faye ha
smesso di operare nel 2002, a settantanove anni, dopo una riuscita operazione di cataratta. Stavo
camminando per la Sessantaquattresima, verso il mio ufficio, e improvvisamente mi sono detta:
Questo  lultimo caso che seguo. Ho avuto una carriera stellare, e mi ritirer quando sono ancora al
top. Competente come sempre, da allora Faye ha felicemente assistito il suo socio e si  presa cura
delle necessit post operatorie dei suoi pazienti. Come il medico Billy Kyle, che ha deciso di aver
operato abbastanza e che voleva una vita meno movimentata. Ha continuato a occuparsi di medicina
generale, per, perch penso che se non lo usi lo perdi ha spiegato.
Harold Burson ha aperto un negozio dopo aver mandato un dipendente alla biblioteca di New
York per cercare tutti gli annunci sotto pubblicit e pubbliche relazioni nelle 1947 pagine delle
Pagine Gialle. Cerano oltre cinquecento nomi e molti di loro erano giornalisti come me, o uomini che
erano stati addetti stampa per qualche unit militare. Burson ha immaginato che ci fosse spazio per
uno in pi e ha fondato quella che  diventata la pi grande compagnia di PR al mondo,
Burson-Marsteller. A sessantasette anni, assolutamente al mio massimo, si  dimesso da CEO, ma ha
continuato a lavorare trentacinque ore alla settimana come presidente emerito. A ottantasette anni
rimane un elemento immensamente valido e il suo lucido pragmatismo ha continuato a mantenerlo in
una buona posizione. Da quando non sono pi lamministratore delegato, lunica cosa che devo fare
per mantenere la mia posizione  stare zitto. Guardo le persone fare quello che penso sia un errore e mi
dico: Impareranno.  unarte, una vera arte, perch  la mia creatura a cui stanno creando danno ha
spiegato.
Faye, Kyle e Burson sono storie di successo, anziani che lasciano il lavoro alle loro condizioni e
si catapultano con sicurezza a un livello successivo e soddisfacente. Poche persone hanno un
equilibrato senso delle loro opzioni come Burson, figuriamoci la sua autonomia. Molti che si ritirano
continuano a identificarsi con i lavori che facevano una volta, per lo status che conferiva loro, e molti
sottovalutano i meno ovvi benefit di avere un posto dove recarsi su basi regolari. Gli scienziati sociali
hanno rivolto a un gruppo di prepensionati, adeguatamente ricompensati, di una compagnia tedesca,
questa semplice domanda: tornereste a lavorare?
In media a un anno dal prepensionamento, l85 per cento ha risposto di s. Come dice Ursula M.
Staudinger, direttrice del Columbia Ageing Center, abbiamo scoperto che  molto difficile stimare il
valore del lavoro prima di perderlo. Ed  probabilmente vero in tutte le nazioni industrializzate.225 Gli
intervistati sentivano la mancanza di contatti sociali e della loro routine, giorno dopo giorno, ma erano
anche molto specifici sul tipo di lavoro che volevano e sul bisogno di maggiore autonomia e turni pi
brevi.
Molti pi vecchi sono impreparati sia psicologicamente che finanziariamente per la transizione
da dipendenti a pensionati. Penso che molte persone passino pi tempo a programmare una gita che a
pianificare la loro pensione dice lesperto Stan Hinden, i cui piani sono andati gambe allaria quando
alla moglie  stato diagnosticato lAlzheimer.226 La vita pu mettere i bastoni tra le ruote ai piani
meglio congegnati. La longevit complica le cose ancora di pi, perch le persone devono lavorare pi
a lungo per mantenersi.
Che sia per scelta o per necessit  che possono coincidere, ma spesso non lo fanno , Hinden e
altri lavoratori pi vecchi stanno cambiando il trend storico delle pensioni. Persone con la medesima
et possono operare in modo molto diverso, e la capacit personale dovrebbe battere la cronologia.
Quella differenza, naturalmente, rende persino pi difficile usare in modo corretto lo strumento
spuntato della politica pubblica, e il panorama cangiante del ritiro dal lavoro non aiuta. E neppure il
fatto che le compagnie debbano pianificare bene e spendere soldi per soddisfare le necessit dei
lavoratori pi vecchi.
Se si soddisfano le necessit dei lavoratori pi vecchi, ogni collega ne beneficia.
Laccessibilit  la chiave e richiede di installare dispositivi come porte elettriche e mobili
ergonomici. Quando questi sono disponibili a tutti, ogni lavoratore ne beneficia  ecco perch viene
chiamato design universale  e riduce lo stigma associato a sistemazioni speciali indispensabili.
Altre potenziali iniziative, delle quali beneficerebbero anche gli altri impiegati, includono
programmi di benessere sul luogo di lavoro, con componenti per la salute mentale geriatrica,
programmi per la gestione dellassenteismo che sostenga la cura di persone di tutta le et e datori di
lavoro che supportino discussioni e pianificazione del fine vita.
Insieme a essere rispettati e vedere il loro contributo tenuto nella debita considerazione, i
lavoratori pi vecchi vogliono essere capaci di adattare i loro ruoli e responsabilit. Secondo lo Sloan
Center on Ageing & Work, la principale priorit  rappresentata dalla flessibilit sul posto di lavoro, da
parte dei datori di lavoro o dei supervisori su quando, dove e come il lavoro viene fatto. Il ritiro dal
lavoro in pi fasi  una via di mezzo che permette di ridurre o rendere pi flessibile lorario, e magari
persino riscuotere la pensione, in cambio di un assegno pi limitato.
Eppure poche compagnie in America hanno inserito questi cambiamenti sul posto di lavoro;
neppure la flessibilit dellorario, che sarebbe la migliore risposta alle esigenze di una forza lavoro che
invecchia e mettendola nella migliore posizione per rendere di pi.
Molta della politica per i lavoratori, sia da parte del governo che nel settore privato,  orientata
verso il full-time, nonostante il fatto che i lavori a contratto e part-time stiano diventano la norma per
tutti i lavoratori. Al momento non  consentito un ritiro graduale, sebbene la AARP Best Employers for
Workers over 50 e lo Sloan When Work Works Awards mostrino il potenziale di soluzioni win-win,
specialmente per coloro che hanno responsabilit di cura, quando si parla di flessibilit sul lavoro.
Lavoratori con maggiore controllo sulla loro agenda riportano una maggiore soddisfazione e un
migliore equilibrio lavoro-vita privata. Le aziende che hanno programmi formali di flessibilit
mantengono i talenti che hanno, aumentano la produttivit e hanno uno strumento in pi, quando si
parla di assunzioni.
IL LAVORO NON PAGATO  COMUNQUE LAVORO
Quasi tutti gli uomini e le donne pi vecchi sono produttivi in senso pi ampio, contribuendo in
qualche modo alla societ, lavorando senza compenso per chiese, ospedali, associazioni di beneficenza,
scuole e altre organizzazioni, o aiutando amici e famiglia con la cura dei bambini, dellufficio, i lavori
di casa, e assolvendo a migliaia di altri compiti al di fuori dalla forza lavoro formale; un impegno che
aiuta a risparmiare soldi e gli altri a guadagnarne. I pi vecchi sono anche enormi fonti di consumi e di
produttivit economica. Molto di questo contributo non viene riconosciuto.
La distinzione fra lavoro pagato e non pagato  importante, ma entrambi hanno valore.
Lomissione di lavoro non pagato dalla contabilit nazionale rafforza la convinzione che i pi vecchi
non abbiano peso finanziario, una convinzione che il MacArthur Study of Successful Aging definisce
sbagliata e ingiusta in molti modi: le misurazioni delle performance sono errate perch la nostra
societ non tiene conto di molte attivit produttive. Il campo di gioco  inclinato: uomini e donne pi
vecchi non hanno le medesime opportunit per un lavoro pagato e milioni di anziani sono pronti,
disponibili e in grado di aumentare la loro produttivit, pagata e volontaria.227
La misurazione della produttivit devessere rivista. Come il dottor Butler mi ha spiegato
allinizio del suo progetto, anche solo prendere cura di se stessi  essere produttivi, perch nessun
altro si deve prendere cura di te. Daltro canto, se stai pagando qualcuno perch si prenda cura di te,
stai offrendo un posto di lavoro.
Paradossalmente, come Margaret Cruikshank ha evidenziato, i pi vecchi possono essere
impegnati nel pi delicato e avvincente compito della loro vita: creare un nuovo modo per essere nel
mondo, ma non sar chiamato lavoro a meno che non sia pagato.228
Molti settantenni badano ai bambini dei vicini e gli ottantenni badano agli amici novantenni.
Jim Lizzio viveva dietro langolo da quando era nato, nel 1916, a Little Italy, e a lui faceva riferimento
un numero infinito di vicini, nel suo palazzo. Molti di loro sono soli, invalidi, non possono
camminare spiega.  tutto un Jimmy, prendimi il latte, Jimmy, comprami i francobolli. Mi piace
farlo. Questo quando non  indaffarato come manutentore in un ufficio scommesse o non fa visita a un
amico in ospedale, oppure non porta qualcosa al cugino in una casa di riposo. Persino il suo medico fa
fatica a credere che abbia novantatr anni: Non hai mai incontrato nessuno come me mi ha detto
sorridendo.
Vero, ma praticamente chiunque con cui abbia parlato conosceva qualcuno come Jimmy.
Persino il tipico vecchio vecchissimo, con un alto numero di limitazioni fisiche, continua a essere una
sorgente di ricette e tradizioni famigliari, regali di laurea e ispirazione. Farsi una vita  un compito
importante, tanto o anche pi difficile che guadagnarsi da vivere.
Cosa la rende buona una vita, verso la fine,  una questione personale, come qualsiasi altra ci
riguardi. Per alcuni,  essere nel mondo come Jimmy, per altri  riposarsi. Descrivendo in modo
commovente il passaggio di suo padre da progettista tecnico a studente universitario, la scrittrice Joyce
Carol Oates evidenzi che era passato da una vita totalmente utile a una di contemplazione e
apprezzamento. Lenormemente prolifica Oates aspira alla stessa cosa. Rigettando lidea di un amico
artista che non vuole vivere se non  produttivo, Oates  arrivata alla conclusione che, giunti a un
certo punto,  sufficiente ammirare i libri, le commedie, i film e le opere culturali che gli altri
continuano a creare.229
Sostenere le arti  utile. I cuochi hanno bisogno di clienti, gli autori hanno bisogno di lettori,
gli esseri umani hanno bisogno di arte. Nessuna di queste attivit  passiva: tutte prevedono uno
scambio.
RIBELLATEVI!
RICONOSCETE LA DISCRIMINAZIONE PER ET
Imparate a riconoscere la discriminazione per et. I segni possono includere interrogatori sul
vostro piano pensionistico o essere trattati diversamente dai colleghi pi giovani, come non essere
inclusi nei corsi di formazione o vedere promosso qualcuno meno qualificato, per esempio. Lazienda
dove lavorate ha labitudine di assumere solo persone pi giovani, anche se il vostro capo ha la vostra
et o  pi vecchio? Se vi molestano, prendete nota degli orari, dei testimoni e dei luoghi in cui 
accaduto. Sono prove. Conoscete i vostri diritti e quelli del datore di lavoro. Non state zitti se avete un
problema. Se un cambiamento di salute o di cura rende il lavoro pi pesante, chiedete subito degli
ausili. Se siete ragionevoli e potete ancora fare il vostro lavoro, siete protetti dalla legge. Se pensate di
essere discriminati, dovete fare denuncia. Controllate i termini online. Quando avete un dubbio, parlate
con un avvocato.
NON USATE LET COME SCUSA
Fa impazzire sentirsi dire che si  troppo qualificati per un lavoro, o che una specializzazione
post laurea  un po intimidente, specialmente considerando lesperienza che un candidato pi
vecchio porta quasi per definizione. Perch non assumere qualcuno che pu fare un ottimo lavoro e per
il compenso deciso dallazienda? Nella migliore delle ipotesi, lintervistatore  stato pigro e ha fallito
nel prendere in considerazione il candidato nella sua interezza. In ogni caso,  da condannare. Ma
questo non rende giusto dare la colpa al fatto di essere over 40 per trovarsi senza prospettive. Capacit,
guardaroba e attitudini devono essere tutti sempre aggiornati. Essere fisicamente in gamba aiuta a
contrastare lerrata percezione che i pi vecchi siano meno produttivi e abbiano meno energia.
Molti siti web e organizzazioni si dedicano ad aiutare le persone a trovare una carriera bis,
specialmente nel settore non profit. La AARP ha cambiato nome: da Associazione americana per
pensionati ad Associazione americana per vere possibilit, e ha lanciato uniniziativa chiamata La vita
immaginata di nuovo per aiutare chi deve affrontare questa nuova fase. Mostrate di non essere
tecnofobici, inserendo il vostro URL di LinkedIn o il vostro cv, o menzionando qualche tweet che avete
visto sullaccount del datore di lavoro. Non sapete come funziona Twitter? Aprite un account   gratis
 e iniziate a seguire le persone. Non mi viene naturale, ma Twitter ha portato sulla mia strada alcune
opportunit chiave e connessioni. Se non avete competenze informatiche, tornate a scuola. Molti enti
offrono corsi online, ma non rinunciate alla possibilit di incontrare persone: una rete di conoscenze 
fondamentale a ogni et. Siate aperti a possibilit che sembrano improbabili e disponibili a considerare
una posizione con un salario pi basso se vi porta in un settore che vi piace. Considerate il part-time o
una consulenza o un lavoro a contratto a breve termine, dove c meno discriminazione
nellassunzione. Fate volontariato, migliora le competenze e fornisce nuovi contatti.
ABBANDONATE I VOSTRI PREGIUDIZI
Se non vi piace lavorare con qualcuno che  molto pi giovane di voi, dovete sforzarvi di
venirci a patti, proprio come hanno dovuto fare gli uomini quando le donne capo sono diventate pi
comuni (lo stesso vale per i datori di lavoro pi giovani, che si sentono a disagio a gestire qualcuno che
ha let del padre). La sola et non qualifica o squalifica qualcuno che ricopre il ruolo di supervisore e
qualcuno giovane abbastanza per essere vostro nipote potrebbe avere molto da insegnarvi.
DICHIARATELO AD ALTA VOCE, QUANDO INCONTRATE LAGEISMO SUL
POSTO DI LAVORO
Nel settembre 2015, la star hollywoodiana Anne Hathaway si  lamentata dellageismo:
Quando avevo ventanni, avrei ottenuto parti scritte per donne sui cinquanta ha detto. Ora ne ho
trenta e penso: Perch quella ventiquattrenne ha ottenuto la parte? Ho avuto anchio ventiquattro anni
una volta. Non posso esserne sconvolta.  cos che funziona.230 Spero che la Hathaway si comporti
come Maggie Gyllenhaal, che  andata fuori di testa  anche a livello virale  cinque mesi prima,
perch le hanno detto che, a trentasette anni, era troppo vecchia per recitare la parte dellamante di un
cinquantacinquenne. Non solo troppo vecchia per essere desiderabile, ma troppo vecchia per essere
assunta.
La discriminazione per let sar ancora  cos che funziona fino a quando non alzeremo la
voce per sfidarla. Abbiamo bisogno di lavorare, vogliamo lavorare, abbiamo il diritto di lavorare, come
sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti delluomo: Ogni persona ha diritto al lavoro, alla
libera scelta del suo lavoro, a condizioni eque e soddisfacenti di lavoro e alla protezione contro la
disoccupazione.
Numerosi dati mostrano che i lavoratori pi vecchi sono affidabili, puntuali, attenti alla qualit,
hanno buon senso, si assentano poco e il tasso di incidenti di cui sono vittima sono bassi e sono molto
pi impegnati di tutti i lavoratori a cui viene offerta loccasione di crescere e avanzare nel lavoro.
Eppure, per colpa dellageismo, i datori di lavoro costantemente considerano let una passivit e
mettono da parte lavoratori con decenni di produttivit davanti. Sarebbe meraviglioso se correggere
fosse semplice come cambiare una legge scrive leditorialista Eliot Cose in un articolo del Newsweek
intitolato Perch non ha senso licenziare i lavoratori pi vecchi.231 Invece, affrontiamo il compito ben
pi scoraggiante di cambiare noi stessi. Ben detto, tranne che per quellinvece. Sono obiettivi
entrambi necessari per stravolgere le barriere che i lavoratori pi vecchi affrontano, che siano star del
cinema o camerieri.
Un grandissimo cambiamento  gi in atto nella natura del lavoro e in come  distribuito. Molte
delle occupazioni che impiegano un gran numero di lavoratori  trasporto, vendita al dettaglio e
gestione, per esempio  sono obiettivi immediati per lautomazione. Milioni di persone raggiungeranno
i pi vecchi nella disoccupazione senza alcuna colpa. Da dove verranno i soldi per comprare i beni e i
servizi che non saranno pi prodotti dal lavoro umano? Dobbiamo pensare ora a come evitare un futuro
distopico e a sviluppare nuovi sistemi bancari e di baratto, citt intelligenti, ecosistemi sostenibili e
soluzioni che funzionino per tutta lumanit. Incorporare una terza generazione, e addirittura una
quarta, nella forza lavoro  solo uno dei componenti per risolvere questo problema.
Servir tutto laiuto possibile.
7
UNA LUNGA VITA  UN GIOCO DI SQUADRA:
LA TRAPPOLA DELLINDIPENDENZA
La mia migliore amica, Virginia, ha due figlie. Ha anche fratelli e sorelle e una grande rete di
amici leali. Per non citare me, la sua amica del cuore  comproprietaria della Home for Superior
Women, la Casa delle donne superiori.  dove abbiamo pianificato di finire i nostri giorni, una volta
che tutti gli uomini saranno morti, con una selezionata squadra di altre donne, se qualcunaltra passer i
nostri criteri selettivi e arbitrari. Tuttavia, qual  la sua pi grande paura di invecchiare? A parte il
collo da tacchino? Penso sia la solitudine dice Virginia. Sai, da sola, in un appartamento, mangiando
cibo per gatti e guardando la televisione. Virginia non ha gatti. Ammette che lo scenario migliora di
molto con la televisione via cavo. Ammette anche che non  razionale. Eppure lidea di passare gli
ultimi anni della nostra vita soli in compagnia dei gatti e della televisione perseguita molti di noi.
LISOLAMENTO PU ESSERE PERICOLOSO
Io e Virginia possiamo permetterci di affittare la Casa delle donne superiori lontana dallacqua,
non come la settantaseienne Avig Tzenis, la cui casa a Sheepshead Bay, Brooklyn, venne distrutta da
un metro dacqua e liquami portati dalluragano Sandy nellottobre del 2013. La Tzenis era vedova dal
2012, dopo aver prestato anni di cure al marito demente. Sei settimane dopo luragano era ancora al
freddo e al buio, senza sapere come pagare le riparazioni. La sua  una storia di povert, e del collasso
delle infrastrutture e dei cambiamenti climatici, ma anche dei pericoli dellisolamento sociale.
Vivono da soli quasi 7 milioni di italiani (il 13,6 per cento della popolazione da 15 anni in su).
Di questi 3,3 milioni hanno sessantacinque anni e oltre (il 27,8 per cento). Vivono da sole soprattutto le
donne (pi del doppio degli uomini della stessa et).
Negli Stati Uniti circa un terzo delle persone dai settantacinque anni in su vive da sola,232 come
pure la met circa delle donne over 75.233 Sono numeri a doppio taglio perch raccontano storie di
autonomia da una parte e di vulnerabilit dallaltra. Molti studi hanno mostrato una connessione fra
isolamento sociale e alti tassi di abusi nei confronti degli anziani. Per colpa dellageismo, i servizi
sociali non sono sufficientemente finanziati, hanno troppo poche risorse per assicurarsi che questi
anziani siano al sicuro, al caldo, nutriti e che qualcuno vada a far loro visita.
Ricordate londata di calore in Europa del 2003, quando circa 15.000 persone morirono nella
sola Francia234 La mortalit fu pi alta tra i molto vecchi, specialmente fra chi viveva da solo, che non
richiedeva cure mediche, non aveva famigliari vicini e viveva in appartamenti senza aria condizionata,
nelle citt vuote per il periodo delle vacanze agostane. Molti corpi non furono reclamati per mesi.
Anche molte delle vittime dellondata di calore di Chicago del 1995 erano anziane.
Distinguendo fra un disastro naturale e uno sociale, il sociologo Eric Klinenberg ha scritto:
Centinaia di residenti a Chicago sono morti soli, dietro le porte chiuse e le finestre sigillate, senza
contatti con amici, famigliari e vicini, senza assistenza da parte di enti pubblici e associazioni
volontarie.235
LE RETI SOCIALI AIUTANO A RIMANERE IN SALUTE
I ricercatori hanno trovato ogni tipo di correlazione fra salute precaria e sensazione di essere
stati lasciati da parte, isolati e soli. Quando Laura Carstensen si stava riprendendo nel reparto di
ortopedia, che cosa ha notato, oltre agli standard di cura pi bassi per i pazienti anziani? Che le
matriarche con figli recuperavano molto meglio di chi era isolato e scoraggiato. I pi vecchi con
contatti sociali regolari e pieni di significato  meno probabile che finiscano in ospedale, come prima
cosa, con lanca fratturata o per un infarto; e meno probabile che muoiano l.
Lo studio sullinvecchiamento felice della MacArthur Foundation ha trovato una forte
correlazione fra un migliore funzionamento fisico e il supporto emotivo, non importa quale forma
abbia. Dopo un attacco di cuore, limprenditore di Silicon Valley Dave Davison, ottantanni,  stato
coinvolto nella Cardiac Therapy Foundation, un network di supporto che mette insieme pazienti in via
di recuperto, e nessuno di loro  morto per malattia cardiaca ha detto. La riprova che la connessione
mente- corpo  aneddotica, ma ha senso, dal punto di vista intuitivo. E lo stesso scoprire che persone
avanti negli anni, che rimangono impegnate con la loro comunit, meno facilmente si troveranno
disabili a livello cognitivo di coloro che non escono mai. Lisolamento  un fattore di rischio per la
demenza e alcune ricerche dicono che percepirsi isolati  sentirsi soli  potrebbe essere persino pi
dannoso per la salute.  un fattore di rischio per la depressione e rende le persone meno interessate a
occuparsi di s.
Sebbene i pi vecchi siano socialmente attivi pi di quanto non suggeriscano gli stereotipi,
specialmente se la connessione sociale  definita in modo ampio, il nostro cerchio di amici tende a
ritirarsi mentre invecchiamo.
Le reti si atrofizzano quando smettiamo di andare in ufficio ogni giorno. Potremmo aver
traslocato dalla casa dove abbiamo cresciuto i figli e lontani dai legami con i vicini e la comunit. I
vecchi amici muoiono, come i coniugi. Una delle cose terribili dellarrivare alla mia et  che il mio
vecchio amico Leonard non  pi qui si  lamentato il documentarista George Stoney. Lora  sulla
sedia a rotelle. Betty, al mio fianco negli ultimi trenta-quarantanni, sta sprofondando nel passato. Non
 sicura che io sia George, ed  molto dura. Stoney era grato che la sua vita professionale e quella
sociale siano state sempre mescolate e che il suo lavoro di insegnamento gli abbia offerto un modo per
incontrare giovani, incluso il suo socio nellultimo decennio.
Parte del restringimento del circolo sociale  consapevole, perch i pi vecchi tendono a passare
il loro tempo limitato con meno persone, che sono maggiormente importanti.  fondamentale usare il
tempo che hai a disposizione in modo saggio consiglia il lighting designer Imero Fiorentino. Il
presente  tutto ci che ho. Non sono triste per questo. Ha smesso di andare a pranzi organizzati in
modo casuale, invece di contattare persone che conosceva da quarantanni, per mettere un punto
fermo a proposito delle nostre esperienze insieme, ma non in modo triste.  un modo meraviglioso per
rivivere la mia vita. Ecco il modo in cui Fiorentino mantiene le connessioni chiave. Un certo numero
di studi mostra che, mentre le persone invecchiano, lamicizia tende a migliorare. I pi vecchi godono
di legami pi stretti con amici e famiglia meglio dei pi giovani e le relazioni sono meno stressanti.
Davison sentiva che una componente importante di invecchiare bene era investire tempo
significativo in un piccolo numero di persone. Si ricord di un uomo che aveva conosciuto e al quale
aveva voluto bene a lungo, che aveva perso la moglie e soffriva di Alzheimer. Spesso gli faceva visita,
trattenendosi da lui fin quando non era pi possibile conversare, cos come frequentava i campi da
tennis per socializzare con gli altri giocatori: Il tennis non andava benissimo, ma la conversazione era
fantastica ha ricordato, e gli amici funzionavano come un gruppo di supporto molto informale. I
membri di questo gruppo sono morti, se non di malattie cardiache, di quelle che Davison chiama: altri
problemi di vecchiaia, ma non sono morti da soli. Forse hanno anche vissuto pi a lungo.
Sono sempre pi le ricerche che mostrano come la solitudine non solo renda infelici gli anziani,
ma anche pi vulnerabili alle malattie.
ESSERE UNA DONNA AIUTA
Le forti capacit di pianificazione sociale rendono Davison un uomo anziano fuori dal comune.
Anche mio padre era molto socievole e durante i nove anni fra la morte di mia madre e la sua, a
ottantaquattro anni, aveva un appuntamento per pranzo o per cena quasi ogni giorno della settimana
(credo aiuti essere pettegoli). Il padre del mio compagno, al contrario,  arrivato a novantaquattro anni
senza mai prendere il telefono in mano per chiedere a un amico di incontrarsi da qualche parte. 
fortunato ad avere una moglie che gestisce la loro vita sociale, nonostante i nomi della rubrica
delliPhone di Ruth si siano ridotti considerevolmente.
Paragonando vedove contente con vedovi sconsolati sul blog New Old Age del New York Times,
Anna C. Roark scrive: In uno strano capovolgimento della fortuna  qualcuno potrebbe chiamarlo
giustizia poetica  let pu portare con s qualcosa come un ribaltamento di ruoli di genere. La
crescita di una rete di vecchie ragazze, amici e famiglia che vedono le donne attraverso le transizioni di
una vita spesso contrasta duramente con il declino di associazioni professionali che assicurano il posto
nel mondo a giovani uomini, ma offrono ben poco supporto o consolazione nellultima parte della
vita.236 Laumento del divorzio grigio lascia pi donne single, ma i loro ex finiscono con meno
amici e meno contatti con la famiglia e la comunit. La vecchiaia d a molti uomini bianchi, abituati a
un grande numero di altri come loro in ufficio o al bar, il primo assaggio di far parte di una minoranza
(sebbene questo diventer sempre pi raro, visto che la popolazione statunitense continua a crescere
meno bianca).
Nessun dubbio che solitudine e perdita del proprio status contribuiscano ai tassi di suicidio tre
volte pi alti tra gli uomini anziani non sposati. Sono pi propensi allabuso di sostanze, mangiano
meno bene della loro controparte femminile e sono meno disposti a cercare cure mediche senza una
moglie che li obblighi. I tassi pi alti di divorzio e i pi bassi tassi di nascita nella generazione dei loro
figli indicano che hanno meno nipoti e famiglie meno estese delle generazioni precedenti, fattori che
rendono la rete sociale pi importante che mai. Quindi, uomini con una relazione stabile, prendete nota:
non lasciate lintera cura e il nutrimento della vostra rete di amici a chi avete accanto.
La manager del Museo americano di storia naturale, dove lavoro, dice che a suo marito, che
quando stava per compiere cinquantanni non ne era affatto contento, farebbe bene ascoltare il mio
discorso. I due ne avevano discusso ininterrottamente una volta a cena e Karen era rimasta un po
sorpresa dal messaggio che Richard aveva preso maggiormente a cuore: Posso andare in una casa di
riposo aveva detto allegramente.
Non vuoi pi andare verso il tramonto insieme? ha domandato lei, un po mortificata.
Certo che s lha rassicurata lui. Ma, se muori tu per prima, posso andare in una casa di
riposo. Sono una di quelle coppie in cui la moglie  la pianificatrice sociale. Sono sicura che la paura
peggiore di Richard sia perdere la sua Karen: il loro  un matrimonio molto felice. Ma la sua paura pi
grande  di finire solo, mangiando cracker. Richard si sta aggrappando al fatto che non ha bisogno di
temere lalternativa comunitaria. Quando possiamo controllare alcune circostanze, cambiarle aiuta a
sentirci mentalmente e fisicamente agili.
Col senno di poi, molti sono contenti di essersi trasferiti in una casa di riposo, specialmente i
vedovi che hanno preso atto di non poter rischiare di finire isolati e apprezzano le nuove amicizie nate
con il trasferimento. Le opzioni sono diverse e il settore sta crescendo rapidamente. Lespressione vita
assistita comprende una sconcertante variet di strutture, da piccole case a conduzione famigliare a
complessi da cento unit. Di solito forniscono pasti, trasporti, esercizio e aiutano nelle attivit
quotidiane come fare il bagno, vestirsi e pettinarsi.
Le tipologie, in Italia, sono case albergo, case di riposo, case famiglia, case protette, centri
diurni, comunit alloggio, Residenze sanitarie assistenziali (Rsa), residenze sociali assistite, a cui si
aggiungono i servizi domiciliari di tipo pubblico. Il costo medio per chi viene ricoverato in una Rsa  di
54 euro al giorno, ma i posti a disposizione sono circa la met di quanto necessario e le liste dattesa
lunghe, costringendo spesso il ricovero in strutture private, a volte fantasma, ben pi care.
Le case di riposo forniscono la presenza di infermieri ventiquattrore su ventiquattro e i loro
residenti hanno pi diritti e sono meglio protetti dalla legge. Luso delle case di riposo  calato da due
decenni, anche tra persone over 85, soprattutto per lespansione di servizi basati su casa e comunit e
cure residenziali. Ci sono buone case di riposo e cattive case di riposo  spesso quelle aperte per mero
profitto , unindustria in crescita, come quella delle prigioni in America. Lo staff spesso  sottopagato
e non regolare. Non c da stupirsi che i residenti meno felici siano quelli soli e abbandonati, problemi
che riflettono tristi priorit sociali ed economiche.
Un numero relativamente piccolo di americani over 65 (1,5 milioni, meno del 4 per cento) vive
in sistemazioni istituzionali, come le case di riposo.237 Nonostante ci, la prospettiva sconvolge.
Lenorme Miami Jewish Health System Operation, dove il dottor Marc Agronin  direttore del
Dipartimento di Salute mentale, sembra un hotel da strapazzo di Disney World, e sono piuttosto sicura
che tutto quel verde e grigio e finto Chippendale mi porterebbe alla depressione. Un respiro profondo.
La mente aperta. Agronin mi racconta molte storie commoventi di amicizia e intimit che fioriscono in
quei corridoi di linoleum e stimola ad avere meno paura e a essere pi fantasiosi. Riferendosi
allassunto diffuso e pregiudizievole che la vita in una casa per vecchi debba essere miserabile,
scrive: Il vero fallimento qui non  la vecchiaia, bens quello della nostra creativit e del desiderio di
concepire che la vita, fino allultimo momento, ha i suoi modi e significati. Non sappiamo come sar
fino a quando non ci arriveremo ed  probabile che sar diverso da quel che pensiamo.
RIMANERE NELLA NOSTRA CASA CI PU ISOLARE.
E SEGREGARE
Mentre la generazione del dopoguerra inizia a guardare con sospetto ci che verr poi,
invecchiare al proprio posto  si dovrebbe dire vivere al proprio posto  si sta facendo strada. Questo
movimento mette nelle condizioni le persone di trascorrere le loro vite nella propria casa, come molti di
noi aspirano fermamente a fare. Per coloro che possono permetterselo, le opzioni vanno dal co-housing
con strutture differenziate e in aree pedonali, e villaggi con strutture comuni, a comunit virtuali, in
cui i vicini raccolgono risorse per coprire ogni necessit, dai servizi di pulizia e assistenza domiciliare
agli eventi culturali e al portare fuori il cane.
Queste sistemazioni funzionano quando sono disponibili supporti sotto forma di modifiche della
casa, per rispondere alle disabilit eventualmente sviluppate; pasti recapitati a casa e altri servizi
sociali; vicini e amici della chiesa o della moschea o del tempio, che fanno visita; prestazioni sanitarie
fornite grazie alla tecnologia, e caregiver professionali se necessario. Le persone con minori risorse
probabilmente contano su reti informali. Se il vostro obiettivo  vivere a casa, in modo indipendente, il
pi a lungo possibile, iniziate a fare ricerche sulle risorse e i supporti locali. Quali programmi
comunitari sono disponibili per i pi vecchi? Come sono i trasporti pubblici? Chi potrebbe essere
disponibile per diversi tipi di assistenza?
A novantadue e novantaquattro anni, i genitori del mio compagno continuano a dividere il
proprio tempo fra un appartamento e la casa per il weekend. Hanno messo in atto un notevole esempio
di come sia possibile vivere la vita alle proprie condizioni, ma quando lultimo dei loro amici  morto
queste stesse scelte li hanno lasciati quasi completamente isolati. Non danno retta ai nostri consigli di
traslocare in una struttura di vita assistita, mentre sono ancora in grado di godere delle strutture a
disposizione e di fare nuovi amici. Fortunatamente per tutti, il loro appartamento non ha barriere
architettoniche ed  facile accedervi per cure domiciliari, fattorini e per noi.
Ci che molti non riescono a prendere in considerazione, o si rifiutano di farlo,  la prospettiva
di essere confinati in casa, passando gli ultimi anni con lunica compagnia di una badante. Come scrive
la fondatrice del Radical Age Movement, Alice Fisher: Invecchiare a casa funziona fino a quando non
funziona pi. Suo padre era affetto da demenza e usava la sedia a rotelle, le visite al pronto soccorso
erano frequenti, ma un aiuto di dodici ore al giorno era pagato dallente pubblico, e i suoi genitori sono
stati in grado di rimanere nella loro cooperativa di Long Island, fino a quando luragano Sandy non ha
compromesso o distrutto tutti i servizi dai quali dipendevano. Fortunatamente, la coppia ha trovato un
posto alla Hebrew Home a Riverdale, dove sua madre ha passato gli anni pi felici dellultima decade.
Ha fatto amicizie meravigliose, partecipava alle attivit, ha iniziato ad andare in sinagoga il venerd
sera, a gite di shopping e ha ripreso a preoccuparsi di che cosa indossava e del suo aspetto.
Il padre della Fisher viveva in una parte separata della struttura, dove stava chi aveva bisogno di
cure costanti, e quando sua madre  morta per insufficienza cardiaca congestizia a novantun anni Alice
e sua sorella temevano di lasciarlo solo, quella notte. Vedendo che stavano avendo un momento
difficile, linfermiera si  avvicinata loro e, indicando un gruppo di persone che stazionava l vicino, ha
detto gentilmente: Stanno aspettando che ve ne andiate. Mentre le due sorelle attendevano
lascensore, hanno visto tutti i compagni del piano alzarsi e avvicinarsi al loro pap, dicendogli tutti, a
loro modo, quanto erano dispiaciuti. Vedendo come gli assistenti li aiutavano a formare un circolo
intorno a mio padre, mi sono voltata verso mia sorella e ho detto: Non  solo.238
La Hebrew Home a Riverdale  una delle migliori del Paese. I modelli stanno cambiando in
risposta alla domanda della generazione del dopoguerra, proprio come quella generazione, quando 
nata, ha cambiato la cultura. Come il geriatra Bill Thomas scrive nel suo libro Second Wind: Quando
sono nati, ostetrici col sigaro in bocca legavano le donne con le cinghie di pelle, e tiravano fuori il
bambino. Quando  toccato a loro, cerano le nascite naturali, i consultori famigliari, le levatrici, i
consulenti per lallattamento...239
Ho rubato il riferimento allo sport di squadra, nel titolo di questo capitolo, proprio a Thomas,
il quale ha sviluppato lEden Alternative, un modello umano per case di riposo che ha dato vita a un
cambiamento culturale nella cura a lungo termine. Lorganizzazione tratta lo staff nel modo in cui
desidera che lo staff tratti i residenti. Le case di riposo Eden Alternative hanno piante, animali, bambini
e begli spazi comuni, e porte che chiudono le camere private.
I pi vecchi che cercano comunit di persone dai cinquantanni in su scelgono di essere
circondati da chi ha gli stessi riferimenti storici e culturali, che ricordano Woodstock, lo Sputnik e la
Beatlesmania.  facile e confortevole, e spesso funziona bene. Ma la segregazione rende piccolo il
nostro mondo e promuove la discriminazione.
La segregazione sulla base dellet  un grosso problema. La compagna di mio figlio ha passato
le estati nella casa della nonna, in un piccolo villaggio in Polonia. Il cimitero era vicino alla chiesa e
tutti si trovavano nella piazza della citt. Dopo essere emigrata a Chicago, allet di quattordici anni,
Agnieszka si  guardata intorno, nel suo nuovo Paese, e si  chiesta: Dove sono tutti gli anziani?
Avere contatti con persone di ogni et  salutare per tutti.
Io ho orrore delle comuni, ma dovr venirci a patti.
Siamo esseri sociali e siamo fatti per vivere in comunit. Io ho orrore delle comuni, ma dovr
venirci a patti. Non so come sar la paradisiaca Casa delle donne superiori, ma i corridoi dovranno
accogliere il rumore di piccoli piedi e, se mi romper lanca inciampando su un triciclo, cos sia.
Sto cercando di guardare la strada, come hanno fatto molti miei compagni, bambini negli anni
sessanta, che rigettano la quarantena delle case per vecchi e sperimentano diverse forme di vita in
comune. Datemi solo una porta che posso chiudere. Una pessima economia ci sta spingendo verso i
quartieri meno abitabili, cos come fa lisolamento dovuto a una vita dipendente dallauto. Il vivere
multigenerazionale  diventato pi comune durante la recessione, visto che i giovani sono tornati a casa
dopo il college e i nonni hanno aiutato nella cura dei bambini. Soluzioni innovative stanno saltando
fuori da ogni parte, come il Pemberton Park di Kansas City, il primo complesso di appartamenti
progettato specificamente per aiutare i nonni a crescere i nipoti minorenni. Possiamo tutti imparare da
queste esperienze e vedere quali soluzioni emergono, col passare del tempo. Tutti invecchiano e i
bisogni cambiano.
CHE COSA RENDE COS DIFFICILE CHIEDERE AIUTO?
Dato che le connessioni sociali sono la chiave per una vecchiaia felice e salutare, perch cos
tanti anziani sono isolati e soli? Molti fattori entrano in gioco, naturalmente, dalle abitazioni che
intrappolano per let e la mancanza di trasporti al cambiamento della demografia famigliare, il tutto
rinforzato dal pensiero e dalla pratica ageisti. La ragione principale  culturale. In America nessun mito
 pi potente di quello del robusto individualismo: la nozione che il successo e lindipendenza vadano
di pari passo, e che appoggiarsi agli altri sia un segno non solo di fragilit fisica, ma anche di debolezza
di carattere. Quel mito non  utile, soprattutto per i diversamente abili e gli anziani, due insiemi sempre
pi sovrapposti nel diagramma di Venn della vita. Dignit e libert di scelta sono e rimangono
criticamente importanti, naturalmente. Eppure il modo in cui invecchiamo dipende anche da un ampio
ambito di variabili, inclusi ambiente, personalit e geni, uniti da classe, genere, razza, fortuna e dalle
variazioni delleconomia globale... su cui abbiamo vari gradi di controllo.
Il mito dellautosufficienza richiede ottimismo senza fine, minimizza le sfide della vita e ci fa
vergognare quando, inevitabilmente, cadiamo.
Che cosa succede quando non possiamo rimettere a posto una valigia nel vano bagagli o guidare
di notte oppure quando non possiamo guidare? Quando non possiamo sentire le istruzioni o leggere le
direzioni o capirle? Quando non possiamo pi raggiungere il bagno o persino alzarci dal letto?
Una cultura che idealizza lautonomia amplifica quelle ansie e tacita le domande su quanto
possa rappresentare per noi un aiuto (dov il vano bagagli pi basso? Come mai non ci sono autobus?
Perch non usate caratteri pi grandi o supporto audio o qualcuno a cui chiedere? Perch i pannoloni
alla fine della vita dovrebbero essere pi imbarazzanti che allinizio?).
Questa cultura richiede ottimismo senza fine, minimizza le sfide della vita e ci fa vergognare
quando, inevitabilmente, cadiamo.
IL MITO DELLAUTOSUFFICIENZA RICHIEDE
UN PREZZO ALTISSIMO
Questa etica dellindividualismo serve ai sostenitori di un governo piccolo che,
convenientemente, ignorano il ruolo dei servizi pagati per loro dai concittadini e che consentono loro
un tenore di vita benestante. Unetica che ha sistematicamente eroso i valori comunitari e sanzionato
labdicazione della responsabilit del governo per i suoi cittadini pi vulnerabili. Gli effetti possono
essere visti in decenni di sforzi concertati per limitare il welfare e i programmi di pubblica assistenza,
anche se serve esattamente lopposto perch un Paese affronti lenorme sfida di prendersi cura dei suoi
cittadini pi vecchi negli anni a venire. Fino a che quelle sfide saranno solo sulle nostre spalle, non c
ragione per affrontare, persino per identificare, alcuno dei fattori principali che rendono difficile
affrontare le transizioni della parte ultima della vita.
Considerate la terribile storia della famiglia Cabtree. La moglie di Jim Cabtree ha sviluppato un
Alzheimer precoce a cinquantacinque anni. Per sei anni i genitori di Jim sono stati in grado di badare a
lei durante il giorno, ma il padre ottantaquattrenne stava avendo problemi cognitivi, e la madre,
ottantenne, soffriva di una severa artrite.
Nel maggio 2013, il padre ha sparato a entrambe le donne e poi si  suicidato, mentre il figlio
era al lavoro. Cabtree ha detto a Maria Shriver della NBC che era stato un grande regalo da parte del
padre, dato che ha dato un taglio ai problemi con lAlzheimer e alla cura degli anziani in un colpo
solo, visto che i tre erano tutti pronti ad andarsene.240
Il solo commento della NBC  stato che  dura prendersi cura di qualcuno. Che cosa dice della
nostra societ? Immaginate uno scenario alternativo: cure sanitarie dignitose e abbordabili, un sostegno
specializzato sovvenzionato e un aiuto da parte di assistenti sociali, amici e vicini. Questo supporto
avrebbe aiutato la famiglia di Jim Cabtree a gestire la situazione e a risparmiare loro questa fine
orribile. Lunica malattia della madre era lartrite.
Storie come questa portano persino persone in salute di mezza et a chiedersi se il suicidio  o,
addirittura, un triplice omicidio  possa essere unalternativa etica al chiedere aiuto. Queste sono forme
letali di ageismo interiorizzato ed  utile ai programmi di austerity.
LIDEALIZZAZIONE DELLINDIPENDENZA ALIMENTA
IL MITO DELLESSERE SENZA ET
Invecchiare significa fare affidamento sugli altri, che sia un estraneo che ci aiuta con la valigia
o una badante che ci assiste full-time. Lalternativa  la negazione. Dato che chi vive in una societ
senza et non diventa dipendente da qualcun altro, non c bisogno di finanziare il supporto di cui
potrebbe aver bisogno. Chi  che rimane col cerino corto in mano?
 Le donne: una societ che vede la cura come un fardello privato, invece che un bisogno
condiviso, svantaggia le donne, che sostengono la gran parte di questo lavoro non pagato o sottopagato.
Non  giusto,  estenuante e limita la partecipazione delle donne alla vita professionale e pubblica.
 Chi non  ricco: questo contratto sociale  utile ai benestanti, le persone che beneficiano di
una societ che celebra la produttivit economica e lefficienza. Lascia tutti gli altri al palo, specie
coloro che non sono in grado di affrontare economicamente i regimi e i rimedi che facilitano il
processo di invecchiamento.
 Infine, tutti quanti: la ricchezza conferisce uninvidiabile protezione da molte vulnerabilit
della vecchiaia, ma solo fino a un certo punto e per un limitato periodo di tempo. Nessuno di noi 
lunico responsabile per il modo in cui invecchia, tutti noi avremo bisogno di aiuto e tutti ne
beneficiamo, se le responsabilit sono distribuite cos come le soluzioni condivise.
Molte persone con malattie croniche e disabilit, o semplicemente oltre una certa et hanno
assolutamente bisogno di assistenza economica, ma il fatto che quasi mai si tratta di una scelta 
raramente menzionato. Discriminazione e barriere fisiche sono enormi ostacoli che non hanno creato
loro. A tali soggetti viene negata lautonomia e questo viene usato a loro discapito, specialmente nei
confronti di chi ha disabilit non evidenti. Milioni di anziani hanno bisogno di aiuto finanziario per
molte ragioni che non sono solo la disabilit, inclusa la disoccupazione, il costo della casa e le pensioni
basse e leliminazione di lavori manuali decentemente pagati.
Non sorprende che la maggiore preoccupazione di gran parte di noi sia diventare un peso per
la comunit, i medici, le famiglie. Un peso... una parola che porta dentro di s, come una bomba, le
politiche di un piccolo governo osserva causticamente Margaret Gullette in Agewise.241 Pensioni
pubbliche decenti, una buona assistenza sanitaria e programmi di assistenza alleggerirebbero di sicuro
il peso. Dopo tutto, lintento lodevole dei sussidi  supportare la personale autonomia di chi li riceve.
Lautonomia richiede collaboratori.
Aggrapparsi allirrealistico ideale di autodeterminazione fa anche una buona morte pi
sfuggente. Quando i trattamenti falliscono la disperazione si aggrava e morire diventa unaltra arena in
cui testare la nostra competenza. Paradossalmente, come la geriatra Muriel Gillick evidenzia in The
Denial of Aging, la stessa insistenza sulla scelta individuale porta sia alla terapia inutile per prolungare
una vita che alla richiesta per il suicidio assistito per accorciarla.
Un altro paradosso: se desideriamo mantenere il controllo fino alla fine, dobbiamo capire chi ci
pu aiutare a migliorare le decisioni basilari. Lautonomia richiede collaboratori. Stabilire e nutrire
queste relazioni ha molto pi senso che fare un feticcio della fiducia in se stessi.
Un terzo paradosso globale: per la vasta maggioranza, la morte  una concatenazione di eventi
imprevedibili, sui quali il controllo , nel migliore dei casi, sfuggente.
NESSUNO  DAVVERO INDIPENDENTE
Gli esseri umani sono animali sociali. Veniamo al mondo completamente indifesi e, come
teenager, i nostri amici sono tutto ci che conta. Abbiamo difficolt nel costruire una carriera alle
nostre condizioni e viviamo in un mondo formato dalla interazione di complessit da capogiro a
qualsiasi livello. Nellultima parte della vita, niente  pi importante per noi delle relazioni.
Ogni rapporto umano riguarda la reciprocit, dal comprare una gomma in un negozio a
cambiare un pannolino a un bambino che potrebbe crescere per essere chi lo cambier a noi. Eppure
nelle societ industriali moderne linterdipendenza viene largamente ignorata, eccetto quando qualcuno
rimane ferito o si ammala.
Di solito, la proporzione di quei contatti, che rimangono volontari, cambia gradualmente.
Com ovvio, cerchiamo di mantenere il controllo il pi possibile e il pi a lungo possibile, dalle
piccole decisioni su che cosa indossare o mangiare a quelle pi importanti su dove vivere e con chi. Ma
le circostanze cambieranno, e pi a lungo ci aggrappiamo allillusione che possiamo gestire queste
transizioni da soli meno preparati saremo. Molti di noi avranno bisogno di ogni tipo di aiuto prima
della fine, sebbene non tanto quanto le storie dellorrore sul vivere troppo a lungo ci farebbero
credere.
Educati a pensare che solo vergogna e perdita accompagnano il declino dellagilit mentale e
fisica, troviamo queste transizioni impietose. Passare del tempo con chi  malato, incapace o  in punto
di morte  un buon modo per demistificare e disarmare quelle circostanze. La piet sembra gentile, ma
rende infantili, lega la lingua, mette le distanze e spesso  fuorviata.
Prima baratteremo la trappola dellautosufficienza con un punto di vista pi comunitario, senza
barriere dovute allet, mutualmente interdipendenti, e pi vicini ci avvicineremo a una societ
age-friendly.
Il mio kinesiologo ne  stato convinto quando ha rincontrato una vecchia famiglia di amici a un
matrimonio. Ora vicino ai novanta, il suo amico era stato un imprenditore e un golfista appassionato, e
il dottor Z.  stato sorpreso di incontrarlo curvo su un deambulatore. Indicandolo, e preparato al peggio,
ha chiesto: A parte questo, Sam, come vanno le cose? Con un gran sorriso, il vecchio amico ha
risposto: Posso fare tutto, eccetto camminare!
Nel libro Endnotes: An Intimate Look at the End of Life, la specializzanda in gerontologia Ruth
Ray ha raccontato di essersi innamorata a quarantadue anni di un ottantaduenne in una casa di riposo,
che era stato reso severamente disabile dal Parkinson. Nonostante queste costrizioni fisiche e sociali,
che andavano di pari passo,  stato il migliore amante che avesse mai avuto.242
Prima baratteremo la trappola dellautosufficienza con un punto di vista pi comunitario, senza
barriere dovute allet, mutualmente interdipendenti, e pi vicini ci avvicineremo a una societ
age-friendly.
Leliminazione delle barriere architettoniche ha aiutato molti pi genitori con bambini,
viaggiatori con valigie, atleti feriti e passanti pieni di pacchetti che chi ha disabilit fisiche.
Iniziative urbane e comunit age-friendly stanno diventando pi numerose nel mondo, a
dimostrazione del fatto che si rimane maggiormente in salute e attivi in posti che offrono trasporti
pubblici, alimentari e condizioni lavorative di buona qualit.
Una citt progettata secondo concetti age-friendly, come New York, richiede un nuovo sviluppo
immobiliare che includa unit per bassi redditi. Supponiamo anche che una citt preveda che il 10 per
cento delle unit immobiliari vadano agli anziani, che provveda con adeguati spazi pubblici dove tutti i
residenti possono incontrarsi e che autorizzi una progettazione a destinazione universale per tutto. Le
comunit age-friendly non lo sono solo per le sedie a rotelle e i deambulatori, ma anche per le lettighe e
gli skateboard, per i passeggini, i bus, i fattorini e per le persone stanche.
Riconosciamo il bisogno di aver bisogno di aiuto e accettiamolo con gratitudine e senza
vergogna.
RIBELLATEVI!
CERCATE LEGAMI
Gli esseri umani sono tribali e non  facile superare i confini, quelli di classe in particolare. I
miei amici hanno diverse et, ma sono quasi tutti bianchi. I circoli sociali spesso diventano pi limitati
mentre invecchiamo, ed  importante creare e mantenere una rete che vada oltre la famiglia e i nostri
migliori amici. Trovate diversi modi  come lavoratore, coniuge, volontario o prestando aiuto  per
connettervi al mondo e rimanere in contatto, anche (forse soprattutto) se siete introversi. Ho un amico
di novantun anni che mi ha detto: Sai che non sono un compagnone mi ha raccontato la produttrice
televisiva Ruth Friendly. Quindi, bisogna gettare le basi subito ed entrare in qualche organizzazione
che ti piace e che pu usare i tuoi talenti, perch non lo farai quando avrai ottantanni.
Pu sembrare faticoso, ma le associazioni religiose, i centri anziani e le bacheche pubbliche
offrono diverse possibilit. Iscrivetevi a una palestra. Seguite un corso. Il gruppo di lavoro a maglia
della mia amica Isabel include donne afroamericane pi vecchie e teenager goth con i capelli viola,
senza menzionare le conversazioni che manovali di ogni etnia hanno con lei sui bus o sulle panchine. I
club o le squadre sportive sono un buon modo per incontrare persone con cui condividete interessi, che
potrebbero svilupparsi tardi nella vita o che finalmente avremo tempo per curare.
La sprezzante istruzione di trovare la tua passione mi ha sempre infastidito. E le persone che
lavorano per vivere o che devono ancora trovare loro stessi attraverso lo scrapbooking o salvando gatti
randagi? Linterprete del tribunale Sam Adelo ha il migliore atteggiamento possibile, sotto questo
punto di vista, che mi  mai capitato di incontrare: tutti sanno qualcosa. Basati sulla tua conoscenza
per sostenere qualcuno che ha bisogno di quellaiuto si raccomanda, che sia un nipote, un vicino o una
conoscenza virtuale.  essenziale che ogni parte della relazione dia valore a quello scambio.
Lecologista Kate Zidar cercava un professore universitario che la consigliasse sulla
metodologia per la sua ricerca sul plancton delloceano. Quando si sono incontrati, lui disse che
lavevano invitato a tenere un corso di scienze in una universit coreana via video chat, ma non sapeva
come fare. Lei  una maga dei computer, hanno barattato un tirocinio, ed  nata unamicizia.
Solo durante lultimo secolo le persone hanno iniziato a chiedere consiglio a chiunque altro che
non fosse la persona pi vecchia che conoscevano. Come depositari di conoscenza e tradizioni, i pi
vecchi sono modelli naturali e rappresentano i giusti consiglieri per i pi giovani, fin tanto che sono
meritevoli del ruolo e lo scelgono liberamente. Anche i pi giovani hanno molto da insegnare ai pi
vecchi, quando troviamo il modo di stare in loro compagnia e siamo disponibili ad ascoltarli.
Le relazioni, dopo tutto, sono ci che d significato alla nostra vita. Non amiamo meno mentre
invecchiamo, ovviamente, o amiamo meno cose, o amiamo meno profondamente o meno bene. Non
superiamo mai il bisogno di compagnia, e questa non fallisce mai nel sostenerci.
USATE INTERNET
Internet  un modo indispensabile per accedere a notizie e informazioni, connettersi con amici e
famigliari, fare nuove conoscenze e forgiare comunit di ogni tipo. Siti per conoscersi come Meetup o
Facebook aiutano le persone a fare amicizia con chi condivide con loro interessi o attivit. Non  una
situazione o/o: le persone che usano Facebook, per esempio, hanno anche vite sociali pi attive offline.
Videotecnologia economica e siti di raccolta come YouTube danno alle persone un nuovo modo per
raccontare la propria storia e ottenere un riscontro e non solo dai nipoti. Mio padre lavorava con
Buckminster Fuller, e si divertiva a trovare il lavoro dei suoi studenti online. Lo impegnava
profondamente e si assicurava un notevole flusso di visitatori che volevano parlare del notevole
inventore.
Ruth, la madre del mio compagno e libraia, contatta via Skype potenziali clienti per mostrare
loro la sua merce, rendendola eccezionalmente abile con la tecnologia, per una novantenne. Ho resistito
alle sue suppliche per unirmi a Parole tra amici (Words With Friends), ma ha attivato sei o otto giochi
senza alcun aiuto da parte mia. Le ho chiesto, in occasione del suo settantesimo anniversario di
matrimonio, quale fosse la pi importante invenzione che aveva visto nascere nel corso della sua vita, e
lei ha risposto: Il mio iPhone.
Imparare il nuovo linguaggio della tecnologia  una sfida, soprattutto perch pochi dispositivi
sono progettati pensando a utilizzatori pi vecchi e nessuno pu rimanere al passo dei tanti
cambiamenti. Quando una app per scambiarsi foto, chiamata Snapchat,  stata presentata, mi sono
sentita sollevata quando un compagno di scuola di mio figlio ha menzionato il fatto di non essersi
preoccupato di scaricarla. Ero gi saltata alla conclusione ageista che ovviamente lo stava usando solo
perch aveva ventanni.
Le distanze emergono in modo incredibilmente veloce: non  raro per fratelli con pochi anni di
differenza preferire app e piattaforme social diverse. Il modo in cui i nipoti comunicano disorienta i
genitori. Sta a noi trovare un terreno comune per creare nuove connessioni, e sostenere quelle vecchie,
in qualsiasi modo abbia senso per noi.
Per quanto riguarda lItalia,  al cinquantunesimo posto, a livello mondiale, per velocit di
connessione a Internet, ultima in Europa. Sette italiani su dieci sono connessi alla rete; solo il 27,8 per
cento degli over 65 la utilizza.
Luso di Internet tende a crollare dopo i settantacinque anni, e gli over 65 sono stati pi lenti a
trasferirsi nel regno digitale dei loro figli e nipoti. La classe sociale gioca un ruolo importante, luso di
strumenti e servizi digitali  maggiore tra coloro che sono pi benestanti e con un livello culturale pi
alto e, conseguentemente, molto meno fra chi  anziano e meno abbiente, soprattutto fra chi ha
problemi di salute o disabilit. Ma almeno la met degli americani di sessantacinque anni e pi ha una
connessione Internet ad alta velocit a casa, e il loro uso di Internet cresce a passi da gigante, 
allincirca triplicato tra il 2000 e il 2013.243
Nonostante questi trend, persistono i meme stupidi, ageisti e sessisti che indicano i pi vecchi,
specialmente le donne, come incapaci di usare diavolerie tecnologiche. Stanca di sentir dire cose come:
Spiegamelo come se fossi tua nonna oppure  cos semplice che persino tua nonna lo capirebbe,
Rachel Levy, docente di matematica dellHarvey Mudd College, ha aperto un blog dal titolo Grandma
Got STEM, la nonna ha uno Stem, acronimo per scienza, tecnologia, ingegneria e matematica.244 Le
persone condividono storie e ricordi su donne anziane abili nella tecnologia e sono fantastiche.
Possiamo essere i nostri peggiori nemici. C molto ageismo interiorizzato nel presupposto che
una parte degli anziani lo  troppo per imparare a muoversi nel mondo digitale, o non  interessata. La
mia mamma che, nel corso degli anni, ha battuto a macchina centinaia di lettere lunghe e divertenti ha
dichiarato che non riusciva a capire le e-mail. Pia Louise conduce un programma radio intitolato Living
Portraits, ritratti viventi, e chiede agli ospiti di partecipare via Skype o Google Hangout. Credo che le
persone della mia et, dai cinquanta in su, dovrebbero tenersi al passo con la tecnologia. Invece mi
rispondono che non ne hanno bisogno mi ha scritto. Accidenti! Ma che cosa ne pensi? Ecco la
risposta che ho pubblicato sul mio blog Yo, Is This Ageist?
Poich si applica a tutti gli ospiti, la vostra politica non  ageista.  una vostra prerogativa e
probabilmente una necessit tecnica. Molte persone over 50 conoscono i nuovi media, per, ed  uno
stereotipo ageista farli ricadere fra i tecnofobi o i resistenti ai cambiamenti.
Per quanto riguarda la questione generale, mantenersi al passo con la tecnologia aiuta le persone
a connettersi attraverso chilometri e generazioni, ed  sempre una buona cosa. Quando le persone nel
mio gruppo di coetanei non si messaggiano mi irrita. Ma ho simpatia per unamica ottantenne che non
vuole mandare sms ai nipoti dicendo: Desidero sentire le loro voci. Spero che la chiamino spesso e
che, se qualcuno di loro si offrisse di insegnarle come si messaggia, lei non risponder: Non ne ho
bisogno.
Combatto contro la mia tecnofobia e non mi piace ammettere che il mio quoziente intellettivo
perde trenta punti quando devo capire qualcosa del mio pc. Il mio primo impulso, doppiamente ageista,
 di cercare qualcuno pi giovane che mi possa aiutare. Ma ci sto provando, perch  fondamentale per
la mia vita professionale e sociale, e perch non voglio essere relegata ai margini di un mondo sempre
pi digitale. Non devono essere scambi a una direzione sola. La redattrice Nancy Peske si affida
sempre pi al figlio adolescente e al suo migliore amico perch laiutino in certi ambiti che non ha
tempo per imparare. Sono molto pi visuali di me nota ma io spiego loro il disegno dinsieme,
attraverso tecnologia e informazioni, che altrimenti non imparerebbero se non dopo anni, e quindi c
uno scambio.
Incontrarsi online non  il sostituto di un vero incontro, naturalmente, nonostante i simulacri di
Apple o Skype rappresentino un grande mezzo per vedersi con amici o famigliari lontani, specialmente
quando muoversi  difficoltoso o costoso. La cosa importante  sostenere connessioni esistenti, cos da
essere aperti a crearne di nuove  specialmente intergenerazionali  e per cercarle attivamente.
MESCOLATEVI AD AMICI DI OGNI ET
Spesso le relazioni al di fuori del nucleo famigliare tendono a essere omogenee dal punto di
vista dellet. Secondo il paragone informale fra articoli scientifici sullamicizia intergenerazionale del
gerontologo della Cornell, Karl Pillemer, per gli americani  pi facile avere un amico di unaltra razza
che uno che sia dieci anni pi vecchio o pi giovane di loro. Questo  un vero problema. Il gap dellet
mi  saltato allocchio dato il mio interesse nella questione, sebbene, come altre differenze, di solito
sparisce nel momento in cui le persone si conoscono. Non c alcuna ragione per cui unamicizia con il
cosiddetto gap generazionale non possa essere altrettanto stretta come le altre. Let non preclude
valori o interessi condivisi, pi di quanto non dica come votano le persone: genere, razza, reddito e
benessere sono molto pi importanti. Chi ama le gare automobilistiche o larcheologia o il poker o il
tango non smette di interessarsene perch invecchia pi di chi non vuole pi lavorare con i bambini o
salvare le balene o suonare il piano.
Queste relazioni possono iniziare magari con maggiore difficolt e le differenze nelle capacit
fisiche e nello stile di comunicazione sono reali, ma si tratta di confini pi permeabili di quanto non
pensiamo. Ampliano le prospettive e bandiscono gli stereotipi: che i pi vecchi vivono vite noiose, per
esempio, o che i ragazzi sono immancabilmente concentrati su loro stessi. E, mentre amici di ogni et
arricchiscono le nostre vite,  probabile che i pi giovani siano pi attivi fisicamente, e questo  un
fatto positivo. Lesperienza di vita rende i pi vecchi una buona fonte di consigli per la carriera o
lamore, in compenso i pi giovani offrono un legame con la cultura pop e le nuove tecnologie. I
contatti generano curiosit ed empatia. Avere amici pi vecchi aiuta i ragazzi a capire come saranno
quando invecchieranno e pi facile per loro connettersi con i surfer o gli autostoppisti che i pi vecchi
erano una volta, e con i pianificatori, gli amanti e i sognatori che sono ancora.
TENETEVI BUONI I FIGLI
(O QUELLI DI QUALCUN ALTRO)
Nel cuore del XX secolo, i genitori morivano non troppo dopo che il loro ultimo figlio se nera
andato di casa (nel 1900, in America laspettativa media di vita era di quarantasette anni). Ora, a
seguito di un cambiamento senza precedenti,  probabile che i genitori abbiano a disposizione il doppio
del tempo da passare con i loro figli adulti di quello che hanno trascorso con loro quando erano
bambini. Vite pi lunghe e meno figli stanno trasformando il tradizionale albero famigliare in quello
che i sociologi hanno chiamato famiglia pertica, che si prolunga verticalmente nel tempo, ma con
meno membri di ogni generazione. Meno fratelli e sorelle, zie e zii, cugini e cugine, ma con pi
generazioni viventi. Pi storie condivise, pi relazioni intergenerazionali, estenuanti ed esilaranti.
Quando il supporto va in entrambe le direzioni, che sia emozionale o materiale, tutti ne
beneficiano. Il supporto include ogni cosa, dalloffrirsi di tenere i bambini o di fare un salto al negozio
al prestare lauto, o dare un consiglio o una spalla a cui appoggiarsi.  meraviglioso essere legati ai
nipoti,  ottimo anche per i bambini e protegge dallageismo.
Queste relazioni sono naturali nelle culture tradizionali in cui famiglie estese condividono il
tetto e i nonni contribuiscono, aiutano a controllare la vita famigliare e godono di maggior rispetto.
Sono relazioni pi difficili da stabilire e mantenere nella cultura ageista, ma possono giocare un ruolo
molto grande nel dare forma a valori e interessi, e possono persino spingere a studiare medicina.
Spiegando perch si diventa geriatra, la dottoressa Rosanne Leipzig, della scuola di medicina di Mount
Sinai, mi ha detto: Tutti si iscrivono per via della nonna. Il dottor Robert Butler, a cui questo libro 
dedicato, fu cresciuto dai nonni.
 meglio che continui a essere nelle grazie dei miei ragazzi, specialmente se ho intenzione di
rimanere in giro abbastanza per vedere loro fare i nonni. Sono consapevole di unaltra lezione del
dottor Pillemer. Le persone meno felici che ha intervistato, per il Cornell Legacy Project, erano quelle
che non avevano mai contatti con i figli. I diritti dei nonni sono spesso mal definiti, quindi anche se i
vostri figli non hanno bisogno di qualcuno che badi gratuitamente ai bambini,  importante farlo per
rimanere in contatto con loro. Se potete permettervelo, finanziate le visite famigliari. Rispettate le
agende e le priorit dei vostri figli.
Non tutti sono fortunati abbastanza da far parte di una famiglia, figuriamoci una funzionale.
Molti se ne scelgono una, al di fuori dei legami biologici e coniugali, come il regista George Stoney, il
quale  durante la mezza et  fu praticamente adottato da una famiglia che non era la sua. Uno dei
nipoti ha vissuto con lui, nel suo appartamento nel West Village, durante lultimo anno, e anche Stoney
ha abitato da loro. Relazioni come questa necessitano fortuna, lungimiranza e immaginazione. Spero
sar in grado di pulirmi il sedere fino alla fine dei miei giorni, ma avr bisogno di spalare la neve e mi
muover con difficolt, per cui voglio essere in grado di costruire una vasta rete di relazioni. Il figlio di
un ex, bambini adottivi, figliocci, figli di amici, i ragazzi della porta accanto e del piano di sotto sono
tutti candidati, se linteresse e laffetto sono reciproci. Le amicizie intergenerazionali possono portare
frutti per decenni e in modo completamente inaspettato.
RAPPRESENTATEVI!
Uscire di casa  utile sia per il corpo che per la mente, ma linerzia  tentatrice, soprattutto
quando le escursioni richiedono di uscire dai recinti dellet. Eccetto per le trasmissioni in simultanea a
teatro del Metropolitan Opera, io e il mio compagno Bob siamo spesso le persone pi vecchie della
stanza, e di decenni. Non ci piace, ma non vogliamo stare a casa solo perch non passeremo
inosservati. Credo che sia unazione politica, che sembra essere proprio necessaria in questa societ in
cui le et non si mescolano.
Alcuni anni fa, io e Bob siamo andati a un grande Dj festival allaperto  Electric Zoo  e
spiccavamo decisamente tra gli altri. Gli amici con cui siamo andati erano sulla trentina, mentre let
media toccava appena i venti. Certo, alcuni ci hanno guardato strano, ma la maggior parte dei ragazzini,
vestiti di colori fluo, non ci ha prestato alcuna attenzione. Alcuni ci hanno fissato e altri ci hanno
persino chiesto di farsi un selfie con noi, ma in senso amichevole e benevolo. E (spesso) ci hanno
riservato dei grandi sorrisi o ci hanno battuto il cinque quei giovani che speravano di continuare a stare
su una pista da ballo alla nostra et.
Il fatto che ci piaccia la musica elettronica da discoteca ci rende delle mosche bianche, ma
avremmo maggiore compagnia se altre persone si concedessero pi possibilit e smettessero di
rinchiudersi in panorami che attraggono solo i coetanei. Non sono una brava ballerina e ho paura di
sembrare una pazza, ma nessuno  andato nella tomba dicendo che aveva sprecato troppo tempo a
ballare. E, se fossimo stati a casa, non avremmo mai fatto venire un dubbio a questi ragazzi su come
potrebbero essere i loro genitori e non ci saremmo divertiti tanto. Abbiamo anche fatto amicizia con
due ragazzi sulla trentina. Veri amici. Siamo veri amici mi disse una donna che mi avvicin dopo la
mia prima conferenza. Stava parlando di un ragazzo sulla ventina, che aveva conosciuto tramite sua
figlia, che amava come lei la rock band inglese dei Muse. Lei aveva la sensazione di aver perso
loccasione di una giovinezza selvaggia, aveva scoperto il rock passati i cinquanta e aveva iniziato ad
andare spesso ai concerti, il pi delle volte da sola. Era coraggiosa e si stava divertendo un sacco, e in
una societ meno ageista questo non dovrebbe aver bisogno di audacia.
Non voglio trasformare questa felice groupie in Rosa Parks, ma  cos che si d il via alla fine
della segregazione. Le persone maggiormente coinvolte  i pi vecchi, in questo caso  devono fare un
passo avanti. Devono smettere di conformarsi. Chi ha la mente aperta ne  lieto e cambiamenti sociali
incrementali hanno luogo. Piste da ballo e concerti rock sono esempi alla fine di uno spettro sociale.
Che cosa ne dite di andare in un ristorante alla moda, anche se siete i soli con i capelli grigi oppure
optare per Airbnb anche se i viaggiatori pi vecchi tendono a scegliere gli alberghi, o esplorare un
quartiere abitato da giovani? Ovviamente solo se la prospettiva vi interessa davvero. Il punto non 
agire con falsit, ma metterci un po alla prova, sfidando lo status quo, evitando che i nostri mondi
rimpiccioliscano e facendo la nostra parte per integrarli fra loro.
Il romanzo di Philip Roth Lanimale morente descrive la storia fra un professore sulla
sessantina con una ex studentessa nei suoi ventanni: Non ti senti giovane. Senti ancora di pi del
solito lintensit del suo futuro illimitato, opposto al tuo che  ristretto. Noti la differenza durante ogni
secondo di questo gioco. Ma almeno non rimani in panchina. Esattamente. Non giustifico dormire con
gli studenti, ma consiglio di provarci. Come minimo, si imparer qualcosa e ci si potrebbe divertire. La
parte difficile  buttarsi in acqua. Alcuni saranno irriverenti, come il buttafuori alla porta di un club, in
una notte fredda di febbraio, mentre tremavamo in fila, con un gruppo di amici, per festeggiare un
quarantesimo compleanno. Entra, nonno disse al mio compagno.
Bob si avvicin e gli replic: Forse pensi che sia affettuoso chiamarmi nonno, ma non mi
piace essere notato in particolar modo per la mia et, specialmente in questo contesto. Mi sento come
credo ti sentiresti tu, se qualcuno ti chiamasse negro.
Il buttafuori ci pens su, annu, e rispose: Ho capito.
Sono un nonno, comunque ha aggiunto Bob e sono orgoglioso di esserlo. Tutti hanno
imparato qualcosa.
I matrimoni sono una di quelle cose, per lo meno nella cultura nord americana, in cui tutte le et
si mescolano sulla pista da ballo, ed  uno dei motivi per cui sono cos divertenti. Perch i pi vecchi
dovrebbero cedere spazio? O le persone con disabilit? Il ballo  una pubblica espressione di piacere e
libert e non dovrebbe essere riservato solo a persone che riescono a stare in piedi, o a chi  giovane,
magro e popolare, o a persone in grado di fare tutti i movimenti giusti dice lattivista per i diritti per le
persone con disabilit, Simi Linton, nel suo documentario Invitation to Dance. La pista da ballo, al
party dopo la prima del film, era piena di persone sulla sedia a rotelle. In America Latina non  raro
vedere nonne, con i bambini in braccio, ballare per le strade con tutti gli altri. Tutte le et si mescolano
nelle milonghe di Buenos Aires per imparare o insegnare il tango. In Nord America, le aspettative
culturali sono diverse, ma non c ragione di non sfidarle, nella vita di tutti i giorni, se non sulla pista
da ballo.
La receptionist del mio dentista, sulla cinquantina, fu invitata al trentesimo compleanno di una
sua vicina. Lei si defil allultimo momento per la differenza det e fu sorpresa e rammaricata quando
la ragazza le disse: Ci sei davvero mancata!
Qualche volta stare con amici pi giovani mi fa sentire pi giovane, e altre volte vecchia. 
complicato anche per loro. So che pensano: Spero di invecchiare bene come Ashton e anche Spero
che non succeda mai a me. Entrambe le cose sono vere.  importante andare a quella festa di
compleanno, non solo perch la segregazione impoverisce le nostre vite, ma perch lo scambio di
conoscenze ed esperienze tra generazioni ha senso in molti ambiti, dalla cucina alla sala conferenze, da
imparare una lingua a padroneggiare uno sport, dallarte allastronomia. La lista potrebbe andare avanti
per sempre, perch  nellordine naturale delle cose. Lageismo lha sovvertito. E, quando le persone
non sono visibili perch sono ghettizzate o costrette a casa, che sia per scelta oppure no, queste sono
questioni che le riguardano.
SCOLLEGATE IDENTIT E CAPACIT
Anche quando la vergogna viene tenuta a freno, anche quando laiuto  adeguato e offerto
gratuitamente,  difficile venire a patti con la perdita della propria indipendenza. Specialmente mentre
entrano nellottava o nella nona decade della loro vita, le persone si preoccupano, senza ragione, di
essere sbattuti fuori dalla casa di riposo se non sono pi autosufficienti. Polarizzare i conflitti  fra
colpa e gratitudine, dignit e imbarazzo (specialmente quando si tratta delluso del gabinetto),
arrendersi e prendersi carico  accompagna difficili transizioni. Let rallenta. Pu sembrare come se
tutti gli altri, gestendo compiti e spostamenti e altre responsabilit di cura, vadano di corsa. Pu essere
pi semplice abdicare le proprie responsabilit ed essere daccordo con lidea che qualsiasi tipo di stile
di vita un bambino suggerisca con forza ci terr al sicuro. Pu essere pi semplice, anche, prendersi la
responsabilit, magari portando via le chiavi della macchina ai propri genitori, per esempio. Meglio
parlare prima, onestamente, di questi cambiamenti di potere. Per quanto sgradevoli, queste discussioni
sono essenziali per mantenere identit e autostima da una parte, e mitigare colpa e risentimento
dallaltra. Mediatori esperti possono essere daiuto. La reciprocit sostiene le relazioni, che sia tra
amanti, vicini, membri di famiglia e pazienti e chi si prende cura di loro.
Pi abituate ai cambiamenti e non alla elaborazione, le donne possono affrontare queste
transizioni in modo meno problematico. Se non riesco ad aprire il tappo di una bottiglia, non provo
alcun imbarazzo nellaprire la porta e chiedere al primo che passa di aiutarmi. Ragazzi vigorosi
possono avere comunque difficolt ad aprire quella dannata cosa (non fatemi ricominciare con il
bisogno di una progettazione universale, che eliminerebbe questi problemi di poco conto, ma che tirano
scemi). Nel suo libro Aging Well, George Vaillant descrive una settantottenne il cui enfisema avanzato
non permetteva di andare a fare spese, usare i trasporti pubblici, salire le scale, persino farsi il letto.
Come gestiva questo ambito sempre pi stretto di attivit indipendenti? La donna spieg che aveva
dovuto prendere consapevolezza e poi dolersi della perdita di ogni funzione. Poi  stato pi facile ha
concluso.245
Chiedere il minor aiuto possibile, per il tempo pi lungo possibile,  miope, limita ed esaurisce.
Accettare, invece di negare,  la chiave. Riflettere su quanto si sia gi perso, che sia vedere da
vicino oppure la forza delle mani. Parte del venire a patti con queste perdite  riconoscere il proprio
bisogno di chiedere aiuto e di accettarlo, allinizio occasionale, ma col tempo sempre pi di frequente.
Aiuta a spostare lattenzione dal controllare una circostanza al gestirla, o magari a gestire le persone
che effettivamente la controllano. Questo grande compito significa riconfigurare entrambe le relazioni
con il mondo esterno e con ci su cui si basa il nostro senso di identit interiore.
Non molto tempo fa sono finita al pronto soccorso con una seria infezione renale, e il pensiero
che mi  passato per la mente  stato che non dovevo permettere che i miei figli mi vedessero cos
debilitata. Chi sto prendendo in giro?  stato il pensiero successivo. Sono adulti. Ho bisogno di loro.
Potrebbe essere la prima volta che mi vedono in ospedale, ma probabilmente non sar lultima. Era il
momento, per tutti noi, di iniziare a negoziare linevitabile rovesciamento dei ruoli. La maggior parte
delle persone si sforza di mantenere la propria identit chiedendo il meno possibile, e resistendo con
tutte le proprie forze alla necessit di chiedere aiuto. Questa strategia  comprensibile, ma  miope,
limita ed esaurisce.
Aggrapparsi allautosufficienza, inoltre, impedisce di sfidare il modo in cui la societ vede i
vecchi e gli imperfetti. Quando le capacit fisiche diminuiscono, spesso anche lautostima segue
lesempio. Se la malattia, o altri danni, ci sposta in una categoria che una volta ci impietosiva o ci
faceva paura,  nella natura umana spostare quei sentimenti su noi stessi, o negarli e opporre resistenza
a questa difficile autovalutazione. Ora incapace di camminare a lungo, il novantaquattrenne zio di Bob,
Eddie, si rifiuta di utilizzare un deambulatore (e non parliamo della sedia a rotelle!), sebbene questo
abbia determinato la fine di una vita di viaggi. Labilit di muoversi indipendentemente e stare dritto 
rimasta fondamentale per la sua identit. Lunico modo per cambiare una tale mentalit  separare lego
dal corpo, sia che si tratti di un goffo adolescente o di uno zoppicante novantenne, come le persone
diversamente abili imparano a fare presto. La sfida  continuare a vedersi come belli, capaci e
pienamente presenti, e insistere che gli altri ci rispettino in questi termini.
In Life Gets Better: The Unexpected Pleasures of Growing Older, Wendy Lustbader parla
esplicitamente del bisogno di accettare che avremo bisogno di aiuto: Il coraggio, nella vecchiaia, ha
molto a che fare con il lasciar andare scrive. Specie quando le malattie ci espongono al bisogno,
potremmo affrontare uno snervante periodo di valutazione.246 I limiti richiedono flessibilit e
improvvisazione. I compromessi sembrano intollerabili, al principio, ma imparare a bilanciare la cura
di s con lassistenza e accettarlo con dignit possono portare a benefici inaspettati. Lustbader racconta
di unavida lettrice alla quale, a settantun anni,  stato comunicato che stava perdendo la visione
centrale e che era incurabile, il mio peggior incubo (okay, il mio secondo peggior incubo, e ora gli
e-reader hanno schermi luminosi e con grandi caratteri). Ha sofferto profondamente e a lungo. Ha dato
una festa per regalare i libri in suo possesso, ed  stata sorpresa dal fatto che tre amici si sono offerti di
andarla a trovare una volta alla settimana, e leggere a voce alta per lei. Aveva tre libri in lettura
contemporaneamente e amava questi incontri. Altrettanto importante, lo facevano anche i suoi lettori:
Lettori e ascoltatori, chi d e chi riceve, diventa indistinguibile.247 Ricalibrazioni come queste sono
una danza fra insistere e mollare. Quando altri sono coinvolti, il processo pu essere riccamente
collaborativo.
Ogni piccolo atto che, a prima vista, potrebbe sembra avvilente pu aiutarci a riprendere una
sensazione di controllo sulle nostre vite. Avere influenza anche su situazioni molto limitate pu essere
fondamentale.
In un basilare studio del 1976, la psicologa Ellen Langer ha dato alcune piante a due gruppi di
residenti in altrettante case di riposo del New England. Un gruppo doveva occuparsi direttamente della
pianta, avendo anche la possibilit di variare il programma della propria giornata. Allaltro gruppo 
stato detto che sarebbe stato lo staff a occuparsi delle piante, e che non avevano alcuna scelta sui loro
impegni. Diciotto mesi pi tardi, il doppio degli anziani del primo gruppo erano vivi rispetto a quelli
nel gruppo di controllo. Nello stesso filone, quando i residenti delle case di riposo ricevono aiuto con
un gioco di pazienza, invece di essere solo incoraggiati, considerano il compito pi difficile e il
risultato  meno buono. Quando la loro competenza viene messa in discussione, le persone diventano
pi dipendenti e sviluppano unimpotenza acquisita. Piano piano identit e autonomia vengono erose.
Non importa quanto sia fatto con buona intenzione, offrire aiuto basandosi sul presupposto che
una persona pi vecchia sia meno competente di una pi giovane  ageista. Chiedete prima, in modo
neutrale, in modo che lofferta sia facile da accettare o declinare. La dipendenza non significa
impotenza.  diversa dalla vera incompetenza, una distinzione che mitiga quello che la studiosa
dellet, Margaret Cruikshank chiama la vergogna dellet. Limpotenza acquisita pu effettivamente
uccidere, mentre avere possibilit di scelta  profondamente significativo. Il dottor Atul Gawande
descrive come rimanere gli scrittori della nostra storia, in modo che rifletta il nostro carattere e i nostri
bisogni pi profondi. Chi sta per morire, scrive in Being Mortal, chiede solo che gli sia permesso, per
quanto possibile, di continuare a dare forma alla storia della propria vita nel mondo, per fare scelte e
sostenere connessioni con gli altri, in accordo con le proprie priorit. Nella societ moderna, siamo
arrivati a dare per scontato che debilitazione e dipendenza eliminino questa autonomia.
Possiamo cambiarlo.  meglio considerare let come una gamma che come una
contrapposizione vecchio/giovane, e questo vale anche per lautonomia. Vederla come unantitesi
(dipendenza/indipendenza, chi d/chi riceve, passivo/attivo) riduce miriadi di scambi umani a una
transazione in una sola direzione, mentre in effetti essi sono complessi, pieni di sfumature e
coinvolgono rischi e guadagni reciproci.
Non avere il controllo di una situazione non  la stessa cosa che essere impotenti. Lautonomia
esiste solo in relazione agli altri. Un paradosso descritto dal gerontologo danese Jan Baars  che 
possibile, persino necessario, accettare il potere di qualcun altro per essere autonomi. Supponiamo, per
esempio, che qualcuno sia limitato nei movimenti e che, quindi, qualcuno deve accompagnarlo in auto
a un appuntamento.248 Se lautista sta servendo la persona diversamente abile, acconsentendo a una sua
richiesta, chi  pi autonomo?
Situazioni come questa sono complicate da negoziare e coinvolgono alti livelli di fiducia
reciproca e di comunicazione anche tra professionisti qualificati. Le cose diventano persino pi
complicate se qualcuno decide di lasciare che gli altri prendano decisioni al suo posto.
Simili transazioni mostrano come il concetto di autonomia si estenda inevitabilmente oltre il
livello individuale. Dipendenza e autonomia non si escludono luna con laltra. Alla fine della nostra
vita, il sistema formale di cura ci trasforma o in datori di lavoro o in consumatori. Attitudini e
istituzioni convenzionali ci lasciano poche buone opzioni. Tessere la nostra via duscita dalla trappola
dellautosufficienza richiede forgiare, riconfigurare e valorizzare una rete di relazioni informali, basate
sul bisogno, sullabilit, sugli interessi reciproci, lamicizia e il baratto di ogni tipo.
CHIEDETE AIUTO. FATE LA CONOSCENZA
CON LA SOBRIA DELIZIA
Come ha notato Baars, il rispetto per se stessi  vulnerabile e si basa sul mutuo supporto; vacilla
se non viene validato da quelli che ci circondando. Ci sono pi passi avanti e indietro di quelli di un
ballo di piazza e nessuno ti avvisa quando  giunto il momento di scambiarsi di posto. Le transazioni
non sono scritte e, in compenso, sono complesse, specialmente fra estranei. Anche cos,  possibile
godere della propria situazione. Nel 2005, quando mi sono trasferita in un quartiere di Brooklyn, dove
let media  di ventitr anni, mi sono detta che sarebbe giunto il momento di trasferirsi quando non
fossi pi stata in grado di salire le scale della metro, veloce come un ragazzino. (Ricordate che non
sono Ray? Questo  stato durante il secondo stadio o anche in quello del Guarda come me la cavo
bene!) Da allora, ho capito che potevo farmi sorpassare dagli hipster o farmi aiutare con le mie borse e
che questo sarebbe stato un bene per entrambi.
Lho testato solo poco tempo fa mentre, dopo il lavoro, stavo andando allaeroporto e mi
trascinavo una valigia insieme alla mia borsa e a quella del computer. La schiena gi protestava. Che
cosa stavo aspettando? Quindi, arrivata alla metro, ho chiesto a un giovane dallaspetto disponibile se
poteva portarmela gi per le scale. Ci sono tre distinte rampe di scale e mi sono costretta a chiedere
aiuto a qualcuno ogni volta. E, ogni volta, sono stata ricompensata con un bel sorriso sincero.
Lho postato su Facebook per renderlo reale: Chiedere  stato pi difficile che portare quella
dannata valigia e sono davvero orgogliosa di me. Penso di aver fatto sentire bene anche chi mi ha
aiutato. Dopo che ho chiarito di possedere una valigia con le ruote, con manici ergonomici, piedini,
moschettoni, eccetera, si  trasformato in un thread molto interessante sul trasformare la dicotomia chi
d/chi prende in uno scambio a due pi complesso.
Solo recentemente ho capito che, quando una persona che sta impacchettando la mia spesa mi
chiede se voglio aiuto per trasportarla fino alla macchina, posso dire di s, senza vergogna ha
commentato Terry Finn.  unattrice  usciva con il mio ex marito prima che ci incontrassimo
(andiamo lontano di parecchio)  e Facebook ha ravvivato una meravigliosa amicizia. Combattere con
le chiavi, la mia borsa dannatamente grande e un carrello della spesa ingovernabile non solo  stupido,
ma terribilmente poco attraente (un reato nella parte ovest di Los Angeles). In pi, sono sicura che il
ragazzo sia stato felice di uscire dal negozio per cinque minuti.
Betsy Martens, produttrice video e attivista di Chicago, ha postato lintervento successivo:
Chiedere aiuto  sempre stato difficile per me, non importa a che et. Ci sto lavorando ora, per, e
trovo che mi dia potere. Naturalmente, prima devo far inciampare qualcuno con il mio bastone. Stava
scherzando, ma il bastone  vero: aveva avuto da poco un intervento allanca.
Ancora da Terry: Ecco un altro tipo di lasciar andare, che ho capito oggi, mentre superavo un
nuovo inquilino che si  trasferito nel mio condominio. Guardando la fatica che faceva per portare un
tavolino da caff dal camioncino alla porta, mi sono resa conto che non potevo aiutarlo. Sono sempre
stata orgogliosa della mia forza fisica, ero la prima ad aiutare le mamme col passeggino, gi per le
scale della metro, o chiunque combattesse con un fardello ingombrante. Ora capisco che non posso fare
molto altro che non sia tenere la porta o spostarmi. Anche se avessi ancora una forza sovrumana, non
credo che nessuno si sentirebbe a proprio agio con una donna con i capelli bianchi che attraversa
lingresso, sbuffando sotto il peso di una scatola dei loro copioni mai prodotti.
Anchio mi sono sempre sentita forte fisicamente ho ammesso, aggiungendo: Sono per tutti
i tipi di disagio che mettono in discussione i preconcetti delle persone. La nozione di donna con i
capelli bianchi con una forza sovrumana mi piaceva, sebbene non fosse particolarmente utile per
venire a patti con un cambiamento di identit, in qualche modo non voluto.
Ok, ok, fatevi da parte, voi dilettanti ha scritto Fletcher Barton, scrittore e mio amico dai
tempi del college. Come sa Ashton, ho una malattia degenerativa ai muscoli, incurabile, e quando
devo chiedere aiuto lo so. La prova? Ok, spesso quando qualcuno ha finito di aiutarmi, loro ringraziano
me! Sembra incredibile, lo so, specialmente considerando il mio stile interpersonale da stronzo burbero,
ma linventore della psicologia positiva applicata, Martin Seligman, ha discusso una situazione simile
in uno dei suoi libri, Flourish [trad. it. Fai fiorire la tua vita, Anteprima, Torino, 2012], dicendo
essenzialmente che, dopo aver preso in braccio il suo compagno di bridge, per farlo salire e scendere
dallauto, sentiva una sorprendente quanto profonda connessione umana. Barbara Fredrickson, anche
lei studiosa di psicologia positiva, ha scritto un libro, Love 2.0, dicendo che questi temporanei momenti
di connessione possono generare validi episodi damore. Tutti dovrebbero essere storpi! Ok, non  un
prerequisito per la felicit, ma chiunque voglia diventare vecchio dovrebbe leggere questi libri. Anche
negli ultimi anni, la vita sorprende.
La fotografa Sari Goodfriend si  inserita, definendolo uno dei pi divertenti e pi profondi
thread che abbia letto su FB su un tema al quale penso regolarmente, avendo di recente subto una
ferita alla schiena ed essendo stata come Terry, sempre pronta ad aiutare, usando la mia forza, per
quanto sia minuta. Ma ho capito che le persone amano aiutare. Si tratta solo di dare loro lopportunit
di farlo.
Fletcher ha continuato a scrivere: torno a bomba e per chiarire il mio post... Il punto non  che
ci si sente bene ad aiutare il disabile di turno, per quanto possa essere vero, ma c un modo per
chiedere e accettare e apprezzare laiuto che rende grato anche colui che lo offre. Sembra una magia,
davvero, ed  probabilmente piuttosto raro e richiede pratica e messa a punto. E, naturalmente, non
funzioner con tutti quelli che prestano aiuto. Ma vale la pena tenere a mente, considerato che ne
avremo bisogno sempre pi spesso, e, piuttosto che terrore, la prospettiva di una vittoria, per quanto
occasionale, porta con s una sobria delizia.
Che perfetto giro di parole. Ora Fletcher usa una sedia a rotelle motorizzata o uno scooter
elettrico per andare in giro, come far qualcuno di noi al momento opportuno. La danza fra estranei 
diversa, allo stesso tempo pi semplice e pi complicata, forse persino pi commovente e ci ricorda la
nostra comune umanit e il fatto che nessuno, in realt,  solo.
Chiedere d potere.
Un ulteriore, meraviglioso paradosso  che chiedere d potere. La sociologa Meika Loe
descrive questo processo molte volte in Aging Our Way, uno studio durato cinque anni su come trenta
dei pi vecchi fra i vecchi (dagli ottantacinque ai centodue anni, in questo caso) affrontano le sempre
pi difficili sfide del vivere il pi indipendentemente possibile. Molti si prendono cura di s,
assumendo e licenziando assistenti pagati quando necessario, e anche assicurando assistenza preziosa
ad amici e vicini. Tanti passano la maggior parte del tempo da soli, ma, allo stesso tempo, fanno
riferimento a una rete di amici, parenti e assistenti che li aiutano con lo shopping, gli spostamenti, la
cura della loro casa e di loro stessi e per la compagnia.
Forse la lezione pi profonda, persino ironica, che viene da queste storie  la seguente:
chiedere aiuto permette autonomia e controllo, fino a che  nei termini posti dagli anziani stessi scrive
la Loe.249
Mentre questi ottantenni e novantenni si ridimensionano e chiedono aiuto a famigliari e amici,
costruiscono una rete di sicurezza, la quale permette loro di mantenere il controllo su molti aspetti
della vita quotidiana e di migliorarne la qualit. Chiedere aiuto d loro potere sulle circostanze e fa s
che chi li aiuta si senta generoso e importante. Intuitivamente, questo non sorprende. Immaginate di
permettere a quella consapevolezza di ispirare le nostre scelte e di permettere al buon senso e al bene
comune di sconfiggere orgoglio malriposto e imbarazzo.
Per ognuno di noi, i termini e le dinamiche del potere cambieranno. Ho tempo per fare pratica.
Lobiettivo  dare e ricevere con grazia. Cos la grazia? Facilit nellaccettare, dignit di fronte alla
difficolt, gratitudine senza risentimento. Vulnerabilit, apertura, persino trascendenza. Lo
riconosciamo quando lo vediamo e ci eleva. Alle persone piace aiutare e non dovrebbe essere altro che
motivo dorgoglio stare dalla parte di chi riceve, specialmente quando lassistenza  offerta liberamente
e tra estranei. Quando qualcuno mi offre il posto sulla metro, accetto con un sorriso, a meno che non
debba scendere alla fermata successiva;  un dono e una cortesia, come sarebbe ovvio in una societ
non ageista.
La chiave, a me pare,  di abbracciare lidea che dipendere non  pi imbarazzante alla fine
della vita di quanto non lo sia allinizio.  cos che funziona in altre culture, dopo tutto, in cui dalla
culla alla tomba le persone si affidano apertamente e riconoscono laiuto degli altri. Maggie Kuhn,
lattivista visionaria che ha fondato le Pantere grigie e che era fermamente concentrata sulle soluzioni
intergenerazionali, lo ha detto meglio: Linterdipendenza  la verit delle nostre vite.250
Come la Kuhn sapeva bene, il mito che possiamo farcela da soli  promosso da potenti interessi.
Le Pantere grigie sostengono un cambiamento sociale fondamentale che eliminerebbe ingiustizia,
discriminazione e oppressione nella societ attuale.251 C poco spazio per chi si muove lentamente o
magari per nulla, in una societ che volta le spalle a chi fallisce nellinvecchiare felicemente, avendo
laspetto e comportandosi come i pi giovani.
Rovesciare il doppio stigma di et e disabilit richieder sia trasformazioni istituzionali che
personali. Nella loro richiesta per uguale trattamento, parit di accesso e pari opportunit, i movimenti
per i diritti civili e per i diritti dei disabili ci mostrano la via.
8
IL TORO SEMBRA DIVERSO: LA FINE DELLA VITA
Invecchiare  la vita in s, ed  per quello che  cos dannatamente interessante. La morte  ci
che accade alla fine di tutto quel vivere, ma una societ ageista fonde le due cose. Ecco perch nelle
librerie si trovano scaffali con titoli come Invecchiare e morire e perch potete laurearvi con tesi sulla
Cura della vecchiaia e del fine vita. Parte di questa fusione  solo umana: i vecchi ci ricordano la nostra
mortalit.  uno shock accorgersi che abbiamo superato la met della nostra vita, anche quando 
accaduto da parecchio tempo, che  una conseguenza della negazione dellet. Tornando dalla sua
trentasettesima riunione del college, la mia amica Susan scrisse: Sono sconvolta dallaver scoperto a
che punto siamo sullampia curva verso la morte.
Come molti bambini, ero terrorizzata dalla morte. Guardando avanti, arrivata alla mezza et, ero
convinta che la prospettiva che la Grande Mietitrice venisse a bussare alla mia porta sarebbe diventata
persino pi opprimente, intanto che diventava imminente. Quindi sono rimasta molto sorpresa di
scoprire che pi le persone sono vecchie meno hanno paura di morire. Non posso dire che mi sono
riconciliata, ma mi sento molto meglio alla prospettiva, in parte perch ho maggiore consapevolezza
del ruolo che la cultura gioca nel dare forma alle nostre ansie e alle nostre opzioni.
La paura di morire  umana. Ogni societ e ogni individuo combattono per venirci a patti.  il
motivo per cui abbiamo le religioni e il Requiem di Mozart. La paura di invecchiare, al contrario, 
culturale. Il modo in cui le persone pi vecchie sono trattate varia considerevolmente in diverse societ.
Godono di grande rispetto nelle culture asiatiche, dove la tradizione confuciana di piet filiale domina
ancora, cos come nelle culture del Mediterraneo, dove molte generazioni vivono vicine, a meno che il
capitalismo globale non abbia eroso queste convinzioni e strutture tradizionali. Se la proverbiale nave
stesse affondando, i membri di queste societ forse cercherebbero di salvare il genitore invece del
bambino. Il passato ha un valore,  il loro pensiero. Puoi avere altri figli.
Il punto non  che un tipo di etica  migliore di unaltra, ma che sono culturalmente definite. In
una societ ossessionata dalla giovinezza, le persone collegano linvecchiamento allinevitabile fine.
Proiettiamo le nostre paure. Sottostimiamo pesantemente la qualit di vita di cui un vecchio pu
godere, e spesso facciamo lo stesso per il valore che pu avere per la comunit.
IL TORO SEMBRA DIVERSO
Il filosofo William James ha soprannominato lillusione che possiamo sapere che cosa sta
provando unaltra persona lerrore dello psicologo. Durante una conferenza sui problemi del fine
vita, allospedale universitario Johns Hopkins di Baltimora, il dottor Thomas Finucane lo ha posto in
termini che mi hanno colpita profondamente. Il suo mantra era un detto messicano: Laspetto del toro
cambia quando entri nellarena. Il punto di vista del matador  diverso da quello dello spettatore.
Il toro sembra diverso.
Dietro Finucane cera un grafico che rappresentava le donne durante il parto, con lasse della x
che segnava il numero dei centimetri di dilatazione e lasse della y il momento in cui richiedevano
lanestesia. La linea saliva in una diagonale stabile; le donne iniziavano con lidea di un parto naturale,
ma cambiavano idea man mano che il travaglio continuava. Un altro dato che il dottore ci ha fornito 
questo: subito dopo lincidente che li aveva paralizzati, la maggior parte dei tetraplegici diceva di non
voler continuare a vivere. Un anno dopo, il 60 per cento dichiarava che la propria qualit di vita era
buona o eccellente.
Due altre storie raccontate dal dottore mi hanno impressionata. Una riguardava una donna molto
rigida, colpita da una forma di demenza che laveva privata di tutte le sue buone maniere. Diceva
battute sconce, sollevava la gonna, flirtava con i nipoti. Non cera dubbio che, se fosse stata nel pieno
delle sue facolt, avrebbe scelto la morte piuttosto che questa versione di s, che avrebbe trovato
mortificante. Ma non cera dubbio, anche, che si stava divertendo, cosa che aveva reso la transizione
pi facile da accettare per gli amici benintenzionati e per i famigliari. Ecco laltra storia: un uomo si
ubriaca. Guida. Dice alla moglie che, se mai fosse incapace di intendere e di volere, dovrebbe staccare
la spina. Fa un incidente e il suo cervello ne rimane seriamente danneggiato. Dopo un anno di
riabilitazione, lui  completamente paralizzato, a malapena senziente, capace solo di battere le
palpebre. La moglie diligentemente ripete i suoi desideri ai medici e la commissione etica si siede
vicino al suo letto. Sapeva chi fosse? S. E dove fosse? S. E che cosa gli fosse successo? Voleva
morire? S. Nessuna risposta.
La forza della vita  forte.
Il toro sembra diverso.
La vista di una vecchia, curva su un deambulatore, prima mi faceva borbottare: Uccidetemi, se
dovessi diventare cos. Ora borbotto altrettanto convintamente: Il toro sembra diverso, il toro sembra
diverso. Adesso capisco quanto fosse presuntuoso da parte mia presupporre che cosa le passasse per le
mente, figuriamoci dare per scontato che stava peggio di me. Nessuno vuole essere compatito e
trasforma loggetto della piet proprio in questo: un oggetto invece di una persona.
Il padre di una mia amica dopo un ictus aveva la parte sinistra completamente paralizzata,
allet di settantasei anni. Ha passato i successivi diciassette anni su una sedia a rotelle in una casa di
riposo. Dopo la solita visita, ha detto alla figlia: Devo proprio dire che questo  stato un giorno
perfetto. Lultimo regalo che lei gli ha fatto  stato un manuale per imparare lo spagnolo, cos da poter
conversare con uno dei suoi medici, che lui stesso le aveva richiesto. Prima di iniziare questo progetto,
pensavo che la vita con severe disabilit avesse poco da offrire e che il padre della mia amica sarebbe
stato meglio morto. Come si dice: Ci sono poche persone che vogliono vivere fino a cento anni e la
maggior parte di loro ne ha quasi cento.
Nascondere le sfide reali dellultima parte della vita non  utile a nessuno, ma nemmeno la
convinzione che vite molto limitate non sono degne di essere vissute. Avere contatti con persone molto
anziane e con diversamente abili fa rendere conto dellenorme differenza delle loro situazioni, sia
fisiche che psicologiche, e dei modi in cui si sono adattati. Questi incontri ci obbligano a ricalibrare, a
indagare le nostre convinzioni, a giurare che lo eviteremo o a combattere per emularli. Le lezioni
possono essere pragmatiche o profonde. Lo ha dichiarato solennemente il dottor Marc Agronin: Gli
incontri faccia a faccia con individui pi vecchi ci obbliga a guardare per un momento in un abisso
eterno e a dare vita a domande senza risposta sulla vita e sulla morte, le quali possono condurci alla
meraviglia tanto quanto alla paura e alla disperazione.252
Ha senso operare sulla base di quello che pensiamo sentiremmo o vorremmo nelle stesse
circostanze.  una proiezione, per, ed  diversa dallempatia, che  il tentativo di vedere il mondo
dalla prospettiva di qualcun altro. Spesso le nostre ipotesi sono sbagliate. Sentire repulsione per il
declino fisico, rimanere ancorati al punto in cui ci troviamo nel corso della vita, concentrati sulla
perdita: in questo modo tendiamo a sottovalutare grossolanamente la qualit di vita delle persone molto
vecchie, specialmente se sono gravate da una pesante disabilit e/o vivono in una casa di riposo.
Perdiamo la bellezza e lintimit di quegli ultimi capitoli, i loro piccoli piaceri, vissuti molto pi
profondamente.
LA PAURA DI MORIRE DIMINUISCE CON LET
Quando per la prima volta mi sono imbattuta nel fatto che i vecchi non si preoccupano di
morire, ero scettica. Poi ho scoperto che era vero per le persone che ho intervistato, come
lottantaduenne esperto di Boeing Anthony Mucci: Oh, sono contento che tu abbia sollevato la
questione ha detto alzandosi, per tornare nel tinello di un ranch a St. Louise, con uno scatto
fotocopiato: Questa  la sua bara e questa  la mia mi ha spiegato la moglie Rose. Le abbiamo
comprate dieci anni fa. Avevano paura? Non esattamente ha detto Mucci. C solo una cosa su
questa Terra che voglio fare e non ho ancora fatto, ed  vedere mio nipote Adam laurearsi in
medicina.
Durante un pranzo nellUpper East Side di Manhattan, ho chiesto alleminente geriatra Robert
Butler che cosa lo avesse sorpreso sul processo di invecchiamento, mentre si avvicinava ai suoi
ottantanni. Lunica cosa, e non so se sia effettivamente o meno una sorpresa,  che penso ci si senta
meno a disagio a proposito della morte mi ha risposto. Ne sono diventato pi consapevole con la
mezza et. Infatti, Schopenhauer ha detto che la mezza et  il momento della vita in cui inizi a pensare
a ritroso dalla morte, invece che in avanti dalla nascita, e penso si tratti di unosservazione piuttosto
acuta.
A novantanni, il giornalista del New Yorker Roger Angell si chiedeva: Perch non penso a chi
presto mi verr a visitare, la Morte? Mi veniva spesso in mente trenta o quarantanni fa, credo, anche se
pi come unestranea. La Morte mi terrorizzava allora, perch avevo cos tanti impegni... sebbene non
abbia alcuna fretta di incontrarla, sento che ora la conosco fin troppo bene.253
Ho spesso sentito racconti simili dai geriatri: chi  molto vecchio non vuole morire, soprattutto
non vuole morire soffrendo, ma non ha paura. Noi proiettiamo la nostra paura di morire sui vecchi...
eppure, nei miei quindici anni nelle case di riposo, non ho mai sentito dire da un mio paziente che
aveva paura di morire dice il dottor Agronin, che lavora in una delle pi grandi case di riposo degli
Stati Uniti, dove let media dei pazienti  novantanni. Qualche volta c accettazione, altre volte
attesa, ma pi spesso non se ne preoccupano. La vita va avanti allombra della morte.254
Pi volte, i partecipanti al Karl Pillemers Legacy Project hanno sostenuto: Vorrei aver passato
meno tempo a preoccuparmi.255
La vita  breve, dicono. Di quello che pensi, viaggia di pi, preoccupati meno. Quale altro
consiglio hanno per le persone pi giovani? Non preoccupatevi cos tanto di morire perch noi non lo
facciamo. Infine ho letto in un articolo scientifico (quindi deve essere vero): Gli adulti pi giovani
riportano una maggiore paura della morte degli adulti pi vecchi.256 La possibilit di finire nella parte
pi consistente del grafico a torta mi conforta. Non ci ho creduto fino a quando non ho capito perch.
IL DONO DEL FUTURO LIMITATO
Si  scoperto che la consapevolezza della scarsit del tempo non riempie le persone di paura. Fa
s che lo spendano in modo pi saggio. Laura Carstensen, dello Stanford Longevity Center, ha
evidenziato questo fattore durante un seminario alla Columbia Journalism School nel 2012. La sua
ricerca ha mostrato che gli esseri umani pongono sempre i loro obiettivi in un contesto temporale e
quella cronologia cambia in base alla presa di coscienza della propria mortalit. Coloro che
percepiscono il tempo a disposizione come breve di solito preferiscono trovare significato e
soddisfazione emozionale nella propria vita e investono meno risorse nel cercare informazioni ed
espandere orizzonti. Per esempio, ha scherzato la Carstensen: I giovani andranno ai cocktail party
perch potrebbero incontrare qualcuno che potrebbe venirgli utile in futuro, anche se nessuno che
conosco in effetti ama andarci. Le persone pi vecchie danno priorit alle relazioni esistenti e ad
approfondire le attivit che sanno essere profondamente soddisfacenti.
Le persone pi giovani con malattie terminali sembrano vedere il loro mondo sociale come
fanno quelle molto vecchie (danno priorit a un circolo pi piccolo e intimo). I pi vecchi, quando
viene offerta loro una medicina miracolosa che allungherebbe la durata della vita, fanno la stessa
scelta che assomiglia a quelle dei pi giovani in salute, i quali preferiscono correre pi rischi sociali e
affrontare sfide a lungo termine.257 Queste scoperte hanno aiutato a gettare discredito sulla teoria del
disimpegno, secondo la quale i pi vecchi si allontanano spontaneamente dalla societ per una innata
preparazione alla morte. Invece, si scopre che stanno approfondendo importanti relazioni e
concentrandosi su attivit che sanno porteranno loro soddisfazione. Come ha detto la Carstensen
durante il seminario: Parecchio di quello che pensavamo fosse un cambiamento unidirezionale e
basato sullesperienza, associato allet dal punto di vista biologico, si  scoperto essere un concetto
molto pi flessibile.
Jonathan Weiner, autore del libro, Long for this World: The Strange Science of Immortality, ha
intervistato la Carstensen al seminario e ha parlato di un pappagallo che aveva da bambino.
Consapevole delle dimensioni della sua gabbia, luccello abbassava la testa se qualcuno lo sollevava su
un dito. Mi sembra che tutti noi di una certa et abbiamo la sensazione di abbassarci, in senso
psicologico ha osservato. Mentre tu ci stai spronando a riconoscere che la gabbia, lo spazio sopra di
noi,  cambiato. Che non dobbiamo ridimensionarci nel modo in cui abbiamo fatto finora.
Questa  biologia, la Carstensen ha ribattuto gentilmente, evidenziando come sia gli uccelli che
le persone, se rinchiusi in uno spazio finito, si comportano diversamente. Lei crede che abbassarsi sia
un adattamento comportamentale positivo alle costrizioni, entro cui vivono tutti gli esseri umani.
Quando il tempo inizia a essere limitato dobbiamo prepararci a fondo e concentrarci ha detto. 
allora che alcune persone realizzano il loro lavoro migliore e hanno migliori relazioni. Sarebbe un male
per i vecchi essere come i giovani e viceversa.
Il segreto di una vecchiaia felice si basa sul riconoscimento che le possibilit della vita, per
quanto imprevedibili dallinizio alla fine, sono limitate. In altre parole, la consapevolezza che la morte
si avvicina ci libera dallansia scatenata da questa idea. Non  un paradosso. Ci sembra tale solo perch
non siamo capaci di guardarci intorno.
Una nozione simile e altrettanto controintuitiva  che un futuro molto lungo pu essere
opprimente. Quando siamo giovani, non facciamo altro che chiederci che cosa ci aspetta e anche se
stiamo facendo del nostro meglio per prepararci. Mentre il tempo passa e la nostra strada ci si rivela,
quellansia diminuisce. In qualche modo  e penso a questo come il risvolto positivo dellinvecchiare
 ci troviamo sollevati dal peso del futuro, man mano che diventiamo pi vecchi ha detto la
Carstensen in unintervista alla KRCU Radio.258 Quando descrive come cambiano i nostri obiettivi nel
tempo, con i pi giovani che si preparano nel lungo periodo, mentre i pi vecchi assaporano il
momento, dice: Quasi ogni volta, dopo aver ascoltato questo concetto, qualche giovane viene da me e
mi chiede: Come posso invecchiare pi velocemente? Come posso vivere in quel modo? (Ho un
suggerimento: diventare un anziano in addestramento.)
Senza tempo e senza et sono nozioni che si integrano tra loro, seducendoci con la
promessa di unestate senza fine e un futuro altrettanto illimitato. Ci sono anche delle trappole, come ci
ricordano gli antichi miti sulla maledizione delleterna giovinezza. Quando gli chiesero a che cosa dava
pi importanza a proposito della vita, il grande scrittore tedesco Thomas Mann rispose: La
transitoriet. Ma non   la deperibilit della vita  qualcosa di molto triste? No!  il vero senso
dellesistenza. D valore, dignit, interesse alla vita... linfinito  nel senso di un tempo che non finisce
mai e non inizia mai   un nulla stagnante. Non ha alcun interesse.259 Come i saggi di diversi luoghi e
diverse culture continuano a ricordarci, non c presente se non c una fine.
I bambini vivono il momento perch non hanno abilit cognitive per comportarsi diversamente.
I pi vecchi lo fanno perch sanno che il loro tempo sta finendo. E vivere nel presente  ci che rende
le persone felici.
I bambini vivono il momento perch non hanno abilit cognitive per comportarsi diversamente.
I pi vecchi lo fanno perch sanno che il loro tempo sta finendo. Non lo sprecano. E vivere nel presente
 ci che rende le persone felici. Come dice la pittrice Marcia Muth: Mentre invecchi, verso i
novantanni, capisci che da qualche parte, nel percorso, c uno stop.  cos. Quindi ogni giorno 
qualcosa che vuoi vivere pienamente. Le visite in ospedale e i funerali  potenti promemoria della
mortalit  affollano le agende dei vecchi, per i quali la negazione non  pi unopzione. 
meraviglioso che questo rinforzi una sensazione di benessere. La vita  breve, e molto pi dolce,
quando siamo in grado di abituarci allidea.
QUAL  IL VALORE DELLA VITA E QUALE VITA
VALE LA PENA VIVERE?
Per essere piacevole e appagante la vita non deve essere vissuta alla grande, parlando di luogo o
tempo. Purtroppo, solo una parte dolorosamente piccola di questa consapevolezza entra nella
discussione culturale sulla popolazione che invecchia e sul fine vita, in cui paura e ignoranza
prevalgono. Molto della retorica  palesemente ostile, focalizzandosi sui vecchi  ancora quei vecchi
malati!  che hanno la temerariet di rimanere nei paraggi. I corpi pi vecchi beneficiano dei
trattamenti medici proprio come i pi giovani, inclusi interventi importanti come trapianto dorgani,
chemioterapia e dialisi. Molte discussioni si concentrano sullalto costo di queste procedure, sebbene
uno studio del 2015 del National Bureau of Economic Research ha determinato che le spese mediche
prima della morte non appaiono essere un fattore importante delle spese mediche alte e in crescita negli
Stati Uniti.260 I costi delle cure sanitarie per gli americani over 65 nellultimo anno della loro vita
ammontano a solo il 7 per cento delle spese sanitarie totali negli Usa.
Le cure sanitarie inadeguate non vengono citate, perch spesso si pensa, erroneamente, che i
problemi medici nei pazienti pi vecchi non siano trattabili a causa dellet o perch non vengono
diagnosticati. Non c molto da discutere sul ruolo che il sessismo gioca in questo caso: le donne di
frequente sono pi povere e possono essere convinte dallestablishment medico ad accettare trattamenti
sotto la media. O il ruolo del razzismo: questi problemi sono pi acuti nel caso di uomini o donne
afroamericani. O di quello della disabilit: sottostimiamo la qualit di vita delle persone con disabilit e
rafforziamo lignoranza guardando dallaltra parte. Tutto, naturalmente, aggravato dalla classe sociale
di appartenenza.
Molti possono essere daccordo che i malati terminali mentalmente lucidi dovrebbero avere un
controllo sulla loro morte. Questo tema ha tanti nomi, inclusi eutanasia, suicidio assistito,
diritto-alla-morte e dolce morte, e, per molte buone ragioni, c una guerra culturale intorno a esso. In
felice concomitanza con luscita di un nuovo romanzo, il bad-boy della letteratura inglese Martin Amis
nel 2010 ha conquistato i titoli per aver proposto delle cabine per leutanasia agli angoli delle strade,
in cui i vecchi potevano morire con un Martini e una medaglia. Amis ha sostenuto, non molto
convincentemente, che i suoi commenti volevano essere satirici e non superficiali, ma ce n
abbastanza per offendere praticamente tutti nella sua predizione che una popolazione di vecchi
dementi, come uninvasione di terribili emigranti, impuzzolir ristoranti, bar e negozi.261
Suona orwelliano, non  cos? Eppure sta diventando un comune sentire persino per persone di
mezza et preoccuparsi di diventare un peso e chiedersi se unalternativa etica a vivere troppo a
lungo sia suicidarsi. Questa soluzione punitiva ai costi del fine vita  coerente con un sistema
politico sempre pi ostile a pagare per la salute e il benessere dei cittadini pi vulnerabili. Vivere
troppo a lungo significa in effetti costare troppo, nonostante il fatto che, secondo lorganizzazione
non profit Alliance for Aging Research, solo il 3 per cento dei 4800 americani over 65 che muoiono
ogni giorno rappresenta un costo molto alto (e la cui spesa pesa in modo sproporzionato su quel 7 per
cento delle spese mediche negli Stati Uniti, che vanno ai pi vecchi nel loro ultimo anno di vita).262
Solo il 3 per cento, e sarebbe meno, se la medicina non fosse orientata a mantenere in vita alcune
persone a tutti i costi e se non fosse anche spesso incapace di aiutare le persone a morire bene.
Chi  molto malato muore presto. Le medicine e le procedure moderne attuali prolungano sia la
battaglia contro la malattia che la sua fine inevitabile. Prima degli antibiotici, per esempio, la polmonite
era chiamata lamica dei vecchi, perch i pazienti spesso morivano pacificamente nel sonno.
Oggigiorno labitudine  quella di trattarla aggressivamente. Laspettativa di vita delle persone con
molti diversi tipi di cancro  cresciuta e siamo pi abili nella gestione di condizioni croniche come le
malattie cardiache e la pressione alta. Questi sviluppi e interventi rendono meno chiara la linea fra
malattia e morte e rendono pesante la presa di certe decisioni.
Qualche volta i desideri dei pazienti sono chiari, come nel caso della madre del mio compagno,
la cui prima azione, quando  stata ricoverata in ospedale con la polmonite, a novantadue anni,  stato
di revocare il suo DNR, che significa non resuscitare, una istruzione legale  valida negli Stati Uniti
 data ai medici per non applicare la rianimazione cardiopolmonare nel caso in cui il cuore o i polmoni
si fermino.  pi complicato quando il paziente  cos grave da non poter parlare per se stesso, come fu
nel caso di mia nonna, quando si ammal di polmonite a quasi novantun anni. I suoi figli si
confrontarono con quello che era stato per molti anni il suo medico di base, che fu daccordo nel non
somministrarle gli antibiotici, e mia nonna infine mor, in pace, a casa propria.  persino pi
complicato in assenza di indicazioni etiche o di consenso.
Le persone che stanno soffrendo dovrebbero avere il diritto di mettere fine alle loro vite. Ma
laltro lato della medaglia di quella motivazione  sei inutile e dovresti andare   inaccettabile.
Quali interessi sono in gioco fra quelli del paziente e quelli del suo tutore legale, se ne ha
bisogno? Non serve uno sforzo eccessivo per pensare al suicidio assistito e alleutanasia come a una
forma di discriminazione contro i vecchi, i malati, i disabili e coloro che non sono pi produttivi
economicamente, coperti dalla retorica della compassione. Dopo tutto, scrive lassistente sociale
Elizabeth Schneewind, se  razionale commettere suicidio quando una persona non ha pi la speranza
di essere produttiva o utile o quando la societ ti ignora, non dovrebbe applicarsi per gli stessi motivi a
chi  gravemente malato o a chi soffre di qualche forma di ritardo o a coloro che soffrono di malattie
degenerative?263 Le persone che stanno soffrendo dovrebbero avere quel diritto. Ma laltro lato della
medaglia di quella motivazione  sei inutile e dovresti andare   inaccettabile.
La domanda della Schneewind ha spinto persone diversamente abili a formare un gruppo
brillantemente chiamato Non Ancora Morti. Unorganizzazione di gente comune, che ha chiesto
protezione legale per gli obiettivi di quella che viene chiamata dolce morte, le cui vite sembrano
senza valore. Nella sua autobiografia My Body Politic, Simi Linton descrive alcuni dei partecipanti a
una protesta del 1997 di fronte alla Corte suprema:
Chi gridava stava dicendo, in realt, la mia vita ha valore. Quella incontinenza, la dipendenza
dal respiratore, la cura di un badante ventiquattrore al giorno, il dolore, la paralisi, la cecit e altre
condizioni spesso ritratte come tragiche e intollerabili non determinano il desiderio di morire. , pi
spesso, listituzionalizzazione, il senso di colpa di essere un peso per gli altri, la paura di essere soli e
debilitati, la povert, linadeguata copertura medica: tutto questo conduce alla depressione e a un senso
di disperazione.264
Gli stessi politici che si lamentano del costo della sanit per tutti attingono pesantemente alla
loro ottima copertura, finanziata dalle tasse, come Teddy Kennedy, a lungo sostenitore della riforma
della sanit, a cui diagnosticarono un cancro al cervello. Ma, mentre i rischi economici si spostano
sempre pi dai datori di lavoro e dal governo sugli individui, i malati e i disabili si sentono sotto
pressione perch facciano la cosa giusta. A ogni et e in ogni condizione, una persona ha il diritto di
voler rimanere viva. Il pensiero di una societ i cui membri devono difendersi  davvero spaventoso.
Quando quel diritto diventer meno evidente? Permetteremo che il peso della prova passi ai
malati e ai vulnerabili? Il diritto di rimanere vivi diventer un compito ancora pi arduo in una spietata
cultura capitalista alle prese con il proprio declino?
Qui ci troviamo di fronte allageismo e alla discriminazione nei confronti dei diversamente abili
al loro massimo. Pensate al pronostico del poeta Ed Meek, nella rivista del Boston Globe, secondo il
quale i giovani possono stancarsi di pagare per i baby boomer che si rifiutano di morire.265
Bisognerebbe aspettarsi che le persone rifiutino un trattamento medico utile solo perch non sono pi
giovani? Che cosaltro potrebbe voler dire si rifiutano di morire? ha risposto severa la critica
culturale Margaret Gullette in una lettera al direttore.266
Consapevole dellambiguit fra prerogativa e obbligo, la Gullette identifica la frase chiave: non
diritto a morire, ma avere il dovere di morire.267 In una societ che prova repulsione per il declino
fisico, quel confine diventa confuso in modo preoccupantemente veloce.
Perch troviamo eticamente pi problematico spendere soldi per gli esseri umani alla fine della
loro vita, che per i piccoli prematuri allinizio di essa? Perch leutanasia  proposta abitualmente come
soluzione a questa scarsit immaginaria?
Questa falsa dicotomia emerge sempre quando si parla di razionamento dellassistenza
sanitaria: per quale motivo dovremmo spendere soldi per i vecchi che moriranno presto (anche se
nessuno pronuncia questa ultima parte a voce alta) quando li possiamo spendere per i bambini? Potete
immaginare un simile dibattito pubblico basato su razza o sesso? chiede Laura Carstensen nel suo
libro A Long Bright Future, che sarebbe accettabile vaccinare le bambine, ma non in bambini, per
esempio, o gli etero ma non i gay? Eppure teniamo liberamente queste discussioni sullet.268
 COMPLICATO
Mia madre era socia fondatrice della Hemlock Society, la prima organizzazione nazionale per il
diritto a morire (poi si  fusa con Compassion & Choices, unorganizzazione che lavora per espandere
la scelta alla fine della vita e alla quale appartengo da decenni). Clinicamente depressa per decenni,
mia madre fu una dei pochissimi membri a suicidarsi, senza fare mistero di quel che sarebbe accaduto.
Alla notizia della sua morte, a settantaquattro anni, la prima domanda che molti  tra le persone a lei
pi vicine  hanno fatto  stata: Si  uccisa? Per quanto io non sia mai venuta a patti con la sua
decisione, la rispetto e sono grata per la sua trasparenza.
Fortunatamente per me, non soffro di depressione e ho promesso ai miei figli che non seguir il
suo esempio. Il suicidio  una terribile eredit. Anchio, per, spero di poter controllare le circostanze
della mia morte. Credo che si possa contare sulla mia generazione per diversificare quelle circostanze e
per renderle pi umane.
Chi  molto vecchio non ha paura della morte, ma  terrorizzato dal dolore che la pu
anticipare. Nessuno vuole unuscita lunga e costosa, da passare collegati alle macchine, e tirarsene
fuori dovrebbe essere pi facile. Rendere la morte pi facile, per, non deve essere la sostituzione di
rendere la vita migliore in quegli ultimi giorni, settimane o mesi. A livello personale, questo significa
resistere al pensiero dellavere il dovere di morire. A livello politico, corrisponde a un efficace
cambiamento sociale su larga scala. Nel suo prezioso libro Essere mortale, il dottor Atul Gawande
scrive: Il nostro fallimento pi crudele, per ci che concerne il trattamento che riserviamo ai malati e
ai vecchi,  lincapacit di riconoscere che hanno priorit ben oltre lessere al sicuro e il vivere pi a
lungo; che la possibilit di cambiare la forma della propria storia  essenziale per sostenere il senso
della propria vita; che abbiamo lopportunit di fare il restyling delle nostre istituzioni, della nostra
cultura e delle nostre conversazioni in modo che si trasformino le opzioni destinate allultimo capitolo
della vita di tutti noi.269
Idealmente, questo significa fare spazio a una discussione su ci che  pi importante per noi.
PARLATE DI CI CHE PENSATE VORRESTE ALLA FINE
Il mio dottore ha una copia del mio testamento biologico e ha la delega della mia assistenza
sanitaria. I miei figli sanno dove trovare i documenti e che cosa penso vorr. In futuro: un tatuaggio
sulle clavicole che recita Mettetemi nel letto vicino alla finestra. Spero di non doverci arrivare.
Voglio morire a casa, dove la Squadra Ashton non deve lasciare il controllo alla Squadra Ospedale. La
madre del mio compagno non ne vuole parlare, perch pensa significhi che saremmo felici morisse e
perch rimane ferma nella negazione della sua mortalit.  probabile che lei e suo marito vorranno che
si metta in atto ogni possibile intervento, e probabilmente sar cos anche per il loro figlio. Il suo
criterio  che vuole rimanere fino a quando potr avere una conversazione sensata. Da allora ha
allargato la sua definizione di conversazione per includere comunicazioni di ogni tipo: sorridere,
battere il tallone, fare una smorfia.
Bob ha delegato suo figlio Murphy perch prenda le eventuali decisioni in campo medico, dato
che  convinto che staccherei la spina nel momento in cui smettesse di essere divertente. Io ho delegato
mia sorella, perch sarebbe pi facile per lei staccarla, quando verr il momento, e penso sar ci che
vorr. Ma chi lo sa di sicuro? Il toro sembra diverso. Ho imparato che il modo in cui moriamo 
totalmente imprevedibile, e che la mia et e condizioni potrebbero avere pochissima attinenza con ci
che finir per volere, o meritare.
Una cosa  certa:  essenziale discutere speranze, paure e priorit con coloro che amiamo,
idealmente ben prima che debbano agire. Non aspettate. Lassociazione non profit Conversation Project
offre consigli intelligenti e sensati: il posto in cui iniziare a parlarne  il tavolo in cucina, non il reparto
di cure intensive, cos che meno persone muoiano in modi che non avrebbero scelto e che chi se ne
prende cura non sia colto da incertezza e senso di colpa.
Quella conversazione  critica, perch se siamo troppo schizzinosi per parlare delle nostre
priorit alla fine della nostra vita non possiamo aspettarci certo di pi dallestablishment medico. Il
valore di discutere i desideri del fine vita sta guadagnando visibilit grazie a studiosi di etica, attivisti e
medici come Gawande, il quale sta addestrando i medici a fare di queste cinque domande una parte
della routine della cura di fine vita:
 che cosa capite della vostra situazione attuale e delle sue potenziali conseguenze?
 quali sono le vostre paure e quali le speranze?
 quali obiettivi e priorit sono pi importanti per voi?
 quali concessioni siete disposti a fare e quali sono inaccettabili per voi?
E pi tardi:
 come sarebbe una buona giornata270
 ANCORA MOLTO COMPLICATO
Ho stampato le mie indicazioni e le ho messe in un faldone, ma non sono pi tranquilla perch
ho i documenti in ordine. Brooke Hopkins, docente di inglese in pensione, di recente ha aggiornato un
testamento biologico, rifiutando quelle procedure che postporrebbero o prolungherebbero
innaturalmente il processo di morte, nel caso di una grave malattia o infortunio.
Quelle righe sembrano chiaramente scritte da sua moglie, la bioeticista Peggy Battin, una
campionessa  internazionalmente rispettata  del diritto di scelta sul fine vita. Poi, nel 2008, Hopkins
si  rotto il collo in un incidente in bici e, mentre la Battin raggiungeva lospedale, Hopkins  stato
collegato a un respiratore artificiale, paralizzato dalle spalle in gi.
Il toro sembra diverso. La sua vita  rimasta meritevole di essere vissuta. Ancora e ancora,
Hopkins ha optato per macchinari e procedure che lo mantenessero in vita, nonostante il dolore
costante, le infezioni e le ricadute. A volte, la Battin ha dovuto prendere decisioni al posto suo e, a quel
punto, le cose sono diventate pi complicate. Insieme al marito fisicamente devastato, ha dovuto
guardare le sue nobili idee messe da parte dalla realt, e ha scoperto quanto possa essere confusa, cruda
e disordinata la fine di una vita ha scritto Robin Henig in un commovente ritratto nel magazine del
New York Times.271
Pi vicino a casa, la madre ottantatreenne di unamica era stata chiarissima sul fatto di non
volere ricorrere a estreme misure, nel caso il cuore avesse ceduto. Quando questo  accaduto, ha
cambiato idea. Era troppo debole per un triplo bypass, quindi i chirurghi hanno installato due stent
durante un rischiosissimo intervento durato sette ore, una misura estrema sotto ogni punto di vista. Due
settimane pi tardi, ha licenziato le infermiere che se ne occupavano ed  tornata a suonare il violino
nel suo quartetto darchi. Dopo un anno e mezzo vissuto attivamente,  morta dopo aver suonato col
suo quartetto quello stesso pomeriggio.
Uno studio condotto da Peggy Battin, nel 2007, fu uno dei primi a osservare empiricamente se
in Oregon e in Olanda, dove il suicidio assistito  legale, le persone venivano spinte a scegliere di farla
finita. Lei e i suoi colleghi furono sollevati nello scoprire che le persone che vi facevano ricorso, di
solito, erano pi istruite di coloro considerati maggiormente vulnerabili. Ci di cui  diventata
consapevole  che quello che pesa nella scelta non  linfluenza di un parente avido o di uno Stato
preoccupato dei costi che vogliono che tu muoia, ma la pressione di un coniuge o di un compagno
molto amati che vogliono tu viva. La presenza di queste persone stravolge la nozione di vera
autonomia. Potrebbe essere impossibile mettersi daccordo sulla cosa giusta da fare persino per le
parti meglio intenzionate.
Quattro anni dopo lincidente, nel dicembre 2012, su un blog che gestiva con sua moglie,272
Hopkins ha scritto: Ho provato a lasciare che [la mia catastrofe] fosse parte di me, parte di chi sto
diventando, e a tenere sempre a mente quanto di straordinario ho guadagnato e non solo ci che ho
perso. La coppia ha concluso che questa storia non finisce e non c bisogno che sia una tragedia. 
ancora una storia damore, anche se  amore sotto sforzo.
Un anno e mezzo pi tardi, Hopkins richiese che tutte le apparecchiature  ventilatore,
stimolatore diaframmatico, ossigeno, pacemaker cardiaco, tubi per lalimentazione  venissero rimosse
e di essere trasferito in un hospice. Dopo averlo ricoverato, lo staff gli ha chiesto quando voleva che il
ventilatore fosse spento.
Oggi ha risposto lui.  morto in pace, qualche ora pi tardi, a casa.
Con laiuto di uno staff appassionato, Hopkins ha avuto ci che voleva: il controllo sulle
circostanze della sua morte. Chi si prendeva cura di lui prestava grande attenzione ai suoi desideri e alle
sue paure, di cui discutevano nel pi ampio contesto possibile: che cosa significa la sua morte per lui e
per le persone che amava.
In Italia, al momento,  possibile redigere una dichiarazione anticipata di trattamento, in cui si
danno indicazioni sulle terapie che si intendono accettare oppure no, nel caso di malattie o lesioni
traumatiche cerebrali irreversibili o invalidanti, malattie che costringano a trattamenti permanenti con
macchine o sistemi artificiali che impediscano una sia pur minima vita di relazione.
Non tutte le volont espresse potrebbero essere considerate bioeticamente e legalmente accettabili.
Ignorare i desideri di una persona sul punto di morire, che sia per procedere con pi o meno
interventi,  una forma di abuso nei confronti degli anziani. Con una vittoria fondamentale per i diritti
dei malati terminali, lorganizzazione non profit Compassion & Choices ha vinto la prima sentenza nel
2001, quando lottantacinquenne William Bergman stava agonizzando per un mesotelioma e i dottori si
rifiutavano di prescrivere antidolorifici pi efficaci. Il caso a favore della novantaduenne Marjorie
Mangiaruca, rianimata in ospedale in violazione della sua indicazione di non resuscitare e che 
morta cinque giorni pi tardi in ospedale, sta ancora aspettando una sentenza.
Latteggiamento interventista, guidato dal profitto, del complesso dellindustria medica 
complesso. Ecco perch una mia collega si  assicurata che lei o la sorella fossero nella stanza
dellospedale quando la madre novantaquattrenne stava morendo di Alzheimer e complicazioni
correlate. Guardavamo i segni vitali della mamma rallentare sui monitor. Era alla fine e la stavano
portando a fare una radiografia! Quasi ce lo siamo mangiati, quel povero infermiere, lui stava solo
eseguendo degli ordini. Quindi  arrivato il medico, che ha detto: Pensiamo che qualcosa stia
impedendo il respiro di vostra madre. Non volete che indaghiamo?
Brooke Hopkins e mia madre rappresentano valori anomali. La maggior parte di noi non sceglie
mai di morire, non importa quanto possa apparire degradata la nostra qualit di vita. Molti di noi
entrano nei ranghi dei disabili un passo alla volta, non come Hopkins, con improvvisa brutalit.
Nella resa finale dei conti, pu contare meno di quanto pensiamo. Il primo marito della
produttrice televisiva Ruth Friendly  morto a met di una frase, il secondo lentamente, dopo una serie
di ictus. Ho avuto loccasione di chiederle qualcosa che mi sono sempre chiesta: una morte improvvisa
 pi devastante o pi sopportabile dellalternativa? Ha riflettuto e poi ha risposto: Sono tutte e due
peggio.
Che il toro sembri o meno diverso non  il punto. Il criterio per le procedure mediche, per citare
la bioeticista Felicia Ackerman, dovrebbe essere il desiderio di rimanere vivi, il bisogno di cure e la
possibilit ragionevole che la procedura funzioni.273
Questo  tutto.
ESAMINATE I VOSTRI PRECONCETTI.
ABBRACCIATE LINCERTEZZA
Controllando un nuovo arrivo alla casa di riposo, il direttore del Dipartimento di Salute mentale,
dottor Marc Agronin, ha trovano una novantatreenne silenziosa, sulla sua sedia a rotelle, controluce
vicino alla finestra, nel fiero sole della Florida. Si  presentato, le ha chiesto come mai si fosse
trasferita l e ha scoperto della recente morte di quello che era stato suo marito per settantatr anni.
Colpito dal pensiero della sua perdita, il dottore si  piegato verso di lei, le ha porto le sue condoglianze
di cuore e le ha chiesto come le sembrava la vedovanza, dopo cos tanti anni di matrimonio. La sua
risposta  arrivata dopo una pausa: Il paradiso.274
Aveva sopportato decenni di convivenza con un uomo burbero e verbalmente violento ed era
felice di essere finalmente libera. Imbarazzato, Agronin cap che aveva fatto il classico errore di
pensare di sapere quel che unaltra persona stava vivendo. Buttandosi in attivit e amicizie, la neo
vedova ha vissuto ottimamente i cinque anni che le rimanevano.
Vediamo la vecchiaia attraverso le lenti della perdita. Le perdite sono reali e lancinanti. Ma, dal
di dentro, lesperienza  differente.
Vediamo la vecchiaia attraverso le lenti della perdita. Dal di fuori, ci che la gente perde,
mentre invecchia,  pi evidente di ci che guadagna. Le perdite sono reali e lancinanti. Ma, dal di
dentro, lesperienza  differente. Abbandonare i preconcetti richiede apertura mentale e
immaginazione. Le prospettive cambiano. Pensate a Pete Townshend che, quando aveva ventanni ed
era il chitarrista degli Who, ha scritto i versi: Le cose che fanno sembrano terribilmente fredde/spero
di morire prima di diventare vecchio.
Nato nel 1945, Townshend ha un blog che canta una canzone molto diversa. In un post di
agosto 2012, scrive di fare musica, produrre spettacoli, viaggiare e suonare larmonica con il nipote di
due anni:  stato il mio primo strumento.  piuttosto facile, tutto quel che devi fare  respirare. Spero
di continuare ad avere quella possibilit ancora per parecchi anni. Vivere  bello.275
METTETE LA MORTE FUORI
DAL RIPOSTIGLIO
Un motivo per cui si discute cos poco della morte  che pochi americani contemporanei hanno
visto una persona morta, mentre una volta era una routine della vita famigliare. I corpi vengono portati
via dalle case di riposo di notte, come se i morti fossero solo spariti. Questo rende pi facile evitare di
confrontarsi con la mortalit, ma ha delle conseguenze. Segregare i vecchi e i malati permette una
fantasia, che  senza fondamento come quella di unespansione senza fine del capitalismo: la fantasia
che giovinezza e salute siano eterne, in cui essere vecchi sembra la conseguenza di uninesplicabile
cattiva scelta di vita, come mangiare cibo spazzatura o comprare un minivan, che potete evitare se siete
abbastanza colti o abbastanza alla moda ha scritto argutamente Tim Kreider in You Are Going To Die,
stai per morire.276
La marea potrebbe cambiare. I saloni della morte e i caff della morte, dove le persone
vanno per discutere prospettive biologiche, psicologiche e antropologiche sulla Grande Mietitrice,
spuntano in diversi Paesi. Questi incontri sono una reazione contro la disinfezione della morte
effettuata nel 1800, quando ha iniziato ad avvenire negli ospedali e i rituali che laccompagnano sono
stati trasferiti dal salotto alla camera mortuaria.
Il movimento  di moda! Cercate su YouTube i video di Caitlin Doughty Ask a Mortician,
chiedete a un becchino (Voi avete domande sulla morte, noi abbiamo risposte sulla morte). La
Doughty progetta di aprire unagenzia di pompe funebri dove le persone possono lavare e vestire i loro
morti e sedersi con loro, invece di lasciare queste pratiche intime a degli estranei. C anche un blog su
Tumblr che si chiama Selfie at Funerals, che  forse un esempio di millennial che si avvicinano alla
morte e ai morenti, ed  forse la peggiore idea di sempre.
Un altro sviluppo  lemergere della doula della morte, conosciuta anche come doula di fine vita
o levatrice della morte.  un termine greco per donna che serve, e la parola doula  pi comunemente
associata alla nascita di un bambino, ma un numero crescente di loro viene addestrato per aiutare le
persone nella transizione fuori da questo mondo, e non solo dentro questo mondo. I loro compiti
possono andare da visite regolari al capezzale ad aiutare con i documenti e le comunicazioni con i
medici, a fornire supporto a famiglia e amici. Come queste doula sanno bene, la morte  una esperienza
enormemente significativa, specialmente per coloro che ne fanno una parte della loro vita.
Un commentatore sul mio blog ha raccomandato un breve periodo di volontariato in un hospice:
In questo modo vedremmo tutti che aspetto ha una persona che sta per morire, smetteremmo di avere
paura di loro, svilupperemmo compassione e consapevolezza dei bisogni delle altre persone in quel
momento, e riconosceremmo noi stessi nei volti di altri esseri umani in punto di morte ha scritto. In
questo modo, forse, capiremmo che dobbiamo trattare la morte come una transizione naturale.
Ci sarebbe pi utile. Le persone con unesposizione intima e prolungata alla morte, in ambienti
in cui  vista come una parte normale della vita, come lo staff degli hospice o chi lavora per prevenire i
suicidi, sono meno ansiose a proposito di questo passaggio.
La celebrazione del Giorno dei morti nella cultura messicana consiste in un rituale che torna
indietro di quasi quaranta secoli. Basato sul ciclo della vita, celebra la morte invece di temerla:  cos
che questo festival connette gioiosamente i viventi a coloro che amano e sono morti.
Un altro importante tassello  sviluppare nuovi rituali e nuove tradizioni sul fine vita, che
leghino generazioni e persino nutrano comunit. Io e Bob siamo tornati dal Vietnam  dove molte case
hanno piccoli santuari per gli antenati  entusiasti allidea di creare un piccolo altare di famiglia. I
nostri figli non erano esattamente contenti allidea ed  andata a finire che non labbiamo fatto.
Mentre vado a pi funerali, prendo nota degli aspetti che mi piacciono di pi (promemoria:
parlare l e n t a m e n t e. Permettere alle persone di apprezzare le foto. Non sterilizzare).
Vite pi lunghe ci danno il tempo per pensare a quel che viene dopo. Quali tracce di noi
vorremmo che rimanessero e che fossero magari di beneficio per gli altri, quando non saremo pi qui?
9
OKKUPIAMO LET: OLTRE LAGEISMO
La scorsa primavera ho trovato une-mail nella mia casella di posta che aveva come oggetto
Festa di invecchiamento! Il testo diceva: Sto invecchiando! Il 29 aprile festegger 34 anni.
Segnatevi la data. Vorrei tanto vedervi, celebrare con voi, abbracciarvi e brindare con voi. Se siete pro
invecchiamento, venite alla mia festa! Ho chiesto allautrice se potevo prendermi parte del credito per
aver ispirato quellinvito e, se era cos, se potevo postarlo, in forma anonima se preferiva. Naturale
che lhai ispirato!!! ha risposto. E naturalmente lo puoi postare, con il nome in GRASSETTO!!
Quindi, buon compleanno, Masha Feiguinova, per okkupare let cos felicemente.
Okkupare let non si riferisce allet avanzata. Significa riconoscere e abbracciare leffettivo
processo di cambiamento, che iniziamo dal giorno in cui siamo nati. Invecchiare significa vivere, e i
compleanni celebrano questo.
Perch una festa di invecchiamento come quella di Masha sembra unidea pazzesca? Perch,
secondo il pensiero convenzionale, chi ha una trentina danni  troppo giovane per invecchiare e
troppo vecchio  di gi!  per festeggiare. Perch altrimenti celebriamo i nostri compleanni fino pi o
meno ai ventotto anni e poi li trattiamo con crescente preoccupazione fino, diciamo, ai settantacinque,
per poi tirare di nuovo fuori i palloncini? Perch abbiamo subto il lavaggio del cervello da una cultura
che riduce i pi vecchi a grottesche caricature che i biglietti di auguri ci ricordano continuamente.
Lageismo istituzionalizzato  responsabile per la produzione di quelle cartoline e lageismo
interiorizzato per il fatto che si vendono.
Molto prima che fa cagare entrasse nei modi di dire, mi sono promessa di non dimenticare
mai quanto facesse cagare avere tredici anni (nuova scuola, ragazze cattive, acne, goffaggine
estrema). Ho mantenuto quella promessa e le cose, per fortuna, hanno continuato a migliorare. Che
cosa succeder ora? Tutte le scommesse sono aperte, eccetto quella sul fatto che pi a lungo viviamo
pi diventiamo diversi luno dallaltro, e pi probabilmente le nostre vite divergeranno dal copione
angusto e opprimente della cultura popolare. Intuitivamente lo capiamo. Le esperienze vissute portano
a casa questa lezione. Le transizioni che siamo condizionati a temere si materializzano in modo diverso
oppure per nulla. Come fare a scardinare quella disconnessione fra il copione e la realt, quel baluginio
di dissonanza cognitiva? Per trasformare quel lampo di comprensione in un pensiero consapevole? Per
trasformare quella comprensione in comprensione delle istituzioni sociali ed economiche che cercano
di dare forma al nostro invecchiamento? Di rigettare quei significati e svilupparne uno tutto nostro? In
ultimo, ma non per ultimo, di portarli nella cultura pi generale? Per spostare lintera discussione
intorno alla longevit, dal deficit allopportunit, dalla dipendenza allinterdipendenza, dal peso al
dono, e trasformare  con essa  la nostra esperienza interiore.
Non succeder, se non rimpiazziamo gli stereotipi e i racconti ageisti con altri e pi accurati.
Non succeder, senza un cambiamento di coscienza di massa.
IL PERSONALE  POLITICO
Il mio libro precedente, Cutting Loose: Why Women Who End Their Marriages Do So Well,
parla di come sia difficile avere un matrimonio paritario in una societ che tratta gli uomini e le donne
in modo diverso (un indizio: il patriarcato). Ha richiesto anni di immersione nella storia del
femminismo e dei diritti delle donne, senza parlare della comprensione della mia personale relazione
con quel tema e ci  voluto pi di un anno dalla pubblicazione per capire, con imbarazzo, che scrivere
quel libro mi  servito a prendere coscienza.
La frase consciousness raising, prendere coscienza, viene dal movimento femminile come il
personale  politico. Entrambe le espressioni vennero analizzate in un fondamentale saggio del 1969
della femminista Carol Hanisch sul ruolo della presa di coscienza nella comprensione della causa di
problemi collettivi. Potete immaginare che cosa succederebbe se donne e neri... smettessero di
assumersi la responsabilit della loro difficile situazione? ha chiesto Hanisch.  quello che sta
facendo il movimento dei diritti civili degli afroamericani a suo modo. Noi dovremmo farlo nel nostro.
Stiamo appena iniziando a smettere di colpevolizzarci. E ci accorgiamo di pensare a noi stesse, per la
prima volta, nelle nostre vite.277
Fino a che il femminismo non ha insegnato loro un nuovo copione, le donne si
colpevolizzavano per il loro status di seconda classe.  servito un movimento a s stante, catalizzato da
infinite sessioni di presa di coscienza in tutto il mondo, per cambiare la situazione. Il movimento delle
donne ha fatto s che le persone comprendessero che gli ostacoli che le donne affrontavano non erano
tutti nelle loro teste, ma il risultato di sistemi radicati al lavoro: patriarcato, sessismo, capitalismo.
A me  servita una presa di coscienza per capire che i matrimoni alla pari sono rari non perch
le donne sono deboli e gli uomini prepotenti, ma perch una societ sessista valuta le esperienze di
uomini e donne in modo differente. Quegli stessi sistemi radicati di discriminazioni opprimono tutti.
Fino a quando non ho iniziato questo progetto non ho compreso quanta parte delle mie ansie
sullinvecchiare, ancora una volta, fossero in gran parte una funzione della societ in cui vivo (ma
questa volta ci sono arrivata prima). Non  amare un uomo che rende la vita pi dura a un gay, 
lomofobia. Non  il colore della loro pelle che rende la vita pi difficile a una persona di colore:  il
razzismo. Non  la vagina che rende la vita pi difficile alle donne,  il sessismo. Ed  lageismo, molto
pi che il passaggio del tempo, che rende invecchiare pi difficile per tutti noi.
Le donne ancora affrontano discriminazioni su molti fronti, ma almeno c maggiore
consapevolezza delle molte facce del sessismo e della necessit di confrontarle. Quando si parla di
ageismo, daltra parte, molte persone non sanno quale sia il suo aspetto, come sembri, persino quale sia
il significato della parola. Ecco perch ho dato vita a un blog di domande e risposte Yo, Is This Ageist?
e perch persone come Rhonda pubblicano note come questa: Sto leggendo tante cose che sono
successe anche a me e questo mi sconvolge. Quando ne parlo alla mia famiglia, si comportano come se
fossi ipersensibile nei confronti della mia et, mentre in realt sono stata oggetto di ageismo.
Il compito  diventare consapevoli del contesto politico della propria esperienza personale. Yo
ha aiutato Rhonda a capire che doveva smettere di colpevolizzare se stessa, le sue insicurezze o la sua
et per le discriminazioni che aveva affrontato. Una volta che abbiamo preso coscienza, possiamo
smettere di criticarci, prendere il controllo delle nostre storie, mettere in discussione il pensiero e la
dottrina ageista e lavorare per cambiarla. Il cambiamento richiede consapevolezza. Consideratelo un
intervento sulla mentalit corrente.
TUTTI SONO AGEISTI
Il pregiudizio  pi automatico, ambiguo e ambivalente di quel che le persone di solito
credono dice Susan Kiske, docente di psicologia a Princeton, che ha studiato gli stereotipi.278 Quasi
tutti mostrano pregiudizi inconsci contro gruppi marginalizzati, anche quando siamo stati educati a
pensarla diversamente. Gli atteggiamenti non sono necessariamente di fastidio o rifiuto, lageismo
potrebbe spingerci a proteggere le persone dalla loro presunta incompetenza. Anche quello 
pregiudizio. Quasi tutti noi abbiamo pregiudizi nei confronti dei pi vecchi e gli anziani non fanno
eccezione. Lageismo  intrecciato al tessuto della vita, rinforzato dai media e dalla cultura popolare a
ogni livello e raramente viene sfidato. Come potrebbe essere qualcuno interamente libero? Perch non
possiamo fermare lageismo? chiede leticista e gerontologo Harry R. Moody. Per alcune risposte,
iniziate a guardarvi allo specchio e guardate intorno a voi.
 difficile dimenticare ci che si  imparato, soprattutto quando si tratta di valori. Il punto di
partenza critico  riconoscere i propri pregiudizi.
Le associazioni inconsce riflettono veri pregiudizi o lassorbimento inconsapevole di segnali
culturali? Non importa davvero: comunque influenzano il modo in cui vi comportate. La buona notizia
 che possiamo cambiare, sebbene il processo richieda una genuina autoanalisi e riflessione.  difficile
dimenticare ci che si  imparato, soprattutto quando si tratta di valori. Il punto di partenza critico 
riconoscere i propri pregiudizi.
Il prossimo passo  lavorare per far s che il nostro comportamento e le nostre convinzioni siano
meno ageisti. Siamo complici quando mentiamo sulla nostra et o riduciamo i nostri visi a maschere
immobili. Siamo complici quando preferiamo frequentare solo persone della nostra et a un incontro
sociale, partendo dal presupposto che sono quelle con cui abbiamo pi in comune o che i pi giovani
non parleranno con noi. Siamo complici quando ce la prendiamo, borbottando, con quella vecchietta
perch rallenta la coda alla cassa. Il passo successivo  pi difficile: evidenziare il comportamento o la
mentalit ageisti in altre persone. Educare gli altri, gentilmente e con tatto, espande quel cambiamento,
come onde in uno stagno.
Il silenzio  approvazione e ha conseguenze. Uno studio del 2013 suggerisce che, se vi trovate
di fronte a un pregiudizio e non obiettate, peggiora anche il vostro: per risolvere il conflitto interiore in
atto, cos da rendere coerenti comportamento e convinzioni, la vostra attitudine scivola in una direzione
maggiormente prevenuta.279
Fate lo sforzo e la ricompensa sar reale. Chi smette di mentire sulla propria et mi riporta
regolarmente che si sente istantaneamente sollevato, oltre che con un potere maggiore. Ho indottrinato
lunica persona nel mio ufficio pi vecchia di me ed  contenta che labbia fatto. Laltro giorno mi ha
raccontato che si era quasi mangiata una donna che si stava lamentando di quanto fosse difficile
compiere trentanni. Le ho gentilmente fatto notare che le forze che stavano rivoltandosi contro quella
ventinovenne erano le stesse che rendevano il suo settantesimo compleanno cos spaventoso. Siamo
alleati, non nemici. Ha capito. Ci vorranno milioni di altre conversazioni simili per costruire le
coalizioni che il movimento richiede, ma sta succedendo.
Ci siamo dentro insieme.
LA PRESA DI COSCIENZA INIZIA A CASA
I miei poveri figli. Mio figlio Murphy, informatico, stava parlando di ricerche in ambito
matematico e del fatto che molti giornali importanti non avevano postato il loro archivio online. Il
problema  che molti di loro sono molto vecchi ha detto. Ahi. Il problema, lho rimproverato, non 
let ma lanalfabetismo tecnologico.  meno probabile che gli scienziati pi vecchi postino il loro
lavoro online, ma  sbagliato pensare che sia solo per let. Sebbene probabilmente avesse voglia di
strangolarmi, ha capito e ora la pensa diversamente.
Ecco una generosa e-mail da Emily, amica di mia figlia, musicista e insegnante di yoga:
Mercoled sera il mio gruppo aveva un concerto e sono arrivata a casa tardissimo. Avevo
dormito solo tre ore, mi sono presentata alla prima lezione di yoga e ho dovuto farmi un bel discorsino
di incoraggiamento, come: Okay! Lo puoi fare, buttati, in fondo  solo unora di lezione eccetera.
Quando sono entrata in sala, ho notato che cera un signore anziano e immediatamente ho pensato:
Oh, PERFETTO. Era proprio quello di cui avevo bisogno, un vecchio che non si pu piegare e mi
dovr preoccupare che non si rompa una rotula o lanca... ma che vita schifosa! e via cos.
Doveva avere settantacinque anni o poco pi, decisamente la persona pi vecchia a cui avessi
insegnato. Appena abbiamo iniziato il saluto al sole di apertura, mi sono vergognata e mi sono resa
conto di quale idiota ageista fossi stata. Quelluomo non solo aveva la migliore pratica di chiunque
altro nella stanza, ma era uno dei migliori studenti che avessi mai avuto, sia per la sua forza, flessibilit,
senso del tempo e respiro perfetto, che per il suo coraggio. Quando ho cercato di insegnare la posizione
del pavone (una posizione di equilibrio invertito, in cui ci si poggia sugli avambracci)  stato LUNICO
della classe che ha provato a farla. Non lha completata, ma almeno ha PROVATO, che  pi di quanto
possa dire degli altri cinque studenti, che sono rimasti nella posizione del bambino dopo la mia
dimostrazione, e tutti avevano almeno quarantanni meno di lui. Ho deciso di raccontartelo, perch ho
pensato: A-ah! Ho capito il punto di Ashton.
Sono tornata a casa, la stessa settimana, per affrontare queste domande da parte della ragazza
dellaltro mio figlio, Agnieszka, insegnante di scienze: Lageismo esiste in arte? Che cosa
succederebbe se andassimo in tutte le case di riposo con penne, colori, quaderni vuoti, registratori e
troupe cinematografiche?... Ho la sensazione che spesso i pi vecchi abbiano compiuto la loro intera
crescita e che ora stiano andando incontro a un lento declino. Ma invecchiare potrebbe essere visto
come un viaggio necessario che conduce a nuove esperienze e sviluppa le nostre menti in modi nuovi.
Mentre scrivo questo, continuo a pensare ad artisti anziani come Georgia OKeeffe e Yayoi Kusama.
Ha firmato (e questa  la mia parte preferita): La tua collega anziana in addestramento.
Alcuni sono pi vecchi in addestramento in modo naturale, non perch lhanno deciso, e
Agnieszka  una di loro. Da bambina passava i weekend e le estati dai nonni, in due villaggi montani
polacchi, e ha sempre gravitato intorno a persone molto pi vecchie di lei. Ha anche un profondo senso
di giustizia sociale e sarebbe andata in questa direzione senza alcun aiuto da parte mia.
Pungolato senza tregua, il resto della mia famiglia e un sacco di amici si sono uniti a lei
nellessere pi vecchi in addestramento. Magari vorrebbero che ogni tanto dessi loro una pausa, ma
penso che siano contenti di fare questa trasformazione.
SE VEDI QUALCOSA, DI QUALCOSA
Ci sono molti modi per affrontare un pregiudizio senza comportarsi male nei confronti di chi lo
proietta, sebbene sia pi facile seguire la corrente. La scorsa estate ho deciso che era il momento di una
nuova camicia per andare a ballare e mi sono recata nel mio negozio preferito. Quando ho spiegato che
cosa cercassi alla commessa, la sua risposta  stata: Con le maniche, naturalmente...
No, ho intenzione di allenarmi ho risposto irritata e, presa alla sprovvista, me ne sono andata.
Che cosa avrei dovuto fare, invece? Chiedere: Perch la pensa cos? e non in modo aggressivo, tipo:
Come-fa-a-sapere-che-non-ho-pi-le-braccia-di-Michelle-Obama? Sarebbe rimasta colpita, lavrei tolta
dai guai e avrebbe imparato qualcosa. Ma  stato pi facile lasciar andare, e ho perso loccasione.
Sapevo che dovevo fare qualcosa quando una frase, in une-mail dal mio compagno di college
Lewis, ha attirato la mia attenzione. La frase offensiva appariva in una nota di un gruppo di compagni
di classe, che si passavano foto di incontri e raccomandazioni musicali nostalgiche. Il contesto era una
gita in canoa e quanto si erano divertiti e quanto avevano bevuto, certo non tanto gin & juice come ai
tempi della scuola, ma ci siamo divertiti quanto possono sopportare dei sessantenni.
In risposta al commento sui sessantenni ho scritto a Lewis ricorda che non hai mai fatto una
battuta gratuita sulla base della razza o del sesso di qualcuno, e che let non dovrebbe fare eccezione.
E ora la predica  finita...
Lui ha ribattuto: Non conosco nessuno che non noti differenza o declino nelle capacit fisiche
e/o mentali alla nostra et. Usare lumorismo aiuta a sopportare il dolore di riconoscere la verit.
Quindi commenti/scherzi/ecc. sui sessantenni, come i miei, non sono nella stessa categoria delle
posizioni razziste o sessiste. Potrebbero esserlo se usati da chi  pi giovane e per negare un lavoro o,
addirittura, il valore di chiunque sia pi vecchio.
Lewis stava impiegando un classico meccanismo di autodifesa: hai perso il tuo senso
dellumorismo. Le persone fanno battute ageiste continuamente, persino nei bastioni del politicamente
corretto. Possono essere molto divertenti, ma dipingono anche lo stereotipo dei vecchi asessuali,
fisicamente deboli e mentalmente disabili. E, se si pu prendere in giro qualcuno, non lo si pu
discriminare. Che cosa rende questi commenti discriminatori? Il fatto che non prendiamo mai in giro
gli stessi cedimenti in una persona giovane. Ho ribattuto: La capacit fisica certamente declina, anche
se finora il mio cervello sembra funzionare. Ma il tuo commento  radicato nellageismo interiorizzato:
la convinzione che i sessantenni siano realmente meno capaci di divertirsi degli studenti del college. E
persino in uno stereotipo ancora pi problematico: lidea che tutti i sessantenni sono uguali sotto questo
o altri aspetti.
E non conta let di chi  offensivo. Lageismo toglie potere a chi sta a entrambi i capi dello
spettro. E, oh, s, anche a tutti coloro che si trovano nel mezzo, ed ecco perch la festa
dellinvecchiamento di Masha poteva sembrare insensata a tutti coloro ai quali invecchiare sembra
una parola sporca. Questanno una e-mail  arrivata da suo marito, che stava pianificando una festa a
sorpresa: Masha sta ringiovanendo iniziava. Maledizione. Ho respirato a fondo e ho risposto: Forse
penserai che stia scherzando, ma lo scorso anno Masha ha dato al suo compleanno il nome
meraviglioso ed estremamente radicale di Festa dellInvecchiamento. Non mi aspetto che tu faccia
altrettanto. Ma sta invecchiando, non ringiovanendo, e non ha alcun problema con questo. Quindi, per
favore, non usare un linguaggio ageista, lezioso e orientato alla negazione per questo fantastico
evento.
La leziosit  la mia ragione dessere. Comunque, ho capito ha risposto gentilmente Zor.
Non vedo lora di ballare con te.
Anchio.
Io e Lewis siamo amici, e il suo punto di vista  un po cambiato. Un regista presente a una
delle mie conferenze lha messa cos: La morale  vedere quanto ho accettato del pensiero corrente a
proposito di ci che mi riserva il futuro. Una pittrice si  dichiarata pronta al prossimo passo, dopo
essersi sentita a disagio per aver dovuto riconoscere i miei pensieri ageisti e autodenigratori;
successivamente sono partita in quarta per combatterli, quando li individuo in me stessa e negli altri.
Sta seguendo la tradizione quacchera che riguarda i testimoni: quando sei presente a uningiustizia, la
devi evidenziare. La dichiari e ne parli ad alta voce.
Si inizia a piccoli passi. Nessuna battaglia di successo  iniziata con un movimento di massa.
QUALCHE INDICAZIONE SU COME INIZIARE
 Cercate i modi in cui siete ageisti invece che i modi in cui non lo siete. Non potete sfidare il
pregiudizio a meno che non ne siate consapevoli, e a tutti capita di averne.
 Se non siete sicuri se qualcosa  ageista oppure no, pensate se lo stesso linguaggio o immagine
sarebbe appropriato a qualcuno molto pi vecchio o pi giovane. Per esempio, quando una coppia
abbracciata passa dallessere sexy a essere adorabile? Di contro, quando il vostro dentista trova un
sacco di carie per una persona della sua et, sta parlando del filo interdentale.
 Non date per scontato che le persone pi vecchie non sono ageiste. Molte di loro accettano,
senza rendersene conto, uno status di seconda classe, perch  cos che vanno le cose.
 Non fate complimenti a una persona pi vecchia dicendo che  diversa: pi in forma, pi
forte, pi alla moda delle altre persone della sua et. Dire: Non posso credere che tu abbia
settantacinque anni! implica che le settantacinquenni abbiano tutte un certo aspetto. Pu solo accettare
il complimento a spese delle altre donne della sua et. E implica che smetterai di ammirare questa
caratteristica o capacit quando lei smetter di essere fuori dal comune. Invece, fai complimenti alla
sua borsa o alla sua forza.
 State attenti alle visioni sterilizzate o romantiche dellinvecchiamento: immagini di vecchietti
senza sesso che placidamente sorridono, godendosi gli ultimi anni sotto un porticato, o che fanno le
spaccate nelle gare di ballo o che giocano la carta del saggio anziano. Indorare questa pillola maschera
lansia. Immagini idealizzate dellultima parte della vita distraggono dalle sfide reali
dellinvecchiamento e la necessit di affrontarle.
 Parlate con chi  molto pi vecchio o molto pi giovane di voi, e ascoltate con attenzione. Se
non ne conoscete molti, cercateli.
 Non usate ancora quando descrivete le attivit quotidiane, perch suggerisce che
quellattivit rende una persona fuori dal comune. I pi vecchi non stanno ancora guidando, andando in
palestra e in ufficio, viaggiando, facendo sesso, eccetera. Lo stanno facendo e basta, come molti altri. 
unabitudine difficile da spezzare, ma smettetela.
 La prossima volta che vedete qualcuno con disabilit severe e pensate: Mettetemi un cuscino
in faccia, se dovesse capitare a me, ricordate: il toro sembra diverso.
 La prossima volta che qualcuno vi chiede quanti anni avete, rispondete la verit. Poi
domandate che differenza fa quel numero e perch. Se chiedete a un bambino quanti anni ha, ditegli
prima la vostra et.
 Invece di dire a qualcuno che porta gli anni benissimo, dite solo che sta benissimo. Se
qualcuno vi dice: Porti i tuoi anni benissimo, resistete allimpulso di ringraziarlo. Rispondete
allegramente: Anche tu porti benissimo i tuoi anni!
 Non usate aggettivi per i pi vecchi che non si applichino anche ai pi giovani, come
arzillo, gagliardo e benevolo. Meglio attivo, deciso e gentile. I bambini sono piccoli,
teneri e infantili. Non i loro nonni. Colori e comunit sono vibranti, le persone sono energiche o
memorabili.
 Evitate un linguaggio incentrato sulla giovinezza come giovane dentro o giovanile o
giovane per i suoi anni. Invece usate parole specifiche come giocoso o pieno di energia o
carismatico o entusiasta, attributi che non hanno correlazione con let.
 Avete mai conosciuto qualcuno che si descrive come anziano? Evitate la parola. Evitate
anche agli anziani; implica infermit e suggerisce che let avanzata spinge le persone in una specie
di categoria uniforme, quando non potrebbe essere pi diverso.
 Non usate nonna a meno che non stiate parlando di nonne. Riduce le donne al loro status di
riproduttrici e desessualizza.
 Cercate la bellezza in visi e corpi pi vecchi.
 Non date per scontato che qualcuno sia troppo vecchio  o troppo giovane  per avere
qualcosa da dire su un argomento o per prendersi una responsabilit.
 Date per scontata la capacit, non lincapacit. Parlate a una persona pi vecchia come fate
con una persona pi giovane. Offrite il vostro aiuto se vi sembra appropriato, ma non insistete.
 Non date per scontato che questo tema sia rilevante solo per i pi vecchi. Lageismo colpisce
chiunque.
 Addestratevi a notare quando tutti in un gruppo hanno la stessa et e, a meno che non ci sia
una ragione legittima, fatelo notare.
 La prossima volta che vi chiedete se un outfit o un comportamento o un viaggio sia
appropriato a una certa et, riconsiderate la questione. Per gli adulti, non c nulla del genere.
 Date vita o partecipate a un gruppo di presa di coscienza sui pregiudizi intorno allet. La
presa di coscienza  uno strumento che usa il potere delle esperienze personali per scoprire pregiudizi
inconsci e chiedere cambiamenti sociali. Potete scaricare un opuscolo Who Me, Ageist? How To Start
Your Own Consciousness-Raising Group, dalla homepage di thischairrocks.com. Include anche una
lista di risorse anti-ageismo (in inglese).
ASPETTATEVI RIFIUTI
I cambiamenti sociali sconvolgono. Utilizziamo difese per evitare il disagio o il conflitto.
Lattivista Kathy Sporre ha stilato questa lista di risposte tipiche per non essere accusati di ageismo.280
 Pensiero globale: va bene perch lo fanno tutti come in Tutti comprano biglietti di auguri
che scherzano sullet. Forse, ma questo non rende il biglietto meno criticabile.
 Razionalizzare: Stavo solo scherzando. Non volevo ferire i sentimenti di nessuno. Potrebbe
essere vero, ma il linguaggio negativo ha delle conseguenze. Lintento  irrilevante.
 Minimizzare: Lageismo non  grave come il razzismo/riscaldamento globale/linfoma, quindi
dov il problema? Questo si limita a deviare la conversazione.
 Accusare: Se tu dovessi avere a che fare con loro ogni giorno, anche tu li chiameresti
maledetti vecchiacci! Questo sposta la responsabilit del comportamento ageista sugli altri, spesso
proprio sui pi vecchi.
Queste manovre evasive mantengono lo status quo. Lobiettivo, quando le sfidiamo, non 
vincere il punto, visto che essere conflittuali spinge solo laltro a irrigidirsi, ma offrire al nostro
interlocutore una nuova prospettiva da considerare. Parlando a una tavola rotonda sullageismo, ho
sottolineato alcune espressioni problematiche, che ho sentito da altri durante lincontro, come lo
tsunami grigio, che collega le persone che invecchiano a un disastro naturale terrificante. Ovviamente
non ho fatto nomi, ma una donna  venuta da me, pi tardi, e ha dichiarato: A me piace
quellespressione. Non  dispregiativa e continuer a usarla. Okay, bene! Per, forse, la prossima
volta ci prester attenzione.
Se le persone sono sulla difensiva,  facile che la conversazione li abbia toccati perch riguarda
una loro abitudine che non avevano considerato. Pu essere molto difficile per qualcuno comprendere
che le loro intenzioni non sono il punto, che devono lasciar andare questo aspetto e focalizzarsi solo sul
messaggio. Ascoltate attentamente ed empaticamente, e cercate di comprendere ci che dice di voi e
dellaltra persona.
Se vi fanno un commento ageista, domandate: Che cosa intendi? e ascoltate la risposta.
Che cosa succede se vi fanno un commento ageista? I commenti possono essere non solo
inappropriati, ma persino bizzarri... Sono cos contenta che tu sia ancora in piedi! per esempio. Pu
essere difficile non essere bruschi, come lo sono stata io con la commessa del negozio di vestiti, o stare
zitti o uscirsene con qualcosa di pi che un incredulo: Eh? Ecco qui una risposta che va bene per
ogni situazione: Che cosa intendi? Ponete la domanda in modo neutrale, non aggressivo o sarcastico,
perch non volete essere etichettati come inflessibili o irritabili, giusto? E ascoltate.
In questo modo non dovete spiegare perch il commento era inaccettabile: laltra persona ci
deve arrivare da sola. Deve pensare perch improvvisamente si sente imbarazzata (invece di ricevere
una risatina). Quei momenti ci rimangono impressi.
Unamica si  avvicinata a una signora anziana con un bastone a un incrocio e ha urlato: Posso
aiutarla? Per tutta risposta ha ricevuto una rabbiosa lavata di capo, non per lofferta di aiuto, ma
perch aveva dato per scontato che fosse dura dorecchi.  stata una lezione imbarazzante che non
dimenticher mai. Se invece di rispondere con durezza, supponete che la donna anziana avesse chiesto
gentilmente: Perch sta urlando? La donna pi giovane avrebbe imparato la lezione in modo meno
doloroso e, magari, la sua gentile offerta sarebbe stata accettata. Il punto non  mettere in imbarazzo,
ma far s che una persona rifletta un momento.  pi educativo di qualsiasi altra mini lezione, ed
entrambe le parti avrebbero un beneficio da uno scambio imparziale.
VERSO UN MONDO AMICHEVOLE CON OGNI ET
Resistere allageismo  parte di una rivoluzione culturale pi ampia.
Liberarci dellageismo interiorizzato e diventare pi vecchi in addestramento sono compiti
importanti di per s. Il loro valore cresce esponenzialmente se ci aiutano a vedere la resistenza
allageismo come parte di una rivoluzione culturale pi ampia. Ci sar resistenza. Lo spostamento di
paradigmi fondamentali minaccia ruolo, reddito e identit di professionisti affermati, che il loro campo
sia la produzione di passeggini o la stampa. Quando si diffuse lenergia elettrica, il valore dei brillanti
chimici di Proctor & Gamble diminu vertiginosamente perch sapevano come fare le candele, non
erano esperti di elettricit. Molti nel campo dellinvecchiamento resisteranno davanti a questo
spostamento, perch hanno investito, consapevolmente o meno, in un mondo ageista. Sebbene sia come
se lOrganizzazione nazionale delle donne chiudesse un occhio sul sessismo, lAARP, lAssociazione
americana dei pensionati, deve ancora rendere una priorit il confronto con lageismo. Fare questo
significher riconoscere che gli ottantenni e i novantenni sono loro elementi costituenti, cos come il
consolidato, seppure giovane, movimento per i diritti dei disabili e abbracciare linvecchiamento in
tutte le sue diversit. Questi sono movimenti rischiosi nel clima culturale odierno.
Come ci piacerebbe quel cambiamento culturale? Le divisioni rigide di qualsiasi tipo  che sia
tra giovani, di mezza et e vecchi, o tra casa, scuola e lavoro, o tra lavoro e pensione  non sono solo
artificiali e sempre pi obsolete. Sono antitetiche al compito immenso e necessario di dare forma e
avvantaggiarsi di vite pi lunghe. Per ottenere il massimo da anni in salute, prendersi cura di chi ne ha
bisogno e condividere questi pesi e benedizioni attraverso quattro generazioni in vita, dobbiamo vedere
queste categorie come mescolate, disordinate, miscelate e parallele, invece che come silos isolati,
riflettendo cos la vita nella sua complessit.
Se le carriere iniziassero pi tardi e avessero il loro picco tra i cinquanta e i sessantanni,
avremmo pi tempo, prima di studiare, per capire in che cosa siamo bravi, e per stare a casa con i
bambini quando sono ancora piccoli. Uscire gradualmente dal lavoro ci permetterebbe di trasmettere
quello che abbiamo imparato e pianificare il nostro pensionamento, che avremo ancora tempo per
goderci. Vivere, imparare e lavorare insieme faciliterebbe amicizie e collaborazioni intergenerazionali
e renderebbe tutti pi vecchi in addestramento.
Un patto sociale per vite pi lunghe dovrebbe supportare contatti e trasferimenti di ogni tipo
attraverso le generazioni. Come la pensione, fonte stabile e sicura di reddito, ha mantenuto milioni di
persone fuori dalla povert, specialmente i pi vecchi e chi ha disabilit, e nel processo ha aiutato le
famiglie a rimanere a galla.
Un patto sociale per vite pi lunghe dovrebbe optare per integrare le et e non per tenerle divise,
sotto forma di abitazioni economicamente accessibili e multigenerazionali; altrettanto trasporti pubblici
accessibili e adeguati e una conformit universale alle leggi per la tutela dei diversamente abili.
Fornirebbe alle famiglie  non necessariamente quelle basate su legami biologici, ma formatesi
per impegno reciproco di lunga data  cure a chi ne ha bisogno a prezzi accessibili, con stipendi
dignitosi e trattando quei lavoratori con dignit.
In che altro modo ci possiamo avviare verso un mondo amichevole nei confronti di ogni et?
 Aumentando le opportunit per i pi vecchi di contribuire socialmente, civicamente ed
economicamente, dalle librerie alla scuola, dai centri sociali e musei ai mercati contadini, eventi
sportivi e orti comunitari, e supportare questi nuovi ruoli, mentre evolvono. Non solo posti dove
andare, ma modi per arrivarci, e non solo bingo, ma attivit che offrono flessibilit e fiducia e
opportunit per creare e costruire.
 Aiutando i pi vecchi a lavorare pi a lungo, continuando a formarli, offrendo un orario
flessibile, aumentando laccessibilit e permettendo la transizione verso limpiego part-time.
 Investendo in ricerca sulla biologia dellinvecchiamento. Che cosa scatena linvecchiamento
nei nostri tessuti e nelle cellule, perch accade e quali fattori genetici, fisiologici e ambientali originano
questi cambiamenti? Abbiamo poche risposte a queste domande basilari.
 Includendo soggetti pi vecchi negli studi sulle funzioni fisiche, psicologiche e sociali e nei
testi clinici di nuovi medicinali e trattamenti.
 Migliorando il rimborso per i geriatri e incoraggiando e finanziando medici, infermieri e
assistenti che vogliono specializzarsi in geriatria.
 Finanziando la ricerca sulle implicazioni sociali della longevit: come integrare unattiva
quarta generazione nella vita pubblica e privata; come permetterle di continuare a contribuire e come
prendercene cura se non pu farlo da sola, quale ruolo pu giocare la tecnologia, quali attitudini nei
confronti delle strutture del matrimonio e della famiglia.
 Rendendo lo studio pi facile per gli studenti pi vecchi, con locali accessibili, programmi
flessibili e unintera gamma di corsi, borse di studio e integrazione nella comunit scolastica.
 Sostenendo leggi e normative che combattano il problema dellabuso degli anziani. Negli Usa,
lElder Justice Act, approvato nel 2010, la risposta pi completa del governo federale al problema
dellabuso degli anziani, ha ricevuto un solo finanziamento di 4 milioni di dollari.
In Italia sono 3 milioni (il 5,5 per cento della popolazione) le persone che soffrono di difficolt
funzionali gravi, l80 per cento di loro sono anziani. 1,4 milioni sono confinati e casa. In tutta Europa,
le cure sono fornite  nell80 per cento dei casi  da famigliari, soprattutto donne tra i quarantacinque e
cinquantacinque anni, spesso costrette a lasciare il lavoro. Il valore economico di questa attivit
rappresenta fra il 50 e il 90 per cento del costo complessivo dei servizi di assistenza formale a lungo
termine.
www.caregiverfamiliare.it
 Supportando i caregiver famigliari nel loro faticoso, estenuante e importante lavoro. Pi di 40
milioni di americani forniscono cure non pagate, non guadagnano contributi pensionistici, non hanno
ferie pagate e hanno accesso limitato a risorse come formazione, counseling famigliare e tempo libero.
Quasi 5 milioni di nonni forniscono le loro cure ai nipoti, eppure ricevono solo il 10 per cento dei fondi
dal National Family Caregiver Support Program, lunico programma federale di questo tipo.281 Le
persone che lasciano il lavoro per fornire cure ad altri (a qualsiasi et) dovrebbero continuare a
guadagnare i contributi pensionistici.
 Assicurare un reddito ai pi vecchi dopo che hanno dovuto lasciare limpiego.
 Sviluppando una partnership pubblico-privato che fornisca cure a lungo termine agli anziani
che le richiedano. Molti ne negano la necessit, che  il motivo per cui non c un vero finanziamento
per le cure a lungo termine.
 Migliorando il sistema sanitario per i trattamenti geriatrici e assicurando la totale copertura
pubblica per le cure a lungo termine.
 Creando nuovi riti di passaggio secolari e spirituali.
 Identificando lageismo come un problema generale che riguarda ogni impegno legato allet
e dando priorit alle iniziative anti-ageismo.
Sono richieste importanti. Eppure gli esperti citati in Gauging Aging, un report del 2015
realizzato da importanti organizzazioni sullinvecchiamento (AARP, American Federation for Aging
Research, American Geriatrics Society, American Society on Aging, Gerontological Society of
America, National Council on Aging, e National Hispanic Council on Aging), pensano che si tratti di
obiettivi raggiungibili. Dichiarano che, sebbene una societ che invecchia ha il potenziale per mettere
sotto sforzo le risorse pubbliche, come le coperture pensionistiche e il sistema sanitario, siamo
abbastanza ricchi per una popolazione che invecchia.282 La chiave sta nel rendere la spesa pubblica
pi efficiente e nel riorganizzare le priorit.
La lista potrebbe proseguire. Migliaia di persone in gamba, esperti in medicina, salute, politiche
del lavoro, pianificazione urbanistica, educazione, economia, legge, design e scienze umanistiche,
stanno lavorando sodo per capire come affrontare tali sfide. Questo  il momento giusto per una
collaborazione attiva fra tutti questi campi e, di pi, per trovare modi per supportare quegli scenari.
Affrontare lageismo  fondamentale per ognuno di loro. Non possiamo continuare a rendere
pi lunghe le nostre vite, in una societ che perpetua e trae profitti dalla discriminazione per et.
La mia chiamata allazione tende verso il primo e fondamentale passo di affrontare lageismo
interiorizzato, ma  solo la prima mossa da fare. Sebbene io lasci agli economisti politici il compito di
spiegare la funzione dellageismo nel sistema capitalistico,  chiaro che ribaltare la discriminazione
sulla base dellet richiederebbe cambiamenti fondamentali nel modo in cui la societ  strutturata.
Dobbiamo proporre modi pi giusti e ampi per valutare la produttivit, escogitare nuove modalit
perch i pi vecchi possano continuare a contribuire, supportandoli in questi sforzi e disgiungendo il
valore di un essere umano dal successo in questi parametri. Tale cambiamento sociale richiede che
uniamo la lotta contro il razzismo, il sessismo, le discriminazioni nei confronti dei disabili e
lomofobia. Allo stesso modo, gli attivisti delle altre cause sociali farebbero bene a considerare come
lageismo ostacoli i loro sforzi, a prenderne coscienza e lavorare contro di esso.
Come per i movimenti che continuano a sfidare i sistemi radicati di razzismo e sessismo, anche
per superare lageismo servono molte persone determinate a ribaltare la convinzione che le cose
stanno cos. Questo comporta numerose, difficili revisioni e discussioni, oltre che evidenti conflitti, su
cure sanitarie e domicili e su quando e per quali motivi smettiamo di dare valore alle persone... non
solo perch invecchiamo, ma perch lo facciamo in un mondo ageista.  una battaglia essenziale, se
vogliamo creare un mondo in cui le persone possano trovare significato e scopo a ogni stadio della vita.
Dare nuova forma al panorama comporta sfidare un sistema che d valore alle persone in
termini di produttivit economica convenzionale, invece che il loro pieno valore in quanto esseri
umani. La domanda fondamentale  se c, o no, unet o uno stadio in cui le persone diventano vuoti a
perdere. Coloro che pensano di no dovrebbero porre quella domanda, spesso e a voce alta, ai politici
che io chiamo i virtucrati, che mettono sullo stesso piano la personale bont con la ricchezza materiale,
considerando quindi la povert un fallimento morale e creando una repellente distinzione fra poveri
che se lo meritano e poveri che invece no. Perch non possiamo avere una societ che valuta allo
stesso modo tutti coloro che ne fanno parte, che prepara numerosi specialisti in geriatria per aiutare i
pi vecchi a rimanere in salute il pi a lungo possibile e che supporta la collaborazione tra famiglie,
vicini e amici per mantenere tutti al sicuro e connessi al mondo?
Un incontro rivelatore con una registrazione di Bessie Smith che canta Nobody in Town Can
Bake a Sweet Jelly Roll Like Mine ha introdotto il commediografo August Wilson al blues. Lha
descritto come una nascita, un battesimo, una resurrezione della mia coscienza; rappresentavo una
cultura ed ero portatore di alcuni validi antenati...283 Guardandosi intorno, il ventenne inizi a
guardare ai pi vecchi della sua comunit non come a falliti e inutili, ma come a fonti di valore di storia
vivente. Ha iniziato a frequentare un negozio di sigari e la sala da biliardo dellHill District di
Pittsburg, ascoltandoli parlare di baseball e politiche cittadine e delle loro vite quando erano giovani,
una ricca storia collettiva della quale, Wilson si  reso conto, faceva parte. Ho sconvolto le mie
orecchie, il mio cuore, e qualsiasi strumento analitico che possedevo per abbracciare questo mondo.284
Tutti hanno accesso a un mondo come quello di Wilson. Abitiamolo. Come i pi vecchi in
addestramento di ogni et e ogni percorso di vita, prendiamo la questione nelle nostre mani e
costruiamo una societ age-friendly. Sarebbe ospitale per i passeggini e per le sedie a rotelle. I suoi
membri riconoscerebbero e rispetterebbero le differenze dovute allet, si connetterebbero oltre quelle e
non le userebbero per fomentare conflitti. Investighiamo le strategie che le persone mettono in atto
mentre invecchiano, ascoltiamo ci di cui hanno bisogno e che vogliono, e lavoriamo verso una societ
in cui prepararsi per una vita lunga  collettivo tanto quanto uno sforzo individuale. Immaginatela!
NE VARR LA PENA
Dite quello che pensate, anche se la vostra voce trema dice la fondatrice delle Pantere grigie
Maggie Kuhn, che ha indagato limmagine dei pi vecchi come senza sesso e incapaci, che chiama la
vecchiaia un tempo di liberazione e autodeterminazione285 e che non ha problemi a immaginare ruoli
critici per i membri pi vecchi delle societ come guardiani, difensori, educatori e futurologi. E che  in
grado di decodificare quanto accaduto in passato: come il filosofo danese Sren Kierkegaard ha
osservato: La vita pu essere compresa solo a posteriori; ma deve essere vissuta sempre in avanti.
Persone di ogni et, unitevi!
Let  diversa dalla razza o dal genere perch si tratta di una condizione universale. Questo
mette lageismo su un altro piano rispetto a razzismo e sessismo o alla discriminazione nei confronti
dei diversamente abili e, paradossalmente, rende lidentificazione con la causa pi elusiva.
I membri dei movimenti radicali generalmente si definiscono in opposizione al mainstream, ma
tutti invecchiano. Persone di ogni et, unitevi! Non abbiamo nulla da perdere se non i nostri pregiudizi.
Quando ingoiamo la nozione che due terzi della vita sono in declino, la mente e il corpo si conformano
prematuramente allaspettativa di fragilit e debilitazione. Queste percezioni ispirano i nostri
comportamenti espliciti e gli atteggiamenti impliciti nei confronti dellet e dellinvecchiamento.
Inoltre, influenzano profondamente come, e se, le persone di et differenti interagiscono, e come i pi
giovani vedono il futuro che li attende.
Ogni anziano in addestramento ha una parte nel trasformare le attitudini personali e culturali nei
confronti della longevit. Alcuni le porteranno oltre ed esporranno la considerazione prevalente della
popolazione che invecchia come una minaccia a interessi economici importanti e allaumento di potere personale.
ESSERE ORGOGLIOSI DELLET!
A differenza dei temporaneamente non disabili (come siamo chiamati dalle persone
diversamente abili), che evitano assiduamente bastoni, deambulatori e qualsiasi altra cosa si possa
associare allinfermit, gli attivisti per i diritti dei disabili gridano: Sono disabile, sentimi ruggire.
Rivendicando il loro status come parte integrante della propria identit lo de-stigmatizzano. Negli
ultimi quarantanni, hanno costruito un movimento che si basa sulla premessa che non c piet o
tragedia nella disabilit, e sono i miti, le paure e gli stereotipi della societ che rendono difficile essere
disabile.286 In questa potente dichiarazione potete mettere invecchiare e vecchio al posto di
disabile, specialmente visto che una lunga vita non  in alcun modo una perdita, ma
inequivocabilmente un dono. Molti milioni di persone ora acquistano un orgoglio crescente
nellidentificarsi come disabili, una transizione sconvolgente in una societ che esalta lintelligenza e la
perfezione fisica.
Parole come manicomio e ritardato e persino handicappato sono state cancellate dal
linguaggio. La nostra paura dei problemi psichiatrici, invisibili e terrificanti, scorre ancora pi nel
profondo. Eppure un movimento in boccio per lorgoglio della pazzia  emerso per combattere
questo stigma e celebrare la cultura e lidentit di persone che sono state etichettate come
mentalmente malate.
Solo pochi decenni fa, essere gay era un segreto di cui vergognarsi, ora gli armadi non sono pi
per gli scheletri, ma per i vestiti, e il matrimonio gay  legale in molti Paesi. Spinto dal movimento per
i fondamentali diritti civili, ognuno di questi gruppi ha lavorato perch la societ desse valore e
rispettasse ogni suo membro. Non  giunto il momento di mettere anche luguaglianza per et, in
qualit di diritto civile e umano, sullagenda?
La discriminazione sulla base dellet  inaccettabile, cos come quella sulla base di ogni altro
aspetto di noi che non possiamo cambiare. Immaginate la generazione del dopoguerra, i loro figli e i
figli dei loro figli trovare una causa comune in questo fatto, invece che in una visione
dellinvecchiamento basata sulla paura, e fare fronte comune contro la discriminazione che rende
invecchiare pi difficile di quello che dovrebbe.
Questo  il mondo che vogliamo per i nostri figli, che potrebbero anche vivere fino a cento anni.
Dare un nome, reclamare e liberare dalla vergogna sono componenti cruciali di tutti i
movimenti sociali di successo. Il movimento di Potere nero aveva Nero  bello. La canzone di Helen
Reddy I Am Woman (Hear Me Roar), sono donna sentitemi ruggire,  diventata linno del movimento
femminile. Niente su di noi senza di noi dichiara il popolo dei diversamente abili, insistendo su
visibilit e partecipazione. Gli attivisti dei diritti gay cantano Siamo qui, siamo gay, abituatevi! 
giunto il tempo di Siamo vecchi, siamo orgogliosi, abituatevi! per aggiungerci a quella playlist.
 il tempo di un movimento radicale per linvecchiamento e dellorgoglio dellet. I genitori
festeggiano i successi dei propri figli: mentre la giovinezza sparisce, perch non essere orgogliosi di
dove siamo arrivati e di quel che abbiamo, perch non aspirare al massimo di ci che ci aspetta in
futuro?
Lorgoglio dellet non  solo per adolescenti irrispettosi o anziani licenziati. Come ha detto
Maggie Kuhn: Dobbiamo essere orgogliosi della nostra et e, se avesse vissuto abbastanza, sarebbe
arrivata prima di me a sostenere: Okkupiamo let!
Lorgoglio dellet  per chiunque rifiuti di rimpiangere di svegliarsi un giorno pi vecchio, che
riconosce una vita lunga come un privilegio, che  preparato a sfidare le potenti strutture che si
muovono al di sotto di ogni discriminazione. Tutti stiamo invecchiando. Tutti ne beneficiano quando siamo uniti, insieme, contro loppressione.
Lorgoglio dellet  per tutti.
...
.
...
FINE.
...
.
...
Note.
...
Introduzione
1.  Letteralmente coguaro, indica una donna matura che ha rapporti sentimentali con uomini molto
pi giovani (N.d.T.) 2.  Si tratta di viaggi studio per persone adulte. Sono proposti da
unorganizzazione non profit oggi chiamata Road Scholar, ma dalla fondazione, nel 1975, e fino al
2010 si chiamava Elderhostel. I viaggi sono organizzati in pi di centocinquanta Paesi nel mondo
(N.d.T.). 3.  A Profile of Older Americans 2013, Administration on Aging,
http://www.aoa.acl.gov/Aging_Statistics/Profile/2013/6.aspx. 4.  Robert N. Butler, The Longevity
Revolution, Public Affairs, New York, 2008. 5.  Greg O'Neill, direttore della National Academy on an
Aging Society, Discussion of Social, Economic, Policy and Scientific Drivers of Change Affecting
Healthy Aging, Productive Engagement and Ageism  What this means to Mrs. Jones (presentazione
alla Age Boom Academy del 2010, sponsorizzata da The Atlantic Philanthropies, New York, 7 giugno
2010), National Institute on Aging, Health and Retirement Study, Capitolo 1, Health, 25.
http://hrsonline.isr.umich.edu/sitedocs/databook/HRS_Text_WEB_Ch1.pdf. 6.  Laura L. Carstensen, A
Long Bright Future, Broadway Books, New York, 2009. 7.  David G. Blanchflower e Andrew J.
Oswald, Is well-being U-shaped over the life cycle?, in Social Science & Medicine, Elsevier, vol. 66(8),
1733- 1749, aprile 2008. http://www.nber.org/papers/w12935.
Jonathan Rauch, The Real Roots of Midlife Crisis, in Atlantic magazine, dicembre 2014.
http://www.theatlantic.com/magazine/archive/2014/12/the-real-roots-of-midlife-crisis/382235/.
Yang, Yang, 2008, Social Inequalities in Happiness in the U.S. 1972- 2004: An Age-Period-Cohort
Analysis, in American Sociological Review, 73, 204-226.
http://news.uchicago.edu/article/2008/04/16/age-comeshappiness-university-chicago-study-shows.
1. Come nasce lageismo e come funziona
8.  David Hackett Fischer, Growing Old in America, Oxford University Press, New York, 1978, 134.
9.  La distinzione fra in-group (gruppo di noi) e out-group (gruppo di loro) venne proposta dal
politologo William Graham Sumner, secondo il quale lidentificazione col gruppo di appartenenza era
facilitata dal ripudio dellout-group, estraneo e nemico. Il sociologo della scienza Robert K. Merton ha
evidenziato che gli out-group possono anche essere poli positivi di riferimento (N.d.T.). 10.  Becca
Levy e Mahzarin R. Banaji, Implicit Ageism, in Ageism: Stereotyping and Prejudice Against Older
Persons, dir. Todd Nelson, MIT Press, Cambridge, 2004, 67. 11.  Robert N. Butler, Why Survive?
Being Old in America, Harper & Row, New York, 1975, 47. 12.  National Center on Elder Abuse,
Administration on Aging, Department of Health and Human Services, Elder Abuse: The Size of the
Problem, che cita, tra gli altri, Acierno R, Hernandez MA, Amstadter AB, Resnick HS, Steve K,
Muzzy W, et al. (2010).
Prevalence and correlates of emotional, physical, sexual, and financial abuse and potential neglect in
the United States: The national elder mistreatment study, in American Journal of Public, 100(2),
292-297, http://www.ncea.aoa.gov/Library/Data/index.aspx. 13.  Si tratta di una acuta semplificazione
del linguaggio utilizzato, quando si parla con i pi vecchi, come se avessero difficolt di comprensione
(N.d.T.). 14.  Cari Romm, Battling Ageism With Subliminal Messages in Atlantic, 22 ottobre 2014.
http://www.theatlantic.com/health/archive/2014/10/battling-ageism-with-subliminal-messages/381762/
. 15.  Todd D. Nelson, Ageism: Prejudice Against Our Feared Future Self, in Journal of Social Issues,
61 (2005), 207-22; riferimento al lavoro di Giles et al., 1994; Giles, Fox, & Smith, 1993. 16.  Sarit A.
Golub, Allan Filipowicz ed Ellen J. Langer, Acting Your Age in Ageism: Stereotyping and Prejudice
Against Older Persons, MIT Press, Cambridge, 2004, 292. 17.  Zoe Williams, We Should Celebrate
Enhanced Longevity, in The Age, 25 luglio 2009.
http://www.theage.com.au/federal-politics/we-shouldcelebrate-enhanced-longevity-20090724-dw3g.ht
ml. 18.  Anthony Webb, Do Health and Longevity Create Wealth?, in Institute for Ethics and
Emerging Technologies, Alliance for Health & the Futureat the International Longevity Centre Policy
Report, 2006. http://ieet.org/course/Webb-Health&Wealth.pdf. 19.  Philip Longman, Think Again:
Global Aging, in Foreign Policy, 12 ottobre 2010.
http://www.foreignpolicy.com/articles/2010/10/11/think_again_global_aging. 20.  Ted C. Fishman, As
Populations Age, a Chance for Younger Nations, in New York Times magazine, 14 ottobre 2010.
http://www.nytimes.com/2010/10/17/magazine/17Aging-t.html. 21.  Thomas Edsall, Who is Poor? in
New York Times, 13 marzo 2013. http://opinionator.blogs.nytimes.com/2013/03/13/who-is-poor/. 22.
Frank Furedi, prefazione di The Imaginary Time Bomb di Phil Mullan, I.B. Tauris & Co., Londra,
2002, xii. 23.  Longman, op. cit. 24.  Martha Albertson Fineman e Stu Marvel, The rights latest
Obamacare lie: Scapegoating Americas seniors, in Slate.com, 7 novembre 2013.
http://www.salon.com/2013/11/07/the_rights_latest_obamacare_lie_scapegoating_americas_seniors/.
25.  A. Palangkaraya e J. Yong, Population ageing and its implications on aggregate health care
demand: empirical evidence from 22 OECD countries, in International Journal of Heath Care Finance
Econ (2009), 391-402, doi: 10.1007/s10754-009-9057-3.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19301123. 26.  De Kingsley, Aging and health care costs:
narrative versus reality, in Poverty Public Policy, 2015, 7(1), 3-21, doi:
http://dx.doi.org/10.1002/pop4.89
http://apps.who.int/iris/bitstream/10665/186468/1/WHO_FWC_ALC_15.01_eng.pdf?ua=1. 27.
Matthew C. Klein, How Americans Die, in Bloomberg View, 17 aprile 2014.
http://www.bloomberg.com/dataview/2014-04-17/how-americansdie.html. 28.  John W. Rowe e
Robert L. Kahn, Successful Aging, DellPublishing, New York, 1998, 186. 29.  Phil Mullan, The
Imaginary Time Bomb, op. cit., xix. 30.  Lincoln Caplan, The Boomer Fallacy: Why Greedy Geezers
Arent Destroying Our Financial Future, in The American Scholar, estate 2014, 20. 31.  Anne Karpf,
How to Age, Macmillan, London, 2014, 31. 32.  Gretchen Livingston, At Grandmothers House We
Stay, in Pew Research Center report, 4 settembre 2013. 33.  MacArthur Foundation Network on an
Aging Society, Facts & Fictions About an Aging America, in Contexts, vol. 8, n. 4, novembre 2009. 34.
Pew Charitable Trusts Economic Mobility Project, When Baby Boomers Delay Retirement, Do Younger
Workers Suffer?, 13 settembre 2012. 35.  Fischer, Growing Old in America, 199. 36.  Lincoln Caplan,
The Boomer Fallacy: Why Greedy Geezers Arent Destroying Our Financial Future, in American
Scholar, estate 2014, 26. 37.  Canadian Institute for Health Information, Health Care in Canada,
2011A Focus on Seniors and Aging, ix.
http://secure.cihi.ca/free_products/HCIC_2011_seniors_report_en.pdf. 38.  E. Lindland, M. Fond, M.,
A Haydon e N. Kendall-Taylor, (2015). Gauging aging: Mapping the gaps between expert and public
understandings of aging in America, Washington, DC: FrameWorks Institute.
http://www.frameworksinstitute.org/pubs/mtg/gaugingaging/page7.html 39.  Kevin M. Murphy e
Robert H.Topel, The Value of Health and Longevity (giugno 2005), in National Bureau of Economic
Research Working Paper No.w11405. Reperibile attraverso Social Science Research Network:
http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=742364. 40.  Aging and the Macroeconomy:
Long-Term Implications of an Older Population, settembre 2012, National Research Council.
http://www.rci.rutgers.edu/~khartman/libguides/ agingandmacroeconomybriefreport.pdf. 41.  Susan
Jacoby, Never Say Die: The Myth and Marketing of the New Old Age, New York, 2011, 37. 42.  Jill
Lepore, The Force: How much military is enough?, in New Yorker, 28 gennaio 2013. 43.  Central
Intelligence Agency, The World Factbook, Country Comparison: Life Expectancy at Birth.
https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/rankorder/ 2102rank.html. 44.  Kevin
Sack, The Short End of the Longer Life, in New York Times, 27 aprile 2008.
http://www.nytimes.com/2008/04/27/weekinreview/27sack.html. 45.  NPR, Talk of the Nation, In Shoot
My Man, Mosley Tells Tale of Atonement, a cura del NPR Staff, 26 gennaio 2012, 1:54 PM.
2. Le nostre et, noi stessi: lidentit
46.  Anne Karpf, Ageing is a mixture of gains and losses: why we shouldnt fear getting old, in
Guardian, 3 gennaio 2014,
http://www.theguardian.com/society/2014/jan/04/ageing-mixture-gains-losses. 47.  Laura Shapiro,
What It Means to Be Middle Aged, in New York Times Book Review, 13 gennaio 2012.
http://www.nytimes.com/2012/01/15/books/review/in-our-prime-the-invention-of-middle-age-by-patrici
a-cohenbook-review.html. 48.  Butler, Why Survive?, 14. 49.  Paul Taylor et al., Growing Old in
America: Expectations vs. Reality, in Pew Research Centers Social and Demographic Trends Report,
29 giugno 2009, 3. 50.  Sarit A. Golub, Allan Filipowicz e Ellen J. Langer, Acting Your Age, in
Ageism: Stereotyping and Prejudice Against Older Persons, dir. Todd D. Nelson, MIT Press,
Cambridge, 2004, 278. 51.  Susan Krauss Whitbourne e Joel R. Sneed, The Paradox of Well-Being,
Identity Processes, and Stereotype Threat: Ageism and Its Potential Relationships to the Self in Later
Life, in Ageism: Stereotyping and Prejudice Against Older Persons, dir. Todd D. Nelson, MIT Press,
Cambridge, 2004, 287. 52.  Sarit A. Golub, Allan Filipowicz e Ellen J. Langer, Acting Your Age, in
Ageism: Stereotyping and Prejudice Against Older Persons, dir. Todd D. Nelson, MIT Press,
Cambridge, 2004, 288. 53.  Sarit A. Golub, Allan Filipowicz e Ellen J. Langer, Acting Your Age, 282.
54.  Judith Warner, I Feel It Coming Together, in New York Times, 15 ottobre 2009.
http://opinionator.blogs.nytimes.com/2009/10/15/i-feel-itcoming-together. 55.  Sasha Frere-Jones, Brit
Pop, in New Yorker, 16 dicembre 2013. http://www.newyorker.com/magazine/2013/12/16/brit-pop. 56.
University of Warwick. Middle-Aged Misery Spans the Globe, in ScienceDaily, 30 gennaio 2008.
http://www.sciencedaily.com/releases/2008/01/080129080710.htm. 57.  Lynne Segal, Out of Time:
The Pleasures and the Perils of Aging, Verso Books, Londra, 2013, Kindle edition. 58.  Wendy
Lustbader, Life Gets Better: The Unexpected Pleasures of Growing Older, Jeremy P. Tarcher/Penguin,
New York, 2011, 125. 59.  Gerotranscendence: A Possible Path Toward Wisdom in Old Age,
pamphlet, Uppsala University, Sweden. http://www.soc.uu.se/digitalAssets/149/149866_folder.pdf. 60.
Molly Andrews, The Seductiveness of Agelessness, in Aging and Society, vol. 19, Issue 03 (1999),
301-318. 61.  Oggi Andreja. Si  sottoposta a unoperazione per la riassegnazione sessuale nel 2014
(N.d.T.). 62.  Alex Morris, The Prettiest Boy in the World, in New York, 14 agosto 2011.
http://nymag.com/fashion/11/fall/andrej-pejic/. 63.  NYU Local blog, 21 aprile 2014.
http://nyulocal.com/oncampus/2014/04/21/local-stops-internet-teenagers-jesus-flume-andamerica/. 64.
Elaine Showalter, introduzione a Out of Time: The Pleasures and the Perils of Aging, di Lynne Segal,
Verso Books, Londra, 2013, Kindle edition. 65.  E-mail personale allautrice da Paula Span, 8 maggio
2013. 66.  Naomi Wolf, Madonna: The Directors Cut, in Harpers Bazaar, 9 novembre 2011.
http://www.harpersbazaar.com/celebrity/news/madonnainterview-1211. 67.  Alabama Mayor, 91,
Admits Stealing $201K from Town, AP, 12 ottobre 2012.
http://www.cbsnews.com/8301-201_162-57531139/alabamamayor-91-admits-stealing-$201k-from-tow
n/ 68.  Harry R. Moody, Human Values, in Aging newsletter, 1 agosto 2009. 69.  Anne Karpf, How to
Age, Macmillan, Londra, 2014, 65. 70.  Ina Jaffe e NPR Staff, Silver Tsunami, And Other Terms
That Can Irk the Over-65 Set, National Public Radio, 19 maggio 2014.
http://www.npr.org/2014/05/19/313133555/silver-
tsunami-and-other-terms-thatcan-irk-the-over-65-set. 71.  Margaret Cruikshank, Learning to Be Old:
Gender, Culture and Aging, Rowman & Littlefield, Publishers, Lanham, MD, 2013, 3. 72.  Paula
Span, Agings Misunderstood Virtues, in New York Times, 30 agosto 2010.
http://newoldage.blogs.nytimes.com/2010/08/30/appreciatingthe-peculiar-virtues-of-old-age/. 73.
Laura Carstensen, A Long Bright Future, 228.
3. Dimenticare la memoria: il cervello che invecchia
74.  Rowe e Kahn, Successful Aging, 44. 75.  Margaret Morganroth Gullette, Our Irrational Fear of
Forgetting, in New York Times, 21 maggio 2011.
http://www.nytimes.com/2011/05/22/opinion/22gullette.html. 76.  Laura Carstensen, professoressa di
psicologia presso luniversit di Stanford e direttrice dello Stanford Longevity Center, The Science of
Aging (presentazione del 2012 alla Age Boom Academy, sponsorizzata da The Atlantic Philanthropies,
AARP e New York Times, New York), 24 marzo 2012. 77.  Margaret Morganroth Gullette, Our
Irrational Fear of Forgetting, in New York Times, 21 maggio 2011.
http://www.nytimes.com/2011/05/22/opinion/22gullette.html. 78.  Harris Interactive Survey, What
America ThinksMetLife Foundation Alzheimers Survey, febbraio 2011.
https://www.metlife.com/assets/cao/foundation/alzheimers-2011.pdf. 79.  Robert McCann e Howard
Giles, Ageism in the Workplace: A Communication Perspective, in Ageism: Stereotyping and Prejudice
Against Older Persons, dir. Todd D. Nelson, MIT Press, Cambridge, 2004, 171. 80.  Erving Goffman,
Stigma: Notes on the Management of Spoiled Identity, Simon and Schuster, New York, 2009, 3. 81.
Peter J. Whitehouse e Daniel George, The Myth of Alzheimers: What You Arent Being Told About
Todays Most Dreaded Diagnosis, St. Martins Press, New York, 2008, Kindle edition. 82.  Andy
Coghlan, New Alzheimers drugs: What do they do and could they be a cure?, in New Scientist, 22
luglio 2015.
https://www.newscientist.com/article/dn27941-new-alzheimers-drugs-what-do-they-do-and-couldthey-
be-a-cure/. 83.  Sousan Hammad, Islands of Amnesia, in Guernica, 26 febbraio 2014.
http://www.guernicamag.com/daily/sousan-hammad-islands-of-amnesia/. 84.  Margaret Morganroth
Gullette, Keeping the Conversation Going, in Jewish Daily Forward, 30 settembre 2012.
http://forward.com/articles/163585/keeping-the-conversation-going/?p=all#ixzz2jJRYbpKg. 85.  Anne
Basting, Coping With Alzheimers, Lettere al direttore, New York Times, 4 giugno 2011.
http://www.nytimes.com/2011/06/05/opinion/l05alzheimers.html. 86.  Nina Strohminger e Shaun
Nichols, Your Brain, Your Disease, Your Self, in New York Times, 21 agosto 2015.
http://www.nytimes.com/2015/08/23/opinion/your-brain-your-disease-your-self.html. 87.  Whitehouse
e George, The Myth of Alzheimers, Kindle edition. 88.  Testimonianza dellAlzheimers Association,
audizione presso The National Plan to Address Alzheimers Disease: Are We On Track to 2025?,
Comitato speciale sullinvecchiamento, Senato degli Stati Uniti, 1 maggio 2013
http://www.alz.org/documents/national/appropriations-testimony-031313.pdf. 89.  Ai-Jen Poo, The
Age of Dignity: Preparing for the Elder Boom in a Changing America, New Press, New York, 2015,
17. 90.  Molly Wagster, Capo dipartimento, Neuropsicologia dellinvecchiamento, Istituto Nazionale
sullInvecchiamento, The Aging Body, presentazione al Longevity: America Ages Seminar,
sponsorizzato da The Knight Foundation for Specialized Journalism, Universit del Maryland, 9 aprile
2008. 91.  Patricia A. Coyle et al., Effect of Purpose in Life on the Relation Between Alzheimer
Disease Pathologic Changes on Cognitive Function in Advanced Age, in Arch Gen Psychiatry, maggio
2011, 69(5), 499-505, doi: 10.1001/archgenpsychiatry.2011.1487.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3389510/. 92.  Benedict Carey, At the Bridge Table,
Clues to a Lucid Old Age, in New York Times, 21 maggio 2009.
http://www.nytimes.com/2009/05/22/health/research/22brain.html. 93.  Joe Verghese, Richard B.
Lipton, Mindy J. Katz, Charles B. Hall, Carol A. Derby, Gail Kuslansky, Anne F. Ambrose, Martin
Sliwinski e Herman Buschke, Leisure Activities and the Risk of Dementia in the Elderly, in New
England Journal of Medicine (2003); 348, 2508-2516,19 giugno 2003, doi: 10.1056/NEJMoa022252.
http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa022252. 94.  Il riferimento  al libro illustrato per
bambini The Little Engine That Could, pubblicato negli Usa nel 1930, una storia utilizzata per
insegnare ai pi piccoli i valori dellottimismo e del duro lavoro (N.d.T.). 95.  Gene Cohen, medico e
direttore del Center on Aging, Health and Humanities, George Washington University, The New Senior
Moment: Positive Changes Because of Aging, presentazione al Longevity: America Ages Seminar
(sponsorizzato da The Knight Foundation for Specialized Journalism, Universit of Maryland), 7 aprile
2008. 96.  Benedict Carey, Older Really Can Mean Wiser, in New York Times, 16 marzo 2015.
http://www.nytimes.com/2015/03/17/health/older-reallycan-mean-wiser.html. 97.  Joshua K.
Hartshorne e Laura T. Germaine, When Does Cognitive Functioning Peak? The Asynchronous Rise and
Fall of Different Cognitive Abilities Across the Life Span, in Psychological Science (2015), doi:
10.1177/0956797614567339. 98.  Michael Ramscar, Peter Hendrix, Cyrus Shaoul, Petar Milin e
Harald Baayen, The Myth of Cognitive Decline: Non-Linear Dynamics of Lifelong Learning, in Topics
in Cognitive Science (2014), 5-42, doi: 10.1111/tops.12078. 99.  http://cbreaux.blogspot.com. 100.
Corrispondenza e-mail con lautrice, 13 agosto 2015. 101.  Kathleen Woodward, Against Wisdom: The
Social Politics of Anger and Aging, in Cultural Critique 51 (primavera 2002), 186-218. 102.  Vaillant,
Aging Well, 5. 103.  Nicholas Bakalar, Happiness May Come With Age, Study Says, in New York
Times, 31 maggio 2010. http://www.nytimes.com/2010/06/01/health/research/01happy.html 104.
Laura Carstensen, Why Should We Look Forward To Getting Older?, intervista con lo staff di
NPR/TED, 22 giugno 2015, Part 4 of the TED Radio Hour, episodio Shifting Time,
http://krcu.org/post/why-should-we-lookforward-getting-older. 105.  Nicholas Bakalar, Happiness
May Come With Age, Study Says, in New York Times, 31 maggio 2010.
http://www.nytimes.com/2010/06/01/health/research/01happy.html. 106.  Jonathan Rauch, The Real
Roots of Midlife Crisis, in Atlantic, dicembre 2014, 90. 107.  The U-bend of life, in Economist, 16
dicembre 2010. http://www.economist.com/node/17722567. 108.  Karl Pillemer, Why Family and
Social Relationships Matter (presentazione del 2012 allAge Boom Academy, sponsorizzata da the
Atlantic Philanthropies, AARP e New York Times, New York), 24 marzo 2012. 109.  Wendy
Lustbader, Who Speaks for Older Adults presentazione allAge Boom Academy, New York,
sponsorizzata da The Atlantic Philanthropies, 9 settembre 2013. 110.  Lustbader, Life Gets Better, 124.
111.  Jane Fonda, Lifes Third Act, TEDWomen, dicembre 2011.
http://www.ted.com/talks/jane_fonda_life_s_third_act.html. 112.  Muriel Gillick, The Denial of Aging:
Perpetual Youth, Eternal Life, and Other Dangerous Fantasies, Harvard University Press, Cambridge,
2006, 266. 113.  Hannah Seligson, An Age-Old Dilemma for Women: To Lie or Not to Lie, in New
York Times, 27 giugno 2015. http://www.nytimes.com/2015/06/28/style/an-age-old-dilemma-for-
women.html. 114.  Sarah Ditum, How old age became a fashion trend, in Guardian, 19 ottobre 2012.
http://www.theguardian.com/commentisfree/2012/oct/19/fashion-old-women. 115.  Paul Taylor, et al.,
Growing Old in America: Expectations vs. Reality, in Pew Research Report, 29 giugno 2009, 59. 116.
Louis Begley, Age and Its Awful Discontents, in New York Times, 17 marzo 2012.
http://www.nytimes.com/2012/03/18/opinion/sunday/age-andits-discontents.html.
4. Salute, non giovinezza: il corpo pi vecchio
117.  Anti-Ageism Taskforce at The International Longevity Center, Ageism in America, 2005, 25.
http://www.mailman.columbia.edu/sites/default/files/Ageism_in_America.pdf. 118.  Gillick, The
Denial of Aging, Kindle edition. 119.  Jay Olshansky, The Demographic Perspective on Longevity
(presentazione del 2009 allAge Boom Academy, sponsorizzata da New York Times con il supporto di
The Glenn and MetLife Foundations, New York), 31 maggio 2009. 120.  Azienda indipendente di
ricerca e sviluppo nelle biotecnologie fondata, nel 2013, da Google Inc. e Arthur D. Levinson, per
combattere linvecchiamento e le patologie correlate (N.d.T.). 121.  Brian Lehrer Show, The World
Envies Our Wrinkles, 27 marzo 2015. http://www.wnyc.org/story/how-think-about-aging/. 122.  Good
Survival Rates Found in Heart Surgery for Aged, Associated Press, 10 novembre 2008.
http://www.nytimes.com/2008/11/11/health/research/11heart.html. 123.  Maureen Mackey, Ageism in
Medicine: How It Appears, Why It Can Hurt You, in AARP Bulletin, 18 novembre 2010.
http://www.aarp.org/entertainment/books/info-11-2010/author_speaks_ageism_in_medicine.html. 124.
Access all ages: assessing the impact of age on access to surgical treatment, in Age UK & The Royal
College of Surgeons of England, RCSENG  Communications, 2012.
https://www.rcseng.ac.uk/publications/docs/access-all-ages. 125.  Access all ages 2: Exploring
variations in access to surgery among older people, in Age UK & The Royal College of Surgeons of
England, 2014. http://www.rcseng.ac.uk/news/docs/access-all-ages-2. 126.  Monisha Pasupathi e
Corinna E. Lockenhoff, Ageist Behavior, in Ageism: Stereotyping and Prejudice Against Older
Persons, dir. Todd D. Nelson, MIT Press, Cambridge, 2004, 208. 127.  Ibid., 206. 128.  Ibid., 209.
129.  J. Lazarou et al., Why Learn about Adverse Drug Reactions (ADR)?, in Institute of Medicine,
National Academy Press, 2000, JAMA 1998, 279(15), 1200-1205; Gurwitz JH et al., Am. J. Med.,
2000, 109(2), 87-94. Sito dellU.S. Food and Drug Administration.
http://www.fda.gov/Drugs/DevelopmentApprovalProcess/DevelopmentResources/DrugInteractionsLab
eling/ucm114848.htm. 130.  Richard W. Pretorius, Gordana Gataric, Steven K. Swedlund, e John R.
Miller, Reducing the Risk of Adverse Drug Events, in Am Fam Physician, 1 marzo 2013, 87(5),
331-336. 131.  Ageism in America, International Longevity Center, p. 35. 132.  Laura Carstensen, The
Science of Aging (presentazione del 2012 alla Age Boom Academy, sponsorizzata da The Atlantic
Philanthropies, AARP e New York Times, New York), 24 marzo 2012. 133.  Paula Span, Even Fewer
Geriatricians in Training, in New York Times, 9 gennaio 2013.
http://newoldage.blogs.nytimes.com/2013/01/09/evenfewer-geriatricians-in-training/. 134.  Kristen
Gerencher, Poor prognosis for care of elderly, in CBS. MarketWatch.com, 12 giugno 2003.
http://www.marketwatch.com/story/fighting-a-dearth-of-geriatric-medicine-professionals. 135.  Anne
Kingston, Why its time to face up to old age, in Macleans, 13 ottobre 2014.
http://www.macleans.ca/society/health/an-age-oldproblem/. 136.  Atul Gawande, Being Mortal,
Metropolitan Books, New York, 2014, Kindle edition (trad. it. Essere mortale, Einaudi, Torino, 2016).
137.  Albert L. Siu e John C. Beck, Physician Satisfaction with Career Choices in Geriatrics, in The
Gerontologist, vol. 30, Issue 4, 529-534. http://gerontologist.oxfordjournals.org/content/30/4.toc. 138.
Paul Leigh, Daniel J Tancredi e Richard L Kravitz, Physician career satisfaction within specialties, in
BMC Health Services Research, 2009, 9:166. http://www.biomedcentral.com/1472-6963/9/166 139.
Monisha Pasupathi e Corinna E. Lockenhoff, Ageist Behavior, in Ageism: Stereotyping and Prejudice
Against Older Persons, dir. Todd D. Nelson, MIT Press, Cambridge, 2004, 202. 140.  Ibid., 202. 141.
National Institute of Health, Disability in Older Adults, aggiornato al 29 marzo 2013.
http://report.nih.gov/nihfactsheets/ViewFactSheet.aspx?csid=37. 142.  David M. Cutler, Kaushik
Ghosh e Mary Beth Landrum, Evidence for Significant Compression of Morbidity In the Elderly U.S.
Population, in National Bureau of Economic Research Working Paper No.19268, August 2013,
http://www.nber.org/papers/w19268. 143.  Nicholas Bakalar, Gentlemen, 5 Easy Steps to Living Long
and Well, in New York Times, 19 febbraio 2008.
http://www.nytimes.com/2008/02/19/health/19agin.html. 144.  Hitt R., Young-Xu Y., Perls T.,
Centenarians: The older you get, the healthier youve been, in Lancet, 1999, 354 (9179): sixty-five2.
145.  Quick Statistics Compiled by the National Institute on Deafness and Other Communication
Disorders (NIDCD). https://www.nidcd.nih.gov/health/statistics/Pages/quick.aspx. 146.  Frank R. Lin,
E. Jeffrey Metter, Richard J. OBrien, Susan M. Resnick, Alan B. Zonderman e Luigi Ferrucci,
Hearing Loss and Incident Dementia, in JAMA Neurology, vol. 68, n.o 2, 14 febbraio 2011, Arch
Neurol. 2011, 68(2), 214-220, doi: 10.1001/archneurol.2010.362.
http://archneur.jamanetwork.com/article.aspx?articleid=802291. 147.  Gregg Easterbrook, What
Happens When We All Live to Be 100?, in Atlantic, ottobre 2014. 148.  Rowe e Kahn, Successful
Aging, 30. 149.  Jane E. Brody, 100 Candles on Her Next Cake, and Three Rs to Get Her There, in
New York Times, 18 ottobre 2010. http://www.nytimes.com/2010/10/19/health/19brody.html. 150.
Jane Gross, How Many of You Expect to Die?, in New York Times, 8 luglio 2008.
http://newoldage.blogs.nytimes.com/2008/07/08/how-many-ofyou-expect-to-die/. 151.  Gretchen
Reynolds, Exercise to Age Well, Whatever Your Age, in New York Times, 29 gennaio 2014.
http://well.blogs.nytimes.com/2014/01/29/EXERCISE-TO-AGE-WELL- REGARDLESS-OF-AGE/. 152.
Dr. Mark LachsTreat Me Not My Age, in Annuity News Now, caricato su YouTube il 15 novembre
2010. http://www.youtube.com/watch?v=vz_lgvBsBpE 153.  Living to 120 and Beyond: Americans
Views on Aging, Medical Advances and Radical Life Extension, in Pew Research Religion & Public
Life Project, 6 agosto 2013. http://
www.pewforum.org/2013/08/06/living-to-120-and-beyond-americans-views-on-agingmedical-advances
-and-radical-life-extension/. 154.  Aging Through the Eyes of A Doctor, in The Today Show, 17
febbraio 2011. http://www.today.com/id/41610799/ns/today-today_health/#.UmE_C5TF1As. 155.
Cruikshank, Learning to Be Old, 37. 156.  Ibid., p. 42. 157.  Paula Span, A Workout for the Mind, in
New York Times, 20 ottobre 2014.
http://newoldage.blogs.nytimes.com/2014/10/30/a-workout-for-themind/. 158.  Karin A. Ouchida e
Mark S. Lachs, Not for Doctors Only: Ageism in Healthcare, in Generations, vol. 39(3), autunno 2015,
47. 159.  Becca R. Levy, Martin D. Slade, Terrence E. Murphy e Thomas M. Gill, Association
Between Positive Age Stereotypes and Recovery From Disability in Older Persons, in JAMA, 2012,
308(19), 1972-1973. doi: 10.1001/jama.2012.14541. 160.  Becca R. Levy, Martin D. Slade, Suzanne
R. Kunkel, Stanislav V. Kasl, Longevity increased by positive self-perceptions of aging, in Journal of
Personality and Social Psychology, vol. 83(2), agosto 2002, 261-270.
5. Senza data di scadenza: sesso e intimit
161.  Simi Linton, My Body Politic: A Memoir, University of Michigan Press, Ann Arbor, 2010, 85.
162.  Cynthia Rich, Ageism and the Politics of Beauty, in Look Me in the Eye: Old Women, Aging and
Ageism, di Barbara Macdonald con Cynthia Rich, Spinsters Book Company, San Francisco, 1991, 143.
163.  Anti-Ageism Taskforce of the International Longevity Center, Ageism in America, 52.
http://www.mailman.columbia.edu/sites/default/files/Ageism_in_America.pdf. 164.  Stacy L. Smith,
Marc Choueiti, Elizabeth Scofield e Dr. Katherine Pieper, Gender Inequality in 500 Popular Films:
Examining On-Screen Portrayals and Behind-the-Scenes Employment Patterns in Motion Pictures
Released between 2007-2012, Annenberg School for Communication & Journalism, University of
Southern California, 2013. 165.  Andrea Peyser, Sleazy Geezer Society Meeting Now in Session, in
New York Post, 1 giugno 2011.
http://nypost.com/2011/06/01/sleazy-geezersociety-meeting-now-in-session/. 166.  Le Golden Girls del
titolo richiamano una sitcom, trasmessa dalla NBC, tra gli anni ottanta e novanta, che racconta di un
gruppo di donne over 50, le quali condividono casa e cercano di divertirsi, nonostante le difficolt. I
golden years, gli anni doro, fanno anche riferimento agli anni oltre i sessantacinque, vissuti
serenamente (N.d.T.). 167.  Arianna Rebolini, These Confessions from Women in Their Eighties Will
Challenge Your Views on Sexuality, in BuzzFeed, 6 febbraio 2014.
http://www.buzzfeed.com/ariannarebolini/these-confessions-from-women-in-their-eighties-will-challen
g. 168.  Lindy West, Women in Their 70s Say Theyre Having Way Hotter Sex than You, in
Jezebel.com, 6 febbraio 2014.
http://jezebel.com/women-intheir-70s-say-theyre-having-way-hotter-sex-th-1516813341. 169.  Cynthia
Rich, The Women in the Tower, in Look Me in the Eye: Old Women, Aging and Ageism, 78. 170.
Susan Sontag, The Double Standard of Aging, in Saturday Review, 23 settembre 1972, 28-38. 171.
Carina Chocano, Girls Love Math. We Never Stop Doing It, in New York Times, 16 novembre 2012.
http://www.nytimes.com/2012/11/18/magazine/girls-love-math-we-never-stop-doing-it.html 172.
Miranda Prynne, Beautiful actresses suffer more from ageism, says Angela Lansbury, in London
Telegraph, 23 gennaio 2014.
http://www.telegraph.co.uk/culture/theatre/10591490/Beautiful-actresses-suffer-more-from-ageism-say
s-Angela-Lansbury.html. 173.  Frank Greve, As seniors live longer they find love expectancy also
grows, in McClatchy Newspapers, 16 luglio 2008.
http://www.mcclatchydc.com/news/politics-government/article24491419.html. 174.  Carrie Glenn, Sex
Life of Older Adults and Rising STDs, in ABC News health blog, 4 febbraio 2012.
http://abcnews.go.com/blogs/health/2012/02/03/older-people-getting-busy-and-getting-stds/. 175.
Division of HIV/AIDS Prevention, National Center for HIV/AIDS, Viral Hepatitis, Sexual Transmitted
Diseases and Tuberculosis Prevention, Centers for Disease Control and Prevention, HIV Among People
Aged 50 and Over, 2015. http://www.cdc.gov/hiv/group/age/olderamericans/index.html. 176.  Stacy
Tessler Lindau MD, et al., A Study of Sexuality and Health among Older Adults in the United States, in
New England Journal of Medicine (2007), 357:762-774, 23 agosto 2007, doi:
10.1056/NEJMoa067423. http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa067423. 177.  Il riferimento 
a una poesia di Dylan Thomas: Non andartene docile in quella notte buona, riferendosi alla morte
(N.d.T.). 178.  Christian Rudder, Dataclysm, Crown Publishers, New York, 2014, 91. 179.  Jon
Pareles, As Ever, the Wisdom of a Lovin Heart, in New York Times, 29 aprile 2002.
http://www.nytimes.com/2002/04/29/arts/pop-review-asever-the-wisdom-of-a-lovin-heart.html. 180.
Gullette, Agewise, 130. 181.  Louis Begley, Old Love, in New York Times, 8 agosto 2012.
http://www.nytimes.com/2012/08/12/opinion/sunday/old-love.html. 182.  Traduzione italiana di Paolo
Cognetti, in G. Paley, Fedelt, minimum fax, Roma, 2011. 183.  Jan Hoffmann, Married Sex Gets
Better in the Golden Years, in New York Times, 23 febbraio 2015.
http://well.blogs.nytimes.com/2015/02/23/married-sex-gets-better-in-the-golden-years/. 184.  Still
Doing It: The Intimate Lives of Women Over 60, sito di libri e film di Deirdre Fishel e Diana Holtzberg.
http://www.stilldoingit.com/. 185.  Lynne Segal, Out of Time, Kindle edition. 186.  Letteralmente
Granny Id like to fuck, nonna che mi piacerebbe scopare, insieme a Milf, mother Id like to fuck,
mamma che mi piacerebbe scopare (N.d.T.). 187.  Termine inventato dal geriatra Bill Thomas per
indicare una radicale reinterpretazione del concetto di longevit, che renda i pi vecchi e i loro bisogni
centrali nella ricerca collettiva della felicit e del benessere (N.d.T.). 188.  Mireille Silcoff, Why Your
Grandpa Is Cooler Than You, New York Times magazine, 26 aprile 2013.
http://www.nytimes.com/2013/04/28/magazine/why-your-grandpa-is-cooler-than- you.html. 189.
Fabulous Fashionistas, diretto da Sue Bourne, documentario televisivo, inizialmente trasmesso da
Channel 4 (UK), 14 settembre 2013. http://www.channel4.com/programmes/ fabulous-fashionistas.
190.  Sarah Ditum, How old age became a fashion trend, in Guardian, 19 ottobre 2012.
http://www.theguardian.com/commentisfree/2012/oct/19/fashion-old-women. 191.  Antiaging Products
and Services: The Global Market, in MarketWatch, 19 agosto 2013.
http://www.marketwatch.com/story/antiaging-productsand-services-the-global-market-2013-08- 19.
192.  Abby Ellin, Raise Your Hand for an Engagement Selfie, in New York Times, 25 marzo 2014.
193.  Frances McDormand on Aging, intervista con Katie Couric postata su Yahoo News il 6
novembre 2014. https://www.youtube.com/watch?v=NZLQ0jPcuwQ. 194.  Dominique Browning, The
Case for Laugh Lines, in New York Times, 26 maggio 2011.
http://www.nytimes.com/2011/05/29/fashion/dominiquebrownings-argument-for-natural- aging.html.
195.  Chuck Nyren, Going Nutty Over Older Womens Bodies, in Huffington Post 50 blog, 29 maggio
2014. http://www.huffingtonpost.com/chuck-nyren/. 196.  Brown, S. L., Lin, I.-F., & Payne, K.K.
(2012), Age Variation in the Divorce Rate, 1990-2010 (FP-12-05). National Center for Family &
Marriage Research. http://www.bgsu.edu/content/
dam/BGSU/collegeof-arts-andsciences/NCFMR/documents/FP/FP-12-05.pdf.
https://contemporaryfamilies.org/growing-risk-brief-report/.
6. Non abbiamo ancora finito: il posto di lavoro
197.  Espressione che indica il comune errore di pensare che la forza lavoro sia una componente fissa,
quindi  semplificando  che un nuovo lavoratore entri nel mercato solo a seguito delluscita di un
altro. A questo proposito lOcse invita i Paesi a non incoraggiare i lavoratori pi vecchi a ritirarsi dal
mercato del lavoro per far posto ai pi giovani, proprio perch non  assolutamente detto che, in caso di
fuoriuscita dei lavoratori pi vecchi, le aziende li sostituiranno con lavoratori pi giovani (N.d.T.). 198.
Catherine Rampell, In Hard Economy for All Ages, Older Isnt Better... Its Brutal, in New York Times,
2 febbraio 2013.
http://www.nytimes.com/2013/02/03/business/americans-closest-to-retirement-werehardest-hit-by-rece
ssion.html. 199.  Michael Winerip, Pushed Out of a Job Early, in New York Times, 6 dicembre 2013.
http://mobile.nytimes.com/2013/12/07/booming/pushed-out-of-a-job-early.html. 200.  Robert McCann
e Howard Giles, Ageism in the Workplace: A Communication Perspective, in Ageism: Stereotyping and
Prejudice Against Older Persons, dir. Todd D. Nelson, MIT Press, Cambridge, 2004, 170. 201.
Shankar Vedantam, Older Americans May Be Happier Than Younger Ones, in Washington Post, 14
luglio 2008.
http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2008/07/13/AR2008071301641_pf.html. 202.
Nathaniel Reade, The Surprising Truth About Older Workers, in AARP magazine, agosto/settembre
2013. http://www.aarp.org/work/job-hunting/info-07-2013/older-workers-more-valuable.html. 203.
Fischer, David Hackett, Growing Old in America, Oxford University Press, New York, 1978, 211. 204.
Si tratta di un piano pensionistico supplementare: i soldi vi vengono destinati al fondo pensione dal
lavoratore stesso e non si pagano tasse su questa somma fino a quando non si intende goderne. Dato
che si suppone che, avanti con gli anni, si guadagni meno, tale tassazione dovrebbe avvenire con
unaliquota pi favorevole. Solitamente il denaro viene conferito a un gestore del fondo e investito
(N.d.T.). 205.  Steven Greenhouse, Pushing Back Retirement, and Not Always for Money, in New York
Times, 12 marzo 2013.
http://www.nytimes.com/2013/03/13/business/retirementspecial/pushing-back-retirement-andnot-alway
s-for-money.html. 206.  Tricia Neuman, vicepresidente della Henry J. Kaiser Family Foundation,
Present Economics of Older America (presentazione del 2013 allAge Boom Academy, sponsorizzata
da the Atlantic Philanthropies, New York), 9 settembre 2013. 207.  Censimento U.S.A. 2013
Highlights. https://www.census.gov/hhes/www/poverty/about/overview/. 208.  National Council on
Aging, Economic Security for Seniors: Fact Sheet, 2015.
http://www.ncoa.org/press-room/fact-sheets/economic-security-for.html. 209.  Ibid. 210.  Carmen
DeNavas-Walt, Bernadette D. Proctor, Jessica C. Smith, Income, Poverty, and Health Insurance in the
United States: 2012, Ufficio statunitense di censimento. Pubblicato il 21 settembre 2013.
http://www.census.gov/prod/2013pubs/p60-245.pdf. 211.  Joan Entmacher, Katherine Gallagher
Robbins, Julie Vogtman e Lauren Frohlich, The National Womens Law Center, Insecure & Unequal:
Poverty and income among women and families 2000-2012, 2013. 212.  Robert McCann e Howard
Giles, Ageism in the Workplace: A Communication Perspective, in Ageism: Stereotyping and Prejudice
Against Older Persons, dir. Todd D. Nelson, MIT Press, Cambridge, 2004, 170. 213.  Abigail Van
Buren, Dear Abby: Single mom rips older workers for staying on the job too long, in Mercury News, 6
settembre 2013.
http://www.pottsmerc.com/article/20130905/LIFE01/130909807/dear-abbysingle-mom-rips-older-wor
kers-for-staying-on-the-job-too-long. 214.  Kathleen Geier, Deserving vs. undeserving poor  for the
love of God, here we go again, in Washington Monthly, 21 dicembre 2013.
http://www.washingtonmonthly.com/political-animal-a/2013_12/deserving_vs_undeserving_poor0483
02.php. 215.  When Baby Boomers Delay Retirement, Do Younger Workers Suffer?, in Pew Charitable
Trusts Economic Mobility Project report, 4.
http://www.pewstates.org/uploadedFiles/PCS_Assets/2012/EMP_retirement_delay.pdf. 216.  In Italia
il riferimento legislativo  il Dlgs. 216/03 del 9 Luglio 2003, che vieta qualsiasi tipo di
discriminazione, anche in base alla data di nascita (N.d.T.). 217.  Dora L. Costa, The Evolution of
Retirement: An American Economic History 1880-1990. University of Chicago Press, Chicago, 12.
218.  David C. Wilson, When Equal Opportunity Knocks, in Gallup Business Journal, 13 aprile 2006.
http://businessjournal.gallup.com/content/22378/When-Equal-Opportunity-Knocks.aspx#1. 219.
Noam Scheiber, The Brutal Ageism of Tech, in New Republic, 23 marzo 2014.
http://www.newrepublic.com/article/117088/silicons-valleys-brutalageism. 220.  Age Discrimination,
editoriale del 6 luglio 2009, in New York Times.
http://www.nytimes.com/2009/07/07/opinion/07tue2.html. 221.  Adam Cohen, After 40 Years, Age
Discrimination Still Gets Second-Class Treatment, in New York Times, 6 novembre 2009.
http://www.nytimes.com/2009/11/07/opinion/07sat4.html. 222.  David Hackett Fischer, Growing Old
in America, 214. 223.  10 Thing You May Not Know about Boomers Today, scheda informativa, serie
della PBS, 2007, The Boomer Century. http://www.pbs.org/boomercentury/tenthings.html. 224.
Marc Freedman, The Big Shift, intervista con Mike Cuthbert, AARP Prime Time Radio, 26 aprile 2011.
http://www.aarp.org/health/longevity/info-04-2011/the-big-shift.html. 225.  Ursula Staudinger,
direttrice del Columbia Aging Center, Demographic Change: Opportunities and Challenges for
Corporations (presentazione del 2013 allAge Boom Academy, sponsorizzata da The Atlantic
Philanthropies, New York), 10 settembre 2013. 226.  Michael Martin, When Retirement Goes Wrong,
NPR Special Series: Money Coach, 13 marzo 2013.
http://www.npr.org/2013/03/13/174198166/when-retirement-goes-wrong. 227.  Rowe and Kahn,
Successful Aging, 33. 228.  Cruikshank, Learning to Be Old, 48. 229.  Joyce Carol Oates, More
magazine, giugno 2009. 230.  Nardine Saad, Anne Hathaway, 32, is losing roles to younger stars: I
was that 24-year-old once, in Los Angeles Times, 4 settembre 2015.
http://www.latimes.com/entertainment/gossip/la-
et-mg-anne-hathawayageism-hollywood-losing-roles-glamour-uk-20150904-story.html. 231.  Ellis
Cose, Why It Makes No Sense to Fire Older Workers, in Newsweek, 28 ottobre 2009.
http://www.newsweek.com/why-it-makes-no-sensefire-older-workers-cose-81355.
7. Una lunga vita  un gioco di squadra: la trappola dellindipendenza
232.  Ari Houser, Wendy Fox-Grage e Mary Jo Gibson, AARP Across the States: Profiles of
long-term care & independent living, 2009, 6. http://assets.aarp.org/rgcenter/il/d19105_2008_ats.pdf.
233.  A Profile of Older Americans: 2012. Administration on Aging, Dipartimento statunitense di
Salute e servizi alluomo, 5. 234.  Shaoni Bhattacharya, European heatwave caused 35,000 deaths, in
New Scientist, 10 ottobre 2003.
http://www.newscientist.com/article/dn4259-european-heatwave-caused-35000-deaths.html#.U8PTgo1
dXq0. 235.  Dying Alone, intervista a Eric Klinenberg, University of Chicago Press.
http://www.press.uchicago.edu/Misc/Chicago/443213in.html. 236.  Anne C. Roar, With Friends
Aplenty, Many Widows Choose Singlehood, in New York Times, 13 luglio 2009.
http://newoldage.blogs.nytimes.com/2009/07/13/with-friends-aplenty-many-widows-choosesinglehood/.
237.  Administration on Aging, Administration for Community Living, 2013 Aging Statistics.
http://www.aoa.acl.gov/Aging_Statistics/Profile/2013/6.aspx. 238.  Alice Fisher, Aging-in-Place: It
Can Be Detrimental to Your Health, in Radical Age Movement blog, 15 giugno 2014.
http://theradicalagemovement.com/2014/09/27/ageing-in-place-it-can-be-detrimental-to-your-health/.
239.  The Eden Alternative, intervista al dr. Bill Thomas alla PBS.
http://www.pbs.org/thoushalthonor/eden/. 240.  Linda Carroll, Alzheimers extracts a high price on
caregivers, too, in NBC News, 5 settembre 2013.
http://www.nbcnews.com/health/alzheimers-extracts-high-price-caregivers-too-8C11070658. 241.
Gullette, Agewise, 29. 242.  Ibid. 243.  Aaron Smith, Older Adults and Technology Use, in Pew
Research Center Internet, Science & Tech Report, 3 aprile 2014.
http://www.pewinternet.org/2014/04/03/older-adults-and-technology-use/. 244.  Rachel Levy,
Grandma Got Stem blog, http://ggstem.wordpress.com/. 245.  Vaillant, Aging Well, 163. 246.
Lustbader, Life Gets Better, 159. 247.  Ibid., 168. 248.  Jan Baars, Aging, Autonomy and Justice.
Beyond Independence, Discorso per il ricevimento del GSA Social Gerontology Theory Award, 22
novembre 2013, New Orleans (manoscritto inedito). 249.  Meika Loe, Asking for Help As We Age
Actually Fosters Autonomy, in Aging Today, 19 giugno 2013.
http://www.asaging.org/blog/asking-help-weage-actually-fosters-autonomy?goback=.gde_3876337_m
ember_257938510. 250.  Lustbader, Life Gets Better, 72. 251.  Robert McG. Thomas, Jr., Maggie
Kuhn, 89, the Founder Of the Gray Panthers, Is Dead, in New York Times, 23 aprile 1995.
8. Il toro sembra diverso: la fine della vita
252.  Marc E. Agronim, How We Age: A Doctors Journey into the Heart of Growing Old, New
York, 2011, 9. 253.  Roger Angell, This Old Man: Life in the Nineties, in New Yorker, 17 e 24 febbraio
2014, 63. 254.  Marc E. Agronim, Old Age, From Youths Narrow Prism, in New York Times, 1 marzo
2010. http://www.nytimes.com/2010/03/02/health/02case.html. 255.  Karl Pillemer, 30 Lessons for
Living: Tried and True Advice from the Wisest Americans, New York, 2011, 217. 256.  J.A. Thorson e
F.C. Powell, Death anxiety in younger and older adults, in A. Tomer (Ed.), Death attitudes and the
older adult: Theories, concepts, and applications (123-136), Taylor & Francis, Philadelphia, 2000.
Anche Pillemer, 141. 257.  Laura L. Carstensen, The Influence of a Sense of Time on Human
Development, in Science magazine, vol. 312, 30 giugno 2006, vol. 312, n. 5782, 1913-1915, doi:
10.1126/science.1127488 258.  Intervista su KRCU Radio con Laura Carstensen del NPR/TED staff,
Why Should We Look Forward To Getting Older?, trasmessa il 22 giugno 2015.
http://krcu.org/post/why-should-we-look-forward-getting-older 259.  Thomas Mann, Life Grows in
the Soil of Time, in This I Believe: The Personal Philosophies of Remarkable Men and Women, Jay
Allison e Dan Gediman, eds., Henry Holt & Company, 2007, 151. 260.  Mariacristina De Nardi, Eric
French, John Bailey Jones, Jeremy McCauley, Medical Spending of the U.S. Elderly, National Bureau
of Economic Research, NBER Working Paper n. 21270, giugno 2015, doi: 10.3386/w21270.
http://www.advisory.com/dailybriefing/2015/06/22/new-data-could-change-how-you-think-about-end-o
f-life-care-costs. 261.  Caroline Davies, Martin Amis in new row over euthanasia booths, in
Guardian, 24 gennaio 2010.
http://www.theguardian.com/books/2010/jan/24/martin-amis-euthanasia-booths-alzheimers. 262.
James H Schulz e Robert H Binstock, Aging Nation: The Economics and Politics of Growing Older in
America, Baltimora, 2008, 190. 263.  Elizabeth Hughes Schneewind, Of Ageism, Suicide and Limiting
Life, in Journal of Gerontological Social Work, vol. 23(1/2), 1994 [146]. 264.  Linton, My Body
Politic, 226. 265.  Ed Meek, The millennial-boomer alliance, in Boston Globe magazine, 15 settembre
2013.
http://www.bostonglobe.com/magazine/2013/09/14/why-millennials-bond-with-their-boomer-parents/y
O932V5sUVj205pEXTyQSJ/story.html. 266.  Margaret Gullette, Lettera al direttore, in Boston Globe,
28 settembre 2013.
http://www.bostonglobe.com/magazine/2013/09/28/readers-respondarticles-baby-boomers-day-care-co
sts/ctTZKV6BuUAp8fgHiSPUPJ/story.html. 267.  Gullette, Agewise, 43. 268.  Carstensen, A Long
Bright Future, 36. 269.  Atul, Gawande, Being Mortal, Metropolitan Books, New York, 2014, Kindle
edition (trad. it. Essere mortale, Einaudi, Torino, 2016). 270.  Ibid. 271.  Robin Marantz Henig, A
Life-or-Death Situation, in New York Times magazine, 17 luglio 2013.
http://www.nytimes.com/2013/07/21/magazine/a-life-or-death-situation.html. 272.
http://brookeandpeggy.blogspot.com/. 273.  Ackerman, agosto 2009, comunicazione privata con
Margaret Morganroth Gullette, op. cit., 52. 274.  Marc E. Agronim, Old Age, From Youths Narrow
Prism, in New York Times, 1 marzo 2010. http://www.nytimes.com/2010/03/02/health/02case.html.
275.  Pete Townshend, Pete Townshend Summer Blog,
http://thewho.com/blog/story/summer-blog/#qgVSm9y9jTPjE4dY.99. 276.  Tim Kreider, You are going
to die, in New York Times, 30 gennaio 2013.
9. Okkupiamo let: oltre lageismo
277.  Carol Hanisch, The Personal is the Political, or. pubblicato in Notes from the Second Year:
Womens Liberation, 1970. http://www.carolhanisch.org/CHwritings/PIP.html. 278.  Nicholas Kristof,
She Gets No Respect: Sexism Persists, Even Among the Enlightened, in New York Times, 11 giugno
2014. http://www.nytimes.com/2014/06/12/opinion/nicholas-kristof-she-gets-no-respect.html. 279.
Heather M Rasinski et al., I Guess What He Said Wasnt That Bad, doi:
10.1177/0146167213484769Pers, Soc. Psychol. Bull., luglio 2013 vol. 39, n. 7 856-869856-869,
http://psp.sagepub.com/content/39/7/856. 280.  Kathy Sporre, Ageism Hides in Plain Sight, in
Journal on Active Aging, novembre/dicembre 2011, vol. 10, Issue 6, 74. http://www.icaa.cc 281.
Robert R. Blancato e Meredeith Ponder, The Public Policies We Need to Address Ageism,
Generations, Fall, 2015, vol., 39, n. 3, 92. 282.  Gauging Aging: Mapping the Gaps between Expert
and Public Understanding of Aging in America, A FrameWorks Research Report by Eric Lindland,
Marissa Fond, Abigail Haydon and Nathaniel Kendall-Taylor, FrameWorks Institute, Washington, DC,
2015. http://www.frameworksinstitute.org/pubs/mtg/gaugingaging/page7.html. 283.  McCarter Theatre
Center, There is a black person talking: How blues and Bearden inspired Wilsons own profound
articulation of the black tradition.
http://www.mccarter.org/fences/3-explore/thereisablackpersontalking.html. 284.  Mark William
Rocha, August Wilson and the Four Bs Influences, in August Wilson: A Casebook, Marilyn Elkins,
New York, 1994, 565. 285.  Remembering Maggie Kuhn: Gray Panthers Founder On The 5 Myths of
Aging, 1978 intervista con: Ken Dychtwald, Huffington Post, 05/31/2012.
http://www.huffingtonpost.com/ken-dychtwald/the-myths-ofaging_ b_1556481.html. 286.  Shapiro,
Joseph, No Pity, 5.
...
.
...
FINE.